I diversi tipi di carne rossa sono cancerogeni come le sigarette

Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l’Agenzia Internazionale delle Nazioni Unite che si occupa di salute e medicina, i prodotti confezionati a base di carne rossa, al pari di sigarette, alcol, amianto e arsenico, sono tra le principali cause di tumori.

Pochi minuti fa gli esperti dell’Organizzazione con sede a Ginevra hanno diffuso un atteso rapporto, in parte anticipato nel fine settimana dal quotidiano britannico Daily Mail, che inserisce bacon, hamburger, wurstel e salsicce ma anche salumi e insaccati (coppa, salame e perfino prosciutto) oltre alla carne lavorata tra le prime cinque sostanze più cancerogene per gli esseri umani.

La decisione è in linea con l’opinione del WCRF (World Cancer Research Fund), una importante ONG che si occupa di prevenzione contro i tumori, secondo cui esiste una relazione provata tra il consumo di carni lavorate (vale a dire salate, essiccate, fermentate, affumicate, oppure trattate con conservanti per migliorarne sapore o conservazione) e il rischio di contrarre un tumore.

Come se non bastasse, l’OMS ha inserito la carne rossa fresca (dal maiale al manzo, dal vitello all’agnello sino alle carne di cavallo o di capra) nella lista dei probabili carcinogeni per l’uomo, etichettandola come «lievemente meno pericolosa» rispetto ai lavorati industriali, sulla base di numerosi studi che provano legami con alcuni tumori.

Secondo alcune indiscrezioni l’OMS potrebbe raccomandare l’inserimento di avvertimenti sulle etichette dei prodotti interessati, sul tipo di quelli che compaiono sui pacchetti di sigarette.

La novità rappresenta uno shock potenziale per l’industria della carne e le catene di fast food, oltre che per i Paesi ai primi posti nella classifica internazionale dell’industria di carni lavorate, tra le quali insieme alla Germania c’è proprio l’Italia.

[Crediti | Link: Guardian, Daily Mail]

Prisca Sacchetti

26 ottobre 2015

commenti (36)

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  1. Anche il sesso è cancerogeno, persino un bacio: entrambi veicolano, o ptrebbero veicolare, virus e batteri (papilloma virus, virus di Epstein-Barr, mononucleosi, herpes virus, epatite C, virus dell’HIV etc), ormai riconosciuti come causa certa di molte forme tumorali. Le città sono zeppe di agenti cancerogeni come l’inquinamento atmosferico, elettromagnetico (smartphone, wi-fi, ripetitori di telefonia etc), e persino il semplice stress che generano quotidianamente. Che facciamo, rinunciamo a vivere in partenza, così niente cancro?

    1. La tua posizione mi sembra un po’ semplicistica. La domanda non è “se” sono agenti cancerogeni, la domanda “é” quanto. Se la carne rossa ha effetti cancerogeni paragonabili alle sigarette, allora va regolamentata come lo sono le sigarette. Oppure liberalizziamo tutto?

    2. Anche l’acqua è potenzialmente cancerogena, anche l’aria potenzialmente lo è, come potenzialmente lo sono un bacio o un rapporto sessuale. La differenza è tra la possibilità di contagio entrando in contatto con elementi infetti e la possibilità di contagio per il solo consumo.

    3. ma andate a fare in c…o con le regolamentazioni statalisti di sto c….

  2. Manca però il link alla pubblicazione originale OMS. Onestamente il dailymail è più affidabile per altre cose (terza pagina&dintorni), che sulla precisione riguardo aspetti scientifici della nutrizione
    Andando a rileggere il link qui riportato (the guardian), la cosa appare “un attimino” più complessa, a dire la verità: mai, né negli estratti dei vari centri di ricerca, né nell’articolo, trovo quanto qui riportato: “le carni rosse CAUSANO”.
    Si parla di associazione (linked to), si parla di rischi crescenti (increasing risk with increasing consumpiton), ma davvero non mi sembra che nemmeno l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro si sbilanci in un’afermazione così spericolata come “causa di”.
    Se si trattava di riconoscere che la carne bruciata è buona ma poco salutare, mi sembra che la cosa arrivi con una ventina d’anni di ritardo. Se si trattava di insaccati, ancora di più.
    Alla fine il World Cancer Research Fund afferma: “…having no more than 500g a week of red meat, including beef, pork and lamb.”. 500 g/settimana, cioè 70 g./die/persona.

