
Rosario: Post sublime....pura poesia :)
ahahahahah: ovviamente con 1 milione te ne
ahahahahah: ragazzi ma fatevi furbi con 1m
Gianfranco: alla terza riga
se c'è bisogn
La Linea (Mauro): probabile che abbia sempre man
Sarà capitato anche a voi, cantava la flessibile Raffaella nello scorso millennio: ma che musica, che musica Maestro / hai trovato la via giusta / per la celebrità. Massì, proprio quella dello “Scandalo dell’Ombelico”. Noi qui nell’anno Nove del terzo millennio ci abbeveriamo al giudizio dei Maestri Pneumatici che dispensano margherite a volte con oculatezza, altre con una tecnica che nei più avanzati studi di marketing dell’Università di Yale viene definita “ad catzium“. Perchè quelle icone assomigliano alle stelle come io assomiglio al Sean Connery di “Goldfinger“: sono margherite, gerbere, e basta perchè il giardinaggio non è una delle 50 materie in cui sono preparato. Ma il popolo de’ commentator dei commentatori poi come farebbe a parlare di “Chef Margheritati“?
Perchè, dicevo, sarà capitato anche a voi: la cosa che mi causa attacchi di orticaria isterica con conseguente eruzione cutanea, pustole, prurito e l’immancabile secchezza delle fauci è l’uso trasversale e tracimante dell’aggettivo “stellato”. Ma passi: ci sono poi i peggiorativi “bistellato” e “tristellato”, il superlativo “pluristellato” e il clinico “monostellato”, per cui ho già inoltrato in parlamento un’interpellanza per l’introduzione della sedia elettrica. A basso voltaggio e per sedici ore.
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Ehm, credo che il “sarà capitato anche a voi…” fosse cantato da Mina, non Raffaella. (zun zun….)
Mauro, i tuoi ricordi sono eccellenti ! ma la canzone è stata portata al grande successo dalla Raffaella nazionale
http://www.youtube.com/watch?v=ysc791A-u5A
Il Caf ha comunque fatto una simpatica sinergia fra due canzoni: Zum zum zum e Ma che musica maestro
http://dailymotion.virgilio.it/video/xk5o1_raffaella-carra-ma-che-musica-maest_music
Ma non era anche Sylvie Vartan?
L’intero post è un florilegio di modi di dire (non tanto di luoghi comuni) perifrasi, parafrasi e onomatopeismi, che verrebbe voglia di citare Moretti e il suo “ma come parli” se non fosse esso stesso un ulteriore e trito, quello sì, luogo comune.
La stessa Raffaella è un modo di dire vivente, una che ha impersonato quasi spersonalizzandosi i ruoli più disparati dell’italiana media (tutto il contrario di Mina, che non cantò Macchemmù, macchemmù, macchemmusicamaestro..).
Ognuno di noi ha le proprie idiosincrasie, le proprie orticarie: non mi abbatte lo stellato quanto la guida pneumatica, nemmeno la bassa temperatura quanto chef o molecolare. Dove si rimbalza, non si scrive.
Certo è che tutto ciò rimbalza sicuramente al lettore occasionale che non potrà fare altro che notare e sottolineare la vena inguaribilmente snob di quanti scrivono e discettano di enogastronomia: diciamo la verità, ce ne rendiamo conto anche quando si parla, specie se tra non addetti ai lavori (ma è poi un lavoro?). Anzi ci sono difficoltà di linguaggio semplicemente al di fuori di un gruppo di riferimento, quale Dissapore, tanto per fare nomi.
Allora cosa ci salva, se ci salva, da quello snobismo che per la puzzetta fa arricciare il naso? Il tono, sia dello scrivere che del parlare.
Solo un tono ironico, scanzonato, dotto ma semplice, mai (possibile?) sfiorato da saccenteria, può fare passare il pluristellato o la bassa temperatura senza far cadere nel sottovuoto tutto quello che volete o avete di più caro.
Ovvvio, al Caffari non piace la Michelin, ma allora non citarla nemmeno, perchè così facendo, ecco che scatta l’invidia.
Invidia è un sentimento nei confronti di un’altra persona o gruppo di persone che possiedono qualcosa (concretamente o metaforicamente) che l’invidioso non possiede (o che gli manca).
Si metta il cuore in pace Signor Caffari.
Alfredo, non l’ho citata: ho altresì scherzato chi la cita, utilizzando quel termine che urta il mio delicato senso estetico.
Capisco che leggere sia un esercizio faticoso, ma di qualche utilità nella discussione.
Se si linca (si scrive così?) “Maestri Pneumatici” si legge Michelin 2010.
Quando si ridicolizza, è perchè non si hanno argomenti validi da contrapporre. Poi, se i simbolini sono fiorellini e non stelline cambia poco, a chi compra la “Maestri Pneumatici” interessano anche le forchettine, le casettine, le villettine, le monetine, se son rossine o nerine, interessano le mappine, con i simbolini piccini piccini ma tanto utili per chi viaggia.
Per ora la “Maestri Pneumatici” è imbattibile per praticità e utilità.
Consiglio: Non si fossilizzi solo sulle margheritine.
La “Maestri Pneumatici” non è solo quello.
Hahah, ma invidia di chi?
Povero anice stellato.
A me quella stella sembra il simbolo dell’ammorbidente sulla mia lavatrice.
E non compro la guida, consulto viamichelin.