di | mar 13 dic 2011 ore 11:34
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Gente del fud: 7°episodio: cose che non avremmo mai voluto mangiare ma abbiamo dovuto


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Per quelli all’epoca sforniti di salvalavita pischelli ecco l’occasione di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Parlo delle cose che non avremmo mai voluto mangiare ma abbiamo dovuto, costretti dai nostri premurosi genitori. Intanto, benvenuti al 7° episodio di Gente del Fud, la serie web dedicata ai prodotti tipici e realizzata con l’irreale sito omonimo.

Nel video parliamo di frutta con Lydia Capasso, autrice del blog Tzatziki a colazione, e con Pietro e Francesca di Singerfood. Lydia si fa ambasciatrice della pera Mastantuono, piccola, dalla forma irregolare, gialla, profumatissima, coltivata nelle province di Avellino, Salerno e Napoli. Pietro e Francesca, invece, esorcizzano la loro ossessione per la Mela Cotogna.

Mi spiego: pare che a S.Vito dei Normanni (BR), città natale dei nostri blogger, se non coltivi intere piantagioni di mele cotogne non sei nessuno. L’infanzia difficile ha portato in sorte ai due ragazzi scorpacciate del diffuso frutto, la scheda scritta per Gente del Fud, ne sono convinta, è servita a superare lo shock.

Cielo! Questa triste storia mi ha fatto ripensare al cibo odiato da bambina che ero costretta a mangiare perché: mangia-che-ti-fa-bene.

Alla frutta spettava il primo posto: tranne l’uva (primi segni della futura passione per il vino) e le fragole, il resto era l’incubo di fine pasto da evitare con ogni scusa possibile. Anche le verdure all’agro come spinaci ed erbette si divertivano a torturare il mio palato bambino e così fino all’avvento del salto in padella. Con alcuni formaggi, quelli puzzolenti, era guerra aperta tra me e mio padre. Il fegato lo davo al gatto. Il cervello al cane e le rape, non me ne vogliano gli amanti del pallido vegetale, le barattavo con le patate ogni volta che potevo.

Ce n’erano anche altri, ma sono le vostre storie che mi interessano. Orsù sfogatevi: quali cibi eravate costretti a mangiare? Inclusi ovviamente quelli che, crescendo, avete imparato ad amare. A voi la palla.

LA SERIE WEB GENTE DEL FUD.
Gente del Fud 6° episodio: la vita è quello che faccio mentre non mantengo la promessa di mangiare meno carne.
Gente del Fud 6° episodio: la vita è quello che faccio mentre non mantengo la promessa di mangiare meno carne.
Gente del Fud 5° episodio: fondiamo una nuova religione basata sul formaggio?
Gente del Fud 4° episodio: Pasta che scalda, consola, gratifica.
Gente del Fud 3° episodio: Si fa presto a dire pesce.
Gente del Fud 2° episodio: chi ha paura delle spezie?
Gente del Fud 1° episodio: carni e salumi per cui garbatamente salivate.

[Crediti | Video: riprese e montaggio: Lorenza Fumelli e Federico Mercuri]

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65 commenti a Gente del fud: 7°episodio: cose che non avremmo mai voluto mangiare ma abbiamo dovuto

  1. sanguinaccio. il boudin francese, sangue rappreso. trovarlo, ora, e farlo con cipolle…

  2. La trota al burro che detesto anche oggi. Fegato e cervella (ripugnanti). Il formaggino, soprattutto il formaggino nella minestrina, con quelle goccioline di grasso bianco che galleggiavano nel brodino. E ancor prima gli omogeneizzati non di frutta che sputavo allegramente, mi dicono. Strongly opinionated già da infante.

  3. avatar Matilde

    La Catalogna bollita!!!

    mai ai miei figli, giuro.

  4. Il prezzemolo! Erano i mitici anni ’90, me lo trovavo in ogni piatto e tutti a dire che dava sapore.

    Lo odio ancora con tutto il mio stomaco/cuore/cervello!

  5. avatar gianluca

    il lesso, ossia la carne che si recuperava dopo aver fatto il brodo, si tagliava a fette, stopposa e fibrosa come nient’altro al mondo, si serviva con la maionese………che schifo !!!

