Dove vanno i ghiaccioli quando muoiono?

Quando Sara Porro era ancora Sara Porro e non l’equivalente di Christina Hendricks per un assiduo di YouPorn, o se preferite, una tentazione impudica per qualsivoglia aficionado di liveblog, scriveva deliziosi post sul cimitero dei gelati estinti, con te che attendi trepidante l’estate per rincontrare i vecchi amici poi però viene l’estate e loro non ritornano. E viaggiava nel passato ricordando Winner Taco, Piedone, Pantera rosa e Blanco.
Brutalmente sottovalutando i ghiaccioli (appena sfiorati).
Dunque: i ghiaccioli.
Lo strike mangereggio della giornata includeva sempre un ghiacciolo, voglio dire chi di noi non racimolava 50 lire? Lo stecco era la vera attrazione della festa, si succhiava il ghiacciolo fino a renderlo bianco proprio per arrivare allo stecco, e scoprire se ne avevi vinto un altro. Se era così, bon, altrimenti, sorvolando sul fattore nostalgia, non è che leccare quel pezzetto di legno fosse uno zuccherino.
Tutti avevano il loro ghiacciolo preferito, il mio era rosso, all’amarena, secondo in classifica era l’arancione quindi quello giallo, al limone. Seguiva il tamarindo, impropriamente ribattezzato alla coca-cola. Il ghiacciolo verde era raccomandato dai più vertiginosamente incompetenti tra i miei amici, per cui mi stava sulle balle.
Nessuno si filava i coloranti alimentari all’epoca. Quando si scoprì che erano cancerogeni le mamme misero il veto sul ghiacciolo quotidiano. Ma la lingua restava colorata per mezza giornata fregandoti sempre quando negavi di aver mangiato il ghiacciolo. E a volte erano botte.
Poi fu la volta degli Eldorado, i ghiaccioli coi nomi.
ARCOBALENO.
Sbruffoneggiando, si diceva agli amici di poter mangiare un ghiacciolo all’amarena, all’arancio, al limone e alla menta, CONTEMPORANEAMENTE. Poi indicavamo trionfanti l’Arcobaleno nell’ineffabile prezzario di lattta con grande disappunto degli amici. Un’invenzione geniale, chissà dov’è adesso.
DALEK.
Futuribile, con colta citazione shi-fi di una serie della BBC, Doctor Who, dove Dalek è un extraterrestre a guisa di carroarmato. Un caposaldo tra i ghiaccioli ogni-epoca per la capacità di tingere la lingua di un viola intenso come nemmeno le più porose delle vernici.
MAGIC COLA.
Anche Magic Cola nel cimitero degli estinti, credo. E’ stato il primo ghiacciolo che ha replicato l’aroma della celebre bibita, prima di lui, chiedendo un ghiacciolo alla Coca Cola ci si vedeva recapitare un ghiacciolo al tamarindo.
PUFFOGHIACCIOLI.
Nel periodo di massimo fulgore dei Puffi, come non bastassero magliette, palle, bilie, asciugamani da mare, trottole, secchielli, tricicli, trenini, pupazzetti, e addirittura, gusti di gelato, Sammontana ebbe l’ardire di sdoganare il ghiacciolo a forma di puffo. Presto accantonato.
Più tardi, solo per un istante prima di ripiombare nell’oscurità, c’è stato il ghiacciolo azzurro, quello all’anice. Per il tempo di un’estate la nazione tutta sfavillava di una luce ghiaccioazzurra.
Fino all’estate 2010, quando sull’onda della Zoku, la ghiaccioliera che genera endorfine, è esplosa anche da noi la moda del ghiacciolo fai da te. Costringendoci a scrivere la Guida perentoria al grado zero del gusto.
Ciò non toglie che ogni anno, di questi tempi, il desiderio di sapere dove vanno i ghiaccioli quando muoiono si faccia struggente. Ma forse è così che vogliamo ricordarli, legati all’età di un’innocenza ormai irrimediabilmente persa. Del resto se i miei figli non ne mangeranno le versioni coatte tanto meglio, sarebbe come vederli salire sulla Multipla.








Massimo, mi hai fatto ridere forte.
Grazie dei complimenti sconclusionati.
Proprio oggi compio 41 anni… e quando ne avevo 7/8, fine anni 70, mi ricordo che andavo in latteria con le mie cento lire a comprare il Dalek.
Bellissimi i disegni di Jacovitti che ornavano i gelati e i ghiaccioli dell’Eldorado.
