Due di picche gourmet


Lo sappiamo, l’amore è cieco, spesso sordo, eppure a volte ci lasciamo perché è insipido. O lingualunga. O ha gusti gastronomici paragonabili a un cinquenne viziato. Mai capitato?

Va tutto bene, amore bello, amore grande, sesso perfetto, ma…

– Lui non sa arrotolare lo spaghetto sulla forchetta e succhia quelle bave recalcitranti spargendo sugo e olio ovunque.
– Lei non importa dove, se a casa o al ristorante, finito il piatto, gustato, se lo porta ad altezza viso e lo lecca tutto con soddisfazione. No, non guardatevi intorno, ve lo consiglio.
– Lui beve il caffè col mignolo alzato e si vede che non lo sopportate…
– Lei invece è di quelle che ordina il cappuccino, con latte di soia, caffè ristretto, senza schiuma, ma tiepido per carità. Non ha succo d’uva per dolcificare?
– Lui guida le auto sui circuiti, ha trent’anni, si nutre di pizza e nutella. In qualsiasi stagione e non cede a nient’altro per qualsiasi ragione. Solo pizza o nutella.

E il ciucciabrodini. E la sezionatrice di prosciutto. E il masticatore a bocca aperta con rinforzo.

E’ ancora amore?

E’ ancora amore nelle domeniche di sveglie pomeridiane con latte e biscotti, nei viaggi all’estero di solo Mcmenù, nella rinuncia ai ristoranti di pesce?

Io sì, continuo a credere che sia ancora amore (e a meditare vendette), voi? Ditemi che avete lasciato per insopportabilità delle portate!

[Crediti | Immagine: iStockphoto]




67 commenti a “Due di picche gourmet”

  1. Franca Kim Cozza commenta:

    No non è stato più amore dal momento in cui , dopo averlo nvitato per una cenetta a base di porcini ( risotto , tagliata ecc ) mi ha mandato un e-mail (!!!!) con elencate le cose che mangiava :
    -zuppe knor
    -mcdonald
    -mozzarella

    Finito tutto , perchè io sono una fervida sostenitrice che l’affinità elettiva passi anche dalla condivisione culinaria .

  2.  Fabio Cagnetti commenta:

    Mai, perché risolvo il problema alla radice: l’incompatibilità enogastronomica è un dealbreaker.

  3. Ari Ari commenta:

    io sono una gourmet gastrofanatica in adorazione del cibo, il mio moroso mangia per nutrirsi. all’ennesima litigata abbiamo convenuto che ognuno esagera nelle proprie fissazioni, quindi solitamente di spesa e cibarie goduriose me ne occupo io. gli lascio le redini solo per preparare la polenta, la fagiolata, i pancakes e le patate arrosto.
    Jusq’ici tout va bien, come dicevano ne L’Odio.

  4. Elena Elena commenta:

    Veniva a pranzo tutti i giorni da me, per comodità lavorativa. Un sabato a cena mi porta al ristorante. Io contenta comincio a sfogliare il considerevole menù. Scelgo un primo e comincio a disquisire ad alta voce su cosa abbinarci come secondo. Quando vedo che il suo agitarsi sulla sedia diventa eccessivo, gliene chiedo il motivo: “No, è che sta sera non volevo spendere tanto….”. Più che incompatibilità gastronomica è stato un lasciarlo per acclarato braccino corto (la cosiddetta goccia che fece traboccare il vaso….)

  5. IRENE STEIN IRENE STEIN commenta:

    Basato su una storia vera, per quanto esilarante in svariate occasioni…la mia vita sentimentale.

    Lui che : “il ristorante sceglilo tu che sei più brava, ma non uno di quelli che poi usciamo a dobbiamo andare a mangiarci una pizza perchè abbiamo ancora fame”

    Lui che : “quale forchetta devo usare per l’antipasto?qual’è il bicchiere del vino?”

    Lui che: “sono vegano”detto all’entrata del ristorante e tu è un giorno intero che sogni 2 etti di San Daniele, quello vicino all’osso, tagliato con quell’affettatrice rossa rossa a manovella in quel locale della città

    Lui che : “il vino lo porto io” e ti arriva con il “gran Dessert (vero che sapete cos’è?)”

