Come scegliere l’estrattore più adatto a noi

Per quanto la cosiddetta “dieta detox” –con tutto il suo corredo di acqua, tisane e abbondanza di vegetali, molto spesso frullati, estratti o centrifugati– sia spesso percepita come miracolosa, i nutrizionisti sono concordi nel ritenerla più che altro una riuscita operazione commerciale.

Ciononostante, bere un bicchiere di succo è sicuramente meglio che eliminare del tutto frutta e verdura dalla nostra dieta o assumerne in dosi insignificanti, come purtroppo ancora oggi spesso accade,  nonostante una maggiore informazione e il dilagare delle tendenze vegetariane.

E se succo dev’essere, allora che sia un “signor” succo, estratto non con le vecchie centrifughe, accusate non solo  di scaldare troppo i succhi con il loro frenetico movimento e  con conseguente perdita di preziosi nutrienti, ma anche di eliminare la preziosa  parte di fibra,   così benefica per il nostro organismo.

Cosa che non succede invece  con i più moderni estrattori, che impiegano un sistema di spremitura a movimento lento e a freddo, che oltre a non riscaldare troppo i vegetali ne riduce l’ossigenazione.

Capacità che li ha subito imposti come alternativa salutare rispetto alle vecchie centrifughe,  facendo evolvere il mercato degli estrattori a ritmo sostenuto.

Tanto che oggi ci troviamo nella fase 2, con estrattori sicuri, efficienti e belli esteticamente, in un crescendo di popolarità tale che al loro prodotto, vale a dire gli estratti, persino Slow Food ha dedicato un ricettario interessante.

Bloomberg invece, ha dedicato agli estrattori un test tutto da leggere, che ha messo a confronto quattro tra le macchine più diffuse, estraendo da ognuna lo stesso tipo di succo, vale a dire con gli stessi ingredienti e nelle medesime quantità.

I succhi testati, in particolare, sono stati due: uno “verde”, con lattuga romana, mela, sedano, cetrioli, spinaci, cavoli, prezzemolo, zenzero e limone, estratto in 15 minuti e con un prezzo degli ingredienti corrispondente a 21 dollari, e uno “rosso”, con barbabietola, carota, arancia, limone e curcuma. Per quest’ultimo, il tempo di preparazione medio è stato di 10 minuti per un costo di 13,75 dollari.

Inoltre, è stato testato anche un semplice “latte di mandorle”, a base di acqua, mandorle e vaniglia, preparato in 5 minuti –dopo aver lasciato in infusione le mandorle tutta una notte per renderle morbide– del costo di 10 dollari.

Ecco un riassunto del test.

SMEG SLOW JUICER

480 euro

estrattore smegestrattore smeg

Cos’è:

Se vi piace lo stile degli anni ’50 questo è l’estrattore che fa per voi,  disponibile in diversi colori –blu pastello, crema, rosso o nero.

Montaggio:

Prevede un montaggio simile a quello di un comune frullatore, ma si sono rivelati abbastanza complicati il bloccaggio della tramoggia e lo spegnimento tra un succo e l’altro.

Funzionamento:

Il motore produce 43 giri al minuto, e c’è un interruttore che permette di scegliere la densità del succo. Nel test se l’è cavata bene col succo verde, anche se ha prodotto più schiuma rispetto agli altri estrattori, mentre nel succo rosso ha avuto gli stessi problemi fatti registrare da un altro estrattore, l’Humron (vedi dopo) con i limoni. Nessun problema invece per il latte di mandorle.

Risultato:

Il succo verde (750 ml. circa) era abbastanza denso e fibroso – non a tutti piace cos –  mentre nel succo rosso (300 ml. circa) si è perso il sapore di agrumi e curcuma. Bene invece il latte di mandorle (450 ml. circa) che era ricco e gustoso.

CONCLUSIONI: Smeg è un robot con meno funzioni rispetto ad altri, ma potente. Dotato di ricettario, fa una bella figura in qualunque cucina. 

HUROM TERZA SERIE

599 euro

estrattore huromestrattore hurom

Cos’è:

Disponibile in nero opaco o in rosa dorato, è una macchina elegante che occupa poco spazio. Oltre che centrifuga a fori grandi o piccoli è anche una gelatiera e,  all’occorrenza un set per tofu, oltre ad avere tanti altri accessori, forse troppi.