    1. Guardate, è dagli anni ’70 che la è viene sospettata non solo di essere cancerogena (e non solo per il benzopirene prodotto dalla carne alla brace), ma di causare numerose malattie degenerative e neuro-degenerative, dal diabete alla demenza, all’Alzheimer. Cominciarono allora le diete salutistiche vegetariane e macrobiotiche.
      Io dico: dov’è la notizia? Oltre 40 anni per Ufficializzarla col sigillo dell’OMS? E perchè è ancora tabù parlare dell’inquinamento elettromagnetico? Sono solo affari. Business. Probabilmente metteranno una tassa su carne e derivati per tamponare i debiti pubblici e alleviare le spese sanitarie causate dal loro consumo. Intanto il Corrierino ci fa su titoloni terrorizzanti, contenti loro…

  3. Ultimamente ho l’impressione che ci sia un disegno a piani alti per spingere la popolazione sempre più verso una dieta vegetariana, probabilmente perchè si sono accorti che non si può dare carne e pesce a tutta la popolazione mondiale, in costante crescita, e il problema vero sarà quello, altro che “questo fa male, questo fa più bene”.
    E allora ecco che tirano fuori presunti studi di eminenti scienziati (poi guardando al passato si trovano scienziati che hanno detto il contrario di tutto…ricordo a tutti ad esempio l’assurda campagna “salutista” a favore delle margarine negli anni ’80!!).
    Il problema è sempre l’abuso, se uno mangia carne di manzo 2/3 volte al mese, magari di manzi allevati all’aperto, senza ormoni e farine animali, e cucinati bene senza carbonizzarli alla griglia, dubito che si faccia più male che a respirare l’aria di città tutti i giorni, o frutta e verdura provenienti da chissà dove piene di pesticidi 😉

    1. Plausibilissimo. Pochi anni fa si parlava di un’imminente crisi ittica a livello globale, e la possibilità di sostituire molte delle specie di pesci attualmente commestibili con altre “alternative”, come gli orridi cetrioli di mare.
      Finiranno con l’imporci sulla tavola nuove specie vegetali OGM, modificate in modo tale che abbiano la stessa quantità e qualità di proteine della carne, ma non gli effetti collaterali. Naturalmente avranno altri effetti collaterali a loro volta, ma di quelli si parlerà fra ulteriori 50 anni.

    2. Attenzione al TTIP, al riguardo.

    3. “[…] se uno mangia carne di manzo 2/3 volte al mese, magari di manzi allevati all’aperto, senza ormoni e farine animali, e cucinati bene senza carbonizzarli alla griglia[…]”: stai descrivendo meno dell’1% di coloro che mangiano carne, quindi non ha senso questa ipotesi. Come se si parlasse delle malattie sessualmente trasmissibili e dire “se vado solo con ragazze vergini, una volta al mese, magari indossando due preservativi ogni volta, il rischio malattie sessualmente trasmesse è molto basso”: quanti potrebbero davvero mettere in pratia tutto ciò? La statistica ci dice altro ed è su qulla che si deve fare di conto. Il resto sono chiacchiere da complottista. 🙂

    4. Salvatore Pope Velotti, benissimo, leggiti allora cosa raccomandano sul sito del World Cancer Research Fund: “…having no more than 500g a week of red meat, including beef, pork and lamb.” Ovvero 500g/settimana, cioè 70g/giorno/persona, non “Non magiatela, vi verrà il cancro” 😉

      http://www.wcrf.org/int/research-we-fund/cancer-prevention-recommendations/animal-foods

      Se poi io rientro nell’1% delle persone, non è un problema mio ma del restante 99%.