    Lui che : “prendo quello che prendi tu” (questo detto in noto stellato famoso per il pesce zona nord italia dove avrei voluto assaggiare di tutto, ma mica potevo scofanarmi tutto io e puntavo su un’onestissima e discretissima condivisione dei vicendevoli piatti)

    Lui che : “no,io sono astemio” ed esci con un’enologa (scusate, per me è un problema basilare, scarto proprio a prescindere…si ook non ho ancora trovato il vero ammmore, ma fidatevi che quando lo trovo…non è astemio!

    Lui che : “lascia, pago io…scusa non hai per caso 30 € da prestarmi?” ecccheddiamine, se devi fare il figo , fai il figo, altrimenti donna emancipata sono, dividiamo a metà!

    Lui che : “no ma scusa ma quanto olio usi? no ma scusa come metti il sale? ma che modo è di scolare la pasta? vedi se lo lasciavi in forno ancora un pò…” …ti ho invitato a cena? sei ospite? è la seconda volta che ci vediamo? Non me ne frega nulla che sei uno Chef , stasera cucino io, altrimenti lo facevi tu…e comunque…fuori dalla mia cucina che me la sporchi!!

    ahh…la vita….

  6. Sola come un Kane Sola come un Kane commenta:

    Mai lasciato un uomo per come mangiava, solo per i mutandoni lunghi detti “long John”. ora che ci penso con quello lì non ci ho neanche mai mangiato.
    Crollato però l’innamoramento iniziale con un altro tipo come sotto un gancio di Moahmed Alì quando l’omo per fare il figo ha detto “questo è un vino fatto da un bravo Onologo”…

    Per il resto sopravvivo a tutto, meno che la sputazza enfatica mentre parla e mangia contemporaneamente. Mi costa una fortuna di camicette al lavaggio a secco.

  7. Cinzia Giorgi commenta:

    Ex colombiano: voglio iniziarlo ai piaceri del risotto. Preparo il brodo, spendo 11 dollari per un minuscolo pezzo di parmigiano vero, il risotto viene splendido.

    Suo commento: “E’ riso! Quello che Preparo io e piu buono!”

    Il suo riso era riso bollito di infima qualità con fagioli in scatola e salsa piccante.

    Stranamente non stiamo più insieme!

  8. Veronica Menelao Veronica Menelao commenta:

    No, ma coglierei il lato antipatico del lasciarsi in un dato ristorante e non poterci piu’ tornare (con un altro) perche’ la cosa sarebbe inelegante.

    • Serena Serena risponde:

      Mica ci si deve lasciare al ristorante…
      Con estrema forza d’animo si lascia finire la cena, ci si saluta sorridendo a 36 denti alla fine millantando improvvisi malditesta per evitare dopocena ormai fuori luogo e si sparisce nel nulla per i secoli a venire…
      Così almeno, se il ristorante merita, può continuare a far parte del “where eat”…

  9. maty maty commenta:

    il piatto di pasta, forchetta in una mano e tozzo di pane nell’altra :::odioso:::

  10. martina martina commenta:

    Ho lasciato uno che non sapeva fare nemmeno un uovo al tegamino e mi voleva insegnare a fare il ragù, il risotto, la besciamella…
    Era meglio se lo ammazzavo, adesso chissà quanti danni avrà fatto a quast’ora.

    • antonio antonio risponde:

      mamma mia, i peggio… gli esperti di cucina perche’ X sa cucinare (ma loro no), dove X potrebbe essere la mamma, papa’, lo zio, etc. Ci sono anche gli esperti di vino, gli esperti di musica (senza che abbiano mai suonato), etc etc etc

  11. Riccardo I. Riccardo I. commenta:

    Mah…a dire la verità era un po’ che mi sentivo sulla corda.
    Però il countdown accelerò di botto quando mi distrassi un istante e ritrovai nel MIO carrello della spesa una confezione gigante di asparagi surgelati, accompagnati da una vocina tipo una colata di melassa flautata: “So che ti piacciono taaaaaanto…”.

    A me???? Maccheschifo! Ma quando mai?

