di | mer 22 feb 2012 ore 17:49
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chi le ha viste

La solita zuppa?

Zuppa di patate e porri, di funghi e patate, di legumi e cereali, di fave con le cotiche, di ceci e castagne, zuppa di cipolle. Minestrone di verdure, passato di verdure, minestra di riso e cavolfiore, riso e piselli, riso indivia e pomodoro. Brodetti di ogni tipo, pasta in brodo, stracciatella, e se volete andiamo avanti per un paio d’ore. Il senso è: ma dove sono finite le minestre?

Nei menù della maggioranza dei ristoranti romani mancano drammaticamente, e già da un po’. Non so come siano messe le altre regioni, ma a parte i grandi classici regionali (dai Canederli a tortellini e cappelletti in brodo) temo non vi sia traccia di minestre e zuppe nella proposta di tutti i giorni.

Qual è la ragione? Fa troppo “focolare domestico”?, il cliente medio preferisce la pasta, il risotto, le carni e altre preparazioni? Eppure, personalmente, adoro le minestre. Adoro il vapore caldo che ti sfiora il viso trasportando aromi, profumi e spezie. D’inverno specialmente, non c’è niente di meglio che un liquido caldo a coccolare il corpo infreddolito, dentro e fuori casa, a ogni tavola addomesticata.

Dal punto di vista dei ristoratori poi, è una cosa che davvero non capisco. La minestra ti fa risparmiare, si conserva più a lungo e il giorno dopo può anche migliorare. La minestra è il parco giochi di ogni cuoco con un briciolo di fantasia, terreno ideale per l’utilizzo di infiniti ingredienti, innumerevoli profumi, spericolati abbinamenti.

La minestra è anche luogo di incontro tra natura e cultura, tra verdure di stagione, prodotti del territorio e tradizioni regionali. Insomma, devo continuare? Ma dove sono finite ‘ste minestre? Sapete darmi una spiegazione? E ditemi la verità, mancano anche a voi o ne fate volentieri a meno?

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104 commenti a La solita zuppa?

  1. Pensavo la stessa cosa. Poche minestre nei ristoranti. Viceversa dalla Germania in su pullulano.

    A me piacciono moltissimo, sono cresciuto col minestrone della nonna. Col riso.

  2. Il motivo non lo conosco, ma se leggendo il menu appare le parole zuppa sparisce tutto il resto.
    In in posto in particolare a Castel Gandolfo la servono in una pagnottina aperta sopra, non c’è altro che tenga il confronto

  3. avatar bette

    Io sogno addirittura un servizio di zuppe alla velocità e alla praticità (per i pasti in mezzo alle ore di lavoro) dei posti-da-panini.

  4. avatar gianluca

    una buona zuppa con una fetta di pane bruscato è uno dei piaceri della vita

  5. avatar Giuseppe

    La catena Pret A Manger all’estero ne presenta tre diverse ogni giorno.

    Da noi non funzionerebbe: non è solida, non è pasta, devi sederti per mangiarla.

    • avatar Nicola

      Ma mica gli italiani mangiano in piedi come i cavalli! Mancano le zuppe, è vero e secondo me è un tristissimo esempio di cibo “fuori moda”. Perché poi…

  6. avatar Elisabetta

    Io VOGLIO le minestre!
    Rimanevo però nel mio cantuccio timorosa che fosse solo un mio desiderio.

  7. avatar Ari

    a Bologna mi è capitato di vederne, in giro, specialmente per i pranzi cosiddetti “veloci”. sono spesso rivisitazioni di zuppe classiche, non eccellenti, ma almeno si trovano.
    dove lavoro io c’è spesso (di fagioli o di ceci con i maltagliati), quindi non mi lamento.

    però concordo nel dire che non se ne cucinino molte a giro.

