il giorno della cucina molecolare parte prima: Rocco Iannone


Rocco Iannone intervistato da Striscia la NotiziaGiuro che ieri sera il cuoco Rocco Iannone ha detto a Max Laudadio di Striscia la Notizia: “Qualcuno è venuto qui a minacciarmi, per organizzare qualche festicciola…con persone importanti del mondo del vino… mi sono rifiutato…davanti al personale mi hanno detto di non farmi arrivare i giornalisti …e io li ho cacciati”. Cosa voleva dire? Nessuno lo sa meglio del giornalista Francesco Arrigoni cui la traduzione dallo Iannonese è costata delle ore. Voleva dire di avere ricevuto pressioni da certi operatori della comunicazione gastronomica. Massù. Mavvia. Ma che persona indecente sarebbe mai quella che lancia il sasso e nasconde la mano? Iannone faccia nomi e cognomi di chi lo minaccia, e ci tolga per sempre il dubbio di essere manipolato dal giornalista tedesco Jorg Zipprick, autore di I no quiero volver al ristorante, il libro che sta mettendo a soqquadro il mondo della cucina molecolare. Non è stato lui a dire che il pranzo del 2008 lo aveva fatto da Pappacarbone, il ristorante di Iannone? Non è stato lui a eleggere Iannone chef dell’anno 2008 per la guida europea, Unique?

[Striscia la Notizia, WebWineFood, Derecoquinaria, Tagliatelle Vaganti, Chef di cucina]




39 commenti a “il giorno della cucina molecolare parte prima: Rocco Iannone”

  1. fabrizio scarpato fabrizio scarpato commenta:

    Ziiip. La notte dei lunghi fornelli.

  2. Giacomo Giacomo commenta:

    Povero Laudadio che figuretta sta facendo con queste interviste.
    Si vede chiaramente che non sa di cosa sta parlando e credo che anche gli autori di Striscia adesso non sappiano come uscire da questa vicenda.
    Ho letto un pò di messaggi in giro e non ce n’è uno che creda alle cagate che ha racccontato Zipprick.
    Poi se le tutte le verità ci arrivano da Bigazzi e da quella macchietta Iannone allora siamo a posto.
    Che tristezza……

  3. enzo vizzari enzo vizzari commenta:

    Che pena mi fa quel povero guaglione di Rocco Iannone: ottimo cuoco (Giovane dell’Anno 2007 sulla Guida de L’espresso, quando ha comprato me e tutti i miei colleghi della Guida, ovviamente) ma, oggi, perfetto idiota.

  4. Fante Fante commenta:

    Ieri è stata fantastica l’intervista a Iannone! Il problema della Campania? I critici gastronomici! Dopo il traffico, ovviamente.

    Doppia segnalazione su Striscia: i due conduttori dicono alla fine del servizio: Se qualcuno volesse replicare, siamo qui. Ilmangione ieri ha mandato una mail di disapprovazione per i toni e le allusioni. Vedremo.

    E poi

    La puntata di ieri parte con la sponsorizzazione di Hoplà, la panna vegetale.
    Ingrdienti: Latte scremato (76%), grassi vegetali (19%), proteine del latte, amido modificato, stabilizzanti (carragenina), aromi naturali, sale

    Alla faccia della coerenza!

  5. Colinmckenzie Colinmckenzie commenta:

    Sono stato a mangiare da Iannone l’anno scorso. Tutto gli si può dire, tranne che faccia cucina molecolare in effetti, considerando che l’idea è di puntare completamente sulle materie prime (notevoli) e non certo sulle preparazioni (semplici, forse troppo per un cuoco così già osannato).
    Comunque, complimenti al settore per come sta gestendo la cazzagine di Striscia o meglio per il nulla che sta facendo…

  6. Giacomo Giacomo commenta:

    Se questo pagliaccio era anche in cerca di un pò di pubblicità, almeno con me ha ottenuto l’effetto contrario. Sono sicuro che non entrerò mai nel suo ristorante.

