
Rosario: Post sublime....pura poesia :)
ahahahahah: ovviamente con 1 milione te ne
ahahahahah: ragazzi ma fatevi furbi con 1m
Gianfranco: alla terza riga
se c'è bisogn

Tra passate di pomodoro, olio extra vergine d’oliva, confetture, pasta, pizze surgelate è stato tutto un test a test (che il santo protettore dei confronti tra prodotti della stessa categoria mi perdoni) e comunque, dopo tanto mangiare volevamo dissetarci con qualcosa di fresco, motivo per cui la prova d’assaggio numero 6 è nel segno del chinotto.
Per scovare la bevanda all’agrume ligure più gustosa e dissetante una volta tanto,non sono andata al Super, alcuni di questi chinotti si trovano soltanto nei negozi di specialità gastronomiche.

- Abbondio
- Lurisia
- Neri
- Sanpellegrino
- Aspetto visivo
- Analisi olfattiva
- Effervescenza
- Sapore
Il test si è svolto “alla cieca”. Come sempre ricordo che non sono una tecnologa alimentare, e che il verdetto è oggettivo con deviazioni personal-affettive.

# 4 Chinò Sanpellegrino
Dicitura sul fronte: il popolare slogan “Bevi fuori dal coro”.
Formato: 500 ml
Ingredienti: acqua, sciroppo di glucosio – fruttosio, zucchero, anidride carbonica, coloranti: E150d, aromi, acidificanti: acido orto fosforico, acido citrico, estratto di chinotto, correttori di acidità: citrato di sodio, antiossidanti: acido L-ascorbico, sale.
Presenti i valori nutrizionali.
– Giudizio: identificato subito a causa del gusto vagamente medicale, indistinto il sapore di chinotto.
– Packaging: totalmente dark, panciuto, un po’ sbruffoneggiante.
– Aspetto visivo: scuro e non schiumoso.
– Analisi olfattiva: profumi poco naturali.
– Effervescenza: ga(s)satissimo, ma chi ti credi di essere?
– Sapore: il sapore riecheggia un medicinale e lascia un retrogusto pesante.
– Prezzo: € 1,54 /al l. quindi € 0,77
– Rapporto prezzo/felicità: coerente, il più economico arriva ultimo.
– In breve: più che Chinotto è Chinò, come da slogan.
Voto 5
# 3 Chinotto Abbondio
Dicitura sul fronte: Il Chinotto originale
Formato: 275 ml
Ingredienti: acqua, zucchero di canna, anidride carbonica, zucchero bruciato, aromi, acidificante: acido citrico.
Presenti i valori nutrizionali.
– Giudizio: seduce il packaging, meno la bevanda troppo dolce e schiumosa.
– Packaging: vintage, con la procace pin-up dallo sguardo ammiccante.
– Aspetto visivo: colore ambrato e tanta schiuma… Teo Musso (creatore delle birre Le Baladin) esci da questo corpo!
– Analisi olfattiva: gradevole, il chinotto si distingue eccome.
– Effervescenza: quasi impercettibile.
– Sapore: piacevole con tendenze al dolciastro che possono stancare. Discretamente persistente al palato.
– Prezzo: € 3,20/al l. quindi € 0,88
– Rapporto prezzo/felicità: il migliore, anche se il prezzo giustifica aspettative più alte.
– In breve: liscio, spumoso e (fin troppo) dolce, è ideale per compensare un deficit di accudimento.
Voto 6
# 2 Chinotto Lurisia
Dicitura sul fronte: Quello vero del Presidio del Chinotto di Savona.
Formato: 275 ml.
Ingredienti: acqua, zucchero, zucchero bruciato, succo di limone, anidride carbonica, aromi naturali, infuso di chinotti della riviera ligure.
Presenti i valori nutrizionali.
– Giudizio: il chinotto presidiato è proprio buono, abbastanza simile alla bevanda con la pin up: schiumosa con poche bollicine e una punta di dolce in eccesso.
– Packaging: classico e lineare, grafica essenziale un po’ “ventennio” style.
– Aspetto visivo: colore armoniosamente ambrato, insiste con la spuma.
– Analisi olfattiva: piacevole, perfettamente distinguibile il chinotto.
– Effervescenza: modesta anche ‘sta volta.
– Sapore: gusto intenso ma vagamente mieloso, un peccato di dolcezza che rischia di infastidire.