  8. avatar MAurizio

    Mah. Se parliamo di ristorazione “standard” la minestra probabilmente scompare dalle richieste del cliente perchè viene percepita come un piatto “povero” o comunque casalingo che NON vale la pena di consumare “pagandola” in un ristorante.
    Non per niente esistono una serie di detti popolari che le danno una connotazione negativa (“minestra riscaldata”, “sempre la solita minestra” “chi amministra amminestra”).
    Senza contare connotazioni ospedaliere tipo “minestrina in brodo” o ricordi di minestre domestiche vissute negativamente (per me la pasta e patate di nonna, una specie di mnestrone liquido dove a volta predominavano le patate, a volta il pomodoro a volta il cavolo – sempre “pasta e patate” era ..)
    Ma se la “minestra” diventa opera di uno Chef .. allora …

    • avatar Nicola

      Che poi permettimi, ma casalinga un cavolo! Ci vuole meno a fare una amatriciana che una zuppa di patate e funghi o non sia mai di cipolle fatta bene, IMHO

      • avatar MAurizio

        Casalinga, nel senso delle “solite minestre” che ti ammanivano tornando da scuola o dal lavoro …
        Mai una bella lasagna o dei cannelloni, al massimo pasta e ceci .. :-)
        Che poi, “invecchiando” uno arrivi ad apprezzare più la pasta e ceci che la lasagna è un altro discorso. Però la pasta e ceci te la fai rigorosamente a casa come piace a te.
        Consumarla al ristorante, magari fatta col cecio precotto in barattolo …

    • ecco :) volevo dire più o meno questo anch’io… (anche se le mie minestre domestiche non erano poi così “negative” :) ))
      In ogni caso ne ho viste in diverse trattorie di quartiere, sebbene forse siano ormai in via di estinzione anche a causa delle connotazioni negative associate.
      Un tempo nelle trattorie di quartiere ci andava gente di ogni estrazione sociale, inclusi gli studenti fuori sede, che con la minestra si scaldavano e si rimpinzavano a due lire. Magari c’è anche l’idea che se uno esce a cena fuori vuol provare piatti diversi da quelli che sarebbe in grado di cucinare con buoni risultati anche a casa, no?

      • guarda sarà così, ma ti confesso che anche secondo me ci sono zuppe complesse da preparare in casa e che richiedono molto tempo (vedi la citata zuppa di cipolle) per quanto i costi possano essere ridotti. Quanto meno io faccio prima a farmi un piatto di pasta che stare un paio di ore davanti ad una pila che sobbolle con verdure a tempi di cottura diversi ecc. Come già detto, trovo che sia la minestra possa lasciare spazio a grandi sperimentazioni quindi capisco poco anche la scelta dei ristoranti. L’unica cosa sensata che mi viene da dire, è che manca la richiesta. Però a quanto pare da queste parti siamo piuttosto affezionati alla minestra. Il mistero si infittisce.

  9. Meno male che c’e’ la Morina a Reggio Emilia che ne ha sempre una.
    Qui si vive di soli tortelli e risotti e l’unica cosa in brodo sono i cappelletti.

    E comunque questa latitanza dei ristoratori mi ha aiutato a fabbricarmele a casa: maltagliati e fagioli, zuppa di lenticchie, gratinée lyonnaise, crema di porcini e patate, zuppa d’orzo alla trentina, etc.

    Not enough cool. Maledetti gastrofighetti.

  10. L’ultima zuppa, di ceci e buonissima, l’ho mangiata, guarda caso, a La Solita Zuppa a Chiusi. Una splendida vacanza in Val d’Orcia che m’ha fatto anche scoprire il moscato d’asti Paolo Saracco.
    Comunque concordo, poche zuppe!

  11. Possibili motivi:

    1. moltissime persone odia minestre e zuppe

    2. moltissime persone quando vanno a mangiare fuori non hanno nessuna intenzione di scegliere una zuppa a meno che non stiano male (da cui la domanda “una zuppa? Ma non stai bene?”)

    3. alcune persone a cui non dispiacerebbe l’idea di una zuppa, temono che i ristoratori ci buttino dentro un po di avanzi come nelle polpette perché tanto non si capisce bene cosa c’è dentro

    4. moltissimi di quelli che apprezzano le zuppe sono vegetariani, vegan, amanti delle diete e delle verdure anticaloriche, alimentazione bio e tendono a preferire locali “specializzati”.

    I restanti, probabilmente di solito non giustificano la presenza di una o più zuppe nel menu.

