di | mar 20 dic 2011 ore 12:39
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Gente del Fud 9° episodio | La frase d’amore più bella è chiedere: hai mangiato il pane?


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Nono e penultimo episodio di Gente del Fud, la serie web rivolta ai prodotti tipici che Dissapore ha prodotto con l’avveniristico sito omonimo. Oggi iniziamo da un indovinello: qual è, per definizione, il prodotto tipico nazionale? Il più caldo, familiare, antico e consolante? Facile, la risposta è il pane.

Si trova in ogni casa, da Nord a Sud dello stivale, e in centinaia di tipologie diverse: pani, panelle, piadine, pagnotte. Di grano duro, integrale, di segale, sciapo. E ancora di Altamura, di Matera, di Lariano, di Terni e via così per un paio d’ore almeno.

Nel video di oggi, le foodblogger Manila Benedetto e Valentina Prato ci parlano di due pani in particolare: quello DOP di Altamura e il Mini Bauern Schüttelbrot, tipico prodotto del Südtirol. Manila, autrice del blog Salsamentarius, racconta di come la mamma calmasse i suoi capricci infantili con pezzi di pane di Altamura da succhiare tipo ciuccio, mentre la bionda Valentina del blog My taste for food sceglie piccoli pani croccanti che rievocano la sua infanzia tra le montagne del Trentino.

Ad affascinarmi del pane è l’aspetto culturale. Pur essendo da millenni un simbolo di alimentazione è ancora rispettato e sempre in grado di affascinare nuove generazioni di panificatori. Anche il mio rapporto con il pane è condizionato da alcuni piccoli rituali non così frequenti in una casa modera e laica, per non dire atea. Ad esempio:

– Il pane non va mai rovesciato perché porta sfortuna.
– Va adeguatamente conservato, meglio se in un torcione da cucina pulito e leggermente infarinato.
– Guai a strapparne via un pezzo senza averlo rispettosamente tagliato.
– Quello avanzato non si butta per nessuna ragione.
– E’ severamente vietato giocherellare con il pane a tavola.

Sono curiosa: avete anche voi rituali misteriosi legati al consumo del pane? E a casa vostra, per il riciclo del pane avanzato, quali sono le ricette più gettonate? Infine una confessione: io mangerei solo pane sciapo.

[Crediti | Video: riprese e montaggio: Lorenza Fumelli e Federico Mercuri]

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33 commenti a Gente del Fud 9° episodio | La frase d’amore più bella è chiedere: hai mangiato il pane?

  1. Mia nonna mi aveva insegnato a mangiare il pane più vecchio affettandolo e spremendoci sopra succo di arancia. Poi, vabbè, in Campania esiste il pane di grano duro in forma di biscotto duro, che è il pane un po’ vecchio cotto in forno: viene mangiato rigenerandolo nell’acqua.
    Nessun rito col pane, anche perché – orrore – non lo mangio quasi mai. Diciamo che il suo consumo è diminuito man mano che salivo verso il nord, con la tappa traumatica di Bologna dove l’ho evitato con tutto il cuore :P
    Mi salva il pistoccu, ossia il pane sardo tipo carasau ma più spesso, e lo mangio spesso guttiau, ossia con olio e sale e grillato al forno.

  2. avatar Giuseppe

    Prima la mollica (a mò di escavatore /talpa), poi il resto.
    La gente di solito mi guarda inorridita…

  3. il pane finisce con l’essere una malattia! se c’è pane finisco con il non mangiare nient’altro. Adoro il toscano, il comune e il ferrarese. E la piadina vabbè! Come te mai capovolto, mai buttato. Il comune lo faccio invecchiare apposta per i passatelli, con i “grugnini” ferraresi faccio spuntini al prosciutto o li immergo nella marmellata. Mangio briciole. Cioè, taglio le fette, le metto in tavola e io mi faccio scorpacciate di tutte le briciole rimaste, ma non solo a casa mia. Sono arrivata a elemosinarle a una sagra…posso portare a casa le briciole?

  4. 1) una tavola senza pane non e’ buona ne’ per il pranzo ne’ per la cena. il pane DEVE esserci.
    2) anche a casa mia (notoriamente poco propensa ai riti religiosi) non si mette il pane al contrario
    3) il pane non si butta, come cerchiamo di non fare con niente, non per questioni religiose ma per cultura. si fa al forno come crostino o bruschetta, si conserva per le polpette, si fa il pangrattato
    4) i bambini dai 3 mesi hanno il pezzo di pane (senza mollica) in mano. meglio del ciuccio…
    5) con il pane si mangia tutto, anche e soprattutto la pasta!

    Sono un patito dei prodotti da forno e in ogni posto dove sono stato ho cercato il pane per capire la cultura, con somma sofferenza per l’assenza nell’estremo oriente… Poi tornato a casa il palatone di pane cafone napoletano cotto a fascine resta il mio preferito.

