Una lunga dieta vegetariana aumenta il rischio di cancro

Sta causando accese reazioni lo studio condotto dagli scienziati della Cornell University, situata a Ithaca, nello stato di New York: essere vegetariani molto a lungo può causare alterazioni del patrimonio genetico che aumentano il rischio di contrarre il cancro.

I ricercatori della Cornell hanno effettuato i loro studi su diversi campioni: genomi provenienti da una popolazione che segue una dieta prevalentemente vegetariana a Pune, in India, e una popolazione tendenzialmente carnivora come quella del Kansas. Le differenze riscontrate sono notevoli.

La mutazione riguarderebbe un importante processo responsabile dell’assunzione degli acidi grassi essenziali, contenuti in grandi quantità nelle piante.

L’effetto del gene mutato, unito a una dieta ricca di grassi vegetali, è la produzione di acido archidonico, noto per aumentare sensibilmente le infiammazioni e le malattie degenerative. Chi desidera approfondire può leggere l’articolo di Le Scienze.

Inoltre, la mutazione ostacola l’assorbimento di Omega3 (contenuti in cavolfiori, salmone, spinaci, pesche, noci) e una sovrassimilazione di Omega6, meno sani e contenuti negli oli vegetali.

Mark Brenna, direttore della ricerca alla Cornell University, raccomanda a chi segue una dieta strettamente vegetariana l’uso di olio a basso contenuto di Omega6, come ad esempio gli oli d’oliva.

Di recente gli scienziati hanno associato al cancro il consumo di carne rossa e insaccati, insomma, quale dieta non è pericolosa in un modo o nell’altro?

[Crediti | Link: Telegraph, Le Scienze]

Nunzia Clemente Nunzia Clemente

2 aprile 2016

commenti (6)

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  1. Ennesimo studio, che stia da una parte o da quella opposta, che merita solo una reazione: una pernacchia.
    PS: il Kansas sta negli USA, giusto? Come mai negli USA, il paese più ricco del mondo, l’aspettativa di vita media è 4/5 anni inferiore rispetto a quasi tutti gli stati dell’Europa occidentale?

    1. Per tanti motivi ma questo non esclude che la ricerca sia seria.

    2. Forse perché negli allevamenti degli States vengono utilizzati ormoni e antibiotici vietati in Europa? Per non parlare di mangimi geneticamente modificati. Temo che non lo sapremo mai

  2. Bisogna separare in due gruppi separati gli insaccati e la carne rossa, non accomunarli. Ciò che non è salubre negli insaccati sono gli additivi aggiunti e non la carne. Come sempre, la regola migliore è custodita nel sostantivo “MODERAZIONE”. Gli usi smodati, sia nell’uno che nell’altro caso, non possono che creare danni.

    1. L’ “informazione” di additivi non parla, per contratto.

      Sa, è un po’ come quando un titolo a grandi caratteri ci dice: “Attenzione ai succhi di frutta, gli eccessi sono pericolosi!”.
      Dovrebbero dire “Attenzione ai preparati chimici venduti da supermercati e grande distribuzione entro contenitori che recano la scritta ‘succo di frutta’ “, perché è di quelli che in effetti gli studi e gli articoli che riportano gli studi parlano.

      Ma entrerebbe in ballo troppa verità, sarebbe pericoloso (e fatale per il singolo giornalista).

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