E ora la parola al gelato: tendenze e novità per la nuova stagione


A San Valentino, Alberto Marchetti di Torino, gelatiere artigianale del 2011 per noi di Dissapore, regalava un cono agli innamorati (anche finti) che si baciavano davanti alle sue sorbettiere. Segno che le armi per l’imminente stagione sono affilate, molte gelaterie riaprono, e l’ondata di caldo fuori stagione annunciata oggi dal meteo, mi spinge a un giro d’orizzonte su tendenze e novità. Inevitabile citare il SIGEP, appuntamento annuale alla fiera di Rimini, che più di ogni altro esplora l’universo del gelato e della pasticceria.

Parola d’ordine: diversificare, pertanto facciamo l’abitudine a stick da passeggio ricoperti, monoporzioni da asporto e, ebbene sì, macaron ripieni.

Presenzialismo spinto per il gelato bio durante l’estate 2012, realizzato con ingredienti certificati e garantiti.

Un po’ come i turisti tedeschi a Rimini negli anni ‘80, troveremo sempre più gelati espressi spillati da macchine soft molto reclamizzate. ‘Stavolta speriamo che le miscele usate siano migliori.

Per variegare il gelato, aumentaranno le creme spalmabili al cioccolato che non congelano a -20°. Sempre più in evidenza ingredienti DOP e IGP (nocciole, pistacchi, mandorle, pinoli, come pure polpa e succhi di frutta congelati).

Inevitabili i gusti alternativi o quanto meno strani, tipo olio d’oliva o Sambuca, e nemmeno gelati e granite realizzate con la frutta più esotica (spesso congelata).

Maipiùsenza Spirulì, annunciato come il gusto della stagione. Un’ alga naturale ricca di “aminoacidi essenziali, antiossidanti, vitamine e minerali” conferisce al gelato un colore “naturalmente azzurro”. Gira che ti rigira hanno inventato il Puffo naturale (l’altro c’è ancora).

Poiché stiamo cupcaketizzando tutto, il cake-design non poteva che conquistare le gelaterie.

E per finire, sorpresa! Guardate che testimonial hanno scomodato per Cookies, un nuovo gusto di gelato. Hey, ma quello è Marky Ramone!

Trovato qualcosa di interessante, tipo macaron ripieni? State affilando le armi per scovare una nuova e irrinuncaibile gelateria artigianale? Magerete Spirulì?




36 commenti a “E ora la parola al gelato: tendenze e novità per la nuova stagione”

  1.  Fabio Cagnetti commenta:

    no dai, i macaron ripieni no.

    Concordo sulla maggior cura e selezione degli ingredienti e sulle macchine soft con miscele di qualità, in attesa che l’offerta di latte biodinamico italiana riesca a raggiungere la domanda, che è così avanti da costringere i più determinati a farselo arrivare dall’alta Baviera.

  2. Fabrizio Giorgi Fabrizio Giorgi commenta:

    “… gelato bio … … realizzato con ingredienti certificati e garantiti.”

    Gelato bio, ingredienti certificati e garantiti.
    I understand.

  3. Neiadin Neiadin commenta:

    Vi assicuro che la spirulina non ha quel colore li’,e’ piu’ un turchese verdognolo.E’ considerata un “superfood”,resuscita pure i morti ma ha un sapore veramente pessimo!I macaron col gelato?A quella temperatura che consistenza avranno?

  4. Mimma71 Mimma71 commenta:

    ……… PREFERISCO IL POST SU POLENTA E SALSICCIA!!!!

  5. Pigi Pigi commenta:

    L’unica novità che (ri)voglio è la coppetta piccola a 1 euro. Conosco solo un posto dove la vendono ancora, in combinazione con un ottimo gelato.

    • esp esp risponde:

      Nuovo gusto provato ieri: una specie di stracciatella con riso soffiato. Da riprovare da solo, senza il cioccolato fondente di ieri. Coppetta + piccola 2 € (4.000 lire, cavolo)

    • anto anto risponde:

      Il gelato a un Euro non ha senso considerando il costo delle materie prime, dell’energia, del personale, degli affitti, dei servizi. Forse è il caso di cominciare a pensare che in questo paese l’obiettivo deve essere l’aumento degli stipendi e del potere d’acquisto e non la nostalgia delle mille lire, che non esistono più da un pezzo.

