Farfalle: da Belen a Tessa Gelisio (se un giorno con l’influenza ti capita di vedere Cotto e Mangiato)

L’influenza, che brutta bestia. Ti fa recedere immediatamente all’età di 12 anni, vuoi la mamma oppure nessuno. Vuoi le zucchine lesse spappolate, il riso bollito e la spremuta d’arancia. Beh, l’influenza tra le tante disgrazie ti mette di fronte alla dura realtà televisiva. Non puoi leggere, non puoi guardare il computer, ti uccidi di tv. Dopo essermi guardata (sì, lo ammetto) Lassie per due giorni, mi sono imbattuta in Cotto e Mangiato, nota rubrica gastrocomica di Studio Aperto, portata al successo dalla nostra mamma gggiovane d’Italia Benedetta Parodi.
In questo momento alla conduzione, tale Tessa Gelisio. Cotto e Mangiato non è l’argomento del giorno lo so, non è attuale, ma devo ammettere che era la mia prima volta.

Esordisce con ”Benvenuti, oggi non ho avuto tempo di fare la spesa, quindi cucineremo qualcosa con quello che ho a casa”. In men che non si dica tira fuori dalla dispensa dei turgidi pomodorini (eccerto siamo a febbraio, come non avere dei bei pomodori a casa) e li tagliuzza. Poi via aggiunge delle acciughe e poi tadaaaaaaa dei bei peperoni rossi e gialli sott’olio, che taglia a striscioline.
Continua candida “di solito uso gli spaghetti, ma siccome non sono andata a fare la spesa, oggi userò le farfalle”. A quel punto ti chiedi se davvero sta povera Tessa non ha avuto modo di prepararsi per le riprese e non è potuta andare a far la spesa. Ma già te la vedi che strizza l’occhio birbante all’autore e trova escamotage più o meno veritieri per validare il suo filo conduttore “fai la pasta delle emergenze, con quello che hai in dispensa sempre!”

Mumbe, mumble, mumble…
Ma benedetta ragazza, capisco che non hai avuto tempo di andare ad acquistare qualcosa di presentabile, ma un libro sulle stagioni, quello sì che potevi averlo comprato prima di buttarti nella conduzione di “Cotto e Mangiato”. Io ti prego, per il bene dell’umanità, della corretta informazione, apri il frigo e facci vedere du broccoli, quattro verze, un guanciale boono (che è sempre di stagione), ma non i pomodorini e i peperoni. Non la ricetta “Farfalle ai profumi di Sicilia” mentre fuori c’è una candida distesa di neve bianca e il termometro segna -10°.
Che poi mi sono sentita subito strana: io i peperoni sott’olio non ce li ho in dispensa. Credo anzi di non averli mai comprati, né fatti da sola. Voi?
Vi lascio con il video e cercate di non ammalarvi, altrimenti mi vedo costretta a recapitarvi a mano, uno per uno, dei bei pacchi di dvd per impedirvi di incappare in cotanta approssimazione televisiva, che la farfallina di Belen confrontata con le farfalline di Tessa, è pura poesia.








Ma aglio e panna…niente???
Carissima Cristina Scateni… noi non ci conosciamo, ma permettimi: se tu andassi al supermercato (cosa che evidentemente non fai) vedresti turgidi e bellocci pomodori proprio a febbraio. E’ facile sai, li trovi nel reparto frutta verdura. Così come trovi i peperoni.
Pensa un pò, li trovi TUTTO l’anno a produzione continua: un pò come le zucchine che vorresti avere quando hai la febbre.
ps. capisco dover contraddire la Parodi per partito preso, comunque e sempre (perchè fa figo? perchè “io ne saprò comunque sempre più di lei”?), ma stiamo arrivando a livelli da Asilo Mariuccia.
Giuseppe, credo che il punto fosse che già avere i pomodorini acquosi e che non sanno di niente in supermercato (turgido vuol dire che è pieno d’ acqua da scoppiare) tutto l’ anno non è che sia questa grande evoluzione della specie. Poi ai veri gastrotrendisti non è sfuggito che da un 8-10 anni c’ è tutto il discorso degli ingredienti di stagione e il km. zero. E che quindi da un programma televisivo che si propone di educare il popolo al cibo, un minimo di coerenza con i trend del momento sarebbe da aspettarselo. Perché che i supermercati ci facciano mangiare merda in tutte le stagioni in nome della comodità nostra e del profitto loro va bene, che i programmi televisivi siano sponsorizzati e debbano incoraggiarci a comprarla e mangiarla quella merda pure, ma uno che sa che al mondo c’ è di meglio e che costa pure di meno, se di stagione appunto, avrà il diritto di sorprendersi e dirlo, no? Fa parte del sano diritto ala divulgazione.
