Prova d’assaggio: confetture extra


Dopo le passate di pomodoro e l’olio extra vergine d’oliva, la terza Prova d’assaggio, il test settimanale di Dissapore tra prodotti della stessa categoria, confronta 5 confetture extra di albicocche, classico estivo che alcuni di noi, se possono, preparano volentieri a casa. Essendo tra questi, non ho l’abitudine di comprare marmellate o confetture al Super, piuttosto, sono ammaliata da alcuni barattolini francesi ma… questa è un’altra storia. Non ho nulla contro il gusto albicocca anche se non rientra nella mia classifica personale, però è l’ingrediente base di un dolce inarrivabile, la Sacher Torte.

Obiettivo del test è stabilire quale confettura si avvicina per genuinità, equilibrio degli ingredienti e sapore a una confettura casalinga, possibilmente degna di Sacher.

PREMESSA.
Siccome non volevo confronti tra confetture diverse (bio o senza zucchero) ho considerato solo la linea classica, e più nel dettaglio, ho testato 4 confetture “extra”, che non possono cioè contenere quantitativi di frutta inferiori al 45%, e una non extra, la cui percentuale di frutta è del 35%. Visto che si è trattato di un test “alla cieca”, volevo capire se una simile diffrenza è percepibile dal punto di vista organolettico.

I CONTENDENTI.
Casa Giulia (extra).
Conad (prodotto a marchio di Conad, extra).
Consilia (prodotto a marchi degli Ipermercati Oasi, non extra).
Santa Rosa (extra).
Zuegg (extra).

I CRITERI
– Vista (colore – consistenza).
– Olfatto.
– Sapore.

Dal momento che non sono una tecnologa alimentare, il verdetto del test è oggettivo con deviazioni personal-affettive. Ho assaggiato le confetture sia singolarmente che abbinate al pane.

VERDETTO.
# 5 CONFETTURA CONSILIA.
Formato: 670 g
Ingredienti: albicocche, zucchero, sciroppo di glucosio-fruttosio, gelificante: pectina, acidificante: acido citrico.
Frutta utilizzata: 35 g per 100 g di prodotto; zuccheri aggiunti: 51 g per 100 di prodotto; zuccheri totali: 55 g per 100 di prodotto.
Realizzato per Consilia, nello stabilimento di Ronco all’Adige (Vr) Via Fontanelle 11.

– Giudizio: si conferma una confettura “non extra”, ricorda molto il miele
– Packaging: tradizionale da conserva, fin troppo semplice.
– Colore: tende al giallo, è sicuramente il più chiaro tra gli sfidanti. Anche la densità è più leggera.
– Sapore: All’olfatto, come al palato, non si avverte la frutta. Il sapore risulta eccessivamente dolce, quasi fastidioso, debole di consistenza.
– Prezzo: € 1,89/al kg, quindi € 2,82

In una parola: stucchevole.
Voto 4.

# 4 CONFETTURA EXTRA CONAD.
Formato: 400 g
Ingredienti: albicocche, zucchero, sciroppo di glucosio – fruttosio, gelificante: pectina; correttore di acidità: acido citrico.
Frutta utilizzata: 45 g per 100 di prodotto; zuccheri tot. 61 g per 100 di prodotto.
Realizzato per Conad S.C. da Conserve Italia Soc. Coop. Agricola nello stabilimento di Codigoro (Fe) Via della Cooperazione 5.
Valori nutrizionali in etichetta

– Giudizio: confettura poco equilibrata.
– Packaging: semplice e lineare, reso un po’ grossolano dalla forma allungata, con un’etichetta che richiama gli anni ’80.
– Colore tipico dell’albicocca, buona la consistenza.
– Sapore: All’olfatto si sente la frutta matura. Il sapore è abbastanza dolce, però non sgradevole. Si distingue l’albicocca, in bocca la pastosità è eccessiva, e il retrogusto quasi amarognolo.
– Prezzo: € 1,38/al kg, quindi € 3,45

In una parola: pastosa.
Voto 5,5.

