“…. a belllo MA CHI SEI… CORONA PAPARAZZO gastronomico….”

Se a Bologna sperano che il prossimo sindaco sappia tenere chiusa la lampo dei pantaloni, i romani si accontentano che il Michelangelo dei pizzaioli tenga aperto il neonato blog. Questo perché, oltre a regnare sulla più venerata pizzeria di Roma, Pizzarium, Gabriele Bonci merita di essere preservato da un comitato di salvaguardia della romanità. In tempi recenti, mai nessuno per rispondere alla critica di un collega (?) su un bocconcino fritto “quasi carbonizzato” e una “pizza fredda”, aveva sacralizzato la figura del coatto in questo modo. Belli, Trilussa, è Bonci il degno erede. Il punto non è decidere se è giusto che un collega (invidioso?) corra a riferire su internet un episodio negativo. Nemmeno stabilire se il sommo pizzaiolo nelle sue pasquinate sia stato offensivo. A noi interessa soprattutto abbeverarci alla fonte della sua beata cafonaggine. Non toglieteci cose tipo queste.
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IO SCRIVERO’ CANZONI MA NON ME LA CANTO …
i cantanti a roma …e tutto il mondo è paese…
SO’ INFAMI…
…………..te lo dico co la manina a paletta davanti la bocca e il gomitino alzato
Immagine: Flickr/Paola Sersante








..beh, io conservo gelosamente le e.mail che periodicamente arrivano a chi, come me, è iscritto al gruppo “Pizzarium” su FB. Un consiglio: aderite anche voi. Ne vale la pena.;-)
Gabbriele nun se discute, se ama.
Alessandro
Bonci rulez!
Ce ne fossero in giro come lui..
Bonci è uno che stava a fa’ la pizza anche il giorno del suo compleanno, altro che certi cuochi star che le cucine e i forni ormai se li so dimenticati…
Cosa sarebbero i pranzetti al Sabato, quando sei a giro per Roma, senza Bonci?!
Ho letto tutto, Gabriele è spumeggiante, ironico, tumultuoso, non ultimo permaloso. Assomiglia a qualcuno che conosco, sarà il segno zodiacale, lo stesso giorno di nascita che ne so. Sono io. Una cosa sicura è che nel nostro ambiente, specie se stai cavalcando l’onda sei continuamente soggetto alla critica, come è giusto che sia. Sappiamo tutti che nel 99 per cento dei locali un giorno, una mezz’ora, un minuto ci si affida a qualcuno per qualsivoglia motivo. Malattia, commissioni, banche o anche solo per staccare e riposare. E se in quel giorno in cui manchi passa qualcuno che lo scrive, beh ci sta un mea culpa da una parte, una sonora avvelenata dall’altra. Il problema non è discutere lo chef, Gabriele o chicchessia. Il problema vero è riuscire a mantenere lo standard qualitativo sia che si sia presenti sia che si decida di non esserci. Non dovrebbe sussistere in nessun posto alcuno che un dipendente non lavori per il successo del locale, bar, pizzeria, ristorante. Dovrebbe rientrare nei suoi interessi personali, preservare il posto di lavoro o veder aumentare il suo stipendio per il buon operato, semplicemente anche per buon senso. Dove sbagliamo dunque. L’errore è forse (sicuramente) nostro. Il Training e motivazioni che si danno ai propri collaboratori, sono alla base del successo di un’azienda e non solo di un ristorante penso. Saper scegliere i propri collaboratori, farli crescere, motivarli, farli innamorare della propria professione. Credo però che più della metà delle persone impiegate in questo ambiente, lo faccia perchè non ha alternative, per portare a casa lo stipendio e nulla più. Per molti è un lavoro come un altro. Però l’esperienza e qualche viaggio all’estero mi dicono l’esatto contrario. Il servizio negli Stati Uniti, dovunque ci si sieda è avanti anni luce il nostro. Il motivo? Beh i camerieri vivono di mance. Il servizio si paga a parte, tip minima il 10 per cento, ma un bravo cameriere guadagna molto di più del dieci. Nel sistema motivazionale ecco dove sta l’errore a mio parere. Detto questo il fatto che un collega/amico sputtani una giornata no, farebbe arrabbiare chiunque, specie se con questa persona si ha un rapporto di collaborazione/amicizia. E una sfanculata ci sta eccome.
Ti dico questo: da me ha lavorato anche con quaranta di febbre ed una gamba rotta: merita il nobel della professionalita’ e dell’ abnegazione al lavoro.
Quando si parla di Gabriele bisognerebbe considerare anche questo aspetto, oltre alla sue immense capacita’e talento.
Ps: Massimo, Quello della mano a paletta davanti e’ un’atteggiamento da “coatto”, non da cafone:-)))))
confermo, da coatto!!!
un cafone è un’altra cosa
Io non parlo di lui in particolare Arcangelo, semplicemente, lo stimo per la passione e la professionalit, non lo conosco live, ma vedo un vulcano di idee di voglia di fare e crescere. Come dicevo. Ce ne fossero.
e molti dimenticano che Gabriele è prima di tutto un cuoco!!!!