– Prezzo: € 3,56/al l. quindi € 0,98
– Rapporto prezzo/felicità: buono ma non il massimo della convenienza.
– In breve: succulento e sciropposo.
Voto 6,5
# 1 Chin8 Neri
Dicitura sul fronte: Dal 1949 Chinotto per davvero.
Formato: 200 ml.
Ingredienti: acqua, zucchero, anidride carbonica, colorante: E 150 d, estratto di chinotto, aromi, acidificanti: acido citrico e orto fosforico, antiossidante: acido l-ascorbico.
Indicazioni sulla conservazione e i valori nutrizionali
– Giudizio: il migliore del test, finalmente chinotto.
– Packaging: minuto e timido, fatto di trasparenze essenziali con una grafica per niente invasiva.
– Aspetto visivo: spuma esigua (finalmente!), colore scurissimo, il più neri(o) di tutti.
– Analisi olfattiva: delicato, si percepisce il profumo del chinotto.
– Effervescenza: decisa, si vede e si sente.
– Sapore: il più buono, meno dolciastro dei precedenti al palato è agrumoso e fresco, si distinguono note amare molto piacevoli.
– Prezzo: € 3,90/al l quindi € 0,78
– Rapporto prezzo/felicità: può andare visto il risultato finale.
– In breve: “Chinotto per davvero”, disseta alla grande.
Voto 8
Confronto tra prodotti abbastanza diversi tra loro ad eccezione delle similitudini tra Abbondio e Lurisia, entrambi drink riusciti ma generosi in dolcezza e avari di gas. Gusto un po’ grossolano per Sanpellegrino, il divario con gli altri chinotti è evidente. In un’altra stratosfera Neri, il più completo del gruppo, che senza essere smielato armonizza il sapore del chinotto con una ragionevole effervescenza, riuscendo a dissetare come si deve.

Conoscete questi chinotti? Esistono altri marchi che volete segnalare? E qual è il vostro preferito?
[Crediti | Link: Wikipedia, immagini: Carmelita Cianci]
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Molto brava , come sempre, la Carmelita.
Concordo sul fatto che la nota amara del chinotto sia fondamentale, per cui, anche se è l’unico che non ho mai bevuto, parteggio senz’altro per Neri.
Sorrido anche un po’ sotto i baffi al pensiero di questi ritorni dal passato. Se negli anni ’70 avessi avuto il coraggio di ordinare un chinotto in società (mi è sempre piaciuto), sarei stata esposta al pubblico ludibrio…. Sia mai che riuscirò a vedere anche il ritorno anche del tamarindo o della cedrata?
è bello essere orgogliosamente demodé: io fra le bibite gasate bevo solo cedrata (tassoni) e chinotto
Tassoni, come ogni estate, passa alla radio il solito slogan
http://www.youtube.com/watch?v=3l4dZIa8N0k
A e piaceva molto il chinotto Paoletti, ma sono anni che non lo bevo più.
Sembra difficile da trovare.
Da Eataly vendono diverse bibite Paoletti, ma non il chinotto.
Oh, meno male, ha vinto il mio preferito.
Viva viva il chinotto Neri, davvero il migliore. Avevo grandi aspettative per quello dell’acqua Lurisia (provato da Bonci), ma il Neri non si batte, anche come grafica.
Il Lurisia è fregato in partenza dalla scritta “IL NOSTRO chinotto”…
Amo molto il Chinotto Neri, a Roma è un must, ma quello Lurisia secondo me ha un’altra marcia. Un gusto più naturale anche se, in effetti, una punta di zucchero in meno non guasterebbe.
Quello San Pellegrino mi sembra proprio un’altra bevanda, non sa di Chinotto e dopo due sorsi stanca.
nel Lurisia c’è solo il chinotto e si sente che c’è solo quello, nel Neri ci sono 8 essenze e sono bilanciate perfettamente
La pubblicità della Neri negli anni ’50 recitava:
“SE BEVI NERI, NE RI BEVI”
grandissimo!
