Cibo in Tv | Ecco cosa lo smaliziato lettore di Dissapore vuol vedere che oggi non c’è


Le miei idee di format televisivi giacciono sulla scrivania di un qualche dirigente televisivo, nell’attesa di essere approvate o bocciate. Ne scrivevo un mesetto fa: “Cibo in Tv | Caro smaliziato lettore di Dissapore, cosa vuoi vedere che oggi non c’è?”

Il post è andato bene, consigli e suggerimenti sono stati preziosi e magari un giorno dovrò delle royalties a qualcuno di voi. Un commento in particolare mi ha incuriosita, Lara dall’Antonia mi invitava a contattarla privatamente per conoscere il suo progetto. Lei con alcuni amici si è buttata in qualcosa di cool, la realizzazione di una web serie a sfondo culinario. Si chiama “Indovina chi viene a cena show”.

Che ve ne pare? A me è piaciuto. Trovo che siano 14 minuti godibili, con il cameo dell’amato macellaio romano Roberto Liberati e due eno-citazioni di tutto rispetto: i vini di Angiolino Maule e quelli di Giovanna Morganti.

Soprattutto mi convince l’idea degli ingredienti: l’amore per la cucina, l’arte dell’arrangiarsi e l’approccio da social network. A una cena così  io ci andrei. Sono belle le facce, affascinanti i lavori che svolgono a intermittenza,  famigliare quel misto di inquietudine, speranza e fatalismo che tutti noi votati a San Precario conosciamo.

Non fa il punto antroposociologico sul problema del lavoro tra i gggiovani, ma, a mio avviso, lo affronta di sbieco, ne coglie un aspetto che è al contempo tragico e buffo: le loro giornate, un tempo piene di “finzione”, oggi sono maledettamente lunghe e reali.

Meglio allora cucinare un porceddu per 12 ore che girarsi i pollici. La Roma della Dolce Vita è affogata nella fontana di Trevi e, come scrive Lara nella presentazione del suo video “il mercato delle pompe funebri ha incrementato esponenzialmente il livello di qualità del make-up dei cari estinti, arruolando schiere di truccatori super specializzati.

[Crediti | Link: Dissapore, Intravino.




49 commenti a “Cibo in Tv | Ecco cosa lo smaliziato lettore di Dissapore vuol vedere che oggi non c’è”

  1. spettatore spettatore'78 commenta:

    il suo progetto: con alcuni amici si è buttata in qualcosa di cool…

    [img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Reflexion/beret-pensif-284.gif[/img]
    tuttavia non capisco in chi e cosa ci si dovrebbe identificare.
    E manca funzionalità: cena thai inclusa, mancano l’illusione di sofà-imparare e la velleità di tele-insegnare qualcosa. Per farne una serie che coinvolga lo spettatore, invece, oltre che impegnare i partecipanti, penso occorrano più chiacchiere sul cibo: lasciato troppo di sbieco, quasi pretestuoso sotto tutta quella musica (ci vuole ma è troppa) mentre invece occorrono cibo, personaggi e cibo (cfr. per 18 sec), altrimenti resta l’impressione di una carrellata di belle facce che si lagnano, e produrne una serie che induca identificazione… rif. per 22 sec. Insomma: il personaggio alla Lo Cascio ce l’hanno ed è pure barba-simpatico, vedano di farlo parlare più della presentatrice e buona fortuna.

  2. Giuseppe Giuseppe commenta:

    Radical-chic snob, a tratti irritante.

    Pensa un po’ che molti romani vanno a fare la spesa al discount non a Campo dei Fiori o alla Bottega Liberati… e mica perchè non gli piace.

    “Non andiamo a fare la spesa al discount insomma”, minuto 5:20… che tipi. E chi gli da’ i soldi per NON fare la spesa al discount, non lavorando poi… (lamentano continuamente mancanza di denaro).

    E poi cucina col kettle da 600 euro.

    Veramente triste.

    • jade jade risponde:

      e poi “è un esperimento sociale… alle cena abbiamo messo insieme gente della fao, musicisti, giovani editori”.
      target verticalissimo, direi.
      che noia.

      • jade jade risponde:

        e poi, Francesca, perdonami, ma la spesa da Liberati faccio un po’ fatica ad associarla all’”arte di arrangiarsi”

      • Il Cuoco Zen Il Cuoco Zen risponde:

        Peccato che ti fermi alle etichette. Il bello di queste cene è di far sedere insieme perfetti sconosciuti e vederli che si scambiano i numeri a fine serata, al di là di quello che fanno nella vita, dell’età, etc. Penso sia meno noioso del solito sabato sera con i soliti 4 amici a far la fila per entrare in un posto magari mediocre..