  6. avatar Rosmarie Ferlito

    Ciao a tutti,
    in verità ero una bambina di facile gestione. Come si dice in siciliano, “mi calavo a Cristo con tutta la croce” (quasi tutte le interiora, insalate, verdure, legumi e formaggi puzzolenti compresi). L’unica cosa che non riuscivo a mangiare era ed è tutt’ora: il fegato. rosa78

  7. Sottilette… ahimè… nella minestrina (fatta rigorosamente con il brodo di dado), nel risotto, sul petto di pollo, sulla fettina di manzo… Quando andava bene erano formaggini Tigre o Mio.
    E poi… la “Supa poareta”, ovverosia “zuppa poveretta” per i non veneti, a base di aglio soffritto e bruciato (altrimenti non veniva bene), acqua, sale, pane vecchio e uova.
    A scriverne adesso mi domando come faccio ad essere ancora viva.

    • avatar martina

      …anch’io questa minestra la odiavo. A casa mia si chiamava “panadea”. Poi odiavo al punto di piangere quando li vedevo, i carciofi , che adesso mangio crudi e cotti,i porri che mia mamma faceva gratinati, e tutta la verdura cotta.

  8. avatar Esp

    Gli gnocchi alla romana. Son cinquant’ anni che non li mangio, e non li mangerò MAI, i bastardi.

  9. avatar Emanuela

    Il fegato.
    Narrano le cronache che mia madre, dolce come l’olio di ricino e dai metodi degni del periodo che il prodotto poc’anzi citato ci ricorda, mi ha ripresentato per TRE volte (pranzo, cena, pranzo) la stessa fetta di fegato riscaldata, che alla fine ho dovuto mandare giù, perchè purtroppo tra la fame e i lacrimoni+orgoglio ferito vince la prima.

    Ora lo adoro e quando lo trovo nella mia spesa bio parto con il fegato alla veneta con un entusiasmo incredibile, ma allora…

  10. …l’infanzia di Pietro segnata dalla Mela Cotogna e la mia anche dalle carote rosse, ma esorcizziamo un alimento per volta! :)

    Grazie a Lorenza per questi momenti di ilarità e per la simpatia, siamo addirittura più Pinco Panco/Panco Pinco di quanto ricordassi!

    Firmato, Marge Simpson :)

  11. avatar Emanuela

    Invece il gorgonzola lo odiavo allora e lo detesto ancora, nonostante più tentativi di assaggiarlo…semplicemente mi provoca conati.

    • avatar Nicola

      il gorgonzola non lo sopportavo da piccolo e lo adoro ora. Purtroppo il mio probelma era con l’insalata: certe lotte…

    • ..magari poter soffrire, almeno per un breve periodo, di questa repulsione: il mio colesterolo ringrazierebbe!!

    • avatar lanzo

      @ Emanuela
      Il gorgonzola e simili (sia inglesi o francesi, blue cheese, Roquefort) non sono tra i miei formaggi preferiti, in quanto accosto sempre il formaggio al vino, in Francia a fine pasto si dice o diceva: Porta un po’ di vino, cosi finiamo il formaggio e porta un po’ di formaggio, cosi’ finiamo il vino.
      Con il Gorgonzola non sono mai riuscito a trovare un vino compatibile, all’opposto un taleggio con un dolcetto sono una cosa sublime.

  12. avatar Elisabetta

    I fagioli ed i piselli e poi pure le fave cotte.
    Ore e ore davanti al piatto ormai gelido mentre il tempo trascorreva e mio fratello già iniziava a fare merenda.

    Una bambina traumatizzata.

  13. avatar Manila

    buooooone le cotogne, soprattutto in cotognata… magari che diviene ingrediente di una birra artigianale ;) ))
    vabbé…so pugliese…

  14. Avevo fatto i complimenti a Lorenza e Federico e VOGLIO rifarli perche’ se lo meritano!
    Il prodotto che odiavo da piccolo e che ancora ora mi crea enormi problemi e’ il RISO. La mia indole di fanciullo pastarolo e di adulto pastaio mi hanno sempre portato a considerarlo una punizione perche’ non mi da soddisfazione. Credo ci sia un motivo anche psicologico perche’ tutta la mia carriera scolastica e’ stata segnata dal tentativo di evitare di andare a scuola e se da grandicello avevo scoperto come saltarla da me da bambino la scusa classica era il mal di pancia, che mia mamma puniva con il riso… :-D

  15. boh….io mangiavo tutto! Soprattutto le verdure! che ne so…non ricordo di cibi che odiavo!:D
    forti i ragazzi!!!