Non ho mai bevuto il chinotto Abbondio…è forse per questo che non capisco come: “Analisi olfattiva: gradevole, il chinotto si distingue eccome”…ma negli ingredienti non vi è traccia di chinotto in nessuna delle sue forme possibili?! …l’unica spiegazione plausibile è che sia nascosto tra gli aromi ma a questo punto mi chiederei…perchè fare il chinotto senza indicare il chinotto negli ingredienti?! allora si può fare davvero il vino senza l’uva?!
oh yes!
per legge le bevande a succo (aranciata ecc..) devono contenere almeno il 12% del succo della frutta da cui si ricavano per le bevande non a succo (dal chinotto non si spreme il succo ma si ricava un infuso dalla buccia) possono anche non contenere il frutto originale di cui si fregiano il nome e il gioco è fatto una famosa cedrata pubblicizzata negli anni 70 nell’ elenco ingredienti non aveva nemmeno l’ombra del cedro in etichetta misteri del legislatore
)
però dai una degustazione alla cieca di chinotto con i bicchieri di plastica, non si può proprio vedere !
Prego rifare in vetro includendo anche i chinotti Romanella e Paoletti. Solo da bottiglie in vetro, please.
Se spellegrino è solo in plastica… amen ne faremo a meno.
alhoa, suggerisco di provare quello della ecor. meno fuffa + chinotto.
Per me vince alla grande il Lurisia, già il fatto che sul Neri sia riportata la scritta “aromi” e … basta, mi lascia perplesso.
anche a me il Neri piace molto, ma non è più naturale Laurisia?
per me vince Lurisia a mani basse, senza rivali
anche per me
io bevo ho bevuto la cedrata baldin (non in società ma) a casa e lo rivendico!! squisita.
peccato che costi un occhio!
Cattivi!!!
Dopo il post sul Negroni (che in Olanda, dove vivo, non sanno fare), tirate fuori la mia madeleine personale: il chinotto. A casa mia (e dei miei genitori, e prima ancora dei miei nonni materni…) si è sempre bevuto il Lurisia.
Agli amanti del genere in zona Savona, consiglio caldamente una visita da Besio: i suoi chinotti in barattolo (al maraschino, allo sciroppo etc.) sono semplicemente inarrivabili. E il chinotto è pure presidio slow food, mi pare.
Provati tutti e quattro:
Chinotto Neri tutta la vita!
Doppio pollice verso per il San Pellegrino, mentre Abbondio e Lurisia, pur buoni, non sono all’altezza.
“Se Bevi Neri Ne Ribevi”
Da quando lo conosco ho bevuto sempre Lurisia. Non conoscevo Neri, assolutamente da provare da quello che leggo..
Mi ha stupito molto la differenza di colore tra i vari tipi. Da cosa dipende?!
dai coloranti, principalmente
Il colorante è l’E150d (Caramello ammonio solfito).
[Cito dal sito http://trashfood.com/2007/09/liquirizia-e-caramello.html
[...]
-E150a, è il caramello più semplice, viene prodotto sottoponendo gli zuccheri a temperature elevate intorno ai 180 gradi. Lo troviamo in alcuni marchi di whisky e cognac.
Per ottenere la caramellizzazione si possono impiegare anche acidi, alcali e si ottengono gli altri tipi di caramello.
-E150b (Caramello solfito-caustico), viene utilizzata la stessa tecnica dell’E150a ma in presenza di composti a base di solfito (acido solforoso, solfito di potassio, bisolfito di potassio, solfito di sodio e bisolfito di sodio). Si usa in alcuni cereali per la prima colazione e nell’industria dolciaria.
- E150c (Caramello ammoniacale), viene prodotto mediante riscaldamento dei carboidrati in presenza di composti ammoniacali (idrossido di ammonio, carbonato di ammonio, bicarbonato di ammonio e fosfato di ammonio). Viene usato nella produzione di alcune salse al barbecue ecc.
-E150d (caramello solfito-ammoniacale), si ottiene mediante riscaldamento dei carboidrati in presenza di composti a base di solfito o ammoniacali (es. acido solforoso, solfito di potassio, bisolfito di potassio, solfito di sodio, bisolfito di sodio, idrossido di ammonio, carbonato di ammonio, solfito di ammonio e solfito acido di ammonio) E’ il caramello piu’ usato, basta ricordare che è usato nelle bibite come Coca-Cola, Pepsi, ice tea, ginger ale ecc..
[...]
nel chinotto neri (buonissimo) c’è il colorante
Lurisia buonissimo!!!!!!!
Mi metterò alla ricerca
Abbondio un po’ meno di Lurisia, trovo, anche se il packaging è davvero bello.
