Noi siamo Dissapore

lorenza fumelliLORENZA FUMELLI
Today BY DAY: impegnata come account manager, editor e videomaker per Dissapore e collaboratrice de ilfattoquotidiano.it per il canale “Piacere Quotidiano”, alterna la stesura di un romanzo giallo (da anni lo stesso) al farsi venire in mente qualcosa da pubblicare. Today BY NIGHT: frequentatrice di ristoranti per vocazione, mangiatrice impunita e adoratrice diVino. Yesterday: quasi laureata in demo-etno-musicologia, cantante, speaker radiofonica, assistente di produzione, redattrice RAI, segretaria di direzione, bartender. Tomorrow: a saperlo.

sara porroSARA PORRO
Milanese di adozione ma brianzola di origine, difetta nonostante ciò del celebre senso pratico padano. Nella sua vita da Clark Kent si occupa di ufficio stampa e comunicazione. Quando indossa la tutina di Superman, ama scrivere di cibo. Ama la lettura, il cinema, il rito dell’aperitivo, fare tardi la sera, le ciaspole, i dolci, la Francia, le ostriche, i documentari sugli animali. È l’umana di un cane.

martina liveraniMARTINA LIVERANI
Le è bastato poco tempo per capire che procrastinare, scrivere e mangiare sono le cose per cui è davvero portata. Senza fretta di trovare un vero lavoro, scrive di donne e cibo per Vogue, Vogue.it, Style.it, Casaviva, Sale e Pepe e Dissapore. Talmente auto-indulgente da fondare un blog dove promuove il bello di essere Curvy, Foodie e Hungry.

adriano aielloADRIANO AIELLO
Nato pigro a Roma, dissipa il suo vero talento per cose alte come il poker, il calcio manageriale e il Risiko, inseguendo cose basse come la critica cinematografica, mentre viene a sua volta inseguito dalla sociologia. Scrive, scrive, scrive, prima di trasferirsi nella provincia milanese dove finisce in televisione. Ma dietro le telecamere, fortunatamente. Vorrebbe aprire un locale, fare radio, distribuire vino, suonare con Robert Fripp, allenare l’Arsenal, girare un film tributo a Russ Meyer, ma la tastiera rimane la sua via principale al sostentamento. Attualmente è caporedattore di Total Film Italia.

cristina scateniCRISTINA SCATENI
Si ostina ad essere un’umbra a Milano, coltiva fragole e pomodori nel suo metro quadro di balcone. Spadella, sforna e impasta, stende la sfoglia. Di lavoro è un’operaia della comunicazione, intrattiene una relazione stabile con power point. Le piacciono il pane col pomodoro, il diving, la primavera al mare, le scarpe. Se entra in un supermercato per comprare il caffè, fa comunque tutti i corridoi. Zia racconta favole via skype, ogni tanto minaccia di lasciare tutto e fuggire, sempre in cerca di idee e di tanto in tanto, anche di asparagi.

leonardo romanelliLEONARDO ROMANELLI
“Una vita con le gambe sotto al tavolo”: critico gastronomico in pianta stabile, lascia una promettente carriera di marciatore per darsi all’enogastronomia in tutte le sfaccettature. Insegnante alla scuola alberghiera e all’università, sommelier, scrittore, commediografo, attore, si diletta nell’organizzazione di eventi gastronomici. Mescolare i generi fino a confonderli è lo sport che preferisce.

fabio cagnettiFABIO CAGNETTI
Nato nelle Marche, tecnicamente residente a Roma, in pratica sempre in giro ad assaggiare vini fino all’esaustione, probabilmente con il bagagliaio pieno di bottiglie assurde. Enciclopedico quanto un Rino Tommasi, feticista delle vecchie annate, in realtà non è monomaniaco né snob, è che lo disegnano così. Il suo ultimo delirio (scommessa, dice lui) è vendere vini improbabili (“non ordinari”) via mailing list su ilpostvino.

giorgia cannarellaGIORGIA CANNARELLA.
Nata e cresciuta a Bologna, ma siciliana nel cuore e nelle radici. Appena può mangia, beve birra, ne parla con chiunque le capiti a tiro e prova a scriverci sopra, sperando un giorno di farne un lavoro. Ama gironzolare per boschi, leggere libri e cucinare biscotti. Oggi studia Lettere a Bologna, domani chissà.

carmelita cianciCARMELITA CIANCI.
Abruzzese di nascita, ma nomade d’adozione, è una “romantica a Milano”, una londinese mancata, una nostalgica di Washington, una fanatica di bistrot parigini. Food blogger per passione, appartiene alle categorie: “prima di mangiarlo devo twittarlo” – “la pizza fredda non si può mangiare, pena la morte” – “se ho voglia di Foie gras vado in Francia” – “vietato mangiare salsa di pomodoro non fatta in casa”. Estimatrice di vino e grappe, soprattutto se a consigliarle è Lillo, oste preferito della sua città universitaria, Perugia, ama il cinema, la fotografia, il collezionismo di oggetti inutili, il vecchio maggiolone e il jazz. Anche se “indossa” mocassini gialli (e sentimenti chiaro-scuri) cit., è fissata con le Converse. Ha un blog.

andrea sobanANDREA SOBAN.
I suoi genitori si conobbero per un gelato, oggi guarda caso, la sua fonte di sostentamento. Zoldano, bisiacco o piemontese, secondo la convenienza, adora il junk food quando è buono, viaggiare, essere iperconnesso. Bulimico dei libri di ricette con molte figure e poche parole, gioca a basket, scia e fa snowbord, anche per smaltire Dissapore e quel che comporta.

silvia fratiniSILVIA FRATINI.
Romana doc, imprinting veneto e animo ciociaro. Dai cinque ai quindici anni vuol fare la fioraia, la spogliarellista, la scrittrice e il medico. Oggi ha l’animo diviso tra l’economia e il food ma da grande farà la testatrice di materassi, passa le giornate a spulciare ricette e le poche volte in cui parla tortura gli amici su birre artigianali e cuochi sconosciuti. Ha un rapporto complicato con Amazon e con l’ordine maniacale della sua libreria. Adora follemente la carne cruda, le castagne, il gelato, l’odore della carta e i segnalibri.

mauro zeta zetaMAURO Z_Z.

“Vagamente surreale, ma comunque no.”

Sara MarianiSARA MARIANI.
Chiantigiana per i suoi primi 25 anni di vita, è diventata milanese per forza di cose negli ultimi tre. Ama il vino rosso, le frattaglie, il pane col pomodoro, il pesto di cavolo nero – in cucina. I libri, l’enigmistica, il blues, i viaggi della speranza e il cinema – nelle altre stanze. Ha gusti spicci e popolari, insomma, ma non disdegna assaggi più sofisticati. Senza alzare il mignolo, giuro.

ric brigRICBRIG.
Romano di nascita e di accento, vive da tempo nella Foresta di Sherwoord. Dopo aver capito che non sarebbe mai entrato in una calzamaglia verde ha iniziato a comprare troppi gadget per la cucina. Dopo aver capito come usarli ha iniziato a bloggare i suoi esperimenti.

alessio cannataALESSIO CANNATA. Nasce e lentamente cresce sulla riva siciliana dello Stretto. Alla scuola alberghiera non aveva rivali. Lascia le cucine per dedicarsi alle Scienze Gastronomiche dell’Università di Parma. Ha fatto tante cose nella vita ma non ricorda nulla. Quando smetterà di crescere vuole occuparsi di food marketing e PR. Intanto fa il blogger e passa il tempo mangiando di tutto.