di | mar 06 dic 2011 ore 16:13
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sopravvivenza

Niente panico, è Natale. Step 1: Casa e menu planning

Sciocchechesiete, sapevate che la frase d’amore più bella è “Cara, il 25 tutti al ristorante?”, e invece quest’anno cucinerete il pranzo di Natale. Sì, certo, avete l’esperienza e il talento per farcela, ma sapete che la cosa è complessa (specie per delle maniache perfezioniste come voi), e che le ore prima del pranzo di Natale somiglieranno a un melodramma di ansia e agitazione screziato di lacrime.

Così, se ci volete riuscire senza overdosi di cioccolato, senza mettere a rischio la vostra sanità mentale o gli equilibri familiari già precari, dovete iniziare subito. Con “Niente panico: è Natale“, nuova e antistressogena serie di Dissapore, ci avviamo verso Natale tenendoci per mano. A ogni episodio spunteremo le cose fatte calme e fiduciose, combatteremo anche l’invasione aliena di babbi, alci, angeli e candele profumate al muschio. E quello che andremo a realizzare non sarà un pranzo di Natale gratuitamente auto-punitivo tipo Benedetta Parodi/Antonella Clerici/Tessa Gelisio. Tre settimane sono abbastanza per riuscirci.

Il primo step riguarda la casa. Poi passeremo alla pianificazione del menu.

CASA (1). PULITELA. Avere una casa pulita vi farà sentire pronte e competenti. Iniziate stasera stessa, non dimenticate che abbiamo davanti il ponte dell’Immacolata.

  • Lavate il tovagliato che userete a Natale, se lo avete, poi piegatelo e mettetelo via.
  • Per autolesionismo avete invitato le zie del Sud a fermarsi qualche giorno? Lavate la biancheria degli ospiti e assicuratevi di avere le lenzuola e gli asciugamani che servono.
  • Pulite il frigo a fondo e con cura.
  • Lasciate stare i pavimenti per ora, quelle sono pulizie last-minute.
  • Premiate vostro marito, stasera. Offritegli di scolare tutte le bottiglie di liquore aperte, e riciclatele per ogni evenienza.

CASA (2). ATTREZZATELA.

  • Controllate la scorta dei giochi di società, procuratevi qualcosa di semplice e rumoroso che escluda l’ipotesi tombola (argh! Gli orribili fagioli in giro per casa).
  • Se non avete tovagliato natalizio proibite tassativamente a mogli compagne e femmine frequentati di esaltare il loro, con i carinizzimi decori in oro e argento. Investite con poco sforzo in una tela monocolore rossa o bianca, di quelle da combattimento, che pure se i bimbi ci scrivono su la letterina di Natale con il sugo dell’arrosto non succede nulla. In alternativa, girate le vecchie tovaglie.
  • Passate in rassegna le decorazioni di Natale, eliminando quelle che rendono la vostra boiserie simile a una vetrina di Co.Import.
  • Giustificate l’assenza di quattro luminarie intermittenti sul balcone con improvvisi attacchi di panico da riscaldamento globale.

MENU PLANNING.

  • Da vere boss della cucina, approfittate di qualsiasi offerta d’aiuto, e se nessuno si fa avanti appioppate incarichi, scappando subito dopo.
  • Pianificate il menù tenendo per voi i piatti caldi da ultimare in poco tempo, prenotate il prenotabile e giocate con i vostri pezzi forti: abbandonate ostriche, polvere di caffè e sospiri di prezzemolo e fate partire la ola per lo spaghetto col tonno.
  • Tocco alternative-kitch: fate una piccola scorta di piatti, bicchieri e tovaglioli di plastica possibilmente sui toni del rosso e del verde, del tipo che ci scrivi il nome sopra e partono gli Elio con Tapparella. Variante pseudo-artistica: tovaglioli a ventaglio.
  • Mettete in lista la Coca Cola digestiva post abbuffate notturne di pandoro. Nei casi più difficili, prevedere dosi importanti di bicarbonato.
  • Se avete pargoli, vi tocca la preparazione dei biscotti di Natale: rassegnatevi ad avere zenzero e cannella come compagni di letto per la prossima settimana e comprate almeno un paio di stampini a forma di renna o stella cometa: li riciclerete come portatovaglioli in cene con amiche fescion.
  • Avete ospiti pseudo-intolleranti a qualcosa, schifiltosi del pesce, oltranzisti del bio? Bè, avvertiteli di portarsi la pappa da casa, in fondo, è Natale pure per voi.

[Crediti | Link: YouTube, immagine: iStockphoto]

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20 commenti a Niente panico, è Natale. Step 1: Casa e menu planning

  1. avatar gianluca

    spaghetti col tonno a natale ?!?!?!?
    e se degli ospiti non gradiscono qualcosa, gli dico di portarsi il cibo da casa ?!?!?!
    scusate….ma che consigli sono !!! a me sembrano folli :-)

  2. avatar agata

    Fai apparire la preparazione del pranzo di natale un lavoro forzato.
    La magia dove é finita?
    A questo punto diciamo agli ospiti di venire già mangiati e alle 21:30 tutti a nanna.

