di | lun 06 dic 2010 ore 8:56
23
- 19

Cose che dovremo sopportare a Natale | La cena della vigilia

Ve ne siete accorti? E’ Natale. E’ Natale da 10 giorni, e lo sarà per i prossimi 20. Ovviamente, in giro non si parla d’altro che di cosa regalare al nipote sperduto con meno di 2 euro, di quali tartellette fingherfud rifilare ai colleghi per il brindisino in ufficio, a quali candelozzi puntare per rendere la casa una fiera di articoli da camposanto bardati a festa. Anche se riuscirete a sopravvivere alla tombolata urlata ai nonni, al sovrappopolamento casalingo di babbi Natale appesi ai balconi e allo spargimento di drappi rossi che manco alla corte di Re Artù, non è detto che la sorte vi sarà propizia, o miei prodi. Non vi lasceranno sul divano a ronfare beatamente con la copertina sulle gambe e Miracolo sulla 34° strada in sottofondo. Affronterete cose ben più difficili da digerire. Letteralmente.

Non ci credete? Preparate il bicarbonato.

PuntoPrimo. La cena di Vigilia. Competizione di alto livello. Generalmente nonni e prozii sembrano digiuni dal Natale precedente , le forchette sono brandite ancor prima di trovare posto e qualcuno ha le posate di riserva nella giacca. I quantitativi di cibo che affluiscono sulle tavole hanno un che di abnorme, sono ricoperti ineludibilmente di erba cipollina e pepe, e talvolta anche di porporina rossa dei nipoti in età prescolare. Foreste di candelabri, candele e centritavola impediscono vista e conversazione.

Il salmone, questo beniamino. Sorvolo sul fatto che i tagli peggiori e i colori più cangianti vengono fuori in questo periodo. Lo sapete, e se non lo sapete, sapevatelo. E’ stato avvistato salmone intero, a filetti, frullato, macinato, spezzettato, ripassato, marinato, affumicato, inspiedato, fritto e pastellato. A volte anche vivo, mentre implorava pietà tra le mani di una casalinga che, agli ordini dell’Antonellina nazionale, lo farciva di limone e burro. Ma chi ha deciso che fa tanto Natale sscicche? A me fa molto signorina Silvani in spolvero da gran serata.

Il gambero solitario. Le soluzioni sono due: a) Si accende un mutuo per comprare l’Aristeus antennatus. In tal caso, i bimbi mangiano bastoncini del Capitano, mentre gli adulti hanno quasi paura di mangiare, pensando di mandare giù pezzi di eredità del nonno. b) Compaiono i gamberetti sgusciati. Attimi di terrore, e arriva anche la salsa rosa e la panna nella pasta. Alcuni scompaiono causa pausa sigaretta/bagno/telefono/amante/bimbi ululanti/rapimento alieno. Tempo di tornare al tavolo e le prozie hanno fatto piazza pulita di ogni cibo tinto di rosa.

Il fritto misto alla Romana. Lo adoro. E ho la fortuna di mangiarlo appena fritto (merito di un’organizzazione maniacale). Ma ho avuto notizia di pezzi di baccalà fritti il giorno prima e poi scaldati al micro, crocchette scongelate e abbandonate al loro triste destino, tranci di carciofi bruciati e ricotte affondate sotto pastelle mosciarelle. Qualcuno compra tutto surgelato e schiaffa in forno, “così è più leggero”. Altri scambierebbero Franco il rosticciere con la suocera che si è presentata alle 4 del pomeriggio per friggere anche i vassoi di portata. Ma diciamolo, se non potete friggere al volo, l’antipasto alla romana non fa per voi. Rassegnatevi e passate ad altro (ma non al salmone).

Il pesce in crosta di qualcosa. Di che cosa non si sa. In tempo di festa, tutti si sentono un po’ cucinieri. Zie e mamme brandiscono cucchiarelle con aria minacciosa davanti ad orate, branzini, pangasii e tonnetti, ed armate di patate, pane, briciole, verdure, formaggi stagionati, speck e frutti rossi si affidano a Imilleeunomodiperambiarefacciaastopesce. Del risultato sarebbe felice il caporale di Sturmetruppen: mangiano tutti senza fiatare e ad occhi chiusi intimiditi dalla cucchiarella di cui sopra, poi ingollano litri di vinello della casa per dimenticare.

L’insalata russa, o del fascino perverso del cetriolino sott’aceto. Alcuni si battono tuttora per la corretta esecuzione del piatto, e sacrificano mezza giornata per preparare tutto – N.B. si incazzano come belve se provate a fregargli il cetriolino decorativo al centro del cucuzzolo, sappiatelo. La maggioranza rimane ipnotizzata davanti ai banconi refrigerati, catturata dai colori fluorescenti delle carote e dei rapanelli immersi in coltri giallognole di maionesi. Ammettiamolo: alcune sono tremende. Se vostra cognata ha deciso di vendicarsi per il torto dell’estate scorsa, lo saprete dalla quantità di salsa gialla che vi riverserà sul piatto: sta tentando di bloccare le vostre coronarie senza venir accusata di omicidio. Alcuni cugini, intanto, hanno intuito le potenzialità dell’insalata come imitazione dei Lego, e nel piatto costruiscono muri di patate e carote cementati dalla maionese, poi distrutti a colpi di bastoncini Findus. Gli zii, intanto, hanno fatto anche la scarpetta, mentre le zie si litigano il cetriolino.