# 3 CONFETTURA EXTRA LE CLASSICHE SANTA ROSA.
Formato: 350 g
Ingredienti: albicocche, zucchero, sciroppo di glucosio – fruttosio, gelificante: pectina; correttore di acidità: acido citrico.
Frutta utilizzata: 50 g per 100 di prodotto; zuccheri tot. 61 g per 100 di prodotto.
Distribuito da Santa Rosa, prodotto nello stabilimento di Sanguinetto (Vr), Via Roma, 23.
Valori nutrizionali in etichetta.

– Giudizio: più armonioso rispetto al precedente, tuttavia resta la dolcezza eccessiva.
– Packaging: classico e rustico, un “revival” degli anni ‘80.
– Colore tipico dell’albicocca, leggermente scarico, con una consistenza corposa.
– Sapore: L’odore è fresco, con leggeri segnali di aspro che si ritrovano anche al palato. Continua a spiccare il dolce, ma la percezione della frutta è superiore rispetto ai rivali. Anche in questo caso la bocca resta leggermente pastosa.
– Prezzo: € 1,82/al kg, quindi € 5,20

In una parola: gradevole
Voto 6.

# 2 CONFETTURA EXTRA CASA GIULIA.
Formato: 350 g
Ingredienti: albicocche, zucchero, gelificante: pectina, correttore di acidità: acido citrico, antiossidante: acido ascorbico.
Frutta utilizzata: 65 g per 100 di prodotto, zuccheri tot. 63 g per 100 di prodotto.
Realizzato da C.I. Srl – Via Santa Maria 65010, Collecorvino (Pe), Italia
Valori nutrizionali in etichetta

– Giudizio: è la confettura con più frutta, e si sente.
– Packaging: un cubo, d’impatto, ma fastidiosamente spigoloso.
– Ha il colore tipico dell’albicocca matura, più carico rispetto ai precedenti. La consistenza è compatta.
– Sapore: odore deciso, una piccola esplosione di frutta. Il sapore è intenso e dolce ma non pecca di presunzione, l’albicocca non viene sovrastata dallo zucchero, anzi, si sente eccome (il match finisce in parità). Non stonano affatto le note sottilmente aspre nel finale.
– Prezzo: € 1,95/al kg, quindi € 5,57

In una parola: equilibrata.
Voto 6,5.

# 1 CONFETTURA EXTRA ZUEGG.
Formato: 320 g
Ingredienti: albicocche, zucchero, gelificante: pectina di frutta, succo di limone.
50 g di frutta per 100 g di prodotto; zuccheri 46 g per 100 di prodotto.
Distribuito da Zuegg S.p.A., Verona (Italia).
Prodotto nello stabilimento Zuegg GmbH, (Germania)
Valori nutrizionali in etichetta.

– Giudizio: la confettura più gradevole e bilanciata della serie, come riportato in etichetta è la sola priva di acidi.
– Packaging: sobrio e minimalista, ricorda le mie amate confetture francesi.
– Ha il colore tipico dell’albicocca e una buona consistenza.
– Sapore: fresco e fruttato all’olfatto, restituisce un gradevole richiamo  di limone. Finalmente il sapore dell’albicocca svetta sul dolce dello zucchero che si arrende. Il gusto è delicato e morbido con lievi sfumature aspre in chiusura.
– Prezzo: € 2,15/al kg, quindi € 6,72

In una parola: (quasi) casalinga.
Voto 7.

COSE IMPARATE DA QUESTA PROVA D’ASSAGGIO.
Le confetture (extra) da supermercato rimangono troppo dolci, ed è legittimo chiedersi se l’eccesso di zucchero sia un modo per compensare la modesta percentuale di frutta utilizzata. Le etichette possono guidarci nella scelta con indicazioni molto utili, abituiamoci a leggerle, ma ancora non dicono da dove arriva la frutta. La conclusione è scontata: pur essendo migliorato il livello generale restano decisamente preferibili le confettura casalinghe preparate con frutta locale, percentuali di zucchero ragionevoli e senza pectina.