    Il pane e’ il mio culto assoluto, ancora piu’ della pasta.

  5. Anche noi affezionatissimi al Pane d’Altamura! :)

    Ma… l’espressione da golose?!?! Eh! Eh! =)

    Un abbraccio, ragazzi!

  6. Io con il pane raffermo ci preparo la frittata. I miei figli ne vanno matti.

  7. Da piccola inappetente cronica, prima di iniziare ad amare il cibo come ora, finivo con il mangiare solo pane. Mi piaceva moltissimo il profumo che usciva dal panificio quando andavo a scuola e l’appannarsi delle lenti quando entravo nel negozio per acquistare quello che sarebbe diventata poi la merenda di metà mattinata.
    Nel Veneto, come in tutte le regioni, le ricette riciclone che hanno il pane vecchio come ingrediente principale si sprecano.
    Quella alla quale sono più affezionata risale alla scorsa estate: seguivo la cucina dello Sherwood Festival e la tour manager di Vinicio Capossela mi anticipò che l’artista avrebbe gradito un dolce nel menù. Erano giornate caldissime e alle 10 del mattino c’erano già 36° in cucina. E sinceramente non avevo voglia di andare a preparare i semifreddi in cella frigorifera. Per cui misi 2 kg di pane vecchio in ammollo con latte crudo e panna per un’intera notte. Il mattino dopo aggiunsi a “naso” zucchero di canna, stecca di vaniglia, uova bio e chiusi con fragole fresche e foglie di menta. Utilizzai 3 padelle in alluminio a mo’ di tortiera e via in forno. Servite con un po’ di zucchero a velo e una coulisse di fragoline di bosco 2 torte sparirono dalla cucina e la terza partì in torneè ;)

    • “misi 2 kg di pane vecchio in ammollo con latte crudo e panna per un’intera notte.”

      Agli scriteriati che vogliano seguire pedissequamente quanto sopra, senza frapporre le misure igieniche del caso, diciamo: benvenuto caro campylobacter! Fate quel che vi pare, ma fatelo “sapendolo”.

  8. Il pane…..eh non ditelo a una celiaca,perché per quanto ci si sforzi il pane, quello vero, quello glutinoso non si riesce a ricreare perfettamente.
    Io impasto e impasto,solo per il puro piacere di impastare…

  9. avatar Nicola

    I crostini di pane fritti in qualsiasi tipo di zuppa non è un ripiego o un riciclo: è religione

  10. avatar Fujiko

    Pane.
    Alimento semplice per eccellenza.
    Pane.
    Calore umano fatto cibo.
    Pane.
    Simbolo divino e insieme umano.
    Pane.
    Dal povero al ricco : cibo per tutti.
    Pane .
    Lo trovi nel piccolo forno a legna del paesino sperduto e nel supermercato a piani della metropoli.
    Pane.
    Poesia di ieri e di domani.
    Ma per un celiaco è questo e anche di più. Il pane è un ossessione…è un bisogno…è una trasgressione.
    Il pane ti passa tra le mani quando lo compri alla bottega, quando lo metti a tavola, quando lo tagli e lo spalmi per preparare la merenda ai tuoi figli…ma tu non lo puoi mangiare, assaporare, sgranocchiare. Ogni tanto la trasgressione…lo addenti con disinvoltura, come se fosse una cosa normale…tra una spalmata di nutella e l’altra…e intanto le tue papille gustative stanno godendo di quel morso, di quell’attimo che cerchi di prolungare all’infinito.
    Di tutte le cose che non posso più mangiare è questa quella che mi manca di più.

  11. per me il pane occupa il primo posto assoluto nella lista dei cibi da gustare e rispettare. Al pane non rinuncio mai, lo faccio anche in casa e cerco di comprare solo il pane fatto con con tutti i crismi, e senza “miglioratori” che sono legali ma rendono il pane un pezzetto di legno già dopo poche ore averlo acquistato. Rituali particolari non ne ho, tranne di tenerlo bello al caldo con una copertina in fase di lievitazione. Insomma lo coccolo.

  12. Il mio alimento preferito…il pane…gioia e dolore per la mia panza…ne mangerei quintali. Adoro quello rustico del mio paese, cotto al forno, con la mollica consistente per accogliere un bel sugo corposo (la mitica scarpetta) e quando è vecchiotto diventa l’ingrediente delle buone polpette di mia mamma!…Da piccola (e da media e da grande e lo farò da vecchia) rubavo il culetto al filone…anzi i due culetti, ovvero le estremità, non posso resistere a quella croccantezza. Mio padre diventava matto quando scopriva il fattaccio e giù con la predica che non si fa…perchè è peccato….adesso invece (da quando gli ho impacchettato il nipotino) me li spezza lui i culetti :-)
    Ora vivo a Milano e il pane lo faccio da me, rigorosamente con lievito naturale e maturazione leeentaaaa……che buono!

