Contro gli sprechi: Cause we’re living in a material world…

Mi accingo con gioia a guardare l’ultima puntata di Masterchef e seguire contemporaneamente il liveblog di Sara Porro ma, a programma terminato ho ancora molti, moltissimi, interrogativi che frullano nella mia testa riccioluta: chi ha mangiato le 50 uva al tegamino fritte malamente da Spyros e Ilenia? Che fine hanno fatto le montagne di cipolle alla giuliana affettate dai concorrenti della prima puntata?
Si perché, non so voi, ma in questo periodo di ristrettezze economiche, un cui l’eco-living è più un’esigenza che una moda e la vera (sola) risorsa sembrano gli avanzi, io che sono una ragazza materiale (non come Madonna, ma nel senso di semplice e rurale) certe domande me le pongo. Saranno le mie origini campagnole, sarà che mi han sempre insegnato a finire tutto quello che avevo nel piatto, ma a me, lo dico, piange un pochino il cuore nel vedere tanto spreco. Naturalmente, non mi riferisco solo a Masterchef: per esempio, e faccio un nome a caso, chi si mangia i pastrocchi quotidiani e semicommestibili di Benedetta Parodi? E quelli di Ma-chi-te-l’ha-fatto-fare-Tessa-Gelisio? E tutto il bendidio che cucinano alla Prova del Cuoco?
Così mi arrovello irrisolta. Ho cercato nel web, ma non ho trovato alcuna notizia circa un riciclo consapevole dei prodotti, donazioni a qualche Onlus, o altro. Prima di chiedere numi all’ufficio stampa del programma e avere una plausibile e notiziabile risposta, mi affido a voi: avete qualche idea sull’identità del malcapitato che ha fatto indigestione di uova e cipolle?
Mi aspetto, naturalmente, anche qualche proposta brillante e originale, come quelle che ho trovato all’altro scottante interrogativo che non mi faceva dormire: dove finisce il grasso tolto nelle liposuzioni? Volete saperlo? Il dottor Craig Alan Bittner, della Beverly Hills Liposculture, ne aveva creato un lipo-diesel per la propria auto. Invece l’artista Gianni Motti nel 2004 aveva realizzato una saponetta, asserendo che si trattasse del grasso ottenuto da una liposuzione subita da Silvio Berlusconi, e l’aveva chiamata “Mani Pulite”.
Lo so, lo so, ognuno ha le domande (e le risposte) che si merita.
[Crediti | Martina Liverani è l'autrice del blog Curvy Foodie Hungry. Link: Dissapore, EcoBlog, Repubblica.it. Immagine: TvBlog]








come avrai letto, noi commentatori ci facciamo queste domande dalla prima puntata
bello che sia diventato lo spunto per un post
Le uova e le cipolle le hanno date a Tiziano Ferro per farci la carbonara!
credo che uova e cipolle, rispetto ai costi che una trasmissione del genere deve sostenere, siano trascurabili briccioline.
anche a me da fastidio veder sprecare il cibo, per un discorso di abitudini personali. ma razionalmente, non credo abbia senso.
Andate a vedere lo scarico merci di un grande supermercato dopo l’ora di chiusura, buttano più di tutto il programma in una sola giornata.
esatto
Hai pienamente ragione, ma bisogna cominciare da qualche parte a diminuire i sprechi del cibo.
Ricordo che stiamo parlando di cipolle. Ripeto, cipolle. Mettiamo caso sia andata buttata una tonnellata di cipolle, stiamo comunque parlando di una fetta infinitesimale e di valore sostanzialmente prossimo allo zero della produzione italiana della pianta bulbosa.
Riguardo ai manicaretti de La prova del cuoco et similia, temo siano i tecnici a sbafarseli una volta conclusa la puntata. Anche se, per la loro salute, sarebbe più indicato adottare il metodo seguito per le cipolle.
faranno al massimo 5 piatti a puntata, e considerato la marea deggente che lavora in RAI a questo programma, mi sa che ci esce risicato un cucchiaino a testa.
Marea “degente” rende meglio l’idea.
gimme five.
Vivo a Londra e seguo Masterchef english, adesso stanno trasmettendo Masterchef professional, dove quantita’ di mercanzie prelibate, verdure bio, pesci freschissimi, piccioni e carni prelibate sono cucinate e dopo la prova d’assaggio?
Mi sono chiesta molte volte cosa capita a tutto quel ben di Dio..certe volte vorrei che schiere di affamati si appostassero fuori dai cancelli dove viene registrato Masterchef…Ma sinceramente credo che tutto venga letterelmante buttato..
a proposito di recicli …
tutte le volte che vado in palestra dove sventurati pedalano, corrono e si allenano per ore…
ma se tutta quell’energia spesa fosse deviata in un generatore per produrre corrente elettrica?
la mia fatica e i miei tentativi di rimanere in forma non sarebbero sprecati del tutto…
rimane pero’ il dilemma Masterchef!