        • jade jade risponde:

          senza dubbio è meno noioso, ma quello che a volte, vivendo a Roma e lavorando in produzione, risulta un po’ irritante è sentire sempre la solita storia del non si lavora, ci si deve arrangiare, sono ferma da mesi e poi vedere che la spesa si fa da Liberati e a Campo de’ Fiori, dove i veri precari non sono così habitué, lo ammetterai.
          io trovo più onesto dire: ok, ho in tasca solo 50 euro e me li spendo tutti da Liberati, per il resto della settimana pane e cipolla e chi se ne frega, piuttosto che piangere sul finto precariato.
          tra l’altro parli di esperimento sociale e poi, guarda caso, c’è solo “bellaggente”. editori, musicisti…
          commessi del discount ne vengono? babysitter ne vengono?
          se sì, bravi.

          • Il Cuoco Zen Il Cuoco Zen risponde:

            Quindi tu ti annoi quando guardi un film di Woody Allen, non vai al Maxxi o all’Auditorium perché non ci incontri le commmesse del discount, e figuriamoci entrare in un ristorante stellato, dove speranze di incrociare la tua baby-sitter sono meno di zero?

            Sento una punta di demagogia in questa critica, il precario non è solo l’operatore di call center con contratto a termine, ci sono altre categorie che stanno soffrendo una forte crisi, paghe ribassate, tagli di budget, convocazioni “giornaliere”, se fai produzione sai di cosa parlo…

          • jade jade risponde:

            chi lo dice che le commesse non vedono i film di Woody Allen?
            mi sembra un po’ classista come ragionamento, no?

          • jade jade risponde:

            poi onestamente la demagogia non fa per me. non ho nessuna grande audience da convincere.
            se vivi a Roma e lavori in produzione, senti sempre gli stessi discorsi. tutti che hanno proggetti, vedono ggente, se non hai fatto almeno un corto sei un cretino.
            quello che non mi è piaciuto della recensione al vostro progetto e di quello che sostenete, è che partite bene dicendo mescolanza, cena per tutti, target trasversale, ecc e poi “gente della fao, musicisti, piccoli editori…”: hai veramente citato tre categorie a caso?
            quello che stanca è la perenne sensazione di casta di creativi bo-bo. tutto qua.
            ma è una mia opionione. e basta. quale demagogia?

          • Tommaso Farina risponde:

            A me Woody Allen fa solo una gran pena.

    • Il Cuoco Zen Il Cuoco Zen risponde:

      Ciò che è triste caro Giuseppe, è un intervento come il tuo, totalmente fuori fuoco rispetto a ciò che stiamo proponendo. Noi chiediamo agli amici che vogliono partecipare un contributo inferiore al costo di una cena in pizzeria, con il quale, invece di lucrarci, offriamo il meglio che c’è sulla piazza.
      Che c’entra dove fanno la spesa i romani? Mi sorprende poi che vieni a portare il tuo moralismo d’accatto in un “luogo” frequentato da gente che fa follie per soddisfare le proprie passioni enogastronomiche.

      Vabbè, facciamo così, quando facciamo la cena sociale a sottoscrizione ti invito, e ti cucino una bella salsiccia bruciacchiata sul barbecue da 20 euro preso al discount.

  3.  Butch commenta:

    Cari , si perde di vista la sostanza per fare commenti beceri.
    Ho cenato con loro e ho ritrovato un’ambiente molto “trasversale” ,i “clienti” venivano da diversi mondi, ma l’unione era data da un crescente disagio , quello del lavoro che manca e dalla voglia di incontri nuovi in un ambiente amichevole……chi ha organizzato le cene ha fatto di un piacere un’arte e una nuova prospettiva di lavoro.
    Chi è stato ospite ha avuto la possibilità di fare nuovi incontri e di gratificarsi con cibo genuino e ben cucinato -
    I ragazzi hanno voluto creare cibi gustosi e raffinati,il costo della cena + che abbordabile.
    Jade , l’idea che hai tu del cinema è offuscata dal tuo di snobbismo. ma chi hai frequentato??…Forse hai frequentato salotti che chi lavora veramente nel cinema non usa visitare…Sei semplicemente una provocatrice.
    Ed il video è solo l’inizio ….migliorerà ,ne sono certo.
    Avanti così.

