Piatti e bicchieri sono più grandi, ecco perché mangiamo troppo

Mangiamo troppo. Questa è la dura realtà, inutile negarlo.

E non solo perché siamo inguaribili gaudenti dediti ai piaceri della gola, ma anche per colpa del piatto.

Dei piatto, sì. Ma questa volta non inteso come contenuto, ma proprio come contenitore, ovvero la stoviglia che contiene il cibo.

Le dimensioni extra-large dei piatti moderni, infatti, con un diametro medio di 28 cm. al posto dei 25 cm. degli anni ’50, sono un chiaro invito all’accumulo indiscriminato di cibarie, di molto superiore al nostro fabbisogno quotidiano e spesso al nostro stesso appetito.

sedano
Sedano: 1425 grammi = 200 calorie
pesche
Pesche: 385 grammi = 200 calorie

Una ricerca sull’eccesso di cibo indotto dai mega-piatti, presentato dopo numerosi esperimenti dallo psicologo Brian Wansink, ha confermato infatti l’impressione inizialmente suggerita dal semplice buon senso: piatti e bicchieri più grandi inducono a mangiare porzioni maggiori, nonostante pochi di noi ammettano di cadere nella trappola dell’illusione ottica: “ognuno pensa di esserne immune”, afferma Wansink.

I bambini

In realtà, qualcuno immune agli inviti dei piatti extralarge c’è: i bambini. Fino all’età di tre o quattro anni, i bambini conservano la capacità di smettere di mangiare quando non hanno più fame: servite un piatto di pasta a un campione di bambini di tre anni in piatti di diverse misure –piccoli, medi e grandi– e tutti mangeranno più o meno la stessa quantità di cibo.

broccoli
Broccoli: 588 grammi = 200 calorie
tonno in scatola
Tonno in scatola: 102 grammi = 200 calorie
uova
Uova: 150 grammi = 200 calorie

Già dai cinque anni, invece,  i bambini mangeranno di più se stimolati da porzioni maggiori servite in piatti più grandi.

Tempi moderni

Il motivo della sovra-alimentazione risiede anche nella grande disponibilità di cibo che noi, pasciuti occidentali, abbiamo a disposizione.

Senza contare il nostro istinto primordiale, che di fronte al cibo emerge  spesso incontrollato, scatenando l’impulso di immagazzinarne grandi quantità, cosa che purtroppo facciamo giorno dopo giorno.

Anche l’istintiva inclinazione a considerare una singola unità di cibo come una porzione a sé stante è deleteria, soprattutto quando magari quell’unica fetta di pizza con sopra wurstel, olive e formaggi vale la bellezza di 2000 calorie.

formaggio
Formaggio: 51 grammi = 200 calorie
coca cola
Coca Cola: 496 milligrammi = 200 calorie

Di fronte a tale problema, l’industria alimentare potrebbe adottare due strategie: vendere porzioni più piccole agli stessi prezzi, o anche a prezzi maggiori, come nel caso di Unilever, che ha annunciato l’intenzione di ridurre Magnum e Cornetto di un terzo.

Oppure continuare, come oggi, a venderci quantità extra di cibo.

Il vino, o meglio i bicchieri

Lo stesso discorso vale per vini e bevande, o meglio per i bicchieri: Theresa Marteau, studiosa della Cambridge University, confrontando bicchieri del 18mo e 19mo secolo ha rilevato un aumento della capacità da 65 a 450 ml., relegando i bicchieri di 300 anni fa a semplici ditali da sartine.

bacon fritto
Bacon fritto: 34 grammi = 200 calorie
latte intero

Non solo: un esperimento ha rilevato che dopo aver servito 175 ml. di vino in bicchieri di tre diverse misure, le vendite collegate al bicchiere più grande sono salite del 14%, mentre quelle relative agli altri due bicchieri sono rimaste le stesse.

“Se riducessimo la misura di piatti e bicchieri ogni volta che ci mettiamo a tavola, potremmo diminuire la quantità di cibo ingerito del 16% al giorno”, ha concluso Marteau, disposta a collaborare con i produttori di stoviglie per una riduzione delle misure delle stesse.

Quindi, come difenderci dalle porzioni generose incoraggiate da contenitori eccessivi? Basterà prestare attenzione a ciò che mettiamo nel piatto, usando dei parametri visivi per misurare a occhio la quantità degli alimenti e relative calorie.

Possiamo usare le mani, come vi abbiamo già detto, oppure possiamo riconoscere la giusta porzione rapportando la quantità di cibo agli oggetti quotidiani.