Chinò francamente non lo si può chiamare chinotto..
Neri mai provato
Che spettacolo, proprio la mia degustazione, sono un appassionato di chinotto, e proprio la mia classifica, li cerco e li provo tutti, da sempre Neri è senz’altro il migliore, Abbondio e Lurisia sono i fighetti del gruppo, ma debbo dire che secondo me non ci siamo proprio. Provate il chinotto Paoletti che starebbe bene subito dopo il Neri. Infine bisogna precisare che la S.Pellegrino ha lavorato molto sul suo chinò. proprio per farlo sembrare meno chinotto, per farne una bevanda diversa e più appetibile dai “giovani”, per cui le differenze sono cercate anche se non sempre vincenti, inoltre ho visto che la bottiglia del s. Pellegrino è di plastica, è esattamente quella confezione che dà quell’odore di medicinale, provate la bottiglietta di vetro (c’è), vi assicuro che è diversa.
allora il Paoletti lo fanno ancora ! Vista la difficoltà a trovarlo temevo non lo facessero più. Dove lo trovi ? Dal cognome mi sa che sei marchigiano e quindi vicino al produttore… Sbaglio ?
D’accordo con te, come ho già detto, che la bottiglia di plastica penalizza.
Sul S.Pellegrino devo riconoscere che hanno trovato un nome bellissimo.
Mentre altri giocavano con l’otto loro lo hanno tolto, ed hanno ottenuto un nome geniale. Purtroppo il prodotto è mediocre, ma mi riservo di riassaggiarlo in vetro.
Di Lurisia, diciamolo il colore troppo chiaro delude parecchio.
Il Paoletti sono anni che non lo bevo. Ai tempi era (se non è cambiato) un prodotto ottimo, colore e sapore pieni, frizzantezza decisa. Lo bevevo freddissimo: davvero ottimo.
“da sempre Neri è senz’altro il migliore”…ora, forse non ve ne siete accorti, ma il chinotto Neri non è più il “chinotto Neri se lo bevi lo ri bevi” da un pezzo. E non è un modo di dire. L’azienda vendette il marchio ma mai la ricetta…
Neri storico e buono ma no match con Laurisia
Quoto!
Provati tutti e 4, e per me:
1.Lurisia
2.Abbondio
3.Neri
–Chinò fuori classifica (lassuma perdi…)
tutti giudicati prendendo come metro di paragone i prodotti a base di VERO chinotto della ditta Besio di Savona
ps: il chinotto lurisia e ancor + la gazzosa lurisia, se bevuti prima di andare a dormire mi fanno una sete dopo alcune ore….anche a voi??
Il Chin8 Neri è disponibile nella lounge Borromini di Alitalia a Fiumicino e ottiene sempre un buon successo
anche per me il lurisia è una spanna sopra tutti.
Chin8 Neri tutta la vita!
Davvero, l’ecor che si trova nei supermercati Natura Sì avrebbe completato la panoramica!
Il Lurisia mi piace molto ma sono d’accordo chi lo definisce un po’ sopra le righe rispetto al chinotto e alle sue note amare. L’assaggio del Neri non mi aveva entusiasmato, ma vedrò di provare un’altra degustazione… peccato che a Firenze non si trovi molto facilmente.
Ho più di sessant’anni e da una vita il mio chinotto è il Neri!
Bene, anche questa prova interessantissima della nostra instancabile esperta di schifezze è andata in fondo e ora sappiamo come orientarci tra i prodotti industriali di dubbia qualità ed incerta composizione scelti questa settimana per noi. Buono a sapersi. Che fortuna sapere tra tante cacche quella che ha il sapore migliore! A quando la prova tra le barrette energetiche? E quando quella sulle patatine in sacchetto? E che dire di quella sui salumi in busta: quale marca saprà meno di conservanti? Quale profumerà meno di fecalomi? Attendo con ansia la prova dei “4 salti in padella”, dopodichè smetto di frequentare questo sito, senza rimpianti. Meglio i gastrofanatici che gli spazzini.
L’ultimo dei decadenti.
Decadente? Boh. Forse qui son stato abituato male; mi sarei aspettato un post dove qualcuno insegnava a farlo il chinotto, non a comprarlo al supermercato.