    • jade jade risponde:

      Butch, il provocatore forse sei tu, che se leggi un commento sui cui sei in disaccordo lo bolli come “becero” e scritto da una “provocatrice” piena di snobbismo. con due b.

      dai.

    • jade jade risponde:

      e in ogni caso, nessuno criticava la cena in sé né il progetto, ammirevole, di trasversalizzare il cibo di qualità.
      era il mood che si respirava a non convincerci, tutto lì.

      •  giupas risponde:

        Il mood è veramente da finti alternativi con la casa al centro comprata da paparino senatore a vita.

        Quindi qualcosa non va…

        Poi sul progetto… non so… come dicevo a New York queste cose le fanno da anni, anche Jamie Oliver ne ha parlato in una puntata del suo giro americano e con molto, molto più tatto e umanità (e molto molto meno fighettismo).

  4.  Butch commenta:

    ah ah ah…si certo, Comunque se vivi a Roma facci un salto,magari ti ricredi. E per quanto riguarda i tuoi commenti sui lavoratori dello spettacolo che si lamentano del poco lavoro ….”finto precariato”….si ! è un commento becero.

  5. francesca ciancio francesca ciancio commenta:

    io faccio fatica a capire però, datemi una mano: Dissapore è un luogo snob per eccellenza. Nel senso che si parla di posti, luoghi cibi e vini che ai più non interessano perchè costosi, perchè difficili da trovare perchè comportano un impegno ( spostamenti, ricerca curiosità). poi va on line qualcosa che giudicate a torto o a ragione snob e lo randellate. A me sa, senza accorgercene, che facciamo un po’ tutti parte di questo mondo. Che soprattutto dall’esterno ci vedono come dei dandy del gusto. non è una cosa piacevole, a me da un po’ di prurito ma se non fosse così passeremmo il nostro tempo a commentare post o articoli su qualche canale della Gdo

  6.  lafreddi commenta:

    sono una sopravissuta di indovinachivieneacena….ma ragassi… non arrabbiatevi:io…la paola( lavoratrice dello spettacolo) il mauro(amor mio, disoccupato ex commesso)la luna(amor nostro, peloso non lavoratrice per natura)siamo andati e rincasati felici ed intrigati ma sopratutto rimpinzati…ecco ….
    la luna mi sa che si è pure invaghita di un elettricista…ma amor nostro le ho detto è un umano neanche tanto bello e pure squattrinato e tu sei una giovane cagnolina … ma mi sa cheaindovinachivieneacena tutto è possibile

  7. francesca birri francesca birri commenta:

    il termine snob lo lascerei da parte lo trovo decisamente “antico” e lascerei da parte le polemiche “italiote” noiosissime
    parliamo di Indovina chi…come un di un’ idea sperimentale
    e le idee vanno premiate
    e gli esperimenti pure
    ad avercene!

    ps. per le salsicce tra un pò si trovano ” a giro” nei vari festival dell’unità

    •  giupas risponde:

      Non capisco dove sia la sperimentazione.

      All’esterno NY fanno queste cene da anni, senza tirarsela tanto e senza nemmeno invitare gente della fao, uno scrittore, un attore, etc etc, ma (pensa un po’) dei perfetti sconosciuti.

      Cosa si sta sperimentando?
      Qui manca l’idea!

      • Il Cuoco Zen Il Cuoco Zen risponde:

        Tac, con due righe l’ultimo dei blogger, coi piedini al caldo sotto la scrivania, ti distrugge mesi di fatiche ripagati da tanta gente felice di essere venuta di persona a vedere cosa combiniamo, non hanno mandato il loro avatar. Mi si dice: “E’ la rete, bellezza…”, ma a me ora cascano le braccia, non ho voglia di argomentare con chi è interessato solo a demolire. Ho apprezzato la critica di spettatore ‘78, c’è un contenuto su cui riflettere, e con un attimo di calma gli risponderò.

        •  giupas risponde:

          Supponiamo che una tv decida di credere nel progetto e finanzi il progetto. Alla fine chi lo giudicherà?
          Gli invitati alla cena o il pubblico (spesso cattivo, ipercritico e il più delle volte saccente e ignorante)?

          Poi se non si accettano le critiche dall’ultimo dei blogger basta non pubblicare i propri contenuti, cancellare o commenti o non aprirsi affatto al confronto.