E ora tocca a voi? Che marmellate o confetture preferite, e quali comprate al Super?

[Crediti | Link: Dissapore, immagini: Carmelita Cianci]




42 commenti a “Prova d’assaggio: confetture extra”

  1. MATTEO MATTEO commenta:

    Buongiorno,
    complimenti per l’analisi e le buone intenzioni.
    Mi permetto solo di chiedere come mai nel test avete utilizzato percentuali così diverse di frutta, che quindi non possono che avere gusti e prezzi diversi…
    Nel caso di Consilia, che conosco e acquisto, c’è la confettura extra 65% gr 330 (che tra le altre cose ha un packaging completamente nuovo…)che dovrebbe essere il naturale confronto con le altre, con un prezzo di 1,59 e quindi un €/kg di 4,80. Come mai non la avete utilizzata ma avete preso un pseudo primo prezzo?
    Grazie e buon lavoro
    Matteo da Brescia

    • Carmelita Carmelita risponde:

      Ciao Matteo,
      come spiegavo nella premessa, una confettura “non extra”(in questo caso Consilia) è stata inserita volontariamente per capire se nella prova (alla cieca) dal punto di vista organolettico, la differenza con le altre si avvertisse.
      Ho preso nello specifico Consilia, perchè sono riuscita a reperire solo questo brand della linea “non extra” al Super dove ho fatto la spesa.
      Invece non ho trovato quella “extra” al 65%, e immagino si tratti sicuramente di un prodotto qualitativamente superiore.
      Riguardo gli altri marchi testati, sono quelli che ho trovato per la linea classica, poi si andava sul bio e prodotti senza zucchero classico (saccarosio).

  2. Leonardo Leonardo commenta:

    Interessante la comparazione.

    Io generalmente le confetture e le marmellate me le produco in proprio ma se proprio devo acquistare al super vado sulla Chiaverini, che però non so se si trova facilmente anche fuori dalla Toscana.

  3. Giovanna Quilici commenta:

    io comprpo la St dalfour alla Sma
    la composta Gilli alla Conad
    le maemellate e confetture Rigoni D’asiago
    Le conserve della nonna

  4. gianluca gianluca commenta:

    al supermercato troviamo anche confetture decisamente migliori di queste. tra zuegg e la confettura fatta in casa c’è di mezzo un’altra fascia di prodotti, assolutamente interessanti.
    tra l’altro, anche la confettura fatta in casa, può venire da schifo. dipende dalla materia prima e per chi vive al nord trovare albicocche degne è sempre un problema.

    • paolo paolo risponde:

      @gianluca: di quale nord stai parlando? del nord delle alpi?
      Perche’ il nord italia, val venosta compresa, e’ terra di ampia produzione e scelta di albicocche
      Tra l’altro sei ancor ain tempo, per ricrederti: dal 5 al 7 agosto, a LASA (BZ), puoi comperare sia le buone albicocche per la tua auto-produzione, che le buonissime confetture di tipo artigianale

      Paolo

  5. thebigfood thebigfood commenta:

    Grazie all’orto e ad un piccolo frutteto in montagna mi sostento tutto l’anno (o quasi) con confettura di fragole e/o ciliegie.

    Quando sono a secco mi affido a VIS o a Rigoni di Asiago. Tra quelle della prova accorderei anche io il mio favore a Zuegg Extra.

