Prova d’assaggio: pandoro del Super


Panettone o pandoro? Mi arrovello irrisolta, poi, siccome sciogliere l’inestinguibile dubbio non è affar mio, passo alla Prova d’assaggio N° 29. A 6 giorni dal Natale, sbrigato l’affaire panettone, il confronto settimanale tra prodotti della stessa categoria possibilmente di largo consumo non puo che riguardare il pandoro.

Seguirà a breve il test tra pandori esoterici (splendidamente artigianali ma costosi).

I CONTENDENTI

I CRITERI

  • Aspetto visivo
  • Analisi olfattiva
  • Sapore

Il test si è svolto “alla cieca”, come sempre ricordo che non sono una tecnologa alimentare, e che il verdetto è oggettivo con deviazioni personal-affettive.

#5 Pandoro Melegatti Verona

Formato: 1000 g. Ingredienti: farina di frumento, uova fresche, burro, zucchero, lievito naturale. Emulsionante: mono-digliceridi degli acidi grassi di origine vegetale, sciroppo di glucosio-fruttosio, latte scremato in polvere, sale, burro di cacao, aromi. Bustina di zucchero vanigliato impalpabile (zucchero, amido di frumento, aromi). Prodotto ottenuto con ingredienti non provenienti da organismi geneticamente modificati. Melegatti S.p.A. Via Monte Carega 23 – S. Giovanni Lupatoto – Verona.

Giudizio: denso e asciutto, dal sapore poco virtuoso. Deludente.
Packaging: squadrato, di cartone, dalla grafica austera.
Aspetto visivo: il più alto del test, ha la base leggermente bruciacchiata, la pelle abbronzata e la pasta giallo pallido che si sfibra facilmente tipo paglia.
Analisi olfattiva: aroma aggressivo e vagamente liquoroso.
Sapore: ruvido, retrogusto cartonato, stanca facilmente e tende ad asciugare il palato.
Prezzo: € 4,49/al kg.
Rapporto prezzo/felicità: il linea con il piazzamento.
In breve: poco naturale.

VOTO 5


#4 Pandoro Balocco

Formato: 1000 g. Ingredienti: farina di frumento, uova fresche, zucchero, burro, lievito naturale, emulsionanti: mono e digliceridi degli acidi grassi (di origine vegetale), latte scremato in polvere, sale, burro di cacao, aromi. Può contenere tracce di frutta a guscio, arachidi e soia. Bustina di zucchero impalpabile vanigliato. Ingredienti: zucchero, amido di frumento, aromi. Prodotto e confezionato da Balocco S.p.A. Sede e Stabilimento Via S. Lucia 51, Fossano (CN).

Giudizio: pesante e umido, forse non perfettamente lievitato.
Packaging: di cartone, angoli smussati e grafica vistosamente natalizia.
Aspetto visivo: forma regolare, crosta dorata, impasto biondo sgradevolmente compatto.
Analisi olfattiva: abbastanza burroso.
Sapore: domina il burro con pronunciate note amarognole specie in chiusura.
Prezzo: € 4,90/al kg.
Rapporto prezzo/felicità: non molto conveniente.
In breve: amaro.

VOTO 5


#3 Pandoro Verona Paluani

Formato: 750 g. Ingredienti: farina di frumento, zucchero, burro tradizionale, uova fresche, latte fresco intero pastorizzato italiano 6,3%, lievito naturale, Emulsionante: mono e digliceridi degli acidi grassi di origine vegetale, burro di cacao, sale, aroma. Ingredienti della bustina di zucchero a velo (8%): zucchero, amido di frumento, vanillina. Prodotto e confezionato da Paluani S.p.A. nello stabilimento di Villafranca, Via dell’Artigianato 18, Verona, Italy.

Giudizio: finalmente una consistenza piacevole, morbida. Non va oltre la sufficienza per il sapore eccessivamente acidulo.
Packaging: di cartone, richiama la grafica di Balocco.
Aspetto visivo: forma regolare, crosta bruno-dorata, pasta bionda, è gradevolmente soffice.
Analisi olfattiva: profumato, con leggeri sentori vanigliati.
Sapore: una prolungata nota acidula vanifica il lavoro fatto per dare al pandoro un piacevole corpo.
Prezzo: € 6,65/al kg quindi € 4,99
Rapporto prezzo/felicità: poco favorevole.
In breve: acidulo

VOTO 6


#2 Pandoro di Verona Bauli

Formato: 1000 g. Ingredienti: farina di grano tenero tipo “0”, zucchero, uova fresche, burro, lievito naturale, Emulsionante: Mono- e digliceridi degli acidi grassi, latte scremato in polvere, sale, burro di cacao, aromi. Bustina di zucchero (zucchero impalpabile, amido di frumento, aromi). Non contiene ingredienti geneticamente modificati (mais, soia). Bauli S.p.A. Via Verdi 31, Castel d’Azzano, Verona (Italy).

