Il Buonappetito – Se Tonino vola Alitalia

Quando in televisione ho visto Antonino Cannavacciuolo preparare i bagagli per salire in aereo, ho pensato: “visto come si mangia a bordo, starà per girare un nuovo talent, “Cabine da incubo”.

Invece no: era il nuovo spot di Alitalia, di cui Tonino è l’ultimo testimonial. Mentre prepara il trolley, Cannavacciuolo dice: “a me piace la cura del dettaglio, perciò volo Alitalia. Perché ci lavorano persone preparate, come piace a me!”

Ora: immagino che molti cittadini non amino l’Alitalia, accusandola d’aver divorato soldi pubblici come un’idrovora. Ed è proprio in queste situazioni che le aziende prendono i testimonial: per proiettare la loro credibilità su se stesse, per venire associate a un volto simpatico, popolare.

E visto che oggi gli chef sono le star più amate, chi meglio di loro?

Così Marco Pierre White consiglia alla sciura il cuore di brodo, Cracco fa le tartine di patatine, Marco Bianchi inneggia ai surgelati, Oldani telefona solo con un gestore eccetera eccetera (Dissapore più d’un anno fa raccontò gli spot più imbarazzanti; e l’elenco, oggi, sarebbe ancora più lungo).

Sono un uomo di mondo, so bene che la fama è effimera e che gli chef, come tutti, mietono finché il grano della popolarità è alto, ché la prossima stagione potrebbero tornare a essere nessuno.

Non gli do torto.

Però davvero dovrebbero stare attenti: si può pur morir di fama.

Io me lo vedo il passeggero inviperito che quest’estate dorme in aeroporto perché il suo volo è stato cancellato e pensa: “Cannavacciuolo, e’ chi t’è muort!”

Luca Iaccarino

19 giugno 2017

commenti (5)

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  1. Concordo, come fai a dare ancora fiducia ad un personaggio dopo che fa da testimonial a prodotti notoriamente di scarsissima qualità come il marchio Alitalia.

  2. Basta andare a fare colazione al suo Bistrot a Novara e capisci che il livello è quello….
    Sedie esterne di ferro alcune con cuscino alcune no….per tre volte in inverno non c’era thè verde…la scorsa domenica non c’era thè freddo alla pesca…per il personale al tavolo la differenza tra croissant e brioche non esiste…sbagliato a portare il conto…
    Se vi piacciono le approssimazioni benvenuti…

    1. Pare che il prossimo impegno televisivo si intitolerà “bistrot da incubo”…

  3. Cucine da incubo….
    questi, più che reality a me paiono …. “falsity” !

  4. Apprezzato l’articolo, più profondo di quanto si potrebbe pensare dal titolo e dall’argomento.
    Sinceramente:
    anzitutto se reclamizza una bicicletta o un aspirapolvere, lo chef star mi sembra più credibile di quando pubblicizza preparati alimentari, cibarie, snack eccetera.
    Secondo, è lo star system il problema. Il pesce puzza dall’inizio ed il problema è quando si va troppo in televisione. La pubblicità ne è solo conseguenza.

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