        • jade jade risponde:

          e poi “l’ultimo dei blogger” in che senso?
          abbiamo tutti i piedini al caldo sotto la scrivania, non mi risulta che nessuno di noi si stia esattamente scassando le ossa in miniera.

          •  giupas risponde:

            No no, il Cuoco Zen scrive i commenti con una sola mano mentre con l’altra zappa l’orto di due ettari e con i piedi trascina montagne di mattoni per costruire il nuovo ristorante…

            Per scrupolo ho visto anche il video della cena thai e il pezzettino sui malloreddus. E’ differente… ma da divoratore di trasmissioni di cucina devo dire che è un po’ noioso, le scene al telefono così lunghe, perchè?

          • Il Cuoco Zen Il Cuoco Zen risponde:

            Giupas, occhio che hai scritto un accenno di critica COSTRUTTIVA, non è da te, mi stai degenerando :-) . Jade, chettedevodì, io ogni tanto mi ci alzo dalla scrivania, e se dal video non si capisce no so come convincerti…

          • jade jade risponde:

            caro cuoco, io mi ci alzo eccome dalla scrivania appena posso (sai, per campare devo lavorare) per fare quello in cui veramente credo, che non ti sto a raccontare qua perché sarebbe OT e noiosissimo.
            ma credimi, non siete gli unici a fare grandi fatiche.

          •  giupas risponde:

            Il mio approccio è sempre molto saccente/aggressivo, ma la critica vuol essere costruttiva (o almeno ci provo).

            Certo, non credo che tutto si possa salvare… ma nemmeno è tutto da buttare! Se non altro la grande voglia di metterci la faccia e provare (occhio che anch’io nella critica ci sto mettendo la faccia).

            In ogni caso, vi consiglio l’articolo di rep.it sul fenomeno Real Time TV, quelli hanno capito come catturare il cuore di molti appassionati.

      • erik paoletti erik paoletti risponde:

        sto seguendo questo dibattito e mi sembra molto interessante……per quanto riguarda la sperimentazione non credo sia nell’idea delle cene a sorpresa o “social dinners” come le chiamano a NY,anche se appunto le fanno a NY-Londra -Parigi etc e poco in Italia -perlomeno a Roma- ma nel provare a farne un web reality che dia una testimonianza -seppur imperfetta-di una realtà non così ampiamente conosciuta al grande pubblico,cioè il precariato nel mondo dello spettacolo e la voglia di riciclarsi in qualcos’altro che è vissuto come una passione creativa ( la cucina )….a me sembra una buona intenzione magari non trapela così tanto dal video ma credo che i ragazzi abbiano pochi mezzi per finanziarsi -tant’è che alla fine sotto producer hanno scritto MISSING….io non li ho trovati così snob,anzi ..poi questo trasloco con la Matiz da una casa all’altra non me li fa sembrare tanto figli del senatore con dimora in centro…..eppoi le case a quanto pare cambiano quindi chi ce lo dice che siano case di loro proprietà ? magari le affittano….

  8. Marco Milani bradisismo commenta:

    andiamo con ordine.

    1) radical chic. chic è un sostantivo, non un aggettivo. ergo, sta per “…eleganza, esclusività, sciccheria legata estremismo, alla rivoluzione, alle molotov eccetera. Vedete un po’ voi quanto tirare di qua o di là. Ma non invertite l’ordine degli addendi perché, non ci crederete, il risultato cambia”[CUT]

    e ringraziamo il sempre ottimo Matteo Bordone (e cito qui http://www.freddynietzsche.com/2011/01/14/il-trucco-del-popolo-%E2%80%94-2-radical-chic/)

    fatta questa premessa: come dice quella-che-qui-comanda (ciancio) un sito che si chiama “www.dissapore.com” necessariamente non va d’accordo con l’offerta volantino del “In’s”. per cui, io qui dico: o voi! – vocativo – che gustosamente leggete dissapore (per rivendervi i consigli con gli amici come faccio io) e che qui commentate dando degli snob (o indifferentemente dei radical chic, ignorando le regole base dell’aritmentica e della logica), o qualcosa non mi torna o forse avete sbagliato sito. fisiologicamente chi si propone di fare una cena con ingredienti di qualità è radicale: non fosse per altro che per la scelta degli ingredienti in gioco. essendo, poi, la cosa partita da ggente (semicito qui sopra) che fa ccinema (ri-semicito qui sopra) fisiologicamente – e due – saranno inizialmente coinvolte persone a massimo due gradi di conoscenza. se quella stramba teoria di qualche anno fa non è solo teoria potremmo avere Obama – Osama è morto, dicono – ad una delle prossime cene. magari a quella araba.