    E trenta denari le caddero di tasca, tintinnando con la medesima metrica delle sue parole. 8-)

  12. Jamin-a Jamin-a commenta:

    “in effetti non è che mi piaccia, lo sopporto coprendo il sapore con il formaggio”. cit. del mio ex riferito a qualsiasi tipo di pasta.
    “in effetti non è che mi piaccia, lo mangio e basta”. cit. del mio ex riferito a qualsiasi cibo che non fosse pasta.
    e dire che sua madre cucinava bene.

    non l’ho lasciato per quello, ma era una delle mille cose che mi irritavano disperatamente. vorrei ancora capire se esiste un cibo che gli PIACE. ma chiedendoglielo rischierei di sentirmi rispondere “mc donald’s” e non reggerei.

  13. antonio antonio commenta:

    E’ sufficiente il cellulare sul tavolo al ristorante; non parliamo poi del rispondere al cellulare.

  14. Giuliana Giuliana commenta:

    si! quando vidi che mangiava come se non avesse mai visto cibo in vita sua e sopratutto parlava mentra mangiava gesticolando con la forchetta in mano…ahimè mi è caduto dal cuore

  15. Pyna Pyna commenta:

    non sono mica stata la donna più fortunata in fatto di cuore…ma questo genere qui mi manca… :D

  16. Roberta Roberta commenta:

    Era grande e grosso, un ammasso di muscoli (di quelli con la tartaruga sulla pancia e un criceto nel cervello), mangiava in modo compulsivo, vorace, a bocca aperta, mischiando TUTTO; la sua “merenda” pomeridiana era un ciotolone di latte freddo con un’intera confezione di Pan di Stelle inzuppata-schiacciata dentro… ho dovuto trattenere un conato, guardandolo mangiare quel pappone, 33 anni e il rivoletto di latte che gli scivolava sul mento… il crollo definitivo, dopo questa scena: “Cosa preferisci, parmigiana, lasagne o polpettone?” “Tutto nun se po avé?!” “Certo, come no.” Un pastone, tutto rimescolato, nello stesso piatto “A me me piace de mischià… ma a te te fa schifo come magno, vé?” Non ho potuto mentire… “Sì, mi fa veramente schifo”. Addio.

  17. Eleonora Eleonora commenta:

    Faccio il ragù come Dio comanda: cucino per ore e ho speso un botto per una staubb.
    Arriva mio marito e guardando la pubblicità del ragù Star dice ” mmmh buonoooo!” come mai nella vita.
    Secondo me ci sono gli estremi per una separazione con colpa.

  18. Viola Viola commenta:

    Prima uscita a cena, in un bistrot “pseudoromantico”, musica, candele ecc.ecc. lui, socio (ora ex socio) di un sito che vende vino…… mi ordina un Arneis ROSSO!

    mhmmhmhmhm da quello avrei dovuto capire tante cose!

  19. Federica Federica commenta:

    Fortunatamente il attuale ammmore mangia, beve e assaggia tutto!
    Ma ho amici che evito accuratamente a cena o a pranzo che sia:
    - quella che cambia piatto dieci volte prima di ordinare e poi chiede al cameriere quale sia meno grasso;
    - quella/o che quando arriva il suo ordine lo fa riportare indietro indicando qualche difetto inesistente giusto per darsi delle arie;
    - quella/o che fa rumore quando mangia, manco fosse il mio cane che succhia le crocchette;
    - quelli che in 3 giorni di Barcellona hanno provato tutti i Burger King, Mc, Starbucks e niente una taperia…
    - gli astemi;
    - i vegetariani che mentre tagli la bistecca ti recitano la presunta biografia della mucca che si è sacrificata per te.

    Però in mezzo a tutto questo vorrei nominare il mio fantastico papà che al ristorante dice di essere allergico al prezzemolo per non vederselo spolverato su tutte le pietanze! :D

  20. Silvia Silvia commenta:

    non mi sono mai innamorata di un uomo che non amasse la cucina e sapesse anche cucinare bene.
    devo mettere in atto una scrematura preventiva inconscia.
    però io mi trattengo a stento dal leccare i piatti, sempre che lo meritino.

  21. greca greca commenta:

    Che drastici! Io e il mio attuale lui stiamo insieme da 10 anni. All’inizio lui quando usciva a mangiare era o al mac o in pizzeria, io ho sempre frequentato ristoranti fin da bambina.. Ora il mac non sappiamo più cosa sia e la maggior parte dei regali che ci facciamo sono enogastronomici..e’ stato un lungo cammino ma ne è valsa la pena..