Montaggio:

Il montaggio della trafila per la spremitura è comunque abbastanza semplice, il filtro si adatta perfettamente al suo vano e in genere, tutti i componenti s’incastrano senza problemi.

Funzionamento:

Il motore dell’estrattore produce soltanto 43 giri al minuto, e un interruttore regola l’intensità con cui si ottiene il succo, che varia la quantità di polpa presente nel prodotto finito. L’estrattore non ha avuto problemi con gli ingredienti verdi, come il cavolo, piuttosto duro, o il filamentoso sedano, ma ci sono stati alcuni problemi con gli agrumi. Massimo punteggio invece per le mandorle, che hanno restituito un latte paradisiaco.

Per la pulizia, punto dolente di molti estrattori, è stata fatta semplicemente scorrere l’acqua nell’accessorio specifico, anche se questo non solleva, purtroppo, dal pulire tutto il macchinario a fine giornata, smontandone tutti  i pezzi.

Risultato:

Il prodotto finale è stato, per il succo verde, di circa 750 ml., liscio e delicato, con polpa piacevole e pochissima schiuma, mentre i 30 ml. di succo rosso sono risultati un po’ piatti nel gusto e nella consistenza. I 420 ml. di latte di mandorla, invece, erano perfetti, densi e corposi.

CONCLUSIONI: potente e versatile, l’Hurom si è rivelato un prodotto di ottimo livello.

OMEGA CUBE:

429 euro

omega cubeomega cube

Cos’è?

Omega, considerata una marca leader nel settore, punta su questo elegante estrattore di forma cubica. Il fatto che ognuno dei molti componenti abbia un suo preciso alloggiamento nel corpo della macchina, rende l’impiego molto agevole consentendo di risparmiare spazio.

Montaggio:

La messa a punto è leggermente diversa rispetto ai comuni estrattori, e potrebbe richiedere qualche minuto in più per chi, come noi, ha scarsa dimestichezza con il fai-da-te.

Funzionamento:

Omega è una macchina pesante, con un motore che produce 80 giri al minuto. Oltre a funzionare come estrattore può anche macinare il caffè, tirare la pasta, omogeneizzare e tritare.

Nel test si è comportato bene con il succo verde, anche se il setaccio in cima è stato intasato da residui dei vegetali (che si possono unire al succo, una volta pronto, invece che essere buttati). Bene anche con il succo rosso, mentre il latte di mandorla ha avuto bisogno di due spremiture.

Risultato:

Il succo verde (650 ml.) era denso anche senza l’aggiunta del residuo polposo, mentre il succo rosso (300 ml. circa) era perfetto. Lo sforzo per il latte di mandorla (450 ml. circa) ha richiesto un doppio passaggio e l’aggiunta di mezza tazza d’acqua.

CONCLUSIONI: Omega è un robot multi-funzione che può sostituire diversi elettrodomestici. Anche se il montaggio non è dei più immediati, resta un investimento da consigliare se si sta cercando (anche) un valido estrattore.

JUICERO  

400 dollari

Juicero, succojuicerojuicero bustine

Cos’è?

Per ultimo, c’è l’esclusivo Juicero. Non è disponibile in Italia, lo diciamo subito, ma non potevamo non includerlo, considerato  l’alto lignaggio.

Come vi abbiamo già detto, Juicero è per tutti la “Nespresso dei succhi di frutta“. Sarà per la messa a punto, durata tre anni, o perché ricavare il succo è semplice come premere un tasto, senza problemi di ordine e pulizia.

Funzionamento:

Basta inserire nell’apparecchio una bustina mono-dose dal costo che oscilla tra i 5 e gli 8 dollari contenente i vegetali, già tagliati e puliti, dimenticarsi di ciò che si legge riguardo le insalate in busta, e chiudere lo sportello.

Posizionare il bicchiere, mettere il pulsante e sperare che la macchina legga bene il codice QR: infatti, il robot non funziona se la busta non è originale o se è comunque scaduta. Peggio delle stampanti, dove ogni tanto si riesce a infilare una cartuccia non originale.  Da Juicero, comunque, a patto di avere le buste originali, in tre minuti si ottengono circa 230 ml. di succo “Sweet verdi” o “Pure melograno”, senza aver sporcato o affettato alcunché.