Giudizio: lievitazione perfetta, la migliore del test, un po’ penalizzata dal sapore tuttavia il gusto un po’ sbiadito.
Packaging: di cartone, tondeggiate, dal colore rosa che lo rende subito riconoscibile.
Aspetto visivo: panciuto e gonfio, ha crosta dorata e pasta bionda dalla consistenza soffice.
Analisi olfattiva: asettico, poco profumato.
Sapore: flebile il sapore del burro, più che il pandoro richiama il sapore della brioche di un noto marchio italiano.
Prezzo: € 2,99/al kg in offerta. Prezzo originario € 4,99.
Rapporto prezzo/felicità: il migliore.
In breve: brioche-style

VOTO 6 +


#1 Pandoro classico Loison

Formato: 600 g. Ingredienti: farina di grano tenero tipo “00”, zucchero, uova fresche, burro, lievito naturale, Emulsionante: mono- e digliceridi degli acidi grassi, latte scremato in polvere, burro di cacao, sale, aromi naturali. Ingredienti bustina zucchero a velo: zucchero, amido di frumento, aromi. Prodotto in Italia. Loison Pasticceri dal 1938 S.S. Pasubio 6, Costabissara (VI), Italy.

Giudizio: il più gustoso del test, con qualche difetto nell’impasto.
Packaging: di cartone, stile morigerato ma elegante.
Aspetto visivo: minuto nell’aspetto, ha crosta scura e una pasta compatta e umida di colore giallo-intenso.
Analisi olfattiva: piacevole successione di aromi.
Sapore: raffinato con una calibrata presenza del burro e del gusto vanigliato che accarezza seducente il palato.
Prezzo: € 16,50/al kg quindi € 9,90.
Rapporto prezzo/felicità: costoso nonostante il primo posto nel test.
In breve: il migliore senza strafare.

VOTO 6,5


Il migliore del test — Loison.
Il miglior rapporto prezzo felicità — Bauli.

COSE IMPARATE DA QUESTA PROVA D’ASSAGGIO

Il livello generale della Prova d’assaggio soddifa il palato, del resto, come nel caso dei panettoni, le aziende dolciarie possono chimarli pandoro solo se rispettamo regole rigide che impongono, per esempio, ingredienti di pregio. Difetti se ne notano, non lo nascondo, qualche fetta non è impalpabile né profumata di vaniglia e burro come dovrebbe, e toglie la voglia del bis. Perfino Loison, la marca che ha vinto non è esente da pecche ma non si è trattato di un test da dimenticare.

Ora però tocca a voi prendere posizione, ho avuto la risposta che meritavo dai pandori del Super perché siete del tutto a favore di quelli artigianali? Non c’è poi questa abissale differenza tra le due categorie? Esiste un vero motivo per cui i tifosi del dolce di Verona detestano il panettone fino all’integralismo?

Le altre Prove d’assaggio: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28.

[Crediti | Immagini: Carmelita Cianci]




29 commenti a “Prova d’assaggio: pandoro del Super”

  1.  esp commenta:

    Mai comprato un Pandoro in vita mia. Mangio una fetta di quelli che mi regalano alla mezzanotte di capodanno, e con quelli che restano faccio zuccotti….

  2. Jaws Jaws commenta:

    http://farm8.staticflickr.com/7149/6532774833_96901176fb.jpg

    noi abbiamo fatto tutto in casa…spettacolare anche senza sfogliatura , ma con ingredienti di pregio :)

  3. C’è una differenza abbissale con i prodotti artigianali. Non puoi pretendere un buon pandoro/panettone/colomba/ecc per i prezzi ridicoli che ti offrono al supermercato.

  4. Anna Lupi commenta:

    Io sono veronese e li conosco tutti, ho potuto provarne nel tempo le variazioni, poi ho anche conosciuto una delle mogli dei proprietari che, a Natale, mangia e regala Bauli perchè sa con cosa sono fatti i loro prodotti.
    Inutile dire che io voto per Bauli 4ever.

  5. Anna Lupi commenta:

    Però, il migliore del mondo, è quello che ci si fa a casa propria…

  6. ANGELAFAIGAL ANGELAFAIGAL commenta:

    Per favore, prima di dire che tutto quello che costa tanto è buono e tutto quello che costa poco fa schifo, studiatevi un po’ di economia della grande produzione di serie.
    E’ ovvio che se produco un pandoro ogni 3 secondi ed ordino tonnellate di uova per volta, il mio prezzo di produzione sarà dieci volte piu’ basso di quello del pasticcere, a parità di qualità dei componenti e del prodotto finale!!!

    • Me Medesimo Me Medesimo risponde:

      Per favore, mi pare che nessuno ha detto che tutto quello che costa tanto è buono e tutto quello che costa poco fa schifo.
      Credo che ormai anche un bambino conosca il magico mondo dell’economia di scala. In ogni caso, pur non essendo un economista, credo che arrivati ad una certa soglia di prezzo non è che se continuo ad ordinare tonnellate di uova, il prezzo scende ancora. Ovvietà per ovvietà, poi, se ordino TONNELLATE di uova, faccio fatica a credere che queste siano di qualità. Lo stesso dicasi per la farina, per il burro, per la vaniglia etc.. etc…
      Detto tutto questo, continuo a pensare che un pandoro che costa 3 euro non sia po ’sto gran prodotto; che possa piacere non lo nego, ma questo è un altro discorso.
      Facciamo così, io mi ripasso un po’ di economia, tu studiati un po’ di buon senso.

