La ricetta perfetta: Tiramisù

C’è stato un tempo in Italia in cui era legale cucinare senza che una giuria di esperti sentisse l’obbligo di giudicarti. Che poi, vedi l’esperto qui, vedi l’esperto lì, finisce che pure il nonno se la tira da Joe Bastianich. Solidarizzo con le vittime di ogni mastercheffismo e mi consolo preparando un Tiramisù

Base comune, giusto? Uova, savoiardi, caffè e mascarpone, siamo tutti d’accordo? E invece no. Gnafaccio.

Il web, ovvero: Pavesini o Savoiardi?
Rivolgersi a Google per la ricetta e sbirciare i risultati è un’esperienza forte, sospesa tra il sublime e il mostruoso, una sorta di Leviatano del gusto: vi mette alla prova. Uno il Tiramisù se lo figura come un fagotto informe ma irresistibile di grasso e goduria. Ma per il web è un generatore di torte, pasticcini e stratificazioni, selvaggi accoppiamenti con fragole, yogurt, orzo, biscotti. Divagazioni come il Tiramisù alla fragola del romano Pompi sembrano un gioco da ragazzi in confronto. Chiudete l’internet, ho visto troppo.
Skippo i più improbabili combo (lavanda e pere, banana e crumble di corn flake, biscotti Digestive e Matcha…), mi fiondo su Anice e cannella e ascendo a grande altezza morale grazie alla crema di uova montate a freddo, mascarpone a volontà e chiare da incorporare. Poi impallidisco: i PAVESINI? Devo smetterla di farmi piacere le persone solo perché non sbagliano i congiuntivi. Razionalizziamo: mettere i Pavesini è come avere un figlio che piange prima di nascere. Io esigo i savoiardi (ma anche i Plasmon, se ci penso…).

Che bellino Montersino.
Con insolita puntualità il corriere consegna l’ultimo ordine online, con il bel pasticcere Luca Montersino e il suo Tiramisù e Chantilly in pole position. Dopo avermi catechizzato (anche un po’ sfrangiato) con le raccomandazioni — non si mangiano le uova crude — vuole che pastorizzi con uno sciroppo di acqua e zucchero da portare a 121°C per ovviare al rischio infezione, poi lo devo aggiungere alle uova mentre montano. Si completa con vaniglia, panna, mascarpone in parti uguali e, volendo, con dei savoiardi fatti in casa. Sparite le chiare dell’uovo che mi piacevano tanto. E alcool nella bagna dei biscottoni, zerovirgola.
Pistocchi’s version.
A stretto giro di posta elettronica inseguo Claudio Pistocchi, superbo pasticcere e inventore della Torta omonima. Sostiene i Pavesini, e io decido che non ho un equilibrio emotivo sufficientemente stabile per fare il Tiramisù e prendere colpi nei denti con la mazza da baseball. Sciroppo di zucchero per montare chiare e tuorli, ormai lo ascolto senza fare obiezioni.
Mi premia con una chicca sulla mescolatura: “è un composto fragile, il mascarpone a contatto con le uova tende a liquefarsi ammorbidendo la crema, bisogna prima farlo amalgamare con una parte delle uova quindi aggiungere il resto, solo cosi la crema resta spumosa e leggera. E niente cioccolato fondende sparso“.
Apporto cambiamenti ai cambiamenti. Apporto cambiamenti ai cambiamenti. Apporto cambiamenti ai cambiamenti. Loop.