    sul fatto se poi sia chic parcheggiare i cammi (sic.) alle 5.32 del mattino o compilare 42 contratti attori o, ancora, far viaggiare fiorfior d’attori italioti in prima classe, ne possiamo parlare. magari a quella arabao con Obama (tipo: dilloaObama)

    andando avanti. casalinghe di Voghera (Arbasino chiede i diritt!), parrucchiere di Grottaferrata, addetti al controllo di qualità di Usmate: unitevi in coro urlando che vi siete rotti i coglioni di essere un mero termine di paragone! :)

    detto questo, un po’di auto-ironia e di slancio vitale. sopravviviamo, dai. non vogliamo andare alla cena da 30 euri: e non ci si vada. per il resto è colpa di pisapia.

  9.  giovigio commenta:

    SOno dell’idea che indovina chi viene a cena sia un colorato, imperfetto e divertente gesto di risposta.

    A un mondo del lavoro che si è fermato, all’incapacità di fare le cose insieme, alla mancanza di voglia di provare strade nuove.

    Certo, il telegatto è lontano, però il punto è che per la paura di non fare si poteva anche non organizzare delle cene, e non filmarle e non impegnarsi a proporre qualcosa di carino, o gustoso o anche solo radical chic, che è comunque sempre chic.

    Si poteva starsene sul divano ad aspettare il prossimo film, e non lo si è fatto, anzi si è deciso di reagire facendo qualcosa di bello ma pur sempre faticoso, qualcosa che non deve piacere a tutti ma che merita il rispetto e la buona fede.

    Buon appetito!

  10.  PaoloNeSaDiCibo commenta:

    Ma ragassiii, non siam mica quì a riempir le olive col peperone…
    Edica diceva “perchè tanto odio?”
    E io mi domando, perchè un’iniziativa imprenditoriale e di comunicazione crei tanto dissapore?
    Cosa ci trovate di snob in tutto questo? Forse la ricerca di qualità? Il fatto che attraverso il buon cibo ad un prezzo più che ragionevole si cerchi di creare un momento socializzante, inedito, divertente?
    o forse è l’accento nordico della protagonista che sfastidia?

    Io direi che prima di criticare bisogna provare… io l’ho fatto e mi sono trovato in una situazione molto piacevole e costruttiva.
    Di snobbismo non c’è traccia, l’impegno dei cuochi è assoluto, il cibo è buono e abbondante, mi sono alzato e mi sono immediatamente riseduto per l’abbondanza alcolica, ho conosciuto gente molto interessante… insomma, secondo me chi critica è propenso alla rosicata facile!

    Io attendo con ansia il prossimo appuntamento, dove spero di incontrare altre persone piacevoli e divertenti, e quindi non jade e company.

    Lara: porgi l’altro gomito!

    •  giupas risponde:

      Io che son polemico ti dovrei rispondere punto per punto… cerco di riassumere:

      - non hai letto con attenzione le critiche, si critica il video, un po’ meno l’iniziativa

      - è innegabilmente snob (ma non è detto che sia una cosa negativa, può anche essere una scelta editoriale)

      - il prezzo più che ragionevole? ma quant’è?

      - molti commenti dicono: “prima di criticare bisogna provare”, ma come si fa? Io dico se prima di criticare volevate far provare la cena, potevate fare un invito pubblico su dissapore no? Così si invitava veramente gente nuova, non i soliti amici degli amici.

      •  PaoloNeSaDiCibo risponde:

        Caro Giupas,
        che sei polemico è evidente… ma anche io sono un bel cacacazzi!
        comunque rispondo al riassunto:
        - il video e autoprodotto a no-budget, non low-budget ma proprio NO-budget! che cosa ti aspetti? sceneggiatura e regia di Crialese? famo una cosa, fallo te un video con tutti i crismi, come dici tu, così gli dai una bella lezione di stile.

        -Se per te la ricerca della qualità nel cibo e nell’atmosfera che si vuole creare significa essere snob, allora si è molto snob! Se ti riferisci all’atteggiamento della protagonista, allora credo che la definizione giusta sia glamour…

        - se ti fidi, il prezzo è molto ragionevole, anche troppo.