    Però potremmo fare un elenco di locali in cui sappiamo che ci sono, se non sempre, molto spesso – oppure in cui ricordiamo di aver mangiato una buona zuppa!

  12. avatar Riccardo I.

    Io lo so perchè nei ristoranti sono scomparse le minestre.
    E’ una questione di impaginazione.

    Già un petto di pollo alla piastra riesce ormai a raggiungere le tre righe di menu fra articoli determinativi, aggettivi possessivi, provenienza della materia prima, nome dei produttori di nicchia e qualche rima baciata.
    Se tanto mi dà tanto, per un minestrone di verdure sarebbe necessario il papiro del Libro dei Morti. 8-)

  13. avatar stefano

    è vero l ultima volta che ho mangiato una zuppa di cipolle è stata in francia…………

    perchè vade retro cipolle quando si va fuori?

    in liguria minestre out!

  14. avatar fabrizio pagliardi

    io alla barrique le facevo spesso sia a pranzo, porzione normale che a cena in versione mini come entrata o grande.

    A pranzo ne vendevo tantissime la sera pochissime tanto da non proporle più.

    in futuro lo rifarò

  15. Zuppa di legumi e cereali… cosa c’è di più buono (e salutare)?

  16. avatar franco

    Lorenza non mangerebbe mai ‘a zuppa di carna cotta e
    la mitica zuppa di suffritto che a Napoli sono un must. :)

  17. avatar franco

    Condivido questa opinione.
    Però è molto frequente al ristorante vedere clienti che chiedono uno spaghettino al sugo e come secondo una “fettina” ai ferri o mozzarella e prosciutto.
    A quel punto gli griderei
    “MA FATTI ‘NA ZUPPA”

  18. avatar luka

    Ho una maledetta predilezione per le zuppe “agliate” cucinate oltre le alpi carniche e giulie (Austria e Slovenia ma anche Germania e Rep. Ceca).
    Siano esse belle brodose e bollenti che “fisse” ma talmente “fisse” da sostenere senza problemi in verticale un bel cucchiaione.

    Momenti di sconforto e rassegnazione si dipingono nei volti dei miei amici commensali al momento della mia trionfale ordinazione di tali bombe atomiche…

    Succede anche in Italia quando ordino la pizza con le cipolle!

    Che sia questo il motivo dell’insuccesso con l’altro sesso?!
    Chissà!

  19. avatar Ommio

    Anche a casa mia per avere una zuppa o minestrone bisogna fare domanda in carta bollata tre mesi prima. Ad un figlio non piace la verdura A, all’altro non piace l’odore del cavolo …e si finisce a mangiar sempre pastasciutta.
    Ma su 30 cene mensili, quante volte Voi mangiate minestre?

    • avatar Nicola

      In una settimana capita almeno una volta. Se mimoje fa il brodo, pure due.

    • avatar Pigi

      Zuppa due volte a settimana circa, di cui una 5 minuti fa. Tempo in cucina 15 minuti circa: trito di scalogno fatto appassire con olio e una punta di bicarbonato, cinque cubetti di “ghiaccio” di brodo congelato fatto più di un mese fa, piselli surgelati cotti in quel brodo, una goccia di aceto, prezzemolo, pepe nero e mi son fatto una zuppa da re.

  20. avatar Nicola

    Cmq il problema, lo confesso, è che nonostante io ami le zuppe, quando vado al ristorante sono frenato da qualche forza misteriosa che non saprei raccontare. Tranne con quella di cipolle alla francese con formaggio e crostini di pane.

  21. The Fooders invece non ha mai trascurato le zuppe. Nell’informalità di una cucina da campo o al tavolo di un ristorante, noi amiamo la zuppa. Domenica venite a trovarci, se siete a Roma e vi mancano le zuppe vi basta chiedere!!!

    http://thefooders.wordpress.com/2012/02/22/whatsoup-fooders/

    • avatar MAurizio

      Oddio. Permettimi la “cattiveria” ma il pentolone d’alluminio (a occhio sembrano delle Agnelli, perfette per il ruolo, ma …) fa proprio “mensa” (a scelta del proprio vissuto, collegio/ caserma/ ospedale/ Caritas .. :-) )
      Non volemermene, ma a colpo d’occhio mi ispirano assai poco .. :-D (piene di minestra, poi .. ) ;-)

      • Ciao Maurizio, figurati. Ti ringrazio per aver espresso la tua opinione in merito.
        Purtroppo in Italia ancora non è arrivato il concetto di comunicazione applicata al cibo. Non si riesce a distaccarsi da vecchi stilemi che voglio il cibo YEAH servito in modo YEAH. Comunicare vuol dire anche far parlare, e far riflettere, quindi la tua idea mi interessa molto.