Satolli, eppur sempre combattivi, vi attende il panettone. Ma questa è un’altra storia.

Siamo solo alla Vigilia.

[Immagini Fotosearch]

Spedisci via email

23 commenti a Cose che dovremo sopportare a Natale | La cena della vigilia

  1. ci credi che nessuno dei piatti elencati rientra nei nostri menu familiari? neanche il cenone della vigilia stesso, che non abbiamo mai fatto (la vigilia è di magro e penitenza).
    questo però non significa che staremo a dieta il 25. tsè.
    personalmente, se c’è una cosa che faccio fatica a sopportare a natale sono gli sms…

    • avatar Deckart

      Concordo con Sara, mai visto nulla di tutto ciò. Fa eccezione il salmone, occasionalmente presente in forma di filetto con olive taggiasche.

  2. …per fortuna nessuno dei piatti elencati é mai apparso a casa mia ( o dei suoceri). Per tradizione abbiamo sempre curato la tavola del 25…qualche volta ci si ritrova il 24 per una partita a carte…e per una cena frugale (bigoi in salsa, tipico primo della vigilia)

  3. avatar gianluca

    io odio le tavolate. e non ho mai capito perchè a natale vogliono tutti il salmone affumicato, come se nel resto dell’anno fosse introvabile.

    • il problema e’ che il resto dell’anno ha prezzi normali :-)

      • avatar gianluca

        bhe forse per le offerte. soprattutto sui tranci giganti che spuntano come funghi adesso. ma le normalissime buste, a parità di marca, secondo me costano sempre uguali.
        comunque a parte il costo, è proprio una mania il salmone affumicato a natale e a capodanno, anche gente che non lo mangia mai per tutto il resto dell’anno

        • infatti, ma sulle buste le leve del marketing lavorano in altro modo, vedi accoppiamenti con salse strane o altre cose … sono un succube del marketing e mi stupisco ancora adesso di come lo siamo in qualche modo tutti e (forse) non ce ne rendiamo conto

          mi vendessero “il nulla” ma in un modo “smart” lo comprerei a man bassa

      • avatar MAurizio

        Oddio. Spesso nel periodo natalizio si trovano offerte interessanti. Intanto si moltiplica l’offerta e le marche disponibili. Ma essendo un bene deperibile, se i geni del marketing delle varie catene di supermercati hanno sbagliato i calcoli tra offerta e richiesta effettiva, si trovano delle vere e proprie svendite con l’approssimarsi della scadenza delle confezioni.
        Tra l’altro le buste di salmone affumicato preaffettato sono anche congelabili. Non è il massimo, ma è un modo di mangiare con abbondanza un “bene di lusso” in tempi di vacche magre …

        • avatar gianluca

          mha. il salmone affumicato ormai è un bene di lusso allo stesso livello del prosciutto crudo.
          congelarlo secondo me è comunque un delitto. e le buste sotto scadenza non è che siano proprio il massimo, anzi, a volte già puzzano. in fin dei conti è sempre pesce crudo….

  4. Menu familiare standard della vigilia:

    1.Crostino di pane con cavolo nero e olio nuovo
    2.Minestra di ceci con tagliolini casalinghi
    3.Baccalà rifatto con ceci lessi
    4.Dolcetti

  5. avatar calacalatrinchetto

    siete piuttosto sfigati….a casa mia,o dei parenti più stretti,nulla di tutto ciò….

  6. avatar Scauca

    Ho riso tutti il tempo…bellissimo post. Aspetto con ansia gli orrori del Pranzo!

  7. Ma la cosa vera da sopportare a Natale siete voi radical chic di Dissapore.

  8. avatar mary

    per fortuna a casa mia ci sono i fritti di carciofi, broccoli, patate e baccalà!! appena fritti crocanti e friabili…mmm.
    il resto no, anche se lo vedo sepesso nei repati frigo dei vari supermercati, gia confezionato e decorato pronto per essere servito…brrr.

  9. avatar giggi

    Alla vigilia di Natale si và a messa e non si cena tardi qui al Nord, degli agnolotti in brodo sono sufficenti!
    Mangiare alla vigilia è roba da italiani:-)
    Poi quei piatti elencati sono cose da buffet della festa dell’unità. :-)

    • Io quando vado tuttora alla Messa di mezzanotte, e avevo un amico della Cappella Musicale che quando arrivava in chiesa era letteralmente sderenato dal cenone che aveva dovuto fare prima.
      A casa mia, niente cenone ma cena abbastanza normale, coi tortellini serviti col brodo che ormai da un paio d’anni io faccio personalmente il pomeriggio del 24.

      • Coi parenti mi trovo il giorno di Natale. E il salmone affumicato c’è, perché la questione non è mangiare il salmone, ma fare un piccolo rito conviviale. Quindi mangiamo salmone affumicato balik o simili, di alto livello.

      • Hahahahah, scusate la sintassi espressionista del mio primo post sulla Messa, ma avevo in mente di scrivere una cosa, poi ne ho pensata un’altra, non ho riletto e non ho corretto.
        Come diceva una famosa spilla americana, non si è mai soli con la propria schizofrenia…

  10. Pingback: Indigestioni di fine anno | Il pranzo di Natale | Dissapore

Lascia un commento

1. Ospite
Commenta subito
2. Iscritto a Facebook o Twitter
Commenta con il tuo profilo social
3. Iscritto a dissapore
Registrati/Login