junk food

Comprato e Mangiato – Fish&Crock Findus

I gourmet si dividono in 2 categorie: quelli che mangiano il Risotto con la Foglia d’Oro di Marchesi e quelli che leggono resoconti di chi ha mangiato il Risotto con la Foglia d’Oro di Marchesi ingozzandosi di cibo spazzatura sul divano. Io appartengo alla seconda. Ma così come “le persone di gusto sanno vestirsi bene anche comprando al mercato” — ©Giorgio Armani — gli scaffali dei supermercati sono ricolmi di delizie sottovalutate, autentiche nella loro sofisticazione alimentare. “Comprato e Mangiato” proverà a dimostrare che sono Troppo Buone per Essere Finte.

C’è qualcosa di oscuramente affascinante negli alimenti che uniscono più tratti junk insieme. Una specie di spregio per le norme comunemente accettate del cibo sano dal quale mi sento vagamente sfidata. Tipo quei dolci che sono allo stesso tempo zuccherini, colorati e pieni di grassi insaturi, e ti guardano come a dire: EMBÈ? Altra categoria come questa sono i surgelati prefritti.

Il genere di cose che ti induce a dire: “No grazie, oggi passo perché ho scoperto guardandomi dentro che MI VOGLIO BENE”. Una cosa bella dei surgelati prefritti è che poi li devi friggere di nuovo (si sa che l’unica cosa migliore del friggere una volta è friggere due volte), anche se chi li produce ogni tanto fa un po’ finta di no. Tipo i Sofficini: come tutti sanno, si possono cuocere sia in forno sia in padella. Solo che – questo è una specie di segreto di Pulcinella – la cottura in forno non è veramente un’opzione, perché in forno diventano così mosci e tristanzuoli che allora tanto vale, allora mi immolo e mangio sano in partenza.

Così sono i Fish&Crock Findus: triangoli di merluzzo avvolti in un guscio di patatine fritte. La panatura di patatine fritte è un’idea geniale e malvagia, si colloca in una china scivolosa tutta da esplorare: attendo una versione perfezionata con merluzzo, poi bacon, poi patatine fritte, poi copertura al caramello, poi di nuovo patatine fritte.

Come nel caso dei Sofficini, le istruzioni sulla scatola fanno le gnorri e, anzi, sul fronte della confezione proclamano con un certo giubilo “Più leggeri e croccanti al forno!”, mentre sul retro si fanno più riflessive, fattuali: “I Fish&Crock rinvenuti al forno contengono circa il 40% di grassi in meno rispetto al loro rinvenimento in frittura.”

“Cerrrto” dico io facendo l’occhiolino ai miei filetti di merluzzo e scaldando l’olio in padella.

Sette minuti di sfrigolante attesa, ed eccoli qui: il merluzzo è tenero, carnoso, compatto, leggermente untuoso, mentre la panatura di patate fritte è croccante, saporita, nettamente unta (lei). La senape, presente tra gli ingredienti, dà un piacevole twist di speziatura. Mangiati con le mani sono ancora meglio.

Accompagnarli a dell’insalata forse ti aiuterà a mettere a tacere la tua coscienza. Qualunque cosa tu faccia, però, NON li mettere in forno.

Gli ingredienti: Pollack d’Alaska 50%, patate 25%, olio di semi di girasole, farina di grano tenero, acqua, farina di riso, amido di riso, sale, senape. Al super a circa 6 Euro per la confezione da 6 pezzi (300 grammi).

Gli altri Comprato e Mangiato:
Patatine Darling Spuds

Philadelphia fresco e goloso

Canestrelli Grondona
Tyrrel’s Veg Crisp
Caramelle Mou Kuhbonbon
Häagen Dazs Macadamia Nut Brittle
CioccoeRiso Scotti

Sara Porro

commenti (53)

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  1. e il puzzo di fritto non lo vogliamo calcolare? la scelta del forno salvaguardia anche l’ambiente domestico che ne pensi?

    1. Io penso che almeno noi gastronomi-gastromani non dovremmo farci condizionare dal profumo (non puzzo) del fritto, anche se certo non per fish&crock ma per altre preparazioni.
      Se si sa operare con accortezza, badando alle temperature e standogli dietro, il fritto non puzza.
      Questo è il mio parere.

    2. E’ che i Fish&Crock così come i classici bastoncini emanano puzza di fritto anche se li cuoci in forno. Non so perché. Ma a quel punto…tanto vale buttarli in padella oleosa e via!

      Per il fritto fresco, e non rifritto da base confezionata, invece secondo me è verissimo quello che dice Tommaso Farina.

      Motivo per cui se fritto deve essere preferisco partire da zero, così non puzza ed è più buono.

      I bastoncini e robe simili, se in offerta speciale perché se no sono ingiustificatamente cari, servono solo per emergenze di frigo deserto, ora tarda e pigritudine estrema o per evocare della grande cucina casalinga d’infanzia! 😀

    3. ragazzi, il fritto puzza sempre.
      se è fatto a regola d’arte puzza di meno, ma puzza sempre.
      provate a friggere in un monolocale, controllando temperature e tutto quanto, senza aprire la finestra. poi mi direte se non c’è puzza 🙂

    4. Ma dai ragazzi investite in un BUON aspiratore!!!

      E’ il mio vero alleato in cucina … io ci faccio pure le sardine fritte, lo accendo al massimo durante la cottura e poi, quando ho finito, metto la padella dell’olio a raffreddare sul davanzale … nessun profumo o odore in giro per casa!
      E comunque hai ragione Tommaso: importante temperatura e controllo dell’olio ma anche fondamentale la freschezza della materia prima, soprattutto se si tratta di pesce!