      •  esp risponde:

        ok ma, visto che la coppetta più piccola, prima dell’ euro, costava 800 lire, in dieci anni il prezzo è quintuplicato.
        E’ questa la strada per aumentare il potere d’ acquisto? Ti credo sulla parola,considerato che in economia valgo meno di zero

      • Pigi Pigi risponde:

        Mi sono espresso male: è stata eliminata la coppetta piccola, che poi sia 1 euro o 1.50 non cambia il discorso. Ora la taglia minima è quella che prima era la media, al prezzo della media (2).

        Cosa succede? Io per questo ho ridotto di più della metà il mio consumo di gelato, perché una coppetta piccola me la farei ogni volta che passo davanti ad una gelateria, una media no, quasi mai.

        Un po’ come quelle catene americane in cui la taglia più piccola è “tall”.

        • anto anto risponde:

          Può darsi che qualcuno l’abbia fatto per aumentare la soglia minima di spesa. Da me la coppetta piccola rimane. Certo devi considerare che tra coppetta, cucchiaino, fazzolettini, tempo della commessa/o per servirti e iva di un euro rimane molto poco per coprire materia prima e costi generali. Con due ti do un po’ più gelato ma mi rimane qualcosa. Consideriamo anche che 1 euro è ormai il costo di un caffè, che a mio avviso non è paragonabile in nessun modo ad un gelato.

        • sguida sguida risponde:

          anch’io faccio ancora la coppetta da un euro, ma, aggiungo per correttezza, guardo male il cliente a parte trattasi di un bambino piccolo :D

          • Mauro Mauro risponde:

            Domenica sono stato in Trentino,nel ricco e caro Trentino

            Un vicentino ha aperto una gelateria, molto valida, a Mori
            La coppetta da un gusto costa 1€, è stata la mia prima scelta, volevo provare il fondente non contaminato da altri gusti, poi ho preso un cono con 2 palline :)

            Quando si ha voglia di provare solo un gusto o placare la fame con qualcosa di gustoso,la coppetta mono da 1€ è un’ottima proposta, non una roba da barboni come scrive qualcuno

  6.  emidio mansi commenta:

    Sono un grande appassionato di gelati, trovo che la grande sfida sia quella di migliorare la qualita’ dei gusti classici, piu’ che tirare fuori nuovi sapori, eretici intellettuali e di qualita’ (in stile Gelati DiVini) o orrori tipo tutta la serie dei rifacimenti Kinder e co.
    Ma immagino che per un produttore il problema sia l’abitudine che il grande pubblico ha sviluppato verso i zuccherini sapori dei preparati. Spesso mi capita di vedere una reazione non positiva verso un sapore naturale. Andrea, da produttore, ti capita questa cosa?

  7. Andrea Soban commenta:

    Più’ che la tendenza di cercare gusti molto dolci, il rifacimento di prodotti della grande industria sfrutta il volano della pubblicita’, che soprattutto nei confronti dei più’ giovani, non serve confermi che ha grande presa.
    I bambini vogliono gusti riconoscibili, giocosi, colorati, non per niente puffi, rose e viole vengono sempre richiesti checche’ se ne dica.

    Sono d’accordo sui classici: bisogna innanzitutto far bene le basi, poi gusti paciugosi fai sempre tempo a farli. Spesso pero’, soprattutto le nuove aperture, per smarcarsi dalla concorrenza, tendono a pompare le specialita’ a discapito dei classici. Bisogna anche dire che, sopratutto se si hanno a disposizione vetrine con pochi gusti, bisogna anche avere coraggio ( o incoscienza…) a togliere qualche classico per idee nuove.

    Capisco i produttori: i gelatieri (sotto la dettatura dei clienti) ogni anno vogliono la novita’. E allora si pesca nel campo delle merendine, per andare a colpo sicuro. Senza contare che poi queste aziende, per non perdere clienti, si inseguono “k_n l’altra con i prodotti.Gusti ne sono stati fatti a bizzeffe. Ormai e’ dura inventarsi qualcoaa di nuovo.

