Anatomia dello chef di successo


Un tempo il rapporto rimorchio/tipa adorante più favorevole apparteneva ai calciatori. Facile capire i motivi, equamente divisi tra addominali a tartaruga, ingente disponibilità economica, facoltà intellettuali che non esigono sforzi di comprensione, prestazioni atletiche adeguate alla bisogna. Oggi a rimorchiare come pick up sono gli chef, tra l’altro dispensati da sciocchi dettagli tipo essere grassi o magri, simpatici o antipatici. Quel che conta è il nuovo status di semidei terreni conquistato con i palchi, le giacche bianche, i “food show” e i riflettori dei programmi Tv.

Intendiamoci, contro l’elevato tasso d’acchiappo dei cuochi non ho nulla, a parte un po’ di comprensibile invidia, ma la sindrome da chef che ha contagiato le ragazze (anche) italiane istiga all’ingiuria. Sdilinguirsi per qualsivoglia cuochino, non sto a dirvi per i “maestri”, è una regola ormai. Mi sono chiesto perché e ho abbozzato questa anatomia dello chef di successo, mi aiutate?

MANI. Se accarezzano così soavemente un pezzo di manzo disossato, sapranno sicuramente come muoversi nell’intimità.

OCCHI. Si fanno capire senza neanche parlare, chiedete alle brigate dei cuochi famosi per capire a cosa mi riferisco. Quando poi quello sguardo fiammeggiante incrocia una fan adorante, sono svenimenti sono.

BOCCA. Tono di voce autorevole ma non autoritario, lingua in grado di impadronirsi delle sensazioni più sottili e… non vado oltre.

PANCIA. Ci sta ci sta: quella che basta, rassicura e allude a seducenti scorpacciate.

Quali altre ragioni insinuano nelle tipe la sindrome da chef?

[Crediti | Immagine: Alessandra Tinozzi]




21 commenti a “Anatomia dello chef di successo”

  1. Sara Porro commenta:

    Lo showbiz, punto. La cucina è diventata entertainment e quindi i cuochi sono i nuovi calciatori, che erano i nuovi attori del cinema che furono i nuovi… non so, attori del cinema muto?

    • gianluca gianluca risponde:

      non esageriamo. qui siamo tutti gastro-fissati.
      ma tra la gente comune, prima che un cuoco ottenga la stessa fama di un calciatore, almeno qui in italia, ne deve passare ancora !
      a parte forse marchesi e vissani, quelli li conoscono tutti.
      ma non possiamo certo pensare che uliassi, per dirne uno, abbia la stessa fama di totti. ma manco un centesimo in rapporto.

    •  gumbo chicken risponde:

      In generale, se è vero che una volta un cuoco tirava quanto un elettrauto e invece ora anche l’ultimo sfigato ai fornelli quanto un calciatore, propenderei per l’ipotesi di Sara Porro.

      Però per me che – tranne alcune eccezioni qua e là – l’unica categoria attraente in quanto tale era ed è il rock’n'roll (al limite un po’ di jazz) devo ammettere che non mi ero mai chiesta “perché” sia così. Boh…non è un ragionamento, è una sensazione.

      C’è anche da dire che la fama della categoria nel tempo regge…ehhh…indipendentemente da come è sorto il mito, forse qualcosa di vero nelle ipotesi di Leonardo Romanelli ci sarà. Se è così, buon per loro! :-D

  2. stefania stefania commenta:

    ARTISTA o ALCHIMISTA? Lo chef è un artista a tutti gli effetti… Deve avere una meraviglosa capacità di riconoscere gli odori, i sapori, i colori e mescolarli senza mai confonderli ma esaltandoli. Forse è un ALCHIMISTA? Non so…

  3. ofelia ofelia commenta:

    Sono la compagna di uno chef e riconosco nella categoria una certa dose di narcisismo, una ricerca di fama e di visibilità.
    Mi sono innamorata di lui anche per questo, ma soprattutto perchè mi ha fatto scoprire il vero autentico piacere del cibo e di tutto ciò che lo accompagna

  4. valmont valmont commenta:

    Io ritengo sia una questione di status (SOLDI + notorietà). Infatti nei secoli passati mi risulta che, tranne eccezioni, la professione di cuoco fosse considerata umile se non addirittura disonorevole.

    E questo non era solo il pensiero delle persone bigotte, anche Seneca, Cicerone, Ulpiano asserivano che le professioni manuali fossero vili. Le professioni intellettuali (arti liberali) erano le uniche degne di onore.