    Mettiamo che voglia sedermi per un attimo nella tua direzione sposando la tua ottica. piatti di plastica? consigliamo almeno della polpa di cellulosa ecocompatibile.
    Puoi scrivere il nome anche su quelli.

    • avatar Paolo

      @Agata: il problema esiste, siamo sinceri. Che mamma, alla fine del pranzo di Natale, fosse piu’ stanca che dopo una maratona, e’ quasi la regola.
      Qual e’ la cosa strana che invece mi ha colpito del post? di sembrare quasi inattuale. Perche’ la giornata di Natale era da mamma, o presso un parente, con un numero di parenti e nipoti che oggigiorno, davvero, pochi di noi metterebbero insieme.
      Siamo sinceri: un numero di figli superiore a 4, consorti e nipoti in numero ancora superiore, chi e dove li mett einsieme?
      In realta’, nella esperienza di oggi, farei fatica a dire: ci troviamo in otto, chiamando anche il cugino antipatico.
      E’ quello che non mi torna dell’articolo. Mentre il planning e l’elenco dettagliato ci sta tutto “se” ci fosse un pranzo con i numeri di una volta.
      IMHO, s’intende

      Paolo

      • avatar esp

        Io ricordo quei pranzi di Natale (da noi si fa a mezzogiorno) in cui, fra noi e qualche parente, si arrivava a 10/12 persone.
        Però i parenti stessi venivano al mattino a dare una mano.

      • avatar Silvia F

        Noi siamo ancora tanti (per tanti intendo 12-14, e rispetto a tanti amici siamo in pochi)ed adoro l’atmosfera di festa. Detesto solo che in pochi debbano alla fine lavorare moltissimo e godersi meno la festa. Lo si fa volentieri, ma non è che dimezzi il lavoro! :)

  3. avatar Marti

    Non concordo su un punto: per gli “ospiti pseudo-intolleranti a qualcosa, schifiltosi del pesce, oltranzisti del bio” si può cucinare qualcosa senza problemi nè troppa fatica! Un bel piatto senza-quel-qualcosa per i primi, salsiccia e patate che si cucinano da soli per i secondi, mais in pannocchia grigliato per i terzi! =D

  4. E i piatti pronti comprensivi dei tristissimi antipasti con la gelatina dove li lasciamo? Mamma mia mi è venuta una tristezza leggendo questo post…il bello del Natale è anche faticare per vedere soddisfatti gli ospiti!

  5. E dunque :
    -pane all’uvetta , meglio se di zibibbo
    -monnezzaglia al pomodoro
    -pasta e fagioli
    -vino biancale
    -…….

    e buon natale

  6. avatar edvige belva

    A Roma: pasta e broccoli in brodo di arzilla (razza che dopo averle acccarezzate all’acquario di Genova mentre mettono la testa fuori dall’acqua non le mangio più), fritto misto di broccoli e carciofi. Anguilla e capitone non li vuole più nessuno. Magari il baccalà.

  7. avatar simona

    accidenti,leggere questo articolo mi ha catapultato negli anni Cinquanta!Paura.

  8. avatar esp

    Paura? Io ci vorrei tornare, negli anni cinquanta :)

  9. avatar paola

    Eccomi, sono io quella della cena della vigilia che tutti gli anni si immola per la gioia di grandi e grandi, giacchè piccini non ce sono piu’! Seguiro’ se posso i consigli ma come affrontare per esempio l’immancabile frittura vegetale che i miei 15/16 ospiti amano gustare appena fatta? Fatemi sapere come fate voi!

    • avatar esp

      Beh…o ti munisci di padellone con almeno 5 litri di olio o…ti affidi a san microonde.

      • avatar MAurizio

        Friggi con il microonde ?
        Personalmente da anni cerco di limitare le vere fritture (per eccesso di panza e colesterolo) e ho trovato una mano santa nelle friggitrici “senza olio” tipo Tefal dove patate, zucchine, peperoni, melanzane mi riescono ottimamente.
        Discrete anche le “fritture” di gamberi/totani/calamari.
        Ovviamente niente pastelle (che poi sono il must della frittura natalizia)

        • avatar esp

          No, non friggo col micro. L’ idea era quella di preparare la frittura e scaldarla al momento di servirla

          • avatar MAurizio

            Che ti stai parodizzando ?? :-D
            La frittura riscaldata ?
            Oddio, ad essere onesti, i filetti di baccalà in pastella sono buoni 8almeno per me) sia freddi che ripassati al micro (ovviamente quelli avanzati dalla classica fase: uno frigge gli altri mangiano, rigorosamente in tempo reale).
            La classica frittura di pesce ripassata la vedo dura … :-(

          • avatar esp

            Veramente si tratta di frittura “vegetale” non di pesce. E comunque, è solo la seconda ipotesi. L’ ideale è sempre friggere al momento, però per 17 o 18 ospiti…;)

  10. Per le vostre tavole ci vuole un buon vino.

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