DALEK 4ever … troppo avanti; mi sentivo quasi intellettualoide.
Mi avete fatto ricordare il Dalek.
Per un attimo sono tornato bambino e la lingua mi è anche diventata blu.
Grazie di cuore, ve lo dico mentre mi scende una lacrimuccia!
La lingua mi sarebbe dovuta diventare viola, non blu. Mi sa che ho esagerato col viagra….
e quello con lo stecco di liquerizia esiste ancora?
il Liuk non muore mai e vanta innumerevoli tentativi d’imitazione
ecco come si chiamava, il Liuk! ne andavo pazzo ma con la mia paghetta mensile da chierichetto (la mitica 500 lire di carta!) preferivo prendere tre lemonissimi ed un pacchetto di figurine!
Vi ricordate Il diablo ?
SIIIIII!!Ho letto tutti i commenti per vedere se qualcuno lo ricordava…
Dell’Algida,rosso con la forma di diavoletto…Ovviamente il colore che rimaneva tutto sulla lingua!!
Erano gli anni del lemonissimo,piedone & co…
Che bei ricordi…
Grazie per il post
Ma il Calippo ( e con lui le mani appiccicaticce finito di mangiarlo) vale in questo elenco??
Mio nonno mi comprava sempre gli Orsetti e gli Orsettini (2 stecchi diversi, uno ghiacciolo normale, l’altro con all’interno un gelato alla panna) della Sanson (che lo scorso anno ha lanciato una linea di ghiaccioli retro, chiamata Dadaumpa)
cmq..torna il gelato al Puffo, trainato dal film in 3D in uscita a settembre…
qui il puffo non è mai passato. io a quelli che me lo chiedono dico che la stagione di caccia al puffo è chiusa
Questa è BELLA;)
SAVE the SMURFS!!!
il calippo e’ moderno !!!
e co munque c’erano anche le versioni low-cost del calippo, ma non ricordo come si chiamavano …
Intendi il Sorbì della Sanson?
CERCO DRITTA!!
Cercasi disperatamente a Roma un ghiacciolo all’anice…qualcuno ne ha visti in giro?
Voglio ricordare il mitico LEMONISSIMO! evoluzione al limone del Dalek.
eh sì che lo ricordo, tutti li ho provati quelli al limone, se non sbaglio faceva il paio con il fior di fragola.
Quanti ricordi e che emozione quando si ricevano i soldi e potevi andare da sola a comprare i gelati dal negozietto sotto casa.
Sembrava lontano.
E poi tornavi a casa con il sacchetto di plastica pieno di ghiaccioli anonimi.
Ma gialli, almeno per me.
Ottimo post!! Mi hai riportato indietro di quasi quaranta anni. Aggiungo che il prezzo oscillava tra le 30 e le 50 lire… Ma erano soldi ben spesi, specialmente in confronto alle schifezze che vengono proposte oggigiorno. Saluti a tutti. Mirko
io in gelateria faccio 12 tipi di ghiaccioli (li chiamo fruttelli, perchè non uso sciroppi, coloranti….). Il più gettonato quest’anno è quello di latte e pasta di mandorle, seguito da yogurt e passion fruit e dal cioccolato fondente.
Segnalo una chicca (già ai tuoi tempi merce rara e quasi introvabile: ghiacciolo al cioccolato Menne!
Sbrodolio inevitabile, ma goduria totale!!
il pinotto e la bomba. il vecchio e il nuovo.
troppo ggiovani, chevvelospiegherei affà che noi a bologna avevamo il cof che trovando la scritta “premio” o la stella ne vincevi un altro ed era così buono perché fatto cogli sciroppi della fabbri.
di tutto e di più sulla pagina fb “quelli che… l’estate non era estate senza ghiacciolo cof”
http://www.facebook.com/group.php?gid=39880811066
[img]http://profile.ak.fbcdn.net/hprofile-ak-snc4/50273_102817175233_593576_n.jpg[/img]
Spettacolo questa cosa dei ghiaccioli. A Genova esiste in edizione limitata il ghiacciolo “Conti”, in bustina di carta pergamina. Poi ho assaggiato un buonissimo ghiacciolo fatto con i pezzi di frutta interi( che però in famiglia non ha tutti piace) della gelateria Rivaro. …
150 lire: una scatola di soldatini Atlantic ed uno “stick” al limone. E rimanevano 20 lire di resto (investite prontamente in liquerizia).