    I tempi cambiano, pensate per esempio ad attrici e ballerine, che se per il moderno conquistatore potrebbero essere un trofeo, gli antichi romani consideravano ignobili al punto che queste (così come le commercianti donne!, spesso dedite alla prostituzione) non potevano sposarsi con gli uomini di rango senatorio.

    Quindi, secondo me, le considerazioni dell’autore potrebbero anche avere un fondo di verità, ma, giacché le caratteristiche anatomiche dei cuochi non credo siano mutate nel corso della storia, se la professione ha migliorato la sua immagine nel corso degli ultimi anni, lo si deve al fatto che alcuni cuochi sono anche imprenditori che – con l’aiuto dei media che sanno amplificare ogni cosa – si atteggiano ad intellettuali ed artisti, con tutte le implicazioni economiche e di immagine che ne seguono.

    • stefania stefania risponde:

      Mah… forse per quelli che hanno a che fare coi media, è anche vero, ma sono convinta che l’arte culinaria abbia la stessa dignità della musica, della pittura, della letteratura e persino della poesia… e questo vale per Scabin come per mia nonna! La sostanza non cambia.

      •  Daniela Gustorie risponde:

        Concordo! La cucina è un’arte e chiunque sappia praticarla ha un talento! Io subisco moltissimo il fascino degli chef, ed è vero che non importa se siano magri o grassi, alti o bassi, è la magia delle loro creazioni e le emozioni che riescono a trasmetterti in un piatto che li rendono per me irresistibili.. ;)

  5. Fabio Sirna Fabio Sirna commenta:

    Qualunque cosa pensiate sugli chef, le foto di Alessandra sono stupende :)

  6. Titty Titty commenta:

    Ma non può essere che sentire parlare in maniera appassionata del proprio lavoro, sentire l’autorevolezza di commenti e pareri possa affascinare?

    Certo le mille trasmissioni sulla cucina hanno aiutato a far emergere questa figura, dando più visibilità e dando anche la possibilità di poter mostrare la loro bravura.

  7. giovanni giovanni commenta:

    prima di voli cosi alti…evitate:
    1. commenti da bloog di gastrofanatici
    2. fooder ( spesso su internet…poi di lor forse un ristorantino all’anno se lo fanno)
    3.addetti ai lavori ( visti i tempi disdetti ai lavori direi)
    4. liste classifiche stelle cappelli pignatte e forchette
    ……e chiedete ai vostri colleghi, ai condomini se siete cosi sfortunati da vivere in un casermone, alla mamma, ai nipoti, agli amici di sempre ( ovvio non ai postatori di professione) chi mai sia l’ometto cosi “vogue” in foto, piuttosto che un qualche altro fisso su pagine, siti e case di giornalisti……poi fate i conti e concludete da soli.
    Morale: togliete i fissati come noi, non se li caga davvero nessuno, i cuochi, i ristoranti e quanto attorno ci ruota ….( che poi a conoscerli davvero , spesso, spessisssimo, Totti è un nobel per la fisica al confronto! :) :):):):):):)!!!!!!!!!!!…che mai fosse il contrario, sarebbero tutti talmente intasati da non trovar davvero un minuto per le foto in posa ;) !

  8. myfoodesign myfoodesign commenta:

    non venitemi a dire che la pancia da chef piace!
    ok che possa interessare il potere, la notorietà o lo sguardo assassino, ma credo che alle “tipe” intrighi di più l’attenzione impiegata nella scelta delle combinazioni gustative e cromatiche, meglio dire nella dedizione assoluta di fare bene quel che fanno. a parere mio risiede lì il loro “potere da rimorchio”.

  9. lanzo lanzo commenta:

    Chef con panzone(in TV) ne ho visti pochi (anzi nessuno) – credo sia uno stereotipo, o magari non li abbiamo visti perche’ i media ci vogliono ammollare l’idea che un Ramsey o Bourdain (magro ma che in TV mangia cose che ammazzerebbero – per overdose da colesterolo – un normale essere umano e poi fuma pure alla grande, in realta’ ci vogliono ammazzare (ne uccide piu’ la gola che la spada, si diceva..)
    Carnacina era cicciottello, per dirne una. Non sara’ che fanno vedere solo i cuochi che corrispondono ad un certo (fasullo) ideale estetico ? C’e'qualcosa che non quadra.
    Help !

