di | lun 11 lug 2011 ore 9:25
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Prova d’assaggio: la pasta

Con il quarto round di Prova d’assaggio (gli altri sono qui: uno, due, tre) arriva finalmente la pasta, per ragioni che non c’è bisogno di spiegare la preferita dagli italiani. Comprata perlopiù al Super — perfino io, perfino io — perché non si vive di sola pasta artigianale o fatta in casa, è rintracciabile in qualsivoglia scaffale dalle Alpi a Capo Passero, soprattutto nei marchi sottoposti a test. In passato, Dissapore aveva affrontato l’argomento confrontando le penne rigate, la mia attenzione si è focalizzata invece sui rigatoni.

Obiettivo di questa Prova d’assaggio, al pari delle altre, è arrivare al rigatone migliore dal punto di vista organolettico, il sapore più buono tanto per parlar chiaro.

I CONTENDENTI

Nota: Diversamente dai test precedenti, le mie papille gustative erano istruite, nel senso che si erano già saziate dei marchi messi a confronto. Anche se, piccolo inciso personale, la mia Pasta di Riferimento non è tra queste, e non rientra nella categoria paste da Super.

I CRITERI

  • Aspetto visivo
  • Consistenza
  • Collosità
  • Verifica cottura
  • Omogeneità cottura
  • Tenuta cottura
  • Sapore
  • Capacità di assorbimento

Il test si è svolto “alla cieca”, ho assaggiato la pasta sia senza condimento che condita con una salsa di pomodoro e basilico. Ricordo che non sono una tecnologa alimentare, e che il verdetto del test è oggettivo con deviazioni personal-affettive.

# 5 Rigatoni n. 89 Barilla.

Dicitura sul fronte: il classico slogan “Dove c’è Barilla c’è casa”.

Confezione da 500 g.
Ingredienti: semola di grano duro, acqua.
Per Barilla G. e R. Fratelli SpA – Via Mantova 166, Parma – Italy.
Prodotto nello stabilimento di Marcianise (Ce), Italia.
Indicati valori nutrizionali e una ricetta.
Cottura: 11 min.

– Giudizio: il rigatone più abbronzato della combriccola, appetitoso nonostante alcuni difetti.
– Packaging: spigoloso ma elegante.
– Aspetto visivo: il più liscio e scuro.
– Consistenza: non molto soda, un po’ elastica.
– Collosità: si fa sentire senza essere eccessiva.
– Verifica cottura: nei tempi previsti, senza essere né troppo al dente né scotto.
– Omogeneità cottura: equilibrata.
– Tenuta cottura: il più peccaminoso, dopo pochi minuti tende a cedere.
– Sapore: discreto, ma resta la sensazione che manchi qualcosa.
– Capacità di assorbimento: bassa rispetto alle altre paste.
– Prezzo: € 1,58/al kg, quindi € 0,79.

In breve: buono, senza troppe pretese.
Voto 5,5

# 4 Rigatoni Romani n. 124 Voiello.

Dicitura sul fronte: trafilati al bronzo.

Confezione da 500 g.
Ingredienti: semola di grano duro, acqua.
Per Voiello, sede in Parma, Via Mantova 166.
Prodotto nello stabilimento di Marcianise, Via S.S. 87 Km 20 + 500, Caserta, Italy.
Indicati i valori nutrizionali.
Cottura: 13 min.

– Giudizio: linea en travesti della Barilla, un buon rigatone dal quale mi aspettavo qualcosa di più.
– Packaging: classico sacchetto di plastica con richiami partenopei.
– Aspetto visivo: brillante e piacevolmente ruvido.
– Consistenza: buona ed elastica al punto giusto.
– Collosità: leggera.
– Verifica cottura: serviva un minuto in più appena, la pasta sembra ancora cruda.
– Omogeneità cottura: nella media, a volte alcune parti del rigatone sembrano poco cotte.
– Tenuta cottura: non si scompone, sembra salda.
– Sapore: buoni, preferibile al precedente.
– Capacità di assorbimento: sembra legare bene con il pomodoro.
– Prezzo: € 2,16/al kg, quindi € 1,08.

In breve: Niente male, ma credevo meglio.
Voto 6

# 3 Rigatoni n. 19 Delverde.

Dicitura sul fronte: acqua pura di sorgente, trafilatura al bronzo, essiccazione lenta.

Confezione da 500 g.
Ingredienti: semola di grano duro, acqua.
Prodotto da Delverde Industrie Alimentari S.p.A. Zona Ind. – 66015 Fara San Martino, Abruzzo – Italia.
Indicati i valori nutrizionali.
Cottura: 11 min.