  16. avatar Manila

    comunque io sono onnivora :) ))

  17. Negli anni 70 s’era diffusa questa leggenda metropolitana secondo la quale il fegato, una volta a settimana, faceva bene. Obbligato a mangiare – il famigerato mercoledì sera – il fegato al burro o il fegato alla veneziana o altre schifosissime fagatate. Oggi mangio quasi tutto. Anche cervella e foie-gras. Ma il fegato di vitello e maiale non lo reggo proprio.

  18. Il sanguinaccio in primis….hanno provato anche a mascherarlo nel barattolo della nutella integro! Ma io li ho fregati e poi la pasta e patate…..sentivo la sua puzza da fuori alla porta, adesso ne vado matta….

  19. Le barbabietole.. ancora ora il loro odore terroso mi dà i brividi, ma almeno riesco a mangiarle se mascherate (per esempio in una salsina a base di barbabietole e rafano per le carni).
    Per il resto, ero (e sono) il proverbiale “cesso”.. sempre ingurgitato di tutto, verdure, interiora e formaggi puzzoni compresi.

    Uh, uh! C’è una cosa che non mangio assolutamente, per problemi di consistenza, e non di sapore (idem per altre cibarie “mollicce”).. le ostriche, ebbene sì!

  20. Fortunatamente le cose che non avrei voluto mangiare non le ho mai mangiate e vi garantisco che a Palermo potrebbero essere tante le cose che si evitano volentieri. Faccio un elenco?

    - quarume
    - frittola
    - musso
    - stigghiola
    - carcagnola
    - sagnunazzu
    - babaluci

    e mi fermo qui perchè è ora di pranzo :D Non sono parolacce, ma very street fud! (per la traduzione non usare il google translator, non funge :D )

  21. Odiavo: il fegato, quasi tutta la frutta invernale, i cavolfiori, le bietole, le zucchine, i cachi, l’aceto, i kiwi.
    Non sono come sono arrivata sana a 31 anni, insomma.

  22. a me non mi costringevano a mangiare nulla da piccola anche perché mi piaceva tutto…la mela cotogna l’ho affrontata e conosciuta da poco risolta subito in una bella marmellata, crostata e cotognata. Mi piace anche questa che dire….mi devo mettere a dieta!

  23. avatar Rik

    ODIAVO:

    - verdure, specialmente finocchi e carote rigorosamente lessati.. BLAH!!!!
    - il parmigiano, che il mi babbo tentava di nasconderlo nella minestra ma si dimenticava sempre le briciole fuori dal piatto e lo sgamavo sempre
    - i minestroni, di tutte le razze e consistenze
    - il pane… non mangiavo mai pane.. poi inizia con pane, vino e zucchero per merenda…
    - il gelato finto, che la mi mamma mi preparava grattando una mela e spacciandomelo (ero piccolo) per gelato :)
    e poi tutte le santissime sere, prima di andare a letto, una pasticca di fluoro per i denti al sapore di amarena…

    ADESSO mi piace tutto, mangio di tutto (cervella,intestini, formaggi, verdure, minestroni ecc.ecc) ma continuo….
    ad ODIARE l’AMARENA

  24. L’uvetta!!!! la odio nel panettone, la odio nei dolci,la odio nella scarola ma più di ogni altra cosa la odiavo da bambina nelle polpette della domenica!!!!

  25. avatar Alessandro

    Il melone. Secondo me, sa di sudore.

  26. Oggi, guarda caso, ho pubblicato la ricetta della cotognata! :-) ))
    E a pensarci bene, a parte il fegato, non mangiavo formaggini vari (si appiccicavano al palato), il miglio, la maionese, la senape… però amavo pepe e paprica!
    Al giorno d’oggi mangio tutto, ma non sopporto la liquirizia ( meno male che da noi non c’era!!!), non mangio volentieri miglio, semi di sesamo e non bevo birra. Basta. Per il resto … sono onnivora!

  27. …e anche il cavolfiore!!!! mamma mia che incubo quella minestra giallognola con dentro i ciuffetti bianchi galleggianti!!!! mi sento male solo al ricordo!!!!!!