        Il pentolone d’alluminio, come spiegato nel concept, serve a richiamare alla mente proprio il mood dell’accampamento, quindi hai dimostrato che abbiamo colto nel segno.
        Che le zuppe siano buone me ne sono preoccupata prima di darle da mangiare alla gente, che ha gradito, non perché mi è andata bene, ma perché faccio questo per lavoro.

        Vorrei aggiungere, collegandomi a vari commenti che vedono nella zuppa una cosa triste, che solo in Italia facciamo questo grosso errore di privarci di un piacere così. Poi non è che il mio core-business per il momento sia di vendere zuppe, si tratta di un concept fra i tanti che proponiamo.

        Ringrazio Lorenza di aver sollevato la questione, e confermo che la percezione generale a parole e come quella di Maurizio, ma quando vedo la gente avventarsi sui pentoloni, capisco che alla fine se un cibo è buono la gente fortunatamente non si formalizza.

        Questo il nostro spirito.

        E che me voi colpevolizzà ;) !?

      • avatar Riccardo I.

        Premesso che i pentoloni d’alluminio mi mettono allegria perchè ispirano convivialità, su questo thread non può non tornarmi in mente il cisternone di zuppa fumante di cavolodiavolo, descritto da Benni nella Compagnia dei Celestini; zuppa di cui gli orfanelli avevano così definito l’aroma: “cimitero di cavoli, peti di zoo, fiato di cagnone bagnato”.

        Dice Benni: “La zuppa era scura e ribollente come un lago infernale, e in superficie schioccavano putizze e galleggiavano filamenti rossastri. Inoltre, tra bolle di grasso e sargassi bieticoli, affioravano qua e là numerosi Potrebbero.
        Erano detti “Potrebbero” alcuni rizomi biancastri dei quali da sempre nessuno riusciva a individuare la natura…” :-D

  22. Vuoi la verità?
    Io le zuppe e le minestre già grazie che le mangio a casa “perchè fanno bene” e devo dare l’esempio a Gabriele. Ma non mi passa nemmeno per l’anticamera del cervello, almeno le poche grame volte che vado al ristorante, di ordinare una bella zuppa di lenticchie e lasciar languire magari un bella portata di cannelloni al gratin…
    Ho reso l’idea?;-)
    Ovvio, poi a casa vanno pure bene le minestre, anzi, sono anche gradevoli a volte ma…ecco….non esageriamo! .-)
    O almeno, così è è per me!

    • avatar MAurizio

      Tra l’altro le zuppe/minestre casalinghe spesso e volentieri sono preparate in quantità industriali…
      A casa mia si mangiano lenticchie/ fagioli/ ceci per 3-4 gg di fila … anche variando la ricetta è sempre la solita minestra … :-)
      PS. Da qualche tempo ho cominciato a “proteggermi” freezando la quantità in eccesso che superi i 2 giorni consecutivi …

    • rispetto la tua idea, ma se vedessi la zuppa di cipolle e cavolo nero che sto per mangiare, co mezzo etto di burro, torneresti sui tuoi passi in quanto a “salutare”….

    • Dammi subito il nome di un ristorante dove fanno i cannelloni al gratin.

  23. avatar GIANLU63

    Passatina di ceci e gamberi, che dire di più?

  24. non so, sebbene mi piacciano, ammetto di non aver mai ordinato una zuppa in un ristorante. Probabilmente perchè c’era sempre qualcosa che ho ritenuto migliore o più invitante.
    Anche il brodo, che mi piace tantissimo, non lo ordino mai.