  13. Il pane ha un fascino speciale ed è il mio primo “ricordo culinario”; aiutavo mia nonna ad impastarlo quand’ero bambina. Lei custodiva il lievito come un tesoro, era il nostro “sacro rito”.
    Ora al ristorante lo preparo io, ogni giorno: bianco e condito, perchè il pane è parte del pasto esalta e accompagna i sapori.
    E se avanza? Subito in forno per panature aromatiche e profumate o nel latte per morbide e golose polpette…’na figata!

  14. avatar Manila

    uuuuh, che faccia che ho.

  15. ma per me la scarpetta è una delle cose più goduriose della terra!!!!! Poi c’è la torta di pane di Montersino, e crostini e brucschette varie anche per noi!

  16. ah…i canederliiiiiiiiiiiiii!

  17. avatar architorture

    “hai mangiato il pane?” = mia madre che mi cazzea perché ho ceduto agli zuccheri.

  18. Mia madre fa il pane fresco ogni due giorni, è un rito fondamentale.

    Il pane non si butta mai! Si fa ammorbidire nel latte, aggiungi basilico sale e pepe, cubetti di scamorza affumicata e con il delizioso intruglio imbottisci delle fettine di carpaccio di manzo. Fai saltare gli involtini per cinque minuti in una padella con poco olio e poi mangi in numero minimo di venti.

    Oppure vai di polpette di pane! Magari condite con passata di pomodoro così alla fine fai la scarpetta! I carboidrati non sono mai troppi.

  19. Mi piace fare il pane, uso il lievito madre che pazientemente rinfresco ogni settimana! Con quello avanzato, si fa a fette, si bagna nel latte,si dora in un tegame con del burro, si spolvera di zucchero e cannella oppure, in versione salata, dopo averlo bagnato nel latte si mette in un tegame con un giro d’olio e si versa qualche uovo sbattuto, formaggio, erbette e pepe.
    E poi sua maestà la torta di pane alla maniera ticinese (se v’interessa, la foto la trovate sul blog):
    1litro di latte
    300g di pane raffermo
    dai 2 ai 4 cucchiai di cacao in polvere (dipende dai gusti)
    130 – 150 g di zucchero
    1 uovo
    1 limone sia buccia che succo
    150g di uvetta
    6-7 amaretti (sono quelli che danno lo sprint alla torta)
    un bicchierino di grappa (facoltativo)
    50g di pinoli
    semi di mezzo baccello di vaniglia o una bustina di vanillina
    burro per la teglia

    Scaldare il latte e versarlo sul pane fatto a pezzetti, aggiungere i semini della vaniglia. Lasciare riposare un po’, anche una notte. A questo punto cominciare a schiacciare servendosi o di una forchetta, di uno schiacciapatate o delle semplici mani. Dopo che si è ridotto tutto a pappetta, aggiungere il cacao, gli amaretti sbriciolati, l’uvetta ammollata, la buccia grattugiata e il succo del limone, lo zucchero, e l’uovo con un pizzico di sale. Imburrare una teglia (26 di diametro) versarvi l’impasto e cospargere la superficie con i pinoli. Mettere in forno preriscaldato a 150 °C per 2 ore -2 ore e un quarto. Controllare cottura con lama coltello.
    La riuscita della torta dipende dalla cottura a fuoco basso e per un tempo lungo!
    Una volta raffreddata cospargete di zucchero a velo!

  20. 1) Se cade a terra un pezzo di pane, si scuote e si bacia, ma non si butta
    2) non si infilza con il coltello
    3) non si lascia capovolto
    4) se si è costretti a buttarlo per qualche motivo prima si bacia
    5) se ne fanno polpette, frittate, crostini, e, se duro, si ammolla in acqua ‘conzata’ o con panna calda e zucchero.
    6) si prepara aspettando che torni qualcuno per far sentire il profumo di casa.

  21. avatar Monia

    Quando avanza un pezzetto di pane, prima di buttarlo via gli do un bacino.

  22. avatar Viola

    non lo butto mai…. lo faccio seccare e lo gratuggio per impanare, ma buttare il pane è una cosa che mi da veramente fastidio

  23. avatar Lorenza Fumelli

    E cmq, che ci crediate o no, io ho provato spesso a fare il pane fatto in casa. Ci vuole molta tecnica e possibilimente un corso da Gabriele Bonci o da Roscioli. A volte è venuto bene, altre meno, ma la soddisfazione di farlo da sola non ha eguali.

    Inoltre, resiste molto molto molto di più di quello che compri, almeno nel 90 per cento dei forni romani, per non parlare di quello dei super.

    L

  24. Mia mamma è pugliese di Altamura e nonostante io sia siciliana sono follemente innamorata del pane di Altamura!!! ma ne esistono di più buoni??

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