La nostalgia vende
Il 2009 è l’anno del cibo retrò. Perché lo scegliamo, e cosa racconta di noi? Per rispondere a queste domande, ogni giorno di questa settimana Dissapore dedicherà un post ai ricordi. Chiamiamola: la settimana della nostalgia.

Che la nostalgia venda è una verità senza tempo. I cervelli del marketing ci fanno tornare indietro a quando le cose erano differenti, e se il presente non dà sicurezze guardare indietro consola. Anche il trend del cibo retrò nasce così, una golosa operazione di business per i marchi storici che riesumano le etichette del passato, e per le altre che se ne inventano di nuove. Un dato per capire di cosa stiamo parlando: La Lurisia, azienda che imbottiglia acqua minerale dal 1925 in provincia di Cuneo, aveva messo a budget per tutto il 2009 una produzione di seicentomila bottiglie del chinotto, a luglio le vendite hanno superato i 2,5 milioni di pezzi.

E dal chinotto alla pasta ai pomodori pelati, la tendenza del vintage è nelle scatole, nelle latte, nelle scritte, nei colori, nella grafica. Ovunque. Per il packaging di un prodotto e la pubblicità che lo riguarda, l’obiettivo è strizzare l’occhio alla nostalgia, puntando possibilmente sui sapori legati alla cucina povera di una volta. E siccome il “cibo emozionale” è trasversale, perfino i più giovani rispondono positivamente alle sollecitazioni della nostalgia.
- Per la sua pasta la Barilla utilizza confezioni praticamente identiche a quelle ideate nel 1956.
- Riguardo alle bibite, la Chin8 Neri, che subito dopo la guerra avviò una fortunata campagna pubblicitaria che diceva «non è chinotto se non c’ è l’ 8», l’ 8 ce l’ha ancora. E per la sua gassosa ha riesumato la bellissima grafica optical degli anni ‘70.
- Le forme arrotondate delle bottiglie di Birra Peroni devono tutto alle antenate dagli slogan famosi: Chiamami Peroni e sarò la tua birra.
- Dalle tabelle in latta dei gelati occhieggiano ancora le forme del Cornetto, Concertino, Biscotto, complice il rinnovato interesse per i dessert freddi a basso costo.
- …

Che effetto ha su di voi la nostalgia? Cedete al richiamo del cibo che consola e scalda l’anima? Vi capita di mangiare certe cose solo perché vi portano indietro nel tempo?












vorrei dire di no, vorrei dire che sono strafigo e scelgo solo in base alla qualita’ vera … sob
Certo! Io sono un nostalgico.
2009.
Anno del Retrò.
Non vedo cambiamenti.
Sempre da lì ci prendono.
Lurisia – a parte le vendite (che poco c’azzeccano con il tema che tratti…) – certo non risplende per etichetta “vintage”, magari Neri si, ma perché non citare Paoletti (così vestita da sempre…) o Abbondio, la bottiglia con la biglia?! Magari per cose così ti serve un consulente…?!
Per la questio che poni: adoro il look “vintage” e “stranamente” m’affascina e mi rende incline all’acquisto ben più del resto. Mi manca tanto la mia macchinina di Batman e Robin che sparava i razzetti. Buon fine settimana
Di immutabile, nel gusto e nell’immagine, e per me proustiani, ci sono i biscotti Baicoli: “No gh’è a sto mondo, no, più bel biscoto più fin, più dolce, più lisiero e san per mogiar nella cicara e nel goto del Baicolo nostro Venezian” recita la scritta sulla sempiterna scatola sui cui troneggiano la damina e il cavaliere.
il mio pasticciere riproduce Moretti vendendoli a 1,60 € l’uno:
vende a un giusto prezzo o grassa sulla nostalgia? I suoi gelati artigianali zoppicano da una vita, lo confermo… ed è un vero peccato, dato che come pasticciere è tra i migliori delle mie parti. Tuttavia 1,60 € cadauno?! Altroché due dom ruinart: generoso sia per qualità sia in spessore il cioccolato, d’accordo, ma il gelato racchiuso non fa certo gridare alleluia, in realtà è la chiusura dell’incarto velino con un semplice punto di graffa a raggiungere il quid nostalgico che mi fa dire
riproducesse anche Coppe del nonno e Cuccioloni, fissi nel mio freezer pure loro
i cervelli del marketing ci fanno tornare indietro a quando le cose erano differenti