        - Quì ti sei superato Giupas: ma se è una cena pop-up che pretendi che fanno la pubblicità sul Corriere? Hai presente i termini “passaparola” o “tamtam”?

        Vabbè, buon ponte Giupas, staccati dal computer, divertiti e mangia bene!

  11. Francesca ciancio Francesca ciancio commenta:

    Signori basta orsù ! Amici e sodali di Lara accettate con piu’ far play le critiche. Semmai per le prox puntate fate tesoro dei consigli al netto del sarcasmo. Ai detrattori: avete una pallida idea di quanto costi in termini di soldi e tempo realizzare delle “puntate” di una serie? E poi cosa c’ e’ di male nel volersi consolare con del buon cibo quando le cose non girano nel verso giusto? Possiamo biasimare il gruppetto di Roma solo perché fanno quando possono dei lavori interessanti? Chic snob glamour sono dimensioni bidimensionali. Credo che chiunque possa cOntare su budget decorosi avrebbe modo di lavorare su concetti piu’ complessi

  12. Francesca ciancio Francesca ciancio commenta:

    Fair play ovviamente

  13.  100celle Diaries commenta:

    la mia amica Lara ogni giorno ne pensa una diversa e ha la capacità di coinvolgere chiunque le capiti a tiro (nel bene e nel male purchè se ne parli!!!)

    il mio amico cuoco zen ha le mani d’oro per padelle e manicaretti e non sopporta che il suo amore per la buona tavola venga incasellato in facili definizioni sociali.

    i miei amici (gli altri) che hanno partecipato a questo progetto lo hanno fatto perchè è bello ritrovarsi e credere in qualcosa anche di frivolo e senza grosse pretese ma sincero e comunque divertente ed entusiasmante…. e per star dietro all’eccentrica “Gaga” dei fornelli romani ce devi per forza avè pazienza!!!

    Il punto è: guardatevi intorno … non è tempo di dire “si!!!” a chi un’idea ce l’ha e anche se non da tutti condivisa la porta avanti con impegno e con il sorriso piuttosto che soccombere ogni volta alla noia della polemica e del brontolio??

    Non deve piacere a tutti, ma deve essere d’esempio l’entusiasmo e la voglia di fare che spesso manca a tutti noi.

    Solidarietà e critiche costruttive ragazzi ma anche voglia di accettarle e cambiare ciò che può migliorare altrimenti non si cresce!!! ….

    e poi il buon cibo e la voglia di condividerlo è sempre una passione per tutti chic, radical e non!!

    io dico bravi e mò … andate a cucinà!!

  14. Fabrizio pagliardi Fabrizio pagliardi commenta:

    … Ma invece di contestare l’incontestabile; Perché è incontestabile la chiccheria delle tipologie di commensali, come e’ incontestabile che un trasloco da via Garibaldi a campo dei fiori lo puoi pure fare con una 127 sport ma sempre un trasloco da due zone splendide e costosissime di Roma è; mettete l’accento sulla vostra positività e voglia di fare bene, spiegate che e’ ovvio che le prime cene i commensali saranno tutti amici, amici di amici, e amici di amici di amici, e quindi appartenenti a uno stretto gruppo sociale, poi si vedra’ magari più avanti con il passa parola ci sara’ tanta varietà di persone, e magari diventerà veramente un lavoro per voi, e solo quando avrete a cena trenta sconosciuti con cui avete poco a che spartire saprete se il lavoro fa per voi.

  15. ilù ilù commenta:

    Associare il periodo di “crisi dei loro lavori” detto con tono affranto e commovente alla spesa a Campo de Fiori o da Liberati, con tutto il rispetto, mi sembra veramente aver generato un prodotto un po’ troppo superficiale…
    o sono tutti evasori fiscali questi possessori di partita iva o sono tutti possidenti terrieri o figli di papà…
    a parte gli scherzi, non avrei messo nel montaggio queste interviste ad attori disoccupati che però vanno a cene che hanno alla base una certa selezione di materie prime, di persone, di maschere e di personaggi…