Credo che il cibo lavorato durante i programmi di cucina debba essere buttato per motivi igienico-sanitari. Così è per La prova del cuoco, ed è stato detto più di una volta. Per altri programmi non so, ma immagino che sia lo stesso
Ieri proprio ne parlavo con un mio amico, guardando il dessert di Ash.
E comunque Claire o Ash per il titolo
Questo anche per Olivia.
Masterchef comincio’ nel 1990 e per evitare “fatica” visiva venne sub-diviso in 3 branche: The Professionals, Celebrity e Junior (poi venne esportato in Australia, USA, Grecia, Filippine ed infine anche in Italia). E’ da sempre stato filmato nelle cucine sperimentali del Westminster Catering College a Kingsway, centro di Londra (nonche’ in cucine di ristoranti dove i concorrenti devono lavorare come gli altri impiegati), e durante le settimane di produzione a Kingsway gli ingredienti che non vengono usati nei programmi vengono utilizzati per insegnare agli studenti come si lavorano, e sonoo venduti nel ristorante del college. Percio’ di spreco proprio non ne esiste. Io sono un Fellow (Senatore) dell’Istituto dell’Ospitalita’, un tempo chiamato Hotel and Catering International Management Association, che provvede, sin dal 1980, alla formazione professionale per l’industria alberghiera e della ristorazione ed ogni anno prepara centinaia di studenti di tutto il mondo per il futuro.
Ermanno grazie delle info, in effetti mi domandavo se nei mesi di non-produzione quelle cucine fossero utilizzate o meno.
Il formato Italiano e’ molto piu’ aderente all’Australiano o sbaglio?
P.S. Visto che conosci la scene di Londra molto bene, di Benares che mi dici? Se vuoi contattami in privato o su FB (dovrei essere clickabile).
P.P.S. Oli in finale? uhmm non mi convince. Niente si decide tra Ash e Claire. Un vero peccato non avere una Sara Porro in UK!
In effetti il formato Australiano venne “alleggerito” per ovviare alla scarsa conoscenza locale della cucina classica francese che e’ la base del programma. Purtroppo (o meno male?) non ho mai visto una produzione italiana quindi mi astengo da commenti.
Benares: un sogno! Atul Kochhar e’ un mago e adesso che ha venduto i suoi interessi nel Colony in Marylebone e’ sempre presente durante il servizio. Se ci vai (prenotazione ovviamente di rigore) avrai la piacevole sorpresa di incontrare Costanzo Scala, Chef Sommelier extraordinaire che abbina vini e birre mondiali alla cucina di Atul in modo ineccepibile.
MC the Professionals: secondo me Ash ha quell’1% in piu’ di Claire ed e’ meno nervoso, il che aiuta nelle circostanze.
Sono li’ la sett prossima. Kochhar ho avuto modo di conoscerlo tramite i suoi signature dishes che ha creato per Meemsab un locale di Notts che mi fa rabbia perche’ ha potenzialita’ da Michelin Star e non si decide a fare un salto rimanendo a meta’ tra il tradizionale indiano e lo stellato.
Ho letto reviews contrastanti su Benares che mi hanno lasciato perplesso conoscendo le potenzialita’ di Kochhar; per questo ho chiesto.
grazie della risposta.
Dillema inutile.
Due esempi di dilemmi più importanti:
1) tutte le sovraproduzioni che non rientrano nelle quote comunitarie vanno buttate (vedi latte fresco, verdure, frutta…)
2) tutte le produzioni agroalimentari per la grande distribuzione che non rispettano criteri di forma, colore o costo, vanno buttate
Si tratta di quantità che metterebbero i brividi, sufficienti a coprire un migliaio di edizioni di masterchef e simili in un solo raccolto.
La cultura del buttare tutto è sbagliata, ma stiamo guardando di una pagliuzza in un occhio, preoccupiamoci invece di cose ben più serie.
secondo me lo spreco di cibo è argomento serissimo, visto che c’è chi non ne ha. con le nostre sovraproduzioni candidamente gettate e i nostri programmucci di cucina molti potrebbero avere di che mangiare: è fin troppo banale.
Ti piace vincere facile?
Prenditela con i programmi di cucina. Vogliamo seriamente essere impegnati contro gli sprechi? Allora è tutto un altro discorso.