Quoto tantissimo il commento di mammasterdam. Io mi sforzo tantissimo per cercare di acquistare prevalentemente i prodotti di stagione, poi è ovvio che con tutto sempre a disposizione nulla mi vieta di trasgredire allegramente la regola, per esempio le zucchine le faccio tutto l’anno, e se voglio mettere patate e fagiolini nel pesto a gennaio, mi compro tranquillamente un mazzetto di fagiolini, ci mancherebbe, lungi da me evocare un ritorno al medioevo.
Però il punto è che un programma divulgativo come questo potrebbe puntare di più sulla stagionalità dei prodotti. Non proporre farfalle alla siciliana a febbraio… (tra l’altro il post è bellissimo, sono morta dal ridere a leggerlo!)
E in ogni caso i pomodori sono proprio a mio avviso il prodotto che più patisce la differenza dovuta alla stagionalità.
Se anche li vedo al supermercato, se la mia scelta etica è di prendere solo ciò che è stagionale, non li compro.
Punto.
Non sono mica obbligata solo perchè mi sorridono invitanti dal bancone del fresco.
Serena, ma…tutto è stagionale. A Natale, in Nuova Zelanda si raccolgono delle succosissime, dolcissime ciliegie, perchè…è la loro stagione. Se in 48 ore arriano qua tu che fai, te ne privi?
Ehhhh, quanto siete musci, voi gastrofighetti (che poi magari nel ristorantone a 48 stelle compongono piatti con ingredienti che vengono da tutto il mondo, e lì ohhhh…ahhhh…che meraviglia).
mi dissocio. per me uno stellone che cucina peperoni in gennaio è un benedetto parodi qualsiasi. e comunque sì: mi privo volentieri delle ciliegie neozelandesi che in 48 ore (ahahahahh AHAHAH) arrivano qui.
48 ore sono troppe? Forse hai ragione, ci mettono meno.
Sei muscia, ma già l’ ho detto
per come funzionano le cose in italia, è più facile che arrivi prima la frutta dalla nuova zelanda che dalla sicilia
esp: non so cosa voglia dire “muscia” ma credo che sopravviverò. personalmente trovo noiosissimi coloro che si arroccano nell’ignoranza e nel chissenefreghismo come se ciò fosse figo. facciamo così: raccogli ciliegie in nuova zelanda, portale ai mercati generali neozelandesi, inzuppale di conservanti, vendile a un import-export, imbarcale, falle volare in italia, portale ai mercati generali, reinzuppale eventualmente di altri conservanti o gommelacche, falle comprare da un fruttivendolo o supermarket, comprale, mangiale: il tempo che è passato dalla raccolta probabilmente è il problema minore. buon appetito
Mscia vuol dire semplicemente “schizzinosa”. Ti ci riconosci?
oh sì, moltissimo: orgogliosamente muscia!
ciliegie con i conservanti? ma dove?
la gommalacca si usa per lucidare le bucce, mai per le ciliegie, piuttosto per i nostri italianissimi agrumi di stagione e km0
miii era un esempio…
caro giuseppe, tra vedere quella roba e comprarla dovrebbe sussistere un minimo filtro intellettivo: quello che induce a lasciarla dove sta, in modo da vederla man mano scomparire. speriamo.
ma questa della stagionalità non sarà un pò troppo una fissazione?
cioè è ovvio che il pomodoro maturato sulla pianta d’estate sarà più buono ma i pomodori che troviamo in vendita al supermercato anche d’estate non rientrano certo in questa categoria, sono comunque pomodori raccolti acerbi e fatti maturare in una scatola in magazzino o su un camion.
dalla sicilia, in serra, arrivano pomodori discreti anche d’inverno.
se dovessimo mangiare solo cose stagionali e locali non potremmo mai mangiare una banana o un ananas, per dire….
sicuramente la stagionalità è un fattore positivo ma da qui a condannare come eretico chi si mangia un pomodorino a febbraio…..mi sembra esagerato.
no, non lo è. informati cosa comporta in termini di costi, inquinamento, pesticidi e via dicendo coltivare massicciamente zucchine e simili in gennaio e poi ne riparliamo.
quindi nessuno potrebbe MAI mangiarsi una banana oppure io che abito in lombardia dovrei mangiare pomodori, tra l’altro abbastanza scadenti, al massimo per un mese all’anno….
si certo, come no….
la stagionalità è un concetto inesistente se non ne localizzi la posizione geografica.
i pomodori sono frutti estivi. si, ok, ma dove? e in che mese?
in sicilia i pomodori sono pronti due mesi prima che in lombardia, tanto per dire….
ok prediligere cibi locali e di stagione, ma cibarsi solo con quelli è pura follia, almeno che non hai la fortuna di vivere in una zona particolarmente ricca.
beh in che mesi i pomodori? Idealmente da giugno a settembre.
