Sommessamente consiglio Tagli scelti. Scritti di cultura materiale e gusto mediterraneo.
E’ la raccolta degli scritti di un grande e compianto professore genovese, Giovanni Rebora, pubblicata da Slow Food Editore: http://editore.slowfood.it/editore/ita/dettagli.lasso?cod=9788884991874.
Qualcuno ricorda “Ercolino sempre in piedi”? Era un altro gonfiabile testimonial dei formaggini Galbani, all’epoca prodotti a pochi chilometri da casa mia.
Ma il mio vero feticcio è rimasto il Cornetto Algida che, al pari della Settimana Enigmistica, vanta innumerevoli tentativi d’imitazione.
Aggiungo un’informazione di puro servizio: lunedì 24, nell’ambito del ciclo di incontri “Dalle stelle al firmamento”, la Triennale di Milano sarà collegata con la Festa a Vico dalle ore 18.
Per i dettagli: http://www.triennale.it/index.php?id=1&tbl=0&idq=1214#
Come a molti di noi appassionati, spesso mi tocca la parte del competente, ossia del capro espiatorio di ogni lamentela postprandiale.
Se può interessarti, Caf, dagli unanimi racconti dei ristoratori più anziani del mio Oltrepò il sommo decisionista risulta – alla memoria – Gianni Brera.
Che lei l’abbia assaggiato è evidente (cfr. ultimi secondi del filmato).
Precisazione per precisazione, alla domanda di uno dei presenti ha risposto, annuendo con espressione piuttosto convinta: “Sì, sì, è buono – senz’altro migliore degli altri”.
Se poi intendeva significare che il McItaly è solo un po’ meno peggio degli altri, no problem: vorrà dire che ora “ci siamo spiegati e capiti” anche noi
Forse il problema è che al signor Quaranta il McItaly piace davvero: l’ha dichiarato lui stesso, serio, nel pomeriggio di domenica 31 gennaio a “Identità Golose”, durante l’incontro di Carlo Petrini con Paolo Marchi in sala Lounge.
Noto con piacere che uno dei miei sommessi – ma informati – suggerimenti è stato (abbastanza) apprezzato dal Vate di Borzano.
Dovrò andarci presto, magari mi terranno buona la tessera giovani FIPS (anno 1974).
Non sono “quello della pizzeria all’angolo”: io e mia moglie spendiamo nei ristoranti una frazione non insignificante del reddito familiare.
Tuttavia, come una bella fetta di terrestri, viviamo in una casa piccola la cui cucina, per quanto dignitosa, certo non permetterebbe a un professionista di lavorare come si deve. Per questo motivo credo che non saremo mai clienti di un cuoco a domicilio.
Esprimo dunque una curiosità: che consistenza ha la domanda di questi servizi? Ci si può realisticamente campare?
Vorrei ricordare – non solo perché ne facevo parte… – anche il panel di appassionati e blogger ideato da Antonio Tombolini e Sara Maternini nel 2007 per conto di San Lorenzo.
Fu un bell’esperimento, di cui paradossalmente sul web non restano che poche e frammentarie tracce.
Non è l’università californiana di Berkeley né il Berklee College of Music: la monumentale affettatrice è semplimente (Van) BERKEL. Come “Ludovico Van” (cit.), insomma…
Questo Scanzi sarà anche un bravo scrittore, ma uno che mi cita La Gola in Tasca come voce critica non deve avere molto chiaro il panorama dell’editoria enogastronomica italiana.
Sono d’accordo con Fabrizio.
Cresciuto con Mina senza essere un fan delle sue canzoni, anche io l’ho riconosciuta appena sentito l’inizio del primo spot.
Non stupisce che anche in questa occasione divida l’Italia a metà: Mina non si discute, si ama. Stop.
A me basta sentirla; valuterà poi Barilla – che certo l’ha profumatamente retribuita – l’efficacia della campagna pubblicitaria.
Personalmente ritengo che il “riscatto veneziano”, più che a Clara Barra, sia da attribuire al notaro Perrotta, frequentatore assiduo e finissimo conoscitore della Serenissima.
E adesso è morto: Francesco Cossiga
agosto 17th, 2010 at 20:32Stappare due bottiglie pareva così brutto?
Cose che sconvolgono più della vuvuzela, parte seconda
luglio 3rd, 2010 at 12:56Se l’Italia fosse davvero anglofona, comunque, sono convinto che leggeremmo molte, ma molte meno caz… pardon, scemenze.
Cose che sconvolgono più della vuvuzela, parte seconda
luglio 3rd, 2010 at 11:58E che dire della modernissima – benché morta e sepolta da tempo… – “nuova cugina”, leggasi nouvelle cousine?
Consigli per un libro (gastrofanatico) da leggere quest'estate
luglio 2nd, 2010 at 12:16Sommessamente consiglio Tagli scelti. Scritti di cultura materiale e gusto mediterraneo.
E’ la raccolta degli scritti di un grande e compianto professore genovese, Giovanni Rebora, pubblicata da Slow Food Editore: http://editore.slowfood.it/editore/ita/dettagli.lasso?cod=9788884991874.
Poca accademia e molto sapere.
Confortami, Susanna tutta panna
luglio 2nd, 2010 at 11:59Qualcuno ricorda “Ercolino sempre in piedi”? Era un altro gonfiabile testimonial dei formaggini Galbani, all’epoca prodotti a pochi chilometri da casa mia.
Ma il mio vero feticcio è rimasto il Cornetto Algida che, al pari della Settimana Enigmistica, vanta innumerevoli tentativi d’imitazione.
Piccola guida ai ristoranti per il fine settimana. Speciale "Festa a Vico"
maggio 22nd, 2010 at 14:37Aggiungo un’informazione di puro servizio: lunedì 24, nell’ambito del ciclo di incontri “Dalle stelle al firmamento”, la Triennale di Milano sarà collegata con la Festa a Vico dalle ore 18.