  10. chicco di caffè chicco di caffè commenta:

    Mi sono innamorata di “uno” che lavorava in cucina. Credo che la cosa che mi abbia affascinato di più sia stato il modo in cui usava e (temo usi ancora) i coltelli.
    Guardarlo di nascosto mentre affettava rapidamente, osservare la sua concentrazione credo siano stati una decisiva spinta verso la (mia definitiva) cottura. (Ora che ci penso questa storia può aver avuto a che fare col simbolismo freudiano?)
    Un uomo in cucina che sia o no chef ha qualcosa di altamente erotico ancor di più se hai la certezza che quello che prepara è destinato a te. Il cibo possiede di per sè una carica di erotismo perchè coinvolge gli stessi sensi del piacere. E la panza è simbolo di condivisione: per fortuna non cucina solo per te ma, Deo gratias, magna pure lui! :-)

  11. Viola Viola commenta:

    penso che un uomo che cucina per te possa farti impazzire; secondo me è tremendamente sexy nei movimenti, nella gestualità, nella creatività

    quanto al fattore esposizione mediatica, non so: a me i calciatori non sono mai piaciuti, ma ognuno ha le sue groupie, chef compresi, gli uomini di potere hanno sempre avuto un seguito di fan, alle donne piace l’uomo di successo, manager, calciatore, chef che sia

  12. Gabriele Nesti Gabriele Nesti commenta:

    Ciao Leonardo.
    Certo che un pezzo sulla anatomia tecnico-sensuale di uno chef di successo me la immaginavo di più scritta da una dolce femminella blogger. Facile sentirla palpitare gustando i movimenti ben coordinati sulle ciccie varie.
    Va beh… accontentiamoci delle pseudo-vibrazioni mentali di Leo.

    Lo chef di successo piace perchè:
    1 Ha visibilità ed è riconosciuto da chi conta
    2 Comanda persone e gestisce situazioni
    3 E’ un creativo e quindi un artista
    4 Non credo per i soldi ma per status sociale
    5 E’ un maestro del piacere (cibo e forse altro)
    6 Fa una vita a metà fra il sacro e il profano
    7 Io poi ho sempre asserito che la vicinanza dei fuochi delle cucine solleciti molto in quel senso…. ci capiamo!
    E certamente le donne lo apprezzano…
    E non le presupposte inquietudini, peraltro forgiate dall’invidia somma, del nostro Leo.

  13. Lorenzo Secondi commenta:

    io faccio il cuoco da molti anni,tengo anche corsi di cucina frequentati da donne,non mi sono mai accorto di questa cosa,comunque bene a sapersi,si molte mi dicono sei da sposare, ma io mi vedo già chiuso in cucina,e sinceramente con la stanchezza e lo stress che si accumulano con il nostro lavoro,pensare di cucinare anche a casa è un incubo..

  14. Tilly Tilly commenta:

    Sono stata moooooolto affascinata da uno chef piuttosto qualificato (ma non famoso) e posso dire che tra le sue armi di seduzione ce n’era una banalissima: proprio il modo in cui cucinava e “padroneggiava” il cibo, mia grande passione… e poi il fatto che il suo lavoro lo assorbiva talmente, era per lui una tale trascinante passione che finiva per essere quel tantino sfuggente che mi faceva impazzire…

  15. @chicco di caffè – lettura consigliata: giorgio scerbanenco “piccolo hotel per sadici”
    @leonardo romanelli – lettura consigliata: vocabolario della lingua italiana, voce “sdilinquirsi”
    @lorenzo secondi – lettura consigliata: carosello, stock 84, “il signore sì che se ne intende!”

  16. karen karen commenta:

    sono una chef junkie da poco…e devo dire che un sorriso dallo chef dalla cucina is priceless…ma non perché lui (o lei) è bello/bella…ma perché lo chef ti sta dando una parte di se stesso…un piatto, una ricetta che ha studiato, ha analizzato, ha preparato per te…per me…

    per tutto il resto…

    • maria tonziello maria tonziello risponde:

      Salve a tutti, sono Maria, aspirante chef che fa questo lavoro da un po’. Solo chi usa la passione come ingrediente fondamentale dei propri piatti sa che tutto il resto è relativo. Diamo importanza ai riscontri dei nostri clienti, la televisione può interessare alcuni ma non tutti notano quando grandi Chef sfuggono ai media ma li usano solo per esternare al mondo la loro arte. Evitiamo di generalizzare e di ingigantire sempre tutto.


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