  7. bucanero bucanero commenta:

    Mah, io da salernitano posso dire che quelli della vicina Cava de’ Tirreni (Rocco Iannone ne è un rappresentante) non ci sono mai piaciuti.
    Liquido la cosa con un :” e’cche ce vuo’ fa’…è cavaiuolo…”

    • Maurizio Cortese Maurizio Cortese risponde:

      Ciao Bucanero, complimenti per l’autogol (tanto la vostra rivalità nasce da lì)….a Salerno non c’è memmeno l’ombra di un ristorante :-) )

      • bucanero bucanero risponde:

        Ciao Maurizio, cercherò di andare con ordine…

        La rivalità con Cava de’ Tirreni è storica: nel 1290 vi fu la prima disputa per la nomina di alcuni giudici e notai.
        Questi contrasti ebbero il loro culmine nel Quattrocento e si andarono man mano trasformando in ironie, sarcasmo, frecciate soprattutto per cio’ che riguarda la trasformazione dei cavesi da popolo di tessitori e artisti di opere murarie in mercanti arricchiti.
        In questo periodo nascono le Farse Cavajole, così denominate per il prendere a oggetto di beffa l’ingenuità e la rozzezza degli abitanti di Cava dei Tirreni.
        Come vedi…parlare solo di campanilismo calcistico, è un po’ riduttivo, non ti pare?

        I ristoranti? Beh, il cenacolo è stato per anni su tutte le guide, ma il suo titolare ha man mano perso entusiasmo fino a chiudere…era di fronte al Duomo…ma non credo che sia quello il target salernitano:la movida (principale componente della domanda di ristorazione salernitana) è superficiale e distratta, si accontenta di poco…
        Poi, non conoscere alcuni caposaldi come “Sasà”, il “Tramp’s Pub” o l’osteria “Dedicato a mio padre”…beh, non è colpa mia :)
        E’ vero, parliamo di qualcosa di diverso dal “ristorante”, ma t’assicuro: non hanno nulla da invidiare, anzi…

    • Maurizio Cortese Maurizio Cortese risponde:

      Prendo nota dei tuoi suggerimenti e ti farò sapere….ma niente sconti, ho tanti amici a Cava che non la pensano come te :-) )

  8. fabrizio scarpato fabrizio scarpato commenta:

    Siamo sicuri, noi che parliamo qui nell’enclave, non del molecolare, ma del libero pensiero gastronomico, siamo sicuri che le nostre argomentazioni, così come il nostro sconforto, siano condivise dai più? Siamo sicuri che Striscia non sappia di cosa parla?
    Io non lo credo. Temo, invece, una grande e diffusa “simpatia” verso Laudadio e Iannone: approvazione ignorante e superficiale quanto si vuole, ma approvazione. Incondizionata.
    Temo sia anche questo un aspetto dei tempi che stiamo vivendo: l’attacco a tutto ciò che è complicato e diverso, a tutto ciò che richiama il pensare, il confronto e il nuovo, in nome di una falsa “semplicità”, di una fantomatica “genuinità”, di un tradizionalismo appiattito e convenzionale. Considerazioni estendibili dall’enogastronomia a ogni campo del vivere civile.
    Il frutto è una società stanca e anestetizzata, impaurita e chiusa, perbenista e manipolata. Senza libertà.

  9. Fante Fante commenta:

    Bisognerebbe spiegarlo a quelli di Striscia.
    Tutti noi sottostiamo in ugual misura alle leggi della chimica e della fisica. Pure Berlusconi. E di questi tempi, mica è poco…

  10. Kapakkio Kapakkio commenta:

    L’intervista a Iannone conferma ancora una volta che è meglio, molto meglio non far parlare i cuochi e continuare a credere che dietro a dei piatti fantastici ci siano dei veri geni…

    • Claudio Claudio risponde:

      Ragà: ci sono chef che parlano meglio, molto meglio di professori universitari… e soprattutto, sanno che cosa dicono!
      Non solo i pluristellati: a molti l’umiltà del lavoro insegna a stare ben piantati per terra, a gudicare gli altri con un metro umano, per i loro meriti, e, in una parola, ad essere soprattutto onesti. A molti altri questa parola non dice nulla, e sono spinti dall’invidia (che purtroppo infetta pesantemente la categoria) o da presunzione a fare gli Iannoni….

      • Kapakkio Kapakkio risponde:

        Che ce ne siano di imbecilli in tutte le categorie ne sono più che certo. Ma per i cuochi, come per gli artisti è meglio giudicare la loro produzione e lasciar perdere il personaggio!
        Vissani che passa la sua vita in tv qualcosa poteva dirla…

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  17. rocco rocco commenta:

    anche lo chef rocco iannone ha bisogno della sua popolarità


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