    5. Graziano, io lo avevo già letto. Sono contento che tu abbia rimediato. 😉

  4. “Come se non bastasse, l’OMS ha inserito la carne rossa fresca (dal maiale al manzo, dal vitello all’agnello sino alle carne di cavallo o di capra)…”
    Carne rossa fresca : http://cucina.corriere.it/rubriche/scuola-di-cucina/03-marzo-2010/i-principali-animali-carne-rossa_2cae3462-2137-11df-940a-00144f02aabe.shtml
    Quindi della lista che avete fatto eliminiamo maiale, vitello, agnello (ma includiamo le loro frattaglie).

    Rimango sempre un po’ stupito dalla grossolanità con cui vengono forniti dei dati o fatte delle affermazioni nei vostri articoli, soprattutto perchè penso vengano da persone che scrivono per e con passione. Passione che però viene tradita proprio dalla superficialità e dalla disinformazione che create e trasmettete.

    1. Ah, sarebbe disinformazione e grossolanità la nostra?
      Le carni sono suddivise in base al colore che assumono dopo la macellazione. Si considerano bianche le carni degli animali da cortile tipo polli, galline, capponi, anitre, tacchini, faraone, piccioni, oche. Le carni rosse provengono dagli animali da macello come bovini, bufalini, ovini, equini, caprini, suini, mentre la selvaggina rientra nelle carni nere (cinghiale, cervo, capriolo, fagiano, pernice, quaglia, anitra selvatica)”.

  5. Io compro solo carni di animali vegetariani e mi sento protetta e sicura.

  6. Intanto, il Codacons si precipita a chiedere (al giudice Guariniello) la SOSPENSIONE della vendita dei prodotti incriminati. Dall’oggi al domani gastronomie vuote, e un intero comparto in ginocchio?

    1. La notizia riguarda il cancro. Parlando di pericolosità in generale non so a rischio di quante patologie siano fumo e carne.
      Ma parliamo comunque di rischio. Non tutti i fumatori incalliti hanno il cancro.

  7. Altra cosa molto importante, siccome hanno incriminato i PROSCIUTTI (in generale), leggendo altre notizie in merito ho trovato che hanno detto “Il legame con alcuni tipi di tumore è dovuto alla presenza di conservanti o di prodotti di combustione in questi alimenti”…quindi è doveroso anche sapere su quali prosciutti l’OMS ha fatto i suoi test! Ed è doveroso dividere tra la maggioranza dei prosciutti stranieri (quasi tutti con nitriti/nitrati e spesso con aroma artificiale di fumo) e prosciutti italiani DOP, come San Daniele e Parma, i cui disciplinari prevedono solo l’utilizzo di sale e nient’altro, NESSUN “conservanti o prodotti di combustione”.
    Parlare in senso generico è sempre fuorviante.

  8. Bene, prendo atto anche di quest’ultimo “attentato alla libertà di dieta”:ma piuttosto che rinunciare a salami, prosciutti, salama da sugo e bollito misto mi faccio scuoiare vivo e mettere sotto sale.
    E’ veramente patetico “pubblicare” queste scoperte: se uno mangiasse solo cavolfiore e rapanelli, bevendo esclusivamente acqua di fonte pensate che non morirebbe mai?
    Per dirla con Totò: “ma mi faccia il piacere!”

    1. Trionfo della statistica inferenziale. Tipo: quando piove ci sono in giro tanti ombrelli. Quindi gli ombrelli causano la pioggia.

    2. Grazie per il link, ma quello è un riassunto per i “policy makers”. Vorrei vedere l’originale, con i dati e la metodologia, le statistiche eccetera. Sintomatica, del resto, la “conclusione”:
      “Therefore, these results are important in enabling governments and international regulatory agencies to conduct risk assessments, in order to balance the risks and benefits of eating red meat and processed meat and to provide the best possible dietary recommendations.”
      Manca però la solita manfrina che “ci vogliono ulteriori ricerche ($$$) per..”

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