  25. e io che sogno di aprire una zupperie…

  26. Vi devo fare la mia proverbiale zuppa di pasta, patate e lardo.

  27. avatar Von Clausewitz

    E pensare che a Monterey, California, la specialità del luogo è il clam chowder, la zuppa di vongole, servita rigorosamente dentro ad una voluminosa pagnotta.
    E va giù che è una meraviglia quando stai sul molo, con quei venticelli ghiacciati che tirano anche a giugno da quelle parti.

  28. avatar enzo

    “Povere” le minestre? E la minestra di aragosta? Il cuscus di pesce? La vichyssoise?

  29. avatar silvia

    piccola reminescenza di cronaca nera: qualcuno ricorda Ruggero Jucker, che in preda a un raptus uccise la fidanzata con una spada giapponese? Beh, io ero una dei pochi avventori della sua zupperia a Milano dove a servire c’era proprio la sua ragazza.
    A me l’iniziativa era subito piaciuta molto, c’è da dire che i prezzi erano consoni al celebre nome della Milano bene (tra l’altro la la madre aveva una nota ditta di catering e penso che fosse la testa del progetto, finanziato per arginare le tendenze paranoico-depressive del figlio) e le porzioni non proprio abbondanti.
    Penso che ciò abbia fatto morire sul nascere analoghe imprese.
    Da qualche tempo però ho notato la pubblicità di una catena milanese specializzata in zuppe e centrifugati e mi sembra di ricordare che da parecchio a Torino esiste una catena di zupperie gestite da un gruppo di giovani lungimiranti.
    Riusciranno i nostri a diffondersi e a scalzare le orride catene di cibo plastificato? Ah, saperlo…

    • A Torino sono stata più volte da soup & go, non é male! Anch’io adoro le zuppe, nel blog ho postato minestre di verdure poi passate, molto piú leggere della zuppa di cipolle(che spero di postare presto, é tra le mie preferite)ma dallo stesso effetto corroborante!
      Elisa

  30. avatar Mary

    Su torino da poco ho scoperto questo http://www.cucina-to.com. Le ho trovate davvero buone, e non mi spiace rinunciare al panino o alla pasta scaldata e molle ogni tanto!
    Proverò soup and go al più presto ma… Sapete se fa anche da asporto ?

  31. avatar esp

    Di zuppe in generale ne so poco, ma se parliamo del minestrone credo che i motivi per cui non è un piatto da proporre tutti i giorni siano diversi:

    1) il costo – fare un minestrone come si deve costa parecchio in materie prime. Allora al cliente a quanto lo proponi: 12 € minimo…e ti guarda come se fossi matto

    2) molte volte nel minestrone ci ritrovi la pasta scotta

    3) specialmente voi ragazze, sapete benissimo che i legumi “fanno gonfiare”, vero?

    In conclusione. si rischia di buttare tempo e denaro

    Zuppa di ceci e/o pasta e fagioli una volta alla settimana invece “vanno”, oltre a richiedere minor impegno di tempo e denaro.

    Diverso è il caso delle zupperie, dove si fa largo uso i liofilizzati

    • Esp! ma dai! come costano le materie prime! Quanto possono costare verdure di stagione e un pentolone d’acqua? Non solo, il minestrone lo fai una volta e ti dura (migliorando) qualche giorno (non c’è bisogno che aggiungo che la pasta non si scuoce se cotta correttamente, e che si fa di volta in volta, non è che butti lì la pasta per tutti e la lasci morire) e cmq anche di pasta, pastina o riso possono essere sostitutite a buon bisogno (e a buona ragione) con pezzetti di pane raffermo bruscato o fritto, un filo d’olio, parmigiano e via.

      • avatar esp

        Cara Lorenza, un conto se lo fai a casa, un conto se hai un ristorante. A parte che il costo è obiettivamente alto (a meno che, per minestrone, tu non intenda quelle quattro verdure bollite di cui si è già parlato). Patate, carote, piselli, fagioli, fagiolini, zucca, zucchine, cavolo e forse ne dimentico qualcuna…costano, eccome. Se poi il minestrone è alla genovese, aggiungi il costo del pesto.

        Anche io aggiungo la pasta cotta al momento, ma pochi lo fanno, e i clienti sono più abituati alla pasta scotta e sono diffidenti.
        Se hai un locale, prova a tenerlo in frigo più di due giorni: se arivano i NAS cosa gli dici, che più sta in frigo più è buono? Sai le risate….