  8. Valentina Righi commenta:

    Andrea, fantastico lo Spirulì! Finalmente i bambini di tutto il mondo potranno mangiare un sano e naturale gelato al “puffo”! :-) Ma ti sei dimenticato di inserire tra le tendenze la nuova Freeze&Go, il piccolissimo mantecatore che permetterà agli chef di creare il loro gelato artigianale in 5 minuti. Davanti agli occhi dei clienti! Per quanto riguarda cupcakes e macarones…boh. A me del gelato piace la gelatosità italiana…tutti questi esterofilismi non mi convinceranno mai.

    • Elena Elena risponde:

      ma… scusa… un normale e ben fatto gelato alla crema-cioccolato ai bambini di tutto il mondo fa male?

      • sguida sguida risponde:

        puoi fare il miglior gelato alla crema, alla nocciola ecc., ma se non usi zafferano, zenzero, spezie varie, cioccolato della tribù sconosciuta di un’isola sconosciuta, il mondo del web non parlerà mai di te…..

        • Elena Elena risponde:

          hai ragione, ingenuamente avevo perso di vista l’obiettivo… :D

          • sguida sguida risponde:

            ahimè, ma purtroppo è cosi. Io non ho mai letto un commento/recensione che parla di un buonissimo gelato fior di latte (che, secondo me, dovrebbe essere il metro di misura per la qualità di una gelateria), ma leggo sempre solo commenti del genere “da provare assolutamente il loro gusto crema, fatto con solo latte della mucca (con pedigree) Genoveffa e uova della gallina vergine Mariapia (allevata a terra con mangimi di agricoltura biologica), con vaniglia della tribù indigena del Madagascar (acquistato tramite mercato eco-solidale), variegato con ciliegie sconosciute e introvabili (presidio slowfood) raccolte a mano nel momento di massima maturazione e spolverato con polvere di cioccolato di cui sopra” ;-)

          • gianluca gianluca risponde:

            concordo sul gelato fior di latte. se una gelateria sbaglia quello, è meglio lasciar perdere tutto il resto :-)

          • Andrea Soban risponde:

            A me hanno insegnato di provare la crema (o vaniglia che dir si voglia).

            Cmq se tu usi ingredienti di un certo tipo (che costano) di solito lo fai presente al tuo cliente, sia per differenziarti, che per giustificare un prezzo più alto.

            Concordo sul fatto che la ricerca spasmodica di ingredienti “esoterici” (cit.) Spesso fa perdere di vista la cosa + importante: alla fine il gelato dev’essere buono!

          • sguida sguida risponde:

            d’accordo, ma come già detto, io ho notato che la gente del web parla di te solo se usi certi ingredienti “esoterici” e non per la bontà del tuo gelato e aggiungo pure che, secondo me, oggi spesso il prezzo più alto viene praticato da gelateria in “bella vista” sul web e non per le materie prime che usa ;-)

          • Mauro Mauro risponde:

            appena provato un gelato artigianale, quello che era un ottimo gelato artigianale qualche anno fa, ora stanno speculando sulla materia prima secondo me, il cioccolato ha un sapore troppo persistente anche a distanza di molto tempo e ricordi il cioccolato pieno di olio vegetale che abbiamo tutti assaggiato, mentre il fior di latte era quasi neutro, la bontà del latte era inesistente

            bocciato

          • sguida sguida risponde:

            come si dice…fuori i nomi :D

          • Mauro Mauro risponde:

            mi spiace Sgulda perché nel vicinato sono un riferimento ultradecennale, ma negli ultimi anni è davvero scaduto :(

            Bar centrale di Ospitaletto (MN) un luogo dove si MANGIAVA bene il gelato

            In zona, ma mica tanto perché sono sempre 25 km, da provare assolutamente

            Gelateria Arlecchino Viadana (MN)

  9. giovanni giovanni commenta:

    siete arrivati lunghi di solo un mese. Di Sapore (che forse chiude, che desolazione vedere la metà degli spazi occupati l’anno scorso) parlerete entro l’estate?

  10. Andrea Soban commenta:

    Mi spiace contraddirti ma sbagli: più’ di meta’ delle cose di cui si parla qui sopra, si sono viste alla mostra del gelato di Longarone (BL) ai primi di dicembre, quindi siamo lunghi di almeno 3 mesi ;)


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