La ricetta perfetta.
Ingredienti: 6 uova, 250 gr mascarpone, 250 gr panna fresca, 200 gr zucchero, savoiardi, caffè, marsala, cacao. Tocchi di cioccolato fondente, anche.
Per capire le persone guardo sempre come dividono i tuorli dalle chiare. Lo faccio anch’io, inizio a montarne un po’ e nel frattempo metto lo zucchero sul fuoco con pochissima acqua, seguendo ormai sottomessa il metodo Pistocchi. Quando fa le bolle, lo aggiungo con un sol colpo alle uova montate finchè il composto non si raffredda. Mi ci sono voluti 20 minuti per convincere i tuorli a montarsi (senza planetaria) ma nel frattempo ho sfogliato interessantissimi foto di gatti su Internet. Ci sono persone che ne mettono 10 al giorno, ho notato.
Ammorbidisco il mascarpone, amalgamo la panna montata (fredda di frigo) e le chiare montate a neve fermissima spatolando dal basso verso l’alto. Non dimentico di unire i tuorli montati con lo zucchero, no, no, no. Preparo la bagna con 4 parti di caffè espresso, 2 di acqua e 1 di marsala.
Inzuppo i savoiardi solo da un lato, li sdraio dentro una teglia o un bicchiere con la parte inzuppata rivolta verso l’alto (sennò sono troppo spappolosi), spalmo generosa uno strato di crema e spolvero di cacao. Faccio almeno un altro strato di biscotti e crema, chiudo spargendo cacao.
Metto in frigo, perché domani è un altro giorno, e la strada per l’inferno è lastricata del tuo Tiramisù preferito.
Le altre Ricette Perfette (1) Parmigiana di melanzane. (2) Spaghetti alle vongole. (3) Pasta con le sarde. (4) Gelato. (5) Panzanella. (6) Marmellata. (7) Caffè con la moka. (8) Minestrone, (9) Crostata (10) Tortelli di zucca.
[Crediti | Link: Anice & Cannella, Ibs, Torta Pistocchi, immagini: Silvia Fratini]








Ma quali pavesini?? Non scherziamo. E la panna poi…ragazzi chiamatelo con un altro nome. Il tiramisù è altro!!!
che palle con questi pavesini !!! alla fine sono la stessa cosa dei savoiardi, uovo e zucchero impastati. non ne farei un dramma. il pavesino comunque resta più masticabile, fa meno pappetta, volendo fare i puntigliosi è migliore.
Pistocchi è l’unico che ha capito veramente il tiramisu, secondo il mio modestissimo parere !!!
Troppo buono lei
ti devo un Tiramisù (senza panna e senza savoiardi però… eh eh eh)
quoto Pistocchi forever…… se riesce a fare una torta al cioccolato così buona (un successone ovunque la porto) non può sbagliare il Tiramisù ….
6 uova sono troppe per 250 gr di mascarpone…
3/4 uova, 3/4 cucchiai di zucchero. bianchi montati a parte, mascarpone amalgamato con i rossi e lo zucchero.
niente panna (bleah!). savoiardi ben inzuppati con caffè fatto raffreddare bene, pucciati dal lato zuccherato. spolverata di cacao amaro in polvere.
è vero che sono uova fresche e il mascarpone tende ad inacidire: ma francamente, una mia teglia di tiramisù non dura mai più di 24 ore. (gli amici quando scoprono che ho fatto il tiramisu sono peggio di quelli della pubblicità gigi e la cremeria).
[...] (6) Marmellata. (7) Caffè con la moka. (8) Minestrone, (9) Crostata (10) Tortelli di zucca, (11) Tiramisu, (12) Piadina, (13) Mozzarella in [...]
Tutto ok se non fosse per gli albumi: NON si mettono, perchè limitano la durata della preparazione e il giorno dopo si dissociano dal resto facendo l’acquetta! Si alla panna e ai pavesini, assolutamente d’obbligo pastorizzare con lo zucchero caldo. Se non aggiungete gli albumi si mantiene in frigo anche alcuni giorni.
Provate anche questa versione: base cake soffice al cioccolato e caffè (no il Pan di Spagna bagnato che è da Medioevo!). Al momento di servire comporre con una pallina di gelato al caffé sopra la cake e coprire con la crema mascarpone preparata con la panna e SENZA chiare. Spolverare con cacao o, se volete fare i fighi, con cioccolato di Modica tritato
Se gli albumi sono montati a neve rendono piu’ leggero ed “ariato” il composto.
Che ne guadagna alla grande.
E se la temperatura del frigo e’ ok ed il contenitore di quelli buoni… nessun rischio… almeno per un 2 giorni.
Sempre che riesca a durare tanto.
Mi piacerebbe, piuttosto, una bella versione in cui sia i tuorli sia gli albumi vengono dapprima pastorizzati montandoli con dello sciroppo di zucchero portato a 121′ (Se non sbaglio).
Saluti, Stefano.