Sapete per esempio che lo spazio occupato da 150 grammi di pasta è quello di una pallina da tennis? O che un pezzo di formaggio da 30 grammi occupa lo stesso spazio di una scatola di cerini? E una porzione di carne magra da 80 grammi ha l’ingombro di un mazzo di carte?

pasta secca
Pasta secca: 54 grammi = 200 calorie
krafen
Krafen: 52 grammi = 200 calorie

Tenendo a mente questi e pochi altri parametri, potrete ancora gustare i vostri pasti negli scenografici e immensi piatti di oggi, ma senza che fianchi e girovita ne paghino le conseguenze.

[Crediti | Link e immagini: The Guardian, Dissapore]

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

13 giugno 2017

commenti (11)

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  1. Nel post sullo stress riferito all’intervista di Vissani,hai dimenticato di citare nelle categorie la giornalista di Dissapore!!! Gli articoli li scrivi tutti tu ! -:) -:) GRANDE

    1. Ahaha, no, in realtà il nostro è un lavoro di squadra 🙂

  2. Mica tanto convinto, a rileggerlo.
    Sospetto, mi sia consentito, che l’articolo ripreso da Cinzia si riferisca alle stoviglie da ristorazione, non da casa.
    Qualcuno, onestamente, ha in casa bicchieri da 450 ml invece degli abituali 180-200? O non si parla piuttosto della pinta di birra del pub?
    Idem i piatti: chi, sedendosi al ristorante non ha pensato “questo nella mia lavastoviglie non ci entrerebbe mai e poi m’hai!”? Perché una fondina da 28 cm è difficile da concepire, e anche il piatto piano raramente supera i 26.
    Se riprendo quei due piatti rimasti del servizio della bisnonna non vedo grandi differenze con gli odierni piatti quotidiani; La stessa zuppiera Ginori con stampiglio 1877 (i tortellini di Natale, e solo quelli) una volta a corredo di un servizio da 12, ha le medesime dimensioni di una zuppiera per tortellini da 12 che comprerei oggi da Ginori!

    1. Paolo, per rispondere esattamente sono andata appositamente a prendere il righello e misurare i miei piatti piani. Quelli che uso comunemente sono di 27,5 cm di diametro. Certo, ne ho anche di più piccoli, ma li riservo a frutta, formaggio, roba così (ma non sono i piattini da dessert, cmq). In compenso, per i bicchieri ti do abbastanza ragione, i miei tengono circa 280 ml e non 450. Cmq la fonte originale non parla di stoviglie da ristorazione o di bicchieri da pub ma di ordinari glasses.. diciamo che la giusta misura sta nel mezzo. Ah, e i miei piatti ci entrano nella lavastoviglie: ho alzato il carrello superiore..;-) Beh, Ginori è una certezza… immutabile nel tempo;-)

  3. Per l’ennesima volta, faccio presente che avete ripreso un articolo scritto nel mondo anglo-sassone e basato su quelle realtà (ovvero paesi con tassi di obesità/sovrappeso molto alti da parecchi decenni).

    1. Certo, ma è utile anche per noi italiani, perchè il fenomeno è cmq presente anche qua.

  4. Vero, mi confermate l’impressione avuta qualche anno fa quando, attratti dal costo contenuto e al design accattivante, abbiamo sostituito il vecchio servizio piatti di casa con uno della famosa catena”svedese”.
    Oltre al fatto oggettivo che i piatti piani non entravano nella lavastoviglie ci siamo accorti che le porzioni di pasta per avere un piatto mediamente pieno erano quasi raddoppiate e che in effetti si tendeva a mangiare di più. Ora i residui di quel sevizio li uso al massimo come piatti da portata.

  5. Ho misurato i miei piatti e sono 25 cm, puro Ikea style, quindi non tanto antichi (ho anche quelli di mia nonna, ma non reggono la lavastoviglie).

  6. Beh, allora il ristorante stellato o “vorrei essere stellato ma non posso” che in un piatto da 30 cm mette un unico raviolo, in realtà sta contribuendo a farci fare una dieta sana 😀
    ah….e ho smesso di acquistare i gelati “unilever” quando invece di ridurre di un terzo o della metà, oltre che al prodotto, non hanno ridotto anche il prezzo, semmai aumentato. A casa mia si chiama…

  7. Saranno anche piu’ grandi, ma con la recente fissa dell’impiattamento “artistico” sono riempiti per meta’ da ghirigori di aceto balsamico dei poveri…

    1. anche questo è vero, ma non nella propria cucina..

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