        E poi…che mi dici del fatto che le ragazze no n lo ordinano perchè…gonfia??? ;)

        • se compri uno di tutto quello che hai detto, ci mangiano in 8 persone se non di più, non è caro rispetto a molti altri piatti che vengono preparati nei ristoranti. In frigo le preparazioni cotte si possono conservare (pensa, è legale!!) e se ci mettono la pasta per tutti sono degli assassini. Il minestrone coi leguimi gonfia un po’, ricorda però che la quantità di legumi non è mica quella di un piatto di fagioli! Le ragazze adorano il minestrone, c’è anche una famosa dieta solo a base di quello ;) mi dirai che le zuppe che vorrei trovare io nei ristoranti non si fermano al poro-minestrone.

          • avatar esp

            Ahhh, ecco, le preparazioni cotte non sviluppano batteri patogeni. L’ avessi saputo due anni fa, mannaggia…

          • avatar Ermanno Nuonno di Agnone

            Lorenza: mi permetto di spezzare una lancia per Esp. Anni orsono, decisi di aggiungere delle minestre sul menu’ invernale e notai che il minestrone vendeva pochissimo. Chiesi a parecchi clienti il perche’ e mi risposero che non si fidavano perche’

            1. potrebbe essere stato preparato il giorno prima;
            2. potrebbe contenere materiali di scarto;
            3. la pasta potrebbe essere stata aggiunta prima di pranzo e so stesso piatto rifilato la sera;
            4. per poter offrire un minestrone ‘coi fiocchi’ (parecchie verdure nonche’ le erbe fini richieste) bisogna spendere una barca di soldi – e ricaricare i costi al cliente.

            Al contrario, se si offre una zuppa basata su uno o pochissimi ingredienti (da noi vanno fortissimo le “cream of vegetable – qualsiasi – soup”) il cliente si aspetta, e riceve, esattamente quella.

          • va bene tutto, solo non capisco perché ci siamo fissati sul minestrone! Se devo essere sincera pensavo a ben altre zuppe :)

          • avatar Bruno Stucchi

            Esp & Co, il vostro marketing è difettoso, vecchio. Le “ragazze” che conosco (mia figlia e amiche, etè mediana 24 anni) sono tutte dieta, e un po’ marginalmente anche vegetariane. E -dicono- sono tutte stitiche.
            Hanno letto che le fibre vegetali fanno bene ai sobbollimenti intestinali. Di conseguenza apprezzano minestre, passati e cose simili. Perché vegetali non ingrassano. Le mucche al pascolo sono tutte notoriamente sotto peso. Comunque, apprezzano le cose liquide, con tanta fibra (lo zerbino no, però) e ragionevolmente di buon sapore. Cambiate marchettari.

    • avatar Bruno Stucchi

      Esp, dicci il nome del tuo ristorante. Per evitarlo.

  32. Sono pienamente d’accordo con voi!!! Le zuppe vanno rivalutate!! Ho la fortuna di vivere da qualche anno in Belgio dove la zuppa, pranzo e cena non può proprio mancare, dettato dal fattore climatico, che gioca molto in tutto questo, in qualunque ristorante ma anche semplicemente nelle sandwicherie, che equivalgono ai nostri bar o pizze al taglio, ti propongono oltre al panino un “bol de soupe” una buona zuppa da sorseggiare mentre mangi il panino, in ufficio o al bar!!!
    Noi ormai ci siamo abituati e bere una tazza di zuppa in mensa mentre mangi il tuo panino è una cosa normale e che sinceramente aiuta a digerire il panino!!!!
    A mio avviso il fattore meteo gioca molto in questa sparizione, è normale se si ha freddo sentire il bisogno di qualcosa di caldo, che ci riscaldi!!! Ma con il clima che abbiamo in Italia, senza niente togliere alle nostre montagne del nord, si contano su una mano i giorni di vero freddo!!!!
    Secondo me quest’anno gli italiani con tutta questa neve hanno riscoperto @le zuppe!!!!