    5. bhe’ chiaro, con un aspiratore buono è un altro discorso. ma lì è merito dell’aspiratore, non del fritto che non puzza 😉

    6. Indipendentemente dall’efficienza dell’aspiratore, non è che friggere sia mai un processo inodore.

      Il punto era che la puzza tipo cottura di bastoncini o pesce un po’ andato è sgradevole e s’incolla persistentemente in ogni anfratto della casa per ore o giorni.

      Quello che Tommaso chiama profumo, ma diciamo pure aroma o alla peggio odore- ovviamente comunque sprigionato dalla cottura di fritto ben fatto o da pesce fresco -- semplicemente non è la stessa cosa!

    7. ragazzi alla prossima frittura mettete nell’olio freddo un tocco di zenzero. e poi mi ringraziate uno ad uno personalmente.

  2. Giorni fa per me baccalà alla mugnaia, semplicemente infarinato e fritto. Goduria.
    Da piccolo i fish & crock non li avevo ancora, sono arrivati nei primissimi anni NOvanta. Prima, c’erano solo le Croccole, che resistono ancora oggi.

  3. Ahahah…li fanno ancora!Rievocano alcuni pranzi della mia infanzia, prima che mi rendessi conto di cosa volesse dire “mangiare bene” e, soprattutto, prima che il mio fegato dicesse “Basta!!!”

  4. Da ragazzetto li mangiavo e persino con gusto.
    Sono ormai anni che non li prendo piu’… anche se ritengo ci sia di molto peggio in commercio.
    Peccato principalmente per il fatto che su 100 gr. di prodotto soltanto il 50% sia “pesce”.

    Il che non mi incoraggia affatto nell’acquistarli… anche se i minuti per preparare il pasto sono spesso contati.

    Saluti, Frank.

  5. pollack d’alaska???
    6 euro per 3 hg (un eurino a pezzetto)????

    nooooo Sara, questi no!!!!

  6. Aldilà di tutti i possibili blablabla bofonchioni sulla qualità -peraltro giustificati- trovo che molte di queste cose siano ingiustificatamente care rispetto al tempo che ti fanno risparmiare o alle doti in cucina che uno non possiede.

    Capisco i 6€ per il cacciucco Buitoni: in 8 minuti neanche un Pierangelini 4x4 injection riuscirebbe ad improvvisare una pseudozuppa di pesce.
    Capisco pure i 3€ (mi sembra) della pasta e ceci disidratata Arnaboldi.
    Ma 7 minuti per merluzzo rifritto o penne all’arrabbiata 4 salti, sono lo stesso tempo che ci vorrebbe partendo da zero.

    …oddio, scappo! so’ passati 7 minuti e me se sta a brucià il semolino crioliofilizzato Knorr… 😎

    1. Stai dimenticando la panatura di patatine fritte. Che poi ti ci voglio vedere a panare qualcosa con delle patatine fritte, ci vuole del talento

    2. Io direi che ci vogliono semplicemente i macchinari che lo fanno…

    3. Anche una buona colla da ciabattino potrebbe essere d’ausilio… 😎

    4. Una volta ho visto la Parodi in tv impanare una bistecca dentro delle chips da busta frantumate… Sapevatelo!

  7. Sig.na Porro, ho un dubbio, ce l’ho da un bel pò e ora non posso più resistere, lo devo manifestare, sperando che lei mi aiuti a risolverlo.
    Io che ho mangiato tanti risotti mantecati con la Margarina Foglia D’Oro, a quale categoria appartengo??? 🙂

    1. Alla categoria dei gastrozozzoni 😀

    2. Roba da esorcista (ma di quelli bravi !) 😀

    3. Ehhh, fate presto, voi, a parlare: voi, che non avete vissuto l’ epoca delle Margarine Gradina e la sua concorrente Foglia d’ Oro. Ai tempi, anche i medici ne raccomandavano l’ uso in sostituzione al burro, e la mamma, buonanima, si fidava dei meghi…

    4. Ricordo benissimo.
      Una delle più grandi campagne di vera e propria disinformazione mai viste.

    5. la margarina Gradina era il gastrofighettismo della mia infanzia. le mamme se ne vantavano come per l’acquisto della lavatrice e della tv a colori. sono le nonne che adesso ci fanno ancora i biscotti. prova a convincerle, prova. la usa anche il mio bestia di expanettiere

    6. le nonne purtroppo ci fanno i biscotti e anche le torte, perchè sai “il burro fa male. ho il colesterolo alto”.
      il problema è che le nonne adorano fare dolci per i nipoti…

  8. il pollack a filetti che arriva dall’ Islanda in pezzatura grossa (500 grammi up) è buono, bello bianco , costa circa più di 8 € al kg con glassatura 35 %

    quello pescato dai cinesi è lavorato meno accuratamente, se di pezzatura piccola è tutto sfrangiato

  9. all’esselunga costano 4.98….oddio così mi son tradito…no è che conosceo TUTTI i prezzi dellì’esselunga….ehm….