Veramente non vedo il problema. Senza contare che il sapore che ha la verdura di stagione è incomparabile.
Certo che una banana ci pui’ scappare, ma per l’appunto, ogni tanto.
UN programma che entra nelle case degli italiani dovrebbe muoversi in questo senso.
Se poi tu sei una delle rare persone cui la peperonata risulta indigesta in estate (ma non in inverno)…
non vedi il problema perchè non lo conosci. se a milano compri un pomodoro a giugno stai comprando un pomodoro che arriva da un camion e da molto lontano, ossia la stessa cosa di quando lo compri a marzo.
la peperonata non mi risulta indigesta ma è come il brasato, d’estate non ho voglia di mangiarla, in inverno si, pensa te.
una banana “ci può scappare, ma ogni tanto” !?!??!!
ma chi l’ha deciso, tu?????
per me qui siamo alla follia pura
Scusami Gianluca, io non sono un radicale del km 0 e della stagionalità per quanto in generale li preferisca.
E’ ovvio quello che tu dici in merito alla localizzazione geografica ma appunto il concetto di stagionalità ha senso solo se legato al concetto di Km 0, o quasi.
Le ciliegie Neo Zelandesi di febbraio sono probabilmente altrettanto buone che le nostre di giugno e altrettanto sane ma per arrivare a casa mia han fatto il giro di mezzo mondo, e nel caso della Nuova Zelanda il concetto non è “per dire”, è letterale. Non condannerò mai nessuno se lo vedo mangiare pomodori freschi in inverno o peperoni ma ammetterai che si può mangiare di meglio che prodotti coltivati in serra o che arrivano dall’altra parte del mondo e maturati nelle cassette.
Per non parlare delle banane, mai mangiata una vera banana, intendo raccolta ieri dall’albero già matura? Quelle che puoi mangiare da noi son buone ma quelle sono un’altra cosa.
Senza contare che i lamponi di chissàdove comprati a gennaio costano più delle fiorentine.
F.to
Uno che adora la peperonata d’inverno.
Le ciliegie Neo Zelandesi di febbraio sono probabilmente altrettanto buone che le nostre di giugno e altrettanto sane ma per arrivare a casa mia han fatto il giro di mezzo mondo,
Le ciliegie si raccolgono a Natale, non a febbraio, e fanno il giro di mezzo mondo in aereo refrigerato. Le ciliegie di giugno che trovi sul mercato al sabato sono state acquistate, quando va bene, al mercoledì, e di frigo ne hanno quattro o cinque giorni minimo. Dov’è il problema?
Il giro di mezzo mondo, il necessario in carburante e il prezzo in euro. Come già detto lo “stagionale” è inequivocabilmente legato al Km 0, altrimenti di che parliamo a fà.
Giacomo, per alcuni paesi il commercio delle banane è l’attività economica principale.
se dovessimo rifiutare il commercio di frutta extra-europeo, rischieremmo di condannare al default alcuni paesi. è giusto anche questo?
La mia spesa non la faccio pensando al default di taluni stati in ogni caso le banane le compro, mi piacciono, ma sò per averle provate che non centrano nulla con quelle “vere”.
Poi come ho già detto prima, non sono un talebano della stagionalità e non mi faccio problemi a comprare qualche prodotto fuori stagione ma giassai quando compri che sono un’altra cosa (e/o che li stai pagando a peso d’oro).
non hai capito.
è ovvio che sia così. ma non vivendo in ecuador, non ho un banano in giardino. per cui o le mangio così, o non le mangio.
e non ci sono oggettivamente motivi per cui non dovrei mangiare banane. capisci perchè a volte il km0 è solo utopia? è ovvio che la frutta di stagione appena colta sia più buona, nessuno sta mettendo in discussione questo, ma sto spostando l’attenzione sul fatto che il km0 spesso non è sostenibile. se abiti nella pianura padanda e dovessi nutrirti solo di km0 praticamente dovresti mangiare solo patate e radicchio tutto l’anno. non ha senso!