  6. Piperita Patty Piperita Patty commenta:

    AGRIMONTANA e poi più…

  7. Fabio Sirna Fabio Sirna commenta:

    Io ho imparato a fare la marmellata in casa e la faccio con davvero poco zucchero e tanta frutta :) Almeno so cosa mangio :)

  8. sara b sara b commenta:

    sono d’accordo con te: le marmellate fatte in casa sono decisamente migliori, e si conservano benissimo senza aggiunte posticce, e si sa con che frutta siano fatte. finora ho trovato molto buone e paragonabili alle casalinghe solo quelle della farmacia/profumeria(gioielleria!) di santa maria novella a firenze… ma non appartengono certo alla fascia di prodotti che tu hai ben analizzato.

  9. Bruno Stucchi Bruno Stucchi commenta:

    Zuegg: “..è la sola priva di acidi”. E il succo di limone cos’è, se non acido citrico?
    Pectina: è presente in tutta la frutta, quindi anche nelle produzioni casalinghe. Mai visto una confettura con l’indicazione “non contiene pectina”?.

    • gianluca gianluca risponde:

      dai Stucchi, si parla di pectina aggiunta, ce la puoi fare.
      per fare una buona confettura non serve per forza aggiungere pectina, anzi, se ne fai a meno, il sapore finale sarà più naturale.
      il succo di limone non è acido citrico, ma contiene acido citrico. c’è una bella diferenza. la ricchezza di gusto e profumo che ti da un buon limone è ben diversa da quella dell’acido citrico.

    • Carmelita Carmelita risponde:

      Ciao Bruno,
      io mi riferivo agli additivi, il succo di limone è un prodotto naturale, e contiene una percentuale di acido citrico del 5-7 %.
      Inoltre la pectina si può scegliere di aggiungerla o meno nelle preparazioni casalinghe. Io ne faccio volentieri a meno.
      Le confetture che si trovano in commercio e che ho preso in considerazione, la contengono, io non ho mai detto il contrario.

      • Bruno Stucchi Bruno Stucchi risponde:

        Allora se invece della pectina metto polpa di mele o altro, posso scrivere “senza pectina”?
        Il succo di limone (fatto chissà dove e come) viene aggiunto per via dell’acido citrico.

        • gianluca gianluca risponde:

          non mi risulta esistano etichettature “senza pectina”.
          semplicemente se viene aggiunta viene indicata nella lista ingredienti, altrimenti no.
          il succo di limone viene aggiunto per l’acido citrico ma non solo, il bouquet aromatico del limone arricchisce e bilancia il gusto. ben diverso dal solo acido citrico.

  10. thebigfood thebigfood commenta:

    Io la confettura casalinga la preparo con la pectina (aggiunta) per evitare di cuocere troppo la frutta.

    • sara b sara b risponde:

      eppure ci sono sistemi alternativi sia alle lunghe cotture che alla pectina. uno di questi è il seguente. portare la frutta ad ebollizione con zucchero e limone. spegnere e lasciar riposare tutta la notte. il giorno dopo far bollire fino ad addensamento (ci vuole poco ma il tempo varia a seconda della frutta). invasare a caldo in vasi sterilizzati.
      secondo il mio modesto parere, una marmellata poco bollita e conservata sotto pectina non è una marmellata ma qualche altra cosa, per ora senza nome :-)

  11. Bombolo Bombolo commenta:

    Marmellata?

    No, grazie, è roba per gay.

  12. lotho82 lotho82 commenta:

    Rigoni d’Asiago. La più buona in assoluto e quella anche con meno “roba” dentro.
    Provare ;)

  13. Silvia Lanconelli commenta:

    la polemica su marmellata e conserva di frutta, composta etcetcetc potrebbe iniziare e proseguire all’infinito. se spalmare frutta e zucchero in quantità variabile su una fetta di pane e burro la mattina, o anche la sera perchè no, è una cosa che piace …farsela in casa con la frutta colta matura dall’albero, non sotto il sole e fatta macerare in soluzione zuccherina etcetcetc…è la cosa migliore.
    impossibilitati in questo scegliere un prodotto che nell’etichetta riporti: frutta, zucchero, limone.
    io mi sono preparata marmellate d’arancia buonissime, di pesca orrende, di ciliegie perfetta per gli zuccherini.
    grazie per le comparazioni che, in ogni caso, sono utili e insegnano a leggere.

