Birra e formaggi artigianali | Il combo del futuro a Cheese 2009

Non so se la birra scaccerà il vino come insinuava stamattina Intravino, l’altro blog di famiglia. Ma dopo non so più quante volte che vai a Cheese, la cempions lig dei formaggi artigianali, l’indifferenza è, come si può immaginare, inimmaginabile. Invece Slow Food, organizzatore dell’evento settimana scorsa a Bra, in Piemonte, ha colpito di nuovo nel segno. Sapete come? Mettendo il timbro sul combo del futuro: formaggio e birra artigianale italiana.
Non sono l’unico a pensarlo, perfino il Wall Street Journal scrive che la combinazione, da tempo un classico della cucina belga, sta accreditandosi anche nell’Italia ossessionata dal vino. Una legittimazione che passa per il meraviglioso lavoro fatto dai birrifici artigianali italiani che hanno prese le distanze dall’equazione birra-bevanda per ragazzotti, riuscendo a togliere spazio al vino. Al punto che per un grande ristorante, oggi, è considerato un segno di distinzione proporre accanto a quella dei vini, una carta delle birre artigianali italiane. E credetemi, dall’aperitivo con porchetta e pane caldo ai piatti di foie gras, gli abbinamenti sono formidabili.
Niente sudditanza psicologica in questa edizione di Cheese, la birra ha preso il posto del vino anche in alcuni “laboratori” di degustazione. Gli abbinamenti più riusciti: parmigiano reggiano di lunga stagionatura e birra artigianale italiana, splendidamente accoppiata con i formaggi erborinati inglesi come lo Stilton.
E io che a Cheese 2009 volevo fare l’indifferente. Cheese (inteso come: sorridete).
Immagini: Wall Street Journal








e’ vero, la svolta e’ stata con le artigianali, spuntano come funghetti ovunque e raramente hanno prodotti anonimi
Abolirei l’equazione Birra Artigianale=Buona.
Per carità, siamo lontani anni luce da questa cosa.
C’è un grosso e crescente interesse per questo fenomeno, e a me che seguo le birre da quasi 30 anni non può che fare piacere, però attenzione ai facili entusiasmi. Secoli di cultura birraria non si colmano in pochi mesi, non ci sono fenomeni di questo tipo, e non accade neanche nel vino.
Le artigianali italiane sono arrivate a oltre 200 etichette nell’ultimo anno, ma certamente i fenomeni di prodotti non riusciti sono molto più vicini al numero delle etichette che quelli che invece han fatto dei bei prodotti. Autolisi in testa, si sente di tutto nell’artigianale recente.
Al momento, non c’è un pubblico sufficientemente colto come quello che, negli ultimi anni, è cresciuto per il vino.
Credo, quindi, che sia il pubblico che si debba migliorare in tempi brevi e molto, per criticare e permettere ai nostri mastri birrai artigianali di crescere in tempi brevi e fondare anche in Italia una scuola, una tendenza, una chiamatela come vi pare, produzione birraria caratteristica, che non sia più legata ai grandi soldati della 1^ Guerra Mondiale che si sono fermati in nel nostro Paese, oppure che non siano frutto della convenienza periodica di qualche multinazionale delle bevande al sapore di birra.
Onore, quindi, a chi prova a divulgare questa grande delizia del palato. I tempi sono maturi, molte birre sono più soddisfacenti di tanti vini, anche se per me la cosa non va vista in antitesi.
Penso a quando facevo da manager ad uno chef, anni fa, e gli dicevo che alcune birre, con il pesce, erano strepitose…. ci sono voluti 10 anni prima che il 4:20, qui a Roma, proponesse in maniera veramente notevole tale accoppiamento, con passione, coraggio e competenza.
Birra e formaggio…. in Belgio, alcune tra le migliori birrerie producono il loro formaggio da abbinare alla birra…. provate l’Orval, se vi capita, o il Val Dieu….
Abbiamo ancora tanto da imparare, ma meno male che qualcuno inizia ad insegnare…..
Limpido e chiaro. A parte alcune gemme molti sono homebrewer che sperimentano, sperimentano, sperimentano, per diventare BIRRAI.
io non ho una cosi’ vasta esperienza, pero’ ripeto che difficilmente ho trovato birre artigianali anonime … cose che le stacca di netto dalle commerciali
Io nel mio stand ospitavo Fiandino che produce il formaggio alla Birra Baladin, e poi abbiamo in tre laboratori abbiamo abbinato con il sigaro:
1)Birra del borgo (Duchessich e Porter con formaggi grana e a pasta morbida)
2) Birra Zago con il bitto
3) Baladin (Isaac con la selezione Fiandino, Super con Frumage Baladin, Noel con il Blu d’Aosta)
forse abbiamo rotto anche la frontiera dell’abbinamento sigaro, birra e cibo!
Sul sigaro non mi pronuncio, io fumo solo quando brucio.
Immagino però facilmente che, così come c’è l’abbinamento tra sigari e grandi whisky, sia induttivamente facile trovare qualche gran matrimonio tra alcune birre molto corpose e sigari di marca.
O avete visto qualcuno girare con cubani e Peroni?
Assulutamente no, ma non stiamo parlando di questo e comunque la Isaac e la duchessic non sono assolutamente birre corpose (anzi!)
Con la Peroni no, ma basta trovare quella giusta, come del resto- al di fuori di distillati di livello- un grande the verde si accosta con cubani vintage.
Ti assicuro che anche Chinotto (buono) e sigari sono un bell’abbinamento
aspettavo un tuo intervento
Certo che si un chinotto, tra un sigaro e un altro in degustazione ho visto sgrassare la bocca con la coca cola.
io no, ma se l’hai visto tu!
Anche a Santa Monica (Los Angeles, California), su Montana Avenue (l’incrocio esatto non lo ricordo) c’e’ un cheese store che organizza settimanalmente una serata con formaggio e birra.
Ringrazio l’amico Terry per la citazione!
Effettivamente lo stand del sigaro toscano era tra i meglio frequentati e tutta la gamma dei formaggi delle Fattorie Fiandino, tra cui ovviamente l’esclusivo Frumage Baladin, ha avuto il suo bel successo. Si tratta di un formaggio che contiene all’interno (miscelata al latte prima della cagliata che avviene col metodo Kinara, da Cynara cardunculs) birra artigianale e un mix di malti d’orzo, per altro presenti anche in crosta.
Altre info sul sito aziendale http://www.fattoriefiandino.it