Quoto ma…è la Tessa, non la Parodi
La risposta era per Giuseppe
sei innamorato di quella tipa con la bocca di joker, dillo!!!!!
il grosso problema dei pomodori in realtà è la bassa temperatura, non dovrebbero mai scendere sotto i 10 gradi.
solo che in agosto al supermercato troviamo i pomodorini pachino nel banco frigo, così non marciscono e durano di più.
allora che senso ha seguire la stagionalità in quel caso?
io il problema della satgionalita’ in questo articolo lo interpreto in altro modo. non dei pomodori, ma del piatto in se’. “Non la ricetta “Farfalle ai profumi di Sicilia” mentre fuori c’è una candida distesa di neve bianca e il termometro segna -10°”. insomma normalmente d’inverno viene voglia di mangiare altro(o almeno di proporre altro in una trasmissione) , che ne so, una bella zuppa calda.
per non parlare del fatto che qualcuno ha il coraggio di piazzare una in televisione che non ha avuto tempo di fare la spesa (?? primo chissenefrega, secondo in questo caso dovrebbe far parte del tuo lavoro, non come i comuni mortali che dopo otto ore di lavoro devono trovar tempo di farsela)e che viene pagata per assemblare pasta pomodori e peperoni (sott’olio). ma e’ una ricetta?!
Da palermitano doc, questi problemi “oddio, non sono andato a fare la spesa, che cosa cucino oggi” non li capisco proprio. Quando in casa non c’è niente, c’è comunque un pranzo per otto, minimo. E non solo a casa mia, a casa di chiunque, ricco o povero, con moglie casalinga o superimpegnata, a febbraio o ad agosto.
Sul concetto generale di quel che dici concordo, ma sui peperoni no. Essi, i peperoni, sono parte non trascurabile della bagna caoda, piatto non certo da mangiarsi a ferragosto. Bene,non avendoli a disposizione freschi, si usava conservarli per tutto l’ inverno in barili di legno sotto graspo. quindi, a -10 ci stanno, eccome:)
Appunto pero’ d’inverno ci fai la bagnacauda.
Eggià, e se alla ricetta della Tessa aggiungi un pò di panna e aglio, ecco che hai l’ invernale ricetta di farfalle alla bagnacaoda
Io quando “non ho fatto la spesa” e devo mettere su un piatto di pasta faccio: bigoli in salsa (in casa la cipolla e le acciughe sotto sale ce l’ho sempre) oppure la solita noiosa pasta al tonno, un pò rossa, un pò piccante.
Oppure un risotto al parmigiano. E per questi piatti non ci sono stagioni.
Boh. Mi sembra una discussione sull’aria fritta.
E’ un programma TV diretto a un pubblico “generalista” non una gastrofighetteria per specialisti.
Il taglio “lezioso” o falso, di “non aver fatto la spesa” ?
E’ quello che gli autori hanno dato al programma in rapporto al loro target di pubblico. Era “meglio” se esordiva: “uscite ed andate a comprare il sale dele Andre e le lingue di pappagallo, indispensabili per questa favolosa ricetta, che le potete trovare nella bottega equa e solidale che sta a 60 km da casa vostra ?”
Fuori c’è la neve ? Ma il programma è in diretta ? Non mi pare. Magari l’hanno registrato 15 gg fa e fuori facevano 15 gradi.
Pomodori, peperoni ? Quello che si trova nei normali supermercati. Altrimenti si usano i pelati in barattolo (artigianali se uno li sa fare o nelle “buatte” di alluminio).
“Eticamente” il pomodoro in barattolo che comunque è stato trasportato dal luogo di produzione, magari è basato su un semilavorato cinese e che lascia una latta metallica da riciclare (si spera) è più etico del pomodoro di serra ?
Ma è inverno e ci vogliono ricette invernali. E perchè ?
Dovremo nutrirci di verza e costine, polenta e bollito con il cotechino per 3 mesi perchè fuori (forse) c’è la neve ?
NON è che proprio perchè fuori c’è la neve avrebbe voglia di un piatto “solare” ?
Così, giusto per discutere.
io abolirei le farfalle…è un formato di pasta che ho sempre odiato!!!!
Quoto. Lo trovo “tollerabile” solo per le insalate di pasta fredda.
le uniche tollerabili sono le farfalle sfoglia grezza del cav. cocco
Ovvio che ormai si trova di tutto e di più sempre, Sig. Giuseppe, ma non vedo l’interesse di comperare dei pomodori che nin sanno da niente o che vengono da chissà dove, quando in italia, con le verdure di stagione se ne fanno di cose!