Quoto!
Tu sei di parte come me!!!
Vieni sabato a pranzo da Bonci???
E invitiamo anche i lettori di Dissapore?
ma il mauro con cui litiga è lo stesso che commenta spesso q
penso di si.
Mio Fratello( piccolo)!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ma quanto è brutta l’invidia! Gabriele Bonci è il Numero Uno. E’ un Uomo. Semmai la qualità del suo prodotto fosse realmente cosi’ altalenante, vorrebbe dire che abbiamo la prova che il rapporto tra lui ed il suo cibo è embrionale e che i saliscendi annuali dei prodotti sono una realtà contro la quale non bisogna battersi sempre come fa l’industria e standardizzare, ma con i quali si deve convivere.
Se a qualcuno la lingua fritta sembra carbonizzata, sarà che è abituato ai fritti “bianchi” tipo le pastelline anconetane. Buonissime, ma sono altri oli ed altre pastelle.
Insomma, non rompete le cosiddette a Bonci, cioè rompetele pure, tanto è imbattibile.
Io mi faro’ 1500 km la prossima settimana, tornando dall’estero, in un tour gastronomico che avrà come meta proprio GABRIELE. Tutti gli invidiosi, se ne stiano pure a casa e zitti anche. Un mondo più silenzioso è anche un mondo di pace.
Mi ricordo quando ha aperto Bir&Fud. I primi giorni le cose non fluivano lisce, c’era bisogno di fare un po’ di assestamento.
Sul forum del gambero in quell’occasione qualcuno ha fatto delel critiche giustissime (e pacate).
Ricordo che Gabriele è intervenuto pubblicamente per scusarsi dei disservizi della cucina.
Ho apprezzato moltissimo quel gesto di umiltà che solo una persona grande e cosciente di quello che sta facendo si può permettere.
Troppi si credono arrivati e ormai dei capetti nel loro campo. E non sanno mettersi in discussione.
Gabriele no! lui è in continua crescita, studia, sperimenta e si mette in gioco.
E quando qualcosa non va l’ammette.
Perché è talmente grande da non aver pauara di riconoscere anche i suoi errori.
Io lo stimo per la sua bravura in cucina e per questo suo cuore immenso.
In questi giorni abbiamo parlato un po’ dell’accaduto e ho avuto la conferma di quello che ho sempre pensato di buono di lui.
Certo ha avuto anche delle reazioni esagerate, l’ha ammesso anche lui. Ma lui è così, spontaneo e schietto. Non ti dirà mai nulla alle spalle. Magari esagera, ma ti dice quello che pensa in faccia.
PS: io ci torno uno di questi giorni, è troppo che ci manco. Chi viene con me? Arcangelo?
De corsa….sabato a che ora?
non prima delle 13
io, tu, alemeo
chi vuole si può aggiungere, tanto non c’è prenotazione
sperando che ci sia Bonci in quel momento!
Se di falange dissaporiana si parla,
allora io sono nelle retrovie visto che andrò non prima delle 16 (mio malgrado alle 13.00 inizio il pugilato…)!
…peccato!
Difficile.
Gabriele lo troviamo piu’ tardi ……comunque lo chiamo e vediamo che mi dice…..
infatti ho detto non prima delle 13, anche più tardi mi va bene
Sono tornato a Pizzarium dopo qualche mese di assenza sabato scorso, per rifocillarmi dopo aver passato l’ora di pranzo in palestra anzichè seduto ad una tavola imbandita…
Che dire?
Ogni volta che entro in quella piccola piccola pizzeria la mia pancia si fa grande grande:
- prima la vista è investita dal caleidoscopico mondo delle pizze al banco
- poi l’olfatto cerca di catalogare quei profumi che -certo che li conosci- ma in una pizzeria al taglio non li riesci a contestualizzare
Scegli, tra mille difficoltà, il primo giro di assaggi e:
- tocchi la pizza, croccante; poi la mordi e la mastichi e senti che oltre al crunch c’è anche il fluff
- con le orecchie ascolti il suono della crosta che incontra i denti mossi dalla mandibola golosa
- il sapore ti pervade, decodifichi, destrutturi e riassembli il catalogo dei sapori presenti su quella pizza (incredibile).
A quel punto il cervello reclama ulteriori assaggi, così scopri che pur essendo arrivato alle 16 alle 17.15 sei ancora lì trepidante ad aspettare l’uscita di nuove teglie di sapore…
Tutto questo per dire che Bonci è Bonci e che la sua pizza è una cosa meravigliosa, si può scrivere tutto celandosi dietro nomi di fantasia (ho avuto su questo tema una grandissima lezione dal “grande solista”) ma la qualità ed il genio sono invarianti rispetto a tali commenti.
Per inciso, ho assaggiato lingua col piercing, volevo svenire per il piacere -gusto, consistenza, sorpresa- grandioso.