  14. Roberta Zantedeschi robyzante commenta:

    Da un’amante della marmellata che preferisce quella casalinga ma non sempre può (più che altro perchè la produzione non soddisfa il consumo) il verdetto è Zuegg, senza dubbio. La Rigoni è buonissima ma non è una confettura… è una composta di frutta.
    Comunque venerdì si fa la marmellata (confettura scusate) a casa!!
    Bello il post, grazie

  15. luc83 luc83 commenta:

    le mie preferite sono quelle della vis, da quella ai lamponi a quella ai fichi.
    poi prugne brusche della hero (se non sbaglio).
    ultimamente ho provato anche quella alle albicocche e alle ciliege della linea top esselunga e non sono male.

  16. kriss kriss commenta:

    Vis forever o Fortnum&Mason (soprattutto quella di arance seville thick slice) e poi quelle che faccio io: mirtilli, fichi, cliege, prugne, pesche bianche ecc ecc

  17. Mario Albano Mario Albano commenta:

    la marmellata è alla base della mia prima colazione da anni e dopo averne provate tante, italiane e straniere, ho trovato la felicità nelle marmellate delle monache trappiste di Vitorchiano, 90% di frutta e niente pectina!

  18. G. G. commenta:

    Chiaverini!
    Fichi&mandorle. Ed è subito mattina. Ou yeah.

  19. Libera Mente Libera Mente commenta:

    Vi racconto un piccolo, insignificante episodio che mi ha indotto ad alcune riflessioni.

    Ho letto (con il solito gusto, è il caso di dirlo) la prova d’assaggio sulle marmellate e la sfilza di commenti a seguire, alla ricerca di dritte e buoni consigli.

    Alla fine al market sotto casa compro la “fior di frutta” all’albicocca Rigoni d’Asiago.

    Impressioni del mattino dopo.
    La marmellata ha un bel colore, ambrato, ma è molto poco densa, quasi liquida.
    Il profumo è gradevole, ma una volta assaggiata non sono riuscita a sentire nemmeno lontanamente il sapore delle albicocche e ho trovato predominante il gusto del succo di mela.
    In una parola… Delusione!

    E la cosa buffa sapete qual è?

    Che alla luce di tutte le parole spese per questo prodotto dagli utenti, mi sono sentita inadeguata.

    Non ho pensato che fosse la marmellata ad avere qualcosa di sbagliato (forse per la confezione gastrofighetta? il prodotto bio con certificazioni di ogni tipo e schiere di sostenitori?!).
    E io che ho sempre pensato di far parte di quelli che, almeno di cibo, ne capiscono qualcosa, mi sono… mortificata!

    Vi è mai capitato? E’ una sensazione vagamente nota a qualcuno di voi?

    Io, il mio (modestissimo) riscatto l’ho avuto solo il mattino dopo.
    Quell’energumeno di mio fratello assaggia una fetta con la marmellata e dice “buona questa confettura, un po’ liquida forse, ma cos’è? Mela?”.

    Un saluto a voi…

  20. francesco francesco commenta:

    un altro test con prodotti non proprio al top, a quando un test con marmellate del calibro di Rigoni o mielizia ?

  21. pausagolosa pausagolosa commenta:

    Appoggio la scelta finale di Zuegg, anche se continuo a sostenere che uno la marmellata se la deve fare da se. Una volta acquisita la tecnica, vedrete che passerete malvolentieri alla marmellata industriale

  22. lucia lucia commenta:

    non so come, ma sono entrata in questo blog, e con grande piacere vorrei esprimere le mie preferenze! secondo me la marmellata più buona è quella di apicoltura casentinese, da qualche anno nella grande distribuzione! è genuina e ha un sapore che sembra davvero di mangiare un frutto appena raccolto! consiglio davvero di provarla!!!


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