E poi, capisco pure che le trasmissioni sono registrate, ma c’è comunque una sgradevole incoerenza tra una ricetta proposta e la temperatura esterna.
Chi ha voglia infatti, di pomodori e peperoni con meno dieci all’esterno?
Questioni di buon senso, insomma.
“Chi ha voglia infatti, di pomodori e peperoni con meno dieci all’esterno?”
io, per esempio
tra l’altro la peperonata in estate è proprio pesante, si mangia più volentieri in inverno.
e un piatto di spaghetti con i pomodorini si mangia volentieri 12 mesi all’anno.
Mettiamola così. Vogliamo veramente sdoganare il fatto che davanti la televisione ci siano dei decelebrati (alcuni dalla febbre) a cui è lecito propinare cose senza senso. Non ha senso come già detto da Barbara C proporre i caldi di profumi di Sicilia quando l’Italia intera è ricoperta dalla Neve, non ha senso non proporre in un programma che ha una linea editoriale (ma ce l’avrà???) piatti e quindi prodotti, totalmente avulsi dalla stagione. E non si stratta di gastrofighettismo è solo buon senso, buona tavola, buona salute, buon tutto. Il resto è cattivo. Punto.
l’unica cosa a non aver senso qui, secondo me, è quello che scrivi tu.
come si fa a chiamare decelebrato una persona che si cucina una pasta con i peperoni sott’olio ???? ma saranno cavoli suoi.
siccome fuori nevica, hai deciso tu per TUTTI cosa devono mangiare in casa loro. fantastico !!!!
torniamo a dare il giusto peso alle cose, se proprio vogliamo parlare di buon senso.
Primo: io volevo spiegare l’interpretazione di stagionale che ho percepito dall’articolo e non affermare che d’inverno non si possono assolutamente toccare pomodori e peperoni. comunque apprezzerei che una trsmissione, o un sito o un blog non propinasse, se vogliamo vederla al contrario, la polenta taragna a ferragosto.
Secondo forse piombino si e’ spiegato male. io direi: probabilmente i produttori di queste trasmissione credono ci siano dei decerebrati dall’altra parte interessati a qualcuno che versa i peperoni sott’olio sullla pasta (dal formato sbagliato). abbiamo tutti verstao il tonno per condire la pasta, ma quando guardo una trasmissione di cucina non mi aspetto certo di trovare qualcuno che mi voglia spiegare come farlo, ma piuttosto qualcuno che mi insegni qualcosa di nuovo e interessante in cucina
hanno venduto milioni di libri e hanno milioni di spettatori.
se fanno così è perché sanno che devono fare così, è un target commerciale non settoriale.
Caro Gianluca,
rileggere la frase incriminata please. Non mi permetterei mai di dare decelebrato alla signorina Tessa Gelisio, nè a chiunque faccia il suo mestiere, ma mi riferivo achi sta davanti alla televisione (non dentro, non dietro) che in particolare nel post di Maurizio viene definito il Target di quella trasmissione a cui è lecito ammansire la prima cosa che capita perchè tanto…
Sicuramente io mi sono spiegata male. E love&peace cibo libero per tutti.
Beh. Il target della trasmissione è quell’italiano/a medio/a che sa bollire l’acqua e poco più e che cerca idee per cavarsela con il pasto quotidiano.
Questo è un sito frequentato da “cultori della materia” che sono bravissimi ai fornelli ovvero che sono bravissimi a scegliere il posto migliore dove mangiare e/o fare la spesa.
Diciamo un 5% max 10% della popolazione ?
Il resto che dovrebbe fare ? McDonald e Quattro salti ?
Tra l’altro, di solito ai bambini si insegnano le lettere, poi le parole, poi a leggere le storie illustrate. Se hanno interesse arrivano fino a Dante. Ma non è che si parte dal Sommo …
Ma ci sono ben altre trasmissioni che fanno cucina in TV. Vabbè. Queste sono nazionalpopolari, ma tra Clerici, Parodi e Gelisio, qualche cosa di buono “il dummy” riesce a metterlo in tavola. O no ?
Si dice “deceRebrato”: cerebrum = cervelo
Decelebrata può essere Ruby, magari
Decerebrato. Ammannire.
Ma due bigoli con le sarde no?
Du spaghetti aio e oio fatti come Dio comanda?
O una bella pasta cacio e pepe?
