pasticceria

Lo zen e l’arte della decorazione del cupcake in 10 punti non tutti cruciali

Ho appena visto al cinema “Le amiche della sposa” (il link rimanda al trailer su Youtube), esilarante commedia la cui protagonista, Annie, sta attraversando un momento complicato dopo il fallimento contemporaneo della sua pasticceria e della sua relazione. In una scena che riassume il suo senso di solitudine, Annie prepara un cupcake solo per sé, prima facendo il muffin e poi decorandolo con dovizia di dettagli – per poi mangiarlo, da sola. Non vi rovino certo il finale se vi dico che Annie troverà nuovo equilibrio nella riscoperta dei rapporti familiari, nelle amicizie di lunga data, nella sorellanza con altre donne e nell’amore di un uomo.

“Questo film vuole dirmi qualcosa…” ho pensato. Ci ho dormito su e la mattina dopo, BANG! un’epifania. Ecco cosa risolverà i miei problemi.

UN CORSO DI DECORAZIONE DI CUPCAKE.

Quindi sono andata ad un corso di California Bakery, fortunata catena di caffetterie americane a Milano.

Ho appreso che un cupcake si fa così. Cioè, idealmente meglio di così, ma seguendo questa procedura:

(1) Si fa l’impasto dei muffin, lo si inforna, si fa raffreddare completamente, si posa il muffin al centro del proprio piano di lavoro. Si dice: A NOI DUE!

(2) Si spolvera il piano di lavoro con un misto di maizena e zucchero a velo, che impedisce alla pasta di zucchero di incollarsi.

(3) Si estrae la pasta di zucchero dal cellophane nel quale è stata conservata fino a quel momento. La si colora “dando libero sfogo alla propria creatività”, come ci è stato raccomandato. La si stende fino a renderla molto sottile con il mattarello.

(4) Si applica un velo di marmellata sul muffin. Servirà da colla in vista dell’applicazione della pasta di zucchero.

(5) Si applica il primo strato di pasta di zucchero. Si contempla il risultato. Ci si terge il sudore dalla fronte (se si è me, a questo punto si è sudati come cotechini).

(6) Si colorano altri pezzetti di pasta da zucchero, si tagliano secondo fantasia, si applicano in strati successivi. In questo caso, come colla si usa una soluzione di acqua e zucchero applicata con un pennellino.

(7) Se si è persone competitive di natura, a questo punto si gettano occhiate nervose verso le altre postazioni, dove ormai – in luogo del pratino sul vostro cupcake – sorgono Taj Mahal di pasta di zucchero. Il punto 7 è molto stressante, per questa ragione può essere omesso.

(8) Si danno i tocchi finali utilizzando la ghiaccia reale, preparata frullando un albume d’uovo con lo zucchero a velo fino a che il composto non raggiunge la consistenza del dentifricio.

(9) Si dice “Voilà!”

(10) Si apprezza la pace interiore che deriva dalla decorazione del cupcake.

[Fonti: Youtube, Californiabakery.it. Immagini: Caterina Colombo]

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27 commenti a Lo zen e l’arte della decorazione del cupcake in 10 punti non tutti cruciali

  1. Complimenti sia per il post che per il risultato :)
    Grande invidia, anzi, per il risultato: veramente carina, se ci avessi provato io ne sarebbe uscito un prato appassito.

    Com’è stato il corso? Pensavo di seguire quello sull’apple pie.

      • no, sono più sul genere gothic-lolita perché la decorazione è stata impreziosita alla fine dal GLOSS COMMESTIBILE SPRAY arrivato direttamente da internet (su richiesta e dietro parola d’ordine posso citare fornitore), che ha dato quel tocco glam all’insieme.
        me ne ha ordinati una serie Marilyn Manson per le nozze d’argento dei genitori

  2. Moriremo tutti, vabbé, ma voi morirete americani, e non è una bella fine, credetemi.
    Non mi avrete: i cupcake sono una cagata pazzescaaaaaaaa
    Andate a lavorare in una pasticceria italiana, giovinastri

  3. Pingback: Laboratorio Cupcakes con i foodblogger Made with love – Il blog di California Bakery

  4. cupcake…ma siamo tutti mmmericani…
    un muffin(che potrebbe anche essere buono ma solo entro i primi 5 minuti dalla cottura)ricoperto di pasta di zucchero(ricca di grassi vegetali)e ghiaccia reale(albume preferibilmente non più giovane, e zucchero,ma siamo matti..)io preferisco la pasticceria italiana o al massimo mitteleuropea,forse poco salutare ma almeno sicura

  5. concordo con…tutti voi.. i cupcakes sono effettivamente immangiabili e da un un punto di vista nutrizionale ….assolutamente scorretti. Però il fascino di decorare uno di quei deliziosi fagottini dolci….è impareggiabile. Nulla nel campo della pasticceria dà soddisfazione al neofita, come decorare un cupcake…nei miei corsi di pasticceria il momento della decorazione del famigerato dolcetto è atteso come la campanella della ricreazione sui banchi di scuola…..e devo ammettere che anche io ne sono rimasto……affascinto.

    p.s. una sfogliatella o un bignè di San Giuseppe però…..

  6. Pingback: Sono tornata a scuola (di cupcake). « Cucino per gli ospiti

  7. Ciao a tutti! Mi sembra che si sia fatta un po’ di confusione su che cos’è un cupcake.
    In realtà non si tratta di un muffin ricoperto di glassa, ma di tutt’altro.
    La parte sotto è praticamente un pan di spagna aromatizzato, quindi un’impasto molto più leggere di quello del muffin, mentre la parte sopra non è una glassa, ma generalmente un creama a base di burro o di formaggio anch’essa aromatizzata.
    Il bello dei cupcakes, oltre all’aspetto, è l’abbinamento tra aroma del pan di spagna e della crema. Come dice il nome stesso si tratta di una vera e propria torta dalle dimensioni mini.
    Personalmente trovo molto buoni i cup cake che fanno da “That’s Bakery” a Milano, tra i vari gusti pan di spagna zenzero e cannella con crema (che in genere viene chiamato “frosting”) al burro di arachidi, oppure limone con frosting al cioccolato bianco, oppure vaniglia-vaniglia, pan di spagna al cioccolato e sopra cream cheese.

    • Non è un muffin e condivido. Ma la “base” può essere praticamente qualsiasi “cake” ridotta alla forma di muffin e decorata altrettanto liberamente

    • Concordo, non è (sempre) un muffin… c’è da capire poi cosa sia un muffin per gli americani, che è ben diverso dai muffin inglesi…
      Insomma una tortina piccola generalmente burrosa (alla maniera inglese) e “umida”, questa la caratteristica fondamentale, mai e poi mai asciutta (il pan di spagna è un po’ troppo secco).

      La crema poi… rigorosamente a base di burro e zucchero a velo, spumosa e ricchissima. La decorazione è solo per le torte o per inserti nella crema al burro.
      Ciao!

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