Lasciamo perdere l’ascientificità e il carattere ultra soggetivo delle prove, capisco che si tratta di un mezzo gioco, ma se devo leggere stronzate del genere qui, allora vado su http://www.cucinadibologna.it, almeno non rimango deluso.
Poi magari c’è pure chi si sente figo ad aver avuto questa bella ideona della prova di assaggio dei surgelati, confezionati, imbustati, imbottigliati e via dicendo. Butto lì: era troppo ardito fare prove tra, che so, pomodori da sugo o da insalata? Troppo banale? Allora magari una ricerca tra fruttivendoli di ogni città su chi abbia i prodotti più freschi, il macellaio più fornito, insomma una boiata-boiata meglio di questa sulle migliori schifezze del discount non è difficile trovarla.
Ma veramente voi volete parlare di cultura del cibo e fate un post sulle pizze surgelate? Chi c’è al comando, Bertie Wooster?
Grazie per i consigli e le chiuse fulminanti.
Basta non leggere il sito e soprattutto offendere chi commenta e gradisce le bevande o i cibi usati nei confronti… poi per altro io lavoro nello stabilimento di produzione del chin8neri e posso assicurarti che di schifezze non ce ne sono…
allora bevi l’acqua e non commentare non ne ha bisogno nessuno.
Maurizio, potevi risparmare preziose energie intellettuali evitando di scrivere fesserie condite di stupido risentimento. Io non ho offeso nessuno. A meno che non sia considerato offesa lamentarsi all’interno di un blog di cultura culinaria per dei post su prodotti industriali tipo pizze surgelate e affini, e pure il chinotto perchè sarebbe stato più interessante sapere come farselo da soli.
Come ho detto, forse sono stato abituato male. “Dissapore” mi sembrava un po’ diverso. Mi sembrava talmente diverso che avrei potuto risponderti: “Guarda, se vuoi leggere confronti tra alimenti che non daresti al cane, è meglio che da qui te ne vai tu”.
A te piacciono? Urca, beato te! E a me che non piacciono, posso dirlo? Magari qui a chi ci lavora fa più comodo avere qualcuno che critica un po’, rispetto a chi qualunque cazzata si scriva dice: “Bello! Mi piace!”. Comunque, se ti dà fastidio come la penso, puoi sempre consolarti scolando una bella bottiglia di quell’intruglio che produci, sicuramente ottimo. Io, invece dell’acqua che lascio volentieri a te insieme all’estratto di chinotto ,coloranti, acidificanti, antiossidanti, dolcificanti e fetenzie, brinderò agli sciocchi che si offendono in conto terzi con un sorso di Chardonnay delle Langhe 2010.
Abbondio 6, Lurisia 6,5 e Neri 8??!Bah! ecco il risultato dell’industrializzazione del gusto!Il chinotto Neri ormai non ha quasi più niente a che vedere con quello della ricetta di Pietro Neri, eppure la gente gli è talmente affezionata che crede ancora di bere quello degli anni ’50! E poi il chinotto agrume all’interno dell’omonima bibita è presente in quantità irrilevanti e quasi impercettibili. Il chinotto è una bibita fantasia in cui predominano caramello e spezie, quindi è inutile cercare il sentore dell’agrume al naso.
Voto del post 5, da rivedere e correggere!
concordo al 100%
Ma mi piacerebbe sapere come puoi essere certa di quello che hai scritto…la ricetta è la stessa dell’inizio della storia del chin8neri te lo posso assicurare (lavoro nello stabilimento di produzione) poi ovviamente il tempo passa e chi forniva le materie prime non è più lo stesso tranne che per la qualità delle stesse e soprattutto del chinotto utilizzato.
Maurizio mi è capitato di assaggiare un chinotto realizzato dal nipote di Pietro Neri seguendo la ricetta del nonno per filo e per segno, confrontato con un Chinotto Neri di oggi i prodotti risultano molti diversi. Lo stesso nipote ha ammesso che il chinotto non è decisamente più come quello originale. Poi, se non sbaglio, ora dovrebbe essere tutto in mano alla Nestlè = prodotto industrializzato.
Quanta supponenza e altrettanta ignoranza. Ma quale Nestlè???
Quando c’erano in giro tanti meno radical chic a comprare bibite understated la Chinotto Neri, prossima al fallimento, è stata fortunatamente rilevata dalla Ibg, un’azienda campana che produce (anche su licenza) bibite gassate. Sì, fa pure la Pepsi, e sono certo che questa “macchia” è sufficiente per gettare discredito e biasimo sull’azienda.