A me le verdure sottolio mi mettono una tristezza infinita addosso.
più che tristi le trovo aberranti utilizzate così….
elisa
Non ho capito cosa ci sia di sbagliato nell’avere peperoni sott’olio in dispensa.
D’inverno, per esempio, li stendi in un teglietta, li condisci con capperi dissalati, olive, aglio e origano. Li spolverizzi di pangrattato e pecorino e li passi 5 minuti al gratin.
Gastrofighettare vuol dire non dover mai dire “Mi dispiace (questa ricetta non la conoscevo)”. [cit.]
Questa sarebbe stata una ricetta molto intelligente al posto della pasta sopra proposta. Altrattanto semplice ma pare un’idea deliziosa. quindi Riccardo il tuo commento che si puo’ proporre buona cucina per dummy (per rispondere a Maurizio)
Barbara C adesso tu mi devi spiegare perchè i peperoni sott’olio gratinati si, nella pasta no.
ti giuro, non c’arrivo.
o forse tutto il problema si riduce a due pomodorini?
Le ricette della Gelisio comunque sono mediamente più interessanti di quelle che faceva la Parodi.
quoto
L’ho vista rassodare delle uova, tagliarle, svuotarle e ri-riempirle con il tuorlo schiacciato e mischiato a burro,riaccoppiarle, passarle nella farina, nell’uovo, nel pangrattato e …friggerle.
In apertura diceva “mi raccomando, le uova fanno male al fegato, mangiatene non più di due a settimana”.
un pò meglio della parodi significa che comunque siamo ancora molto lontano dalla sufficienza, sia chiaro
Quella ricetta di uova si chiama “uovo in carrozza” e, con alcune varianti, fa parte del patrimonio culinario calabrese. La nonna materna di mio cugino le prepara il giorno di Santo Stefano e io me ne scofano almeno 3-4. Una goduria.
Niente contro la ricetta…ma che mi venga a dire che non dobbiamo mangiarne più di due a settimana, mentre frigge un uovosodo. E’ lì che mi vien da dire…
Ehehe una tantum.
La questione delle stagioni è oramai una fighettata. Grazie a tanti anni di ricerche su agricoltura biologia e biodinamica si riescono a superare tranquillamente le stagionalità con prodotti buoni, sani ed ecosostenibili.
I peperoni poi sono sott’olio, quindi perchè non in inverno?
Ma perchè i gastrofighetti sono musci, ça va sansi dire
beh , due anni fa in valle d’aosta, credo fosse ferragosto o giù di lì , in una di quelle feste di piazza proponevano la cassoeula o come cavolo si scrive , quindi verza ( in pieno agosto !!! ), salciccia , puntine e chissà cos’altro , alla faccia della stagionalità , c’era pure la polenta di contorno , per non farsi troppo male
Mio papà a luglio di qualche anno fa, a casa da solo con moglie al mare, temperatura esterna 35 gradi umidi, chiese a mia nonna di preparargli un “bel risotto con l’ossobuco”. E il bello è che mia nonna glielo cucinò pure
Adesso vi stendo: qualche estate fa, a Tautevel, con 41 all’ ombra non riuscii a fare a meno, dopo abbondante antipasto di charcuterie varie, di “degustare”
una cassoulet con tanto di cuisse de canard confit.
Il tutto accompagnato da due bocce due di Blanquette de Limolux al gelo. Ricordo benissimo che i sei metri che separavano l’ uscita del ristorante dalla macchina, sotto il sole delle 14,30, li ho percorsi indossando una tuta da palombaro.
Come sono arrivato a “casa”, 90 km da lì, è il 4° mistero di fattipiùinlà…
Sono passato fra gli scomparti di un super,oggi.
Mi è apparso un barattolo di peperoni grigliati.
Stavo per prenderlo.Poi mi sono venuti in mente
tutti questi messaggi.E ho proseguito…
“Muscia” è un termine genovese intraducibile che identifica quelle persone sazie e quindi un po’ difficili a cui non piace nulla
Schizzinosa lo tradurei “muschin-a”
Gran cosa la conoscenza delle LINGUE
E che dire della Parodi che oggi, mercoledi delle ceneri, giorno di magro per i cristiani, va a proprorti un bel bollito misto con tanto di lingua? e salse fatte in casa?
Si sarà rivolta agli ambrosiani, che oggi non fanno digiuno.
che si fa oggi? Digiuno?
rimpiango la Parodi che cucinava su tacchi a spillo 15 cm e metteva quel suo ditino prima nel piatto e poi in bocca -_-