    • Claudio Pistocchi risponde:

      Lo insegnano in quale facoltà di economia e commercio questo?

      Per accettare il fatto che un lievito contenente uova, burro, uvette e canditi (anche acquistati a bilici) costi al consumatore finale (quindi dopo produzione, distribuzione, margine del negoziante e pubblicità) quanto o spesso meno di un semplice pane speciale preso direttamente al forno di produzione… ci vuole molta fantasia, e non servono economisti.

      Dieci volte più basso non esiste nemmeno nei sogni. Ma nemmeno in quelli d’oro eh…

      Passi che vengan prodotti magari a febbraio, che adesso son a far colombe, e che ne faccian tanti… ma credimi, sotto due euro al kilo più che un prezzo popolare è una magia…

      Che poi il mercato ci sia e quindi vada bene ai più mi pare ovvio, da qui a farselo piacere però…

      • Paolo Paolo risponde:

        @Claudio:
        scrivo in posizione piu’ o meno prostrata, adorante della Suprema Espressione del Cioccolato. Tranquillizzati, nelle Facolta’ di Economia nessuno si sognerebbe di insegnare cio’.
        Purtroppo i docenti non sono repsonsabili dei risultati e dei pensieri di coloro che ne escono laureati; ti basti pensare che una “nota sciògherl” puo’ declamare un regolare diploma di laurea della Bocconi, e ora e’ nota per ben altre qualita’ e attivita’…

        Paolo

        • abissino abissino risponde:

          avete mai sentito parlare di prodotti civetta? Ecco, il pandoro è il principe dei prodotti civetta natalizi, questo non significa che non possa essere di ottima qualità pur se sottocosto

          • Me Medesimo Me Medesimo risponde:

            Quindi se compro un pandoro Melegatti e poi non acquisto altro, sono un grosso paraculo? :-)

          • gianluca gianluca risponde:

            un tuffo negli eighties, ma con il melegatti si vince ancora la lamborghini? :-)

          • gianluca gianluca risponde:

            comunque il pandoro non ha glassa di mandorle o amaretto, non ha uvetta, non ha canditi. sicuramente ha dei costi inferiori a un panettone, anche per un pasticcere.
            il problema di questi dolci comunque secndo me non è tanto la materia prima , voglio dire uova e burro di qualità senza spendere un pandemonio si trovano, ma piuttosto il tempo di lavorazione.
            credo che l’artigiano con i costi di 20 o 30 euro al kilo si debba ripagare più che altro quello, mentre l’industria con macchinari e automatismi vari credo sia molto avvantaggiata.
            quindi le differenze di costi non le imputerei solo alla materia prima ma anche e soprattutto ai tempi.

  7. Silvia Lanconelli commenta:

    non ho mai fatto il pandoro o i panettone da me medesima (scusa me medesimo) ma so riconoscere la bontà di quelli acquistati. Mi è capitato di comprare panettone di pasticceria, pagarlo un botto, e sentire (ommioddio) il sapore di lievito di birra, trovarlo secco e rimpiangere il grasso accumulato ingiustamente!
    fra i due classici del natale io preferisco l’apoteosi di uvetta e canditi. ma devono essere di ottima qualità perchè come detto, se devo ingrassare che siano grassi gustosi. il pandoro a casa mia è sempre stato Bauli. e quel che non mangiava mio figlio diventava zuppa inglese. un’ottima zuppa inglese. tanto da far scorta di Bauli per la primavera. Però adesso mi metto alla ricerca del pandoro diverso…grazie a Carmelita che si sottopone come sempre a questa prove provanti.

  8. G G commenta:

    Da veronese doc posso dirti che ho sempre mangiato il bauli o al massimo il paluani. Solo che l’anno scorso si è provato il motta (abbastanza introvabile nei super a verona) ed è stato amore a prima vista. Veramente buono per il prezzo.
    Poi, ovvio, gli artigianali giocano in un’altra categoria ma con il motta ho fatto delle grandi figure accompagnandolo con la classicissima crema.
    Complimenti per il sito e per le prove, sempre molto interessanti!
    G

  9. Barney Barney commenta:

    .

    A un matrimonio, i miei furono messi nello stesso tavolo dei proprietari della Bistefani. Mia madre, faccia di tolla, chiese al “signor Bistefani” se fosse vero che producevano i panettoni a febbraio e le colombe a novembre.
    Non ho mai visto un uomo reprimere tanta rabbia. Se avesse potuto, l’avrebbe uccisa sul posto.
    Ed invece la liquidò assicurandole che i panettoni erano prodotti nel periodo natalizio e le colombe in quello pasquale.


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