Ma perchè bisogna sempre fare gli snob o i complottisti su tutto?
Trovo altresì ridicolo il solito italico campanilismo tra nord e sud anche sulla preferenza dei chinotti.
Che paese arretrato.
a proposito di chinotti… questa secondo me è un’analisi più utile ed oggettiva:
http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/12/02/declinazione-di-chinotto/
Bel post e comunque Chin8 Neri per tutta la vita!
ehilà!
ma non avete notato che abbondio e lurisia sono esattamente la stessa cosa?
…stesso produttore e stessa identicissima bottiglietta… potete verificare i marchi in rilievo del produttore del vetro…
Ho assaggiato tutti e quattro i chinotti, darei forse mezzo punto in più all’Abbondio, ma concordo PIENISSIMAMENTE con il fatto che Chin8 Neri vinca a mani basse.
Chiedo solo all’azienda viterbese di darsi un po’ più da fare con la distribuzione. Non è plausibile che continui ad essere un prodotto quasi esclusivamente romano…
adooooro il chinotto…. Lurisia o Abbondio sicuramente. Devo provare a trovare il Neri ma a Trieste non saprei dove. Se qualcuno mi informa in merito….
OCCHIO che è cambiato qualcosa sull’etichetta…..
gli ultimi chinotti Abbondio son prodotti a Mariano Comense da FAVA bibite (prima erano prodotti da loro a Boffalora ST, e prima ancora a Tortona dove è nato)
http://www.favabibite.it
….mentre la Lurisia viene prodotta sempre a Boffalora ST (con tir di acqua Lurisia che viaggiano verso Milano ?!!??)…
Dovrei fare un appuntino sui prezzi al litro delle bevande:
3,08 €/l Sanpellegrino
11.64 €/l Abbondio
12.95 €/l Lurisia
19.50 €/l Neri
Magari costassero tutte meno di 1€/l!
Ciao Enrico, i prezzi che ho riportato sono corretti, sono indicati prima al l. e poi per bot.:
- Sanpellegrino € 1,54 /al l. quindi € 0,77
- Abbondio € 3,20/al l. quindi € 0,88
- Lurisia € 3,56/al l. quindi € 0,98
- Neri € 3,90/al l quindi € 0,78
Pardon… avevo fallacemente inteso l’inverso!
lurisia….. chiunque tu sia.
dove si può trovare il chinotto neri?
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Il chinotto neri, insieme alla gazzosa, nella mia infanzia era l’unica bevanda che mio padre faceva entrare in casa, le bottiglie erano diverse, avevano etichette verdi e gialle. Sosteneva che con la coca cola ci pulivano i cessi e che faceva male. A distanza di 40 anni devo dire che aveva ragione, il chinotto Neri non si batte, anche se ha cambiato leggermente gusto.
uh, che bello…proprio mentre mi accingevo ad aprire un blog con prove e giudizi su chinotti variamente raccimolati in giro per l’Italia ho trovato questa bella pagina e mi sa che procrastinerò un altro pò la mia impresa.
Allora, concordo nel risultato finale: il Chinotto Neri è IL chinotto. Il più dissetante, il più amaro, il più equilibrato, il più genuino, il più sincero.
Però permettimi di spezzare una lancia in favore del Chinotto Lurisia a cui hai dato un voto, a mio parere, un pò ingeneroso. Il bouquet di sapori e odori che pervade il chinotto ligure in acqua piemontese è ineguagliabile. Dentro riesci a sentirci di tutto, i sapori sono tutti distinguibili ma al tempo stesso meravigliosamente miscelati.
L’unico neo, come giustamente segnali anche tu, è essere troppo zuccherino e il sapore molto complesso non lo rende una bevanda da tutti i giorni. Io lo paragono ad un vino da degustazione, va centillinato, anche perchè bevuto di fretta non gli rende giustizia.
Per il resto concordo sul Chinò e quell’altra aberrazione del Fanta Chinotto (nel senso che è fantascienza definirlo chinotto), e propongo di lanciare una campagna contro quelle bevande in cui non è presente o non percepibile l’agrume, ma che sono commercializzate come chinotto.
Una volta per queste bevande spurie si utilizzava il termine generico di spuma, perchè non ricominciamo a dare alle cose il nome corretto?