Per i dettagli:
http://www.triennale.it/index.php?id=1&tbl=0&idq=1214#
Il pranzo della Domenica | Quando arriva il temibile momento di ordinare
maggio 10th, 2010 at 10:38Come a molti di noi appassionati, spesso mi tocca la parte del competente, ossia del capro espiatorio di ogni lamentela postprandiale.
Se può interessarti, Caf, dagli unanimi racconti dei ristoratori più anziani del mio Oltrepò il sommo decisionista risulta – alla memoria – Gianni Brera.
Vogliamo fare di Federico Quaranta il Gronchi Rosa della gastronomia
febbraio 10th, 2010 at 12:50Che lei l’abbia assaggiato è evidente (cfr. ultimi secondi del filmato).
Precisazione per precisazione, alla domanda di uno dei presenti ha risposto, annuendo con espressione piuttosto convinta: “Sì, sì, è buono – senz’altro migliore degli altri”.
Se poi intendeva significare che il McItaly è solo un po’ meno peggio degli altri, no problem: vorrà dire che ora “ci siamo spiegati e capiti” anche noi
Vogliamo fare di Federico Quaranta il Gronchi Rosa della gastronomia
febbraio 9th, 2010 at 22:44Forse il problema è che al signor Quaranta il McItaly piace davvero: l’ha dichiarato lui stesso, serio, nel pomeriggio di domenica 31 gennaio a “Identità Golose”, durante l’incontro di Carlo Petrini con Paolo Marchi in sala Lounge.
Una playlist di canzoni sul cibo
febbraio 8th, 2010 at 17:19Stra-quoto!
Ratanà, osteria con uso di metronomo
febbraio 7th, 2010 at 00:24Noto con piacere che uno dei miei sommessi – ma informati – suggerimenti è stato (abbastanza) apprezzato dal Vate di Borzano.
Dovrò andarci presto, magari mi terranno buona la tessera giovani FIPS (anno 1974).
E se facessi il cuoco a domicilio?
febbraio 6th, 2010 at 15:45Non sono “quello della pizzeria all’angolo”: io e mia moglie spendiamo nei ristoranti una frazione non insignificante del reddito familiare.
Tuttavia, come una bella fetta di terrestri, viviamo in una casa piccola la cui cucina, per quanto dignitosa, certo non permetterebbe a un professionista di lavorare come si deve. Per questo motivo credo che non saremo mai clienti di un cuoco a domicilio.
Esprimo dunque una curiosità: che consistenza ha la domanda di questi servizi? Ci si può realisticamente campare?
Pranzo della Domenica. Cappelletti, agnolotti e tortellini
gennaio 24th, 2010 at 13:22Per quel che vale – ossia nulla – io li ho sempre detestati, rivisitati o meno…
Questo è un post triste
gennaio 22nd, 2010 at 21:23Mi unisco all’abbraccio.
Il dentifricio per enogastronomi di Eataly rispetta il potere della papille gustative
gennaio 11th, 2010 at 11:38Era la rubrica di Cuore, vero?
Grande Caf!
Dissapore predice le 7 tendenze gourmet del 2010
gennaio 8th, 2010 at 15:00Io credo che “fuori” mercato – causa chiusura – andranno ancora parecchi ristoranti: la crisi non è affatto finita, malgrado i proclami governativi.
P.S.: Papi, il correttore di bozze che c’è in me non può astenersi dal rammentarti che il macellaio di Romanengo si chiama Cazzamali, con una sola ‘l’
Sondaggio | Gastrofanatici con cui vi sarebbe piaciuto dormire nel 2009
dicembre 18th, 2009 at 15:02Fantastica Eleonora Cozzella, che clamorosamente smentisce la locuzione nomen omen.
Il marketing al tempo dei blog | L'assaggio
dicembre 11th, 2009 at 12:36Vorrei ricordare – non solo perché ne facevo parte… – anche il panel di appassionati e blogger ideato da Antonio Tombolini e Sara Maternini nel 2007 per conto di San Lorenzo.
Fu un bell’esperimento, di cui paradossalmente sul web non restano che poche e frammentarie tracce.
Dispensati dalla Dispensa, per il momento
novembre 28th, 2009 at 20:29Non è l’università californiana di Berkeley né il Berklee College of Music: la monumentale affettatrice è semplimente (Van) BERKEL. Come “Ludovico Van” (cit.), insomma…
Forza Caf, ce la puoi fare
Le osterie d'Italia devono essere resistenti e geneticamente collocate a sinistra?
novembre 24th, 2009 at 11:29Questo Scanzi sarà anche un bravo scrittore, ma uno che mi cita La Gola in Tasca come voce critica non deve avere molto chiaro il panorama dell’editoria enogastronomica italiana.
E' Mina la doppiatrice più inascoltabile della storia?
novembre 5th, 2009 at 11:52Sono d’accordo con Fabrizio.
Cresciuto con Mina senza essere un fan delle sue canzoni, anche io l’ho riconosciuta appena sentito l’inizio del primo spot.
Non stupisce che anche in questa occasione divida l’Italia a metà: Mina non si discute, si ama. Stop.
A me basta sentirla; valuterà poi Barilla – che certo l’ha profumatamente retribuita – l’efficacia della campagna pubblicitaria.
Essere Clara Barra
ottobre 28th, 2009 at 16:13Verissimo… chi la conosce lo sa
Essere Clara Barra
ottobre 28th, 2009 at 16:12Personalmente ritengo che il “riscatto veneziano”, più che a Clara Barra, sia da attribuire al notaro Perrotta, frequentatore assiduo e finissimo conoscitore della Serenissima.