    • avatar lanzo

      Forse cavolfiori e broccoli. Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia romana ove – incredibile ma vero – non erano amati: sfinteri, budella (vedi paiata}, fegati (ripassati in padella, alla veneziana), fegatini, fegatelli, rigaglie, sanguinacci, rognoni, testicoli, cervekki, milze, testine di abbacchio (un cranio di una pecora spaccato in due per la lunghezza e cotto non so neanche come) carne di cavallo: bellissime fettine che sembravano manzo, ma il sapore era di un dolciastro non piacevole e conpagnia bella.
      Nessun problema con la cacciagione (pernici, lepre, cinghiale e fagiani – che poi sono dei polli ruspanti con delle belle piume.
      La famigerata lingua, che stranamente, pur essendo un muscolo, se non e’ ben preparata e cucinata – non so perche’ – ha un sapore abbastanza disgustoso, ma una lingua ben preparata con salsa verde on top, me la pappo.
      Il problema era quando si era invitati e ti presentavano le fettuccine fatte in casa con le rigaglie di pollo, ti toccava deglutire e mandare giu’ con bicchieroni d’acqua, sperando di non vomitare a la Bush senior durante il banchetto in Cina ?
      Adesso i cavolfiori e broccoli li mangio volentieri, il resto di cui sopra, ancora no.

      • Siiii…che mi hai fatto ricordare!!! la carne di cavallo!!! blahhhhhhhhhh!!! Mi obbligavano a mangiarla con la forza (oggi con la forza dovrebbero obbligarmi a non mangiare!!!! :-P )

  28. La fettina.e.il fegato..bleah…

  29. avatar Esp

    Ahhh..da bambino piccolo mi costringevano a mangiare l’ Ovomaltina. Bhe, ancora adesso non riesco a bere le birre “maltate”, tipo Loewenbrau…

  30. avatar Me Medesimo

    La patate lesse condite solo con l’aceto, che mi davano al refettorio dell’asilo. Sono passati quasi quarant’anni e ancora sento la puzza e inorridisco al ricordo del sapore. Che il cielo li strafulmini quei maledetti pulciari!!!
    La bieta lessa, che solo a guardarla nel piatto smunta e sciacquettosa mi veniva più tristezza che a sentire la favola della piccola fiammiferaia. Mamma, se stai leggendo queste righe, ti prego dimmi: ma cosa ti costava ripassarla velocemente in padella con due pomodirini? Probabilmente a quel tempo non l’avrei mangiata lo stesso, ma almeno a vederla sarebbe stata meno triste!
    E, per finire, tutte le cose cucinate male che per educazione sono stato costretto a mangiare in quanto ospite (quanti bicchieri d’acqua per mandarle giù…)

  31. mmm…non ho potuto fare a meno di richiamare alla memoria la marmellata di patate dolci e quella di pomodori verdi. Mia mamma diceva che erano buonissime – le faceva lei, come poteva essere altrimenti- ma io le detestavo. A distanza di anni, annissimi, non so cosa darei per gustarmi uno di quei vasetti e combinare quei sapori nella mia cucina assecondando la mia fantasia. E alla fine, torniamo sempre all’infanzia…

  32. Se dovessi fare una scheda su ogni cosa che non volevo mangiare da piccola e che la mamma mi obbligava a mangiare solo per esorcizzarlo, starei fresca!!! Avrei da scrivere per un anno, una
    scheda al giorno!!! Non mi piaceva niente di tutto ciò che era salato! :-) Simo

  33. da bambina in casa si cuoceva baccalà e pesce bianco. tanto baccalà e tanto pesce sciapo! baccalà e maionese, pesce bianco e maionese. insieme al cardo ripassato erano le cose che mi obbligavano a mangiare e mi nascondevano prosciutto e cioccolata.

  34. le cozze che i miei ogni weekend comporavano a sacchi da venti chili per i vari amici montagnardi che venivano a trovarci al mare. A 6 anni ne aprii una per vedere com’ erano dentro e smisi di mangiarle fino ai 12 anni. Da allora non ho più smesso.

  35. Nulla. Perché ho sempre avuto un ottimo appetito e mia mamma ha sempre cucinato molto bene!

  36. Le mele cotogne anche a me ricordano immediatamente i miei cugini in puglia e le confetture che faceva la zia, si vede che è una prerogativa della zona.. a parte ciò i ragazzi “singer food” devono creare un duo, sono spassosissimi!
    per quello che mi riguarda il mio cibo forzato che non mi piaceva erano i radicchi di campo, raccolti nelle campagne emiliane dicevano sempre “fanno bene la sangue!” cosa voleva dire poi non lo so ancora oggi.. qui in città non li mangio più ma quando torno a casa in campagna dalla mia famiglia a volte ricompaiono sulla tavola, sono amari ma mi ricordano l’infanzia.

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