Risultato:

Un estrattore tecnologico a cui manca soltanto la parola, ma non il wifi per ricevere in tempo reali informazioni sull’apporto nutrizionale delle bevande, abbinato a un’applicazione che tiene traccia di ogni nostra mossa e ci invia le relative notifiche.

Il prezzo non è dei più economici, considerato anche il costo delle ricariche, ovvero le buste con i vegetali, ma i vantaggi sono innegabili e di quelli che oggi piacciono: un oggetto bello, semplice, molto pratico.

CONCLUSIONI: tra il non mangiare nessun tipo di frutta o verdura, o scegliere un succo “genuino e fai da te”, ottenuto tramite una bustina, forse è preferibile la seconda opzione. Forse.

[Crediti | Link: Bloomberg]

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

14 febbraio 2017

commenti (14)

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  1. 500/600 euro per farsi i succhi….magari con la frutta del supermercato ahahhaha 😀
    Sono tutte mode, io la frutta continuo a mangiarmela coi denti.
    Ne sento parecchi, tutti che parlano di tecnologia, ma non di come scegliersi la frutta e la verdura.
    Parliamo un pò di inquinamento invece, ad esempio che l’Italia è il paese più inquinato di tutta l’Europa occidentale, e non solo, quindi chissà che belle verdurine e che bella frutta ci sta in giro:
    https://www.wired.it/attualita/ambiente/2016/09/28/dati-inquinamento-oms-italia/

  2. 89€ su Amazon. Con un uso quasi giornaliero, mai avuto mezzo problema. Mi chiedo chi possa spendere realmente 600€ per un estrattore che fa lo stesso identico uso di uno da 90…

    1. Chi ha soldi da buttare, ad esempio 😀

    2. Per favore, Federico, mi daresti le specifiche del tuo estrattore, perché, se decidessi di acquistarne uno, sicuramente non sarebbe tra quelli raccontati nell’articolo. Grazie!

  3. Orpo. Con 400 dollari sai quanta frutta ci mangi? Comunque per chi crede alla detox mi sembra il minimo

  4. Appaiono, dalla descrizione data, un po’ come dire… fuori scala (espressione educata).
    Un rapporto qualità/prezzo che è un crescendo di esagerazioni: fino ad arrivare alla versione “non faccio neppure la fatica di acquistare frutta e verdura, perché mi rifilano la bustina pre-confezionata”.
    La spesa da 5 a 15 USD per bicchiere (senza considerare il costo del macchinario) è superiore ad un equivalente complesso vitaminico in pillole da farmacia.
    Agli antipodi, insomma, quasi schizofrenico rispetto aella spesa al mercato della terra, o campagna amica, dove acquistiamo frutta&verduara di stagione.

    1. In effetti la busta con i vegetali confezionati parrebbe un po’ una contraddizione con la “mission” dell’estrattore di fornire prodotti “genuini” e freschi. Ma evidentemente un pubblico di non schizzinosi lo raccoglie lo stesso…;-). Ciao

  5. L’estrattore mi sembra uno di quei bisogni indotti che se uno ci pensa viene da chiedersi se sia indispensabile. Direi di no.

    1. Ah, beh, se stiamo a guardare quanti bisogni indotti hanno poi un’effettiva utilità, non ne usciamo vivi di sicuro;-)
      Ciao

  6. Possiedo una centrifuga (che uso poco a causa del tempo necessario per pulirla dopo l’uso) ma gli estrattori mi incuriosiscono: detto che tutti concordano sul fatto che ottengono una maggior quantità di succhi, esiste uno studio che dimostri che un estratto contenga più nutrienti rispetto ad un centrifugato?

    1. Io non ne sono al corrente. Tutto quello che so è che “dovrebbero” preservare maggiormente le vitamine e le caratteristiche organolettiche dei vegetali, in quando scaldano meno il prodotto, dando come risultato un succo più “setoso” e vellutato. In compenso, eliminano anche una quantità maggiore di polpa e fibra.

    2. Meno fibra ?

      Ma è poi così vantaggioso buttare alle ortiche la fibra ?

    3. Infatti, questa è una delle maggiori critiche agli estrattori..

  7. Mai viste schifezze del genere.
    Dopo la macchina dell’olio fatto in casa …….di male in peggio.

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