Concordo, ma cominciamo con i programmi tv che sono palesemente davanti agli occhi di tutti. Poi tu, mi hai naturalmente fatto sorgere altri, e molto più inquietanti, interrogativi…
ma dai. prendiamo la prova del cuoco, la sua conduttrice avrà un contratto stagionale che si aggira sul milione di euro, e noi ci preoccupiamo di sprecare le cipolle? assurdo.
gli sprechi, ben più onerosi di quelli del cibo, fanno parte del mondo dello spettacolo, da sempre.
Maddai, che c’entra. In TV si cucina 24h…è lecito chiedersi (e sapere) quale policy adottano per gli scarti. Tra l’altro, un’ipotetica scelta di consapevolezza gioverebbe anche all’immagine dei programmi stessi, non solo al beneficiario degli avanzi.
gioverebbe SOLO all’immagine del programma stesso, mentre la sua utilità sarebbe pari a zero.
per esempio, prendiamo masterchef, mi immagino il piatto – che solitamente è già in partenza una porzione piccola – dopo che viene assaggiato dai 3 giudici, cosa rimane? cioè tu vuoi dirmi che con gli avanzi di 5 o 6 piatti potresti sfamare seriamente qualche bisognoso?
cosa fai, spedisci gli avanzi del pollo cotto nel burro di arachidi con l’ananas, in africa? o alla caritas? e in che stato arriva?
gli alimenti hanno delle regole ferree che vanno rispettate, altrimenti invece che beneficenza stai donando un’arma biologica.
Avevo letto che tutti i piatti preparati dai concorrenti di Masterchef (che dopo le prove erano chiamati nel confessionale il più presto possibile) facevano la felicità di operatori e montatori presenti in studio. Non basta, ma aiuta.
giovanni ribisi
omonimo o fan?
Non leggo icommenti a questo post! é un problema solo mio?
visto con i miei occhi!!!Nel deposito della spazzatura di un condominio ho rinvenuto la bellezza di circa 13 kg di mozzarella con 2 giorni a scadere….Ho chiesto al gestore come mai si buttava invece di darla a qualcuno che ne avesse bisogno.Risposta>la politica aziendale prevede solo di sprecarla nei rifiuti.Ora,avete capito come mai noi paghiamo tutto cos= caro_ Sprechi,packaging inutile,pubblicità esasperata fatta da gente dello spettacolo iperpagata per consentire fatturazioni maggiorate allo scopo di riciclare o frodare il Fisco,strutture elefantiache (cattedrali nel deserto!) per muovere il business di entità come cooperative rosse e cielline,impoverimento degli agricoltori a causa del bassissimo prezzo pagato agli agricoltori x quello che producono,piazzamento a capo di queste strutture di personaggi piazzati dai politici per assicurarsi consenso politico.BASTA?NO, mami sono stancato di elencare tutto.
Soluzione:tornare ai vecchi sistemi di distribuzione a filiera corta degli anni 50-60 …e,vi aasicuro che con tanti piccoli commercianti la disoccupazione non era tanta…anzi non esisteva proprio!!!!
per fortuna esistono organizzazioni come questa:
http://www.lastminutemarket.it/imprese/introduzione
o come Robin Food
beh!! cara Martina evidentemente non c’eri alle FINTE selezioni , perchè allora si che ti saresti scandalizzata ….
L’argomento è certamente interessante ma ritengo che non sia di facile soluzione.
Io lavoro nella ristorazione e produco milioni di pasti ogni anno.
Per combattere lo spreco e sensibilizzare i clienti ho fatto dei contratti con onlus che assistono le persone più bisognose sul territorio.
In questo modo ogni giorno doniamo le eccedenze non consumate dai clienti ma assolutamente di qualità supportando coloro che hanno necessità.
Tutto ciò però deve essere gestito con molta attenzione perchè ci sono responsabilità importanti nei confronti di terzi.
Se qualcuno a cui hai donato i pasti stesse male si aprirebbe un contenzioso su di chi è la responsabilità: di chi li ha prodotti? Di chi li ha trasposrtati? Di chi li ha conservati?
Bene per tutelare tutte le figure coinvolte si stipulano veri e propri contratti in cui sono chiarite dove cominciano e dove finiscono le responsabilità di ogni attore.
Inoltre i pasti devono essere conservati e trasportati in appositi contenitori termici che ne garantiscono l’integrità organolettica.
Credo onestamente che non sia possibile immaginare che in una trasmissione televisiva si possa fare tutto ciò.
Quindi la risposta è semplice: si butta via tutto!
alla Metro, fuori, potete trovare quintali di cibo a due/tre giorni dalla scadenza cui è stata APPOSITAMENTE versata ammoniaca perpavimenti, al fine di renderlo non edibile