    • alessandra ruggeri ale79 risponde:

      ma….scusa dov’è il tono affranto ? a me sembrano tutti più o meno sorridenti e ironici.Non credo che qui si voglia fare un’analisi sociologica della disoccupazione nel mondo dello spettacolo ma semplicemente testimoniare quello che questo gruppetto fa pur di non stare con le mani in mano.
      E poi se uno fa la spesa a Campo de fiori e o Liberati e dopo si fa pagare per quella spesa dai clienti delle cene mi pare sia un modo per guadagnare qualcosa in un momento di crisi…non credo poi che il guadagno sia altissimo.Io normalmente partecipo alle cene di un altro gruppo di gente che fa cinema e le organizza a Trastevere ed il prezzo compreso i vini è abbordabilissimo,non credo questi ragazzi si facciano pagare molto di più..questi attori disoccupati come dici tu per quale motivo non dovrebbero partecipare a delle cene dove si mangia bene e ci si diverte ? magari ci vanno una volta al mese,per 30 euro se pò fà me pare.
      Cioè sono le etichette che mi urtano -se fai cinema sei per forza radical chic,se sei un attore disoccupato non puoi andare al ristorante-ma chi lo dice ? ma se avessero fatto un video dove organizzavano una cena low-cost facendo la spesa al discount col Tavernello in location Torpignattara tu ci andavi ? Si ? mah….

  16. Tommaso Tommaso commenta:

    Alcuni dei commenti letti sembrano abbastanza pretestuosi: appare infatti ovvio che il precariato dello spettacolo è cosa assai diversa dal lavoro in miniera. Appare altrettanto ovvio che chi per una vita ha coltivato la passione del cinema e la legittima aspirazione di vivere di una professione creativa abbia tutto il diritto di farlo (con diritti e garanzie nè più e nè meno degli altri).
    Avere un papà RICCOSENATORE è spesso una fortuna, non sempre una garanzia, mai un delitto.
    Chi intraprende una iniziativa lo fa con aspirazioni di successo: se l’iniziativa è CASA&CUCINA, gli ingredienti sottoscala + discount sono – PENSO IO – meno appetibili della miscela ambiente accogliente, cibo di qualità, prezzo accessibile.
    L’intendimento di Lara e compagni – RIPENSO IO – era quello di creare un momento di piacevole incontro per un gruppo di persone che man mano si allargasse attraverso il passaparola, non quello di coinvolgere tutta Roma e provincia (realistico non classista).
    Per quanto riguarda il tentativo di trasformare tutto questo in un reality show è evidente che sarà necessario un progressivo affinamento sia dal punto di vista tecnico che autoriale, ma due illustri precedenti: Il caricatore (film), Boris (serie tv) ci insegnano che uno sguardo dal di dentro sull’ambiente cinematografico in chiave divertita e ironica può essere una idea vincente.
    Atteggiamento insopportabilmente snob è quello di chi partecipa a questi incontri per poi disprezzare tutto e tutti (più realista del re), trincerandosi in una terra di nessuno che non può essere considerata perché semplicemente non esiste come proposta concreta né tantomeno come proposta intellettuale

  17. frafra frafra commenta:

    No, non ci siamo. Pare di sentire il bue che da del cornuto all’asino. E qui mi riferisco ai vari “snob”, “radicalchic” ( mi si cita Bordone, che adoro, ma sicuramente è di una snobberia assoluta, geek-redical chic come nessuno mai. Ed è il suo bello).
    Detto ciò: l’idea sarà copiata? certo, qual’è il problema? Ricordo a tutti chesiamo su un blog e la rete è il luogo per eccellenza dove le idee si passano, copiano, rielaborano. Siamo nell’era delle creative commons, per pietà. lasciamo i discorsi da vecchi tromboni a vchi è nato prima del 1960 almeno, o si sente vecchio dentro.
    Ora queste cena romane sono l’idea di chi l’ha messa in pratica. Mi piace molto, a Milano s’è spsarsa la voce. Lo vogliono già fare in 25, tra quelli che conosco.
    Anzi,mi prenoto, vengo a Roma . Ditemi quando. Mi siete già simpatici.
    E poi sono estremamente tollerante, in fondo come tutti gli snob.prova ne è che ho letto almeno il 30% dei commenti.

  18. elena taglia elena commenta:

    L’arte di trasformare una passione in una fonte di guadagno ,anche se inizialmente minima ,e’ gia di per se’ premiabile se poi lo si fa investendo per dare piacere e non solo per riempirsi le tasche,in quest’era cosi’ furbetta,e’ ancora piu’ apprezzabile!!! Evviva chi ha ancora voglia di giocare ,rinventarsi,divertirsi…offrendo per poco molto!!!


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