  22. postatore occasionale postatore occasionale commenta:

    alle 15.30, al bar
    (dopo aver finito di mangiare penso intorno alle 14.00/14.30)
    “mi va un cappuccino e ho voglia di salato”
    e vai col sandwich tonno e maionese inzuppato nel cappuccino
    “alla fine mi andrebbe un dolce, pero’ mi e’ venuta sete…”
    bigne’ alla crema con splugen in lattina

  23. bovinadoropa bovinadoropa commenta:

    visto in un ristorante di Asti , lei strafica tipo modella , inglese , accompagnata da un tipo chiaramente ansioso di farle assaggiare la cucina astigiana , lei antipatica continua a leggere una rivista di moda e a telefonare , lui le fa arrivare un piatto di ravioli con tartufo con un profumo da resuscitare i morti , lei in inglese dice oh mio Dio che puzza , fai portare via sto schifo ,senza neanche alzare gli occhi dalla rivista ,l’avrei presa a calci nel culo

  24. claudioT claudioT commenta:

    8 anni insiene a vegetariana:
    io ho rinunciato alla carne e scoperto il mondo del seitan, tofu & C…lei ha ripreso i piatti di pescato.
    Purtroppo il problema non era il vegetarianesimo o Sai Baba ma che un rigatone agli scampi freschi con pinoli tostati al profumo di zafferano di Navelli accompagnato da un Fiano di Avellino 2006 Ciro Picariello era equivalente a del buon pane secco con olio Saom e pomodorini di serra…ci siamo semparati!!!

  25. isabel isabel commenta:

    certo che a sentire tutti questi commenti viene da pensare “com’è strano il mondo…” e forse è bello anche per questo. Se fossimo tutti uguali sai che noia. E se ttuti volessero andare a cena al Pescatore..non si troverebbe più un posto per anni.
    Io ho un marito che non mangia molte cose, ma sono riuscita a fargliene conoscere e apprezzare qualcuna. E aportarlo anche in qualche stellato e fargli trovare qualcosa da mangiare adatto a lui.
    Certo non è facile, anzi tutto il contrario.

  26. Chiara C. Chiara C. commenta:

    Io sono crocerossina in cucina. Mi è capitato di scoprire frigoriferi con solo petto di pollo e filetti di merluzzo congelato e qualche verdura più là che qua, riso precotto in credenza, mezzi barattolini aperti di salse discutibili…io non demordo, mi armo di ingredienti almeno decenti e cucino l’impossibile. L’amore riempie i frigoriferi, e passa per lo stomaco.

  27. pius pius commenta:

    Da Consolini, a Roma, con la fidanza alla quale intendo chiedere il grande passo; a metà della cena tutta a base di pesce, con la bocca pienissima mi parte un attacco di tosse con starnuto incorporato a dieci atmosfere. Nel vano tentativo col tovagliolo di impedire al cibo di uscire dalla bocca, questo mi esce anche dal naso con forza esplosiva. Nel raggio di un metro ogni cosa è immediatamente ricoperta da una nuvola di pezzetti di gamberi, insalata, maionese e Fiano di Avellino nebulizzato. Alcune particelle si sono appiccicate ai capelli della fidanza, un paio anche sulla faccia, per non parlare del suo piatto. Gli altri clienti ci guardano, lei mi guarda, vitrea. Gli occhi mi lacrimano mentre cerco di pulirmi con il tovagliolo ormai inutilizzabile. Ci metto cinque minuti buoni a riprendermi, soffiando a più non posso nel fazzoletto gli ultimi resti del bolo. Ancora adesso mi sembra incredibile che nel naso ci possa stare tanta roba. Ci credereste? Mi ha sposato lo stesso!

  28. bucciadilimone bucciadilimone commenta:

    chi si arrotola gli spaghetti usando il cucchiaio
    chi mangia solo quattro cose e tutto il resto non è considerato
    chi non è curioso di ciò che si trova nel piatto, ingurgita senza assaporare
    chi pasteggia a coca cola
    chi pretende di essere un grande chef e dispensa consigli non richiesti mentre cucini
    chi mangia la carne ben cotta
    …lo so, rimarrò da sola!


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