Il ritorno del chinotto o il chinotto di ritorno?


Il post di Dissapore sulla degustazione comparata di chinotti e la copertina del Gambero Rosso

Sono io o anche voi notate qualche affinità tra “Chinotti Contro”, irrituale degustazione comparata di chinotti made in Dissapore, e “Il ritorno del chinotto”, storia di copertina (con degustazione comparata) del Gambero Rosso, numero di Agosto ?

PS. Sfottò a parte, per una volta che fa la cosa giusta, vogliamo complimentarci con il nuovo management del Gambero Rosso? (Accordo diretto con Sky e futuro assicurato per il Gambero Rosso Channel, che pochi mesi fa era dato per defunto). Dissapore, Gambero Rosso, Sky




20 commenti a “Il ritorno del chinotto o il chinotto di ritorno?”

  1. bucanero bucanero commenta:

    Spero che il GR Channel riparta…
    (utente stufo di repliche)

  2. Marco Lungo Marco Lungo commenta:

    Se bevi Neri, neri bevi.

    Geniale slogan di un chinotto, anni ‘60-’70.

  3. Ric64 Ric64 commenta:

    Ma niente accordo per RaiSat Yoyo, mannaggia!

  4. Stefania Stefania commenta:

    Il fatto che una rivista cartacea tratti un tema che è già stato trattato on line, a mio modo di vedere non è così scandaloso. Si tratta di due mezzi di comunicazione diversi, che teoricamente, dovrebbero sviluppare lo stesso tema con modalità diverse (Non ho ancora visto la rivista GR).

    Con i tempi (ben diversi) della carta stampata rispetto al web, che cosa dovrebbe fare una redazione se si accorge che mentre va in stampa, un food blog tratta dell’argomento principale del prossimo numero? Riscrivere tutto daccapo?

    • Marco Lungo Marco Lungo risponde:

      qui parliamo di due mesi di differenza, altro che andare in stampa, non s’era manco riunita la redazione, all’epoca….

      • Stefania Stefania risponde:

        Non posso pronunciarmi con sicurezza,perchè non conosco i tempi della redazione del GR, ma ti assicuro che i contenuti di una rivista si stabiliscano con grande, grande anticipo. Hai presente quanto tempo ci vuole a scegliere i temi, contattare le persone, scrivere, correggere, impostare la grafica, ricorreggere, trovare le pubblicità, andare in stampa….

        • Antonio Tomacelli Antonio Tomacelli risponde:

          Sarà per questo che la carta stampata è in profonda crisi?

          • Stefania Stefania risponde:

            Apprezzo e rispetto moltissimo l’informazione on line, eppure non posso rinunciare alla carta, alle cose scritte che nessuno può cancellare, agli articoli che fanno discutere fra amici e non solo fra sconosciuti (come in questi forum). Io credo semplicemente che siano due realtà, distinte, con dinamiche diverse e con funzioni diverse. Non rinuncerei a nessuna delle due. I tempi lenti della carta sono anche sintomi di ponderatezza, attenzione, accuratezza -o almeno dovrebbero esserlo.

        • Paola Paola risponde:

          Infatti, un mensile è già concepito in ogni suo dettaglio *almeno* un mese prima di essere in edicola e lavorato in quella trentina di giorni. In alcuni mensili, poi, i servizi di copertina vengono addirittura programmati annualmente, e di solito stazionano qualche mese nel cassetto del caporedattore. Quindi potremmo quasi farci la domanda opposta… non è che Dissapore ha qualche gola profonda in redazione? ;)

          • Antonio Tomacelli Antonio Tomacelli risponde:

            Mesi e mesi per decidere se parlare o meno del chinotto-gate? Comincio a capire molte cose…

          • Paola Paola risponde:

            Parliamo di un mensile, mica di attualità.
            E far uscire un mensile comporta almeno un paio di settimane di lavoro redazionale, come faceva notare Stefania e senza contare le fasi di stampa. E, ripeto, spesso i servizi di copertina vengono decisi in anticipo anche perché si andrà a sfruculiare un inserzionista pubblicitario invece che un altro, dando così tempo e modo a chi vende di piazzare quegli spazi (in una struttura assolutamente non elastica qual è la foliazione del cartaceo) — e non necessariamente per far marchette: è chiaro che il signor Neri sarà più interessato a pagare per apparire dove si parla di chinotti (specialmente se il suo chinotto ha ricevuto una buona recensione) piuttosto che sul numero dedicato alla mora romagnola dove la sua inserzione sarebbe completamente decontestualizzata.

            E sì: chiaro che questo modello di bìsness entra in crisi quando cozza con uno a basso costo e ad alta velocità di realizzazione. Bella forza :)

          • Leonardo Ciomei Leonardo Ciomei risponde:

            Stefania, ti assicuro che Bernardi (e Caffarri) sono almeno sei mesi che ci scassano con questa storia della Lurisia e del chinotto… :-) )

        • Marco Lungo Marco Lungo risponde:

          I tempi di una redazione un po’ li conosco, ho avuto la direzione generale di una entità editoriale.
          Per questo, per la questione in oggetto, propendo per l’idea indotta…. chiamiamola così, va’…
          ;-)

  5. eggi eggi commenta:

    considero l’approfondimento sul chinotto più una riconsiderazione, rivalutazione del prodotto italiano nei confronti, per esempio, di altre bevande utilizzate in estate molto più ‘diffuse, cola, aranciate ecc. ben volentieri tutte le soluzioni, cartacee e web che sostengono comunque il ‘prodotto’ – era già successo con il cedro – ma non condivido l’idea della ‘malizia’ del post per diversi motivi.
    - il web blog, è troppo veloce per approfondire e per lasciarne traccia
    - credo che il GR abbia una tiratura di 60/70mila copie il che significano 3/400mila lettori mensili. non può esistere un confronto.
    - la carta, come dice Stefania, lascia una traccia indelebile – è vero, è in crisi, come dice Tomacelli, perché l’editoria sopravvive solo di contribuzioni statali – aziende in netta perdita da sempre, e che non stanno in piedi commercialmente se fai due conti.
    - ultima, la certificazione del contenuto divulgato, che non avviene seguendo regole di tempistica ma di autori

  6. Antonio Tomacelli Antonio Tomacelli commenta:

    Paola dice: “spesso i servizi di copertina vengono decisi in anticipo anche perché si andrà a sfruculiare un inserzionista pubblicitario invece che un altro, dando così tempo e modo a chi vende di piazzare quegli spazi”
    Se non è marchetta questa, Patrizia D’Addario Santa Subito!

  7. alfredo alfredo commenta:

    Quindi: GR ha copiato l’idea del VECCHIO chinotto come bevanda estiva di tendenza a Dissapore?
    Se così fosse siete stati primi a degustare due chinotti: Bravi!
    Almeno una volta avete vinto:-))) Cosa? Una GASSOSA?

  8. [...] parlato già tutti: da Dissapore al Gambero Rosso di agosto (accusato dallo stesso Dissapore – qui – di aver copiato il tema), fino all’ultimo venerdì di Repubblica e, mi dicono, la Gazzetta [...]


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