E sabato prossimo, dopo la solita palestra, saprò dove andare…
Bonci rappresenta la romanita’ piu’ vera, nei suoi pregi e nei suoi eccessi. Non e’ dissacrante accostarlo al Belli o a Trilussa, ma ancora di piu’ lo potremmo accostare a Mario Brega.
Ecco, io me lo vedo Gabbbriele, fra vent’anni a trattare cosi’ un fidanzato di sua figlia: http://www.youtube.com/watch?v=cHFzW5p8ZqQ
I coatti sono un’altra cosa. “Coatto” non e’ sinonimo di romano da sette generazioni, cosa che Bernardi evidentemente ignora. Anzi, i coatti sono alla ricerca di una loro identita’ precisa, non avendo in genere radici territoriali precise.
Non che ci sia niente di male nell’essere coatti, ma nulla e’ piu’ lontano dall’identita’ di Gabriele Bonci.
I coatti erano quelli che, anche se nati a Roma, avevano origini (nonni o genitori) che venivano da fuori e vivevano confinati (coatti appunto) nelle borgate, questo li distingueva anche come ubicazione dai romani de’ roma (quelli veri).
Ah Nico!!! tutto te devo da diì!!!!
scusa Daniela, ma e’ esattamente la stessa cosa che ho detto io
collega, mica tanto esattamente…
dov’era l’etimologia della parola?
(tu non mi vuoi bene più!!)
Ho letto oggi nel blog di Bonci.
E vi dico questo: Bonci è un matto.
Non voglio dire coatto: ma matto, matto, matto.
C’ha na faccia da matto, di quelli scappati in ciavatte de notte dal SantaMariadellaPietà.
L’occhi, le mano, er fisico da matto.
E’ un matto grosso, un grosso matto: e ce ne vorrebbe n’esercito nella città pe ristabilì la parità tra quelli che so Solo Stronzi e quelli che so Gabriele Bonci.
Assolutamente fantastico! Quintessenziale. Hai colto e descritto esattamente l’omo, l’energia irrefrenabile, lo slancio improvviso ed imprevedibile. Er tuo nun è un commento… è un dipinto.
io ho conosciuto entrambi i “contendenti” gabriele e’ venuto a trovarmi come gianfranco romanazzi che vi posso assicurare e’ un pezzo d’uomo pugliese e non per nulla invidioso….detto questo se gabriele diventasse grammaticato non sarebbe piu’ lui…di una generosita’ sproporzionata io ho deciso di non andare piu’ a trovarlo non riesco neanche a mettere mano al portafoglio che me placca con la mano palettona…e’ un orgoglioso puro e’ un forza cosmica ,ma credo che lo sbaglio suo e’ che forse ha approfittato troppo delle sue enrgie credo un periodo di stallo gli faccia bene….per quella giornata storta in cui non c’era torno a ripetere quanto detto da Nicola e che purtroppo a volte vivo anche io…la mancanza di motivazione dei dipendenti ……poi se uno con tutta la pubblicita’ positiva su Bonci si fa 1200 chilometri andata e ritorno e trova quello che ha trovato mi sarei un po’ annerito pure io…e’ il prezzo della popolarita’….torno comunque a ripetere conosco pure Romanazzi e non pensiate lo abbia fatto per gelosia, non fa neppure il pizzaiolo ha una birreria con servizio cucina…..pace e bene fratelli ed in alto la pizza!
[img]http://www.vocinelweb.it/faccine/varie/pag5/34.gif[/img]
se ci si gioca un’amicizia
e arrivo a dire anche solo una simpatia a pelle ovviamente ricambiata, per l’impulso di informare il popolo RM-GR del fatto che, il tal giorno la tal l’ora, la sacra pizza o il divino fritto del Bonci facevano schifo, allora non posso che concordare col Bonci quando dice
e insomma: l’amicizia vale ancora più di un pezzo di pizza, no?
(bisognerebbe scrivere mai, degli amici: sia in bene sia in male)
se fosse successo a me avrei chiamato gabriele al telefono….come e’ successo pure a me, una serata storta e l’amico mi ha chiamato al telefono….certo se era un cliente che non mi conosceva probabilmente avrebbe parlato male della serata, io tengo presente un motto purtroppo veritiero…impieghi anni a farti un clienti e basta una sera per perderlo….si pensa che il gestore di un locale non possa sbagliare mai e che so io un trattore divino? ah ah ah
Quoto.
Rispondo solo ora perchè sono stato alcuni giorni all’estero.
Lo ripeto per l’ennesima volta: non ero e non sono amico di Bonci come non sono suo collega in senso stretto.
Mi fa piacere che molti scrivano senza sapere neanche di cosa stanno parlando.
[...] saluti e convenevoli, intorno alle 13, ecco prima salivante sorpresa. Arriva Gabriele Bonci, il “Michelangelo dei pizzaioli romani”. Finora avete solo sentito parlare [...]