  33. avatar Can

    Hai perfettamente ragione! Qua ad Istanbul le zuppe sono molto tradizionali come anche in Italia, ma qui si trovano sempre in tutti i ristoranti, anzi guai se non ci fossero! Un pranzo soprattutto d’inverno si comincia sempre con una zuppa, zuppa di lenticchie, zuppa di trippa, zuppa di pollo, zuppa di riso e yogurt, zuppa di spinaci, zuppa di pomodori, zuppa di tarhana. Costano pochissimo e riscaldano l’animo oltre che il corpo!

  34. Proprio ieri ho deliziato degli invitati con una reinvenzione della zuppa di roveja e fagiolina. Accompagnata da mele essiccate.
    Prima ho lasciato marinare una notte in vino rosso, miele di castagno e semi di finocchio delle rondelle di mela che ho fatto essicare due ore a 40°C e poi mezzora a 100°C. Con l’intingolo, e aggiungendo poca acqua, ho cotto per un paio d’ore della roveja marchigiana e della fagiolina cuneese (che ho prima saltato in olio e aglio per 5-7 minuti), aggiungendo alla fine un filo d’olio di oliva, pepe nero, poco sale, e mangiando il tutto con le stesse mele essiccate ed un pezzo di pane di segale rinsecchito. Ho visto dei commensali con gli occhi luccicare, mi guardavano e si chiedevano come potesse essere cosi buono. Erano francesi, non avevano mai mangiato ne’ fagiolina, ne’ roveja. Dicevano anche che il mondo dovrebbe essere intinto in una minestra del genere…
    Evviva le minestre.

  35. Io sono un’amante delle minestre. Soprattutto la sera. Mi piace sia la minestra classica, fatta con un buon brodo di carni miste, che le zuppe dense, saporite con legumi, pezzi di verdure colorati, o anche le creme di verdura (zucca, finocchio, asparagi), arricchite con crostini di pane piccanti o semi arrostiti…A volte aggiungo un tocco orientale e quindi via con il miso, la salsa di soia, il tamari…
    Però anche io al ristorante la minestra la prendo poco volentieri…forse perchè mi piace cucinarle??? Forse perchè proprio per il fato che si conservano a lungo rischiano di essere conservate troppo a lungo?
    Forse perchè cerco, al ristorante, di mangiare qualcosa che mi stupisca ed effettivamente pochi cuochi adoperano la loro fantasia nelle minestre.
    Quindi faccio una promessa: appena trovo una minestra misteriosa la ordinerò :)

  36. avatar Gio

    In un ristorante dell’Alto Adige ho ordinato, e stragustato, una deliziosa “zuppa al vino”, in Toscana spesso ordino la ribollita, in Puglia ho assaggiato una zuppa locale al latte, in Francia zuppa di cipolle…. Insomma ogni tanto capita di trovarle, nei menu, e di avere voglia di mangiarle. Ogni tanto.

  37. avatar GIANLU63

    nei ristoranti in toscana, la zuppa di farro si trova spesso

    • avatar dink

      Zuppa di farro, ribollita, carabaccia, pappa col pomodoro, zuppa frantoiana, acquacotta, farinata, minestra di ceci… la Toscana è terra di zuppe, senza pasta ma col pane sciocco…

  38. avatar esp

    pane sciocco

    Vuoi dire scipito, vero?

  39. avatar Bruno Stucchi

    Genericamente parlando. In Francia, Svizzera, Germania eccetera, non c’è ristorante quadtratico medio che nel menu non abbia almeno una minestra, passato o simili. Dalle nostre parti è rarissimo, e piazzati come ricordo “della nonna”. I clienti si vergognano, a meno che non sia verniciato di antique rimembranze tradizional-popolari. In fondo non è un male, perché vedere e sentire come certi buzzuri mangiare le minestre è orripilante. Non si ha idea di cosa voglia dire “slurp” se non si sente qualche amministratore delegato dell’autofficina di sotto mangiare un minestrone.

  40. avatar Bruno Stucchi

    Ovio erore di batitura: “buzzurRi”. O, se preferite, truzzi.

  41. avatar esp

    perché vedere e sentire come certi buzzuri mangiaRE

    errore di sbattitura?

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