– Giudizio: il rigatone curvato abruzzese sorprende, pochi vizi tanta raffinezza.
– Packaging: stile sobrio e opaco, equipaggiato con tanto di linguetta adesiva.
– Aspetto visivo: brillante e ruvido, curve mozzafiato ma di classe.
– Consistenza: soda e sinuosa, non cede facilmente alle pressioni e si riprende subito.
– Collosità: inferiore alle precedenti.
– Verifica cottura: appropriata, al dente.
– Omogeneità cottura: equilibrata.
– Tenuta cottura: dopo qualche minuto sembra arrendersi, e si perde.
– Sapore: gradevole.
– Capacità di assorbimento: buona.
– Prezzo: € 2,36/al kg, quindi € 1,18.

In breve: Proprio soddisfacente, peccato la tenuta della cottura
Voto 6,5

# 2 Rigatoni n. 24 De Cecco.

Dicitura sul fronte: trafilatura ruvida al bronzo, essiccazione lenta a bassa temperatura.

Confezione da 500 g
Al posto degli ingredienti c’è la dicitura: “pasta di semola di grano duro”.
Prodotto da F.lli De Cecco di Filippo Fara S. Martino S.p.A., nello stabilimento in zona industriale Fara San Martino (Ch), Italia.
Indicati i valori nutrizionali.
Cottura: 14 min.

– Giudizio: lo storico pastificio abruzzese presenta un rigatone equilibrato e giudizioso che non delude le aspettative.
– Packaging: classico, di plastica, dalla grafica rustica.
– Aspetto visivo: è il più lungo del gruppo, ruvido al tatto e dal colore brillante.
– Consistenza: di spessore pur conservano buona elasticità.
– Collosità: minima.
– Verifica cottura: giusti i 14 minuti di cottura, risulta perfettamente al dente.
– Omogeneità cottura: bilanciata, non si notano alterazioni.
– Tenuta cottura: buona, non fa una piega.
– Sapore: simile al rigatone Delverde, anche se più appetitoso.
– Capacità di assorbimento: è la pasta che lega meglio con il condimento.
– Prezzo: € 2,38/al kg, quindi € 1,19.

In breve: Si conferma all’altezza della fama.
Voto 7

# 1 Rigatoni n. 35 Garofalo

Dicitura sul fronte: la pasta di Gragnano.

Confezione da 500 g.
Ingredienti: semola di grano duro.
Pastificio Lucio Garofalo S.P.A., Via dei Pastai 42 – 80054 Gragnano (Na).
Indicati i valori nutrizionali.
Cottura: 14 min.

– Giudizio: la “pasta della smorfia” ha una marcia in più, conquista soprattutto il sapore: amabile e delicato.
– Packaging: minimalista e trasparente, dà rilievo e visibilità al prodotto. Provvisto di linguetta adesiva.
– Aspetto visivo: è il rigatone più basso (corto), ma recupera con la cottura. Brillante e ruvido quanto basta.
– Consistenza: perfetta.
– Collosità: minima.
– Verifica cottura: giusta, i 14 minuti previsti sono rispettati e la pasta è al dente.
– Omogeneità cottura: molto equilibrata.
– Tenuta cottura: perfetta, sicuramente la migliore del test.
– Sapore: decisamente il più buono.
– Capacità di assorbimento: lega abbastanza bene.
– Prezzo: € 2,30/al kg, quindi € 1,15

In breve: meglio di un terno secco.
Voto 8.

COSE IMPARATE DA QUESTA PROVA D’ASSAGGIO.

La pasta che si compra al Super, almeno nel formato confrontato in questa Prova d’assaggio, vale a dire i rigatoni, è in genere buona, anche se le differenze tra marchi esistono eccome. In particolare, la pasta Garofalo è ottima anche se condita con un filo di olio extra vergine di oliva, insomma, per spiccare non ha bisogno di condimenti mostrificatori come certi fotografi di moda.

E voi di che pasta siete?

[Crediti | Link: Dissapore, immagini: Carmelita Cianci]

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62 commenti a Prova d’assaggio: la pasta

  1. avatar gianluca

    non ho mai assaggiato del verde.
    per il resto concordo assolutamente con la classifica, garofalo ha una marcia in più.

  2. avatar Emanuele

    Concordo con la classifica.
    Al 2° o 3° posto metterei anche la Rummo.
    E forse ad ex-aequo con la Garofalo piazzerei la Molisana.

    Over the top invece la pasta delle mie terre del pastificio Benedetto Cavalieri

    • Dio benedica il pastificio Benedetto Cavalieri… è motivo di grande orgoglio e godimento avere un pastificio così, vicino casa vero?

      cmq anche io concordo pienamente con la classifica… mi ha sorpreso del verde, l’avevo sempre evitata e mai avrei pensato fosse meglio della voiello, sinceramente trovo il confezionamento veramente brutto e anonimo che a questo punto non rende giustizia all’effettiva qualità della pasta.

    • avatar MAurizio

      Sulla Molisana ricordo una prova su strada di Altroconsumo di qualche anno fa. Ricordo ancora (con orrore) il giudizio igienico. Immagino (spero) che nel frattempo le cose siano cambiate

    • avatar Andrea

      Ma a proposito di cavalieri, possibile non ci sia un sito internet in cui comprarne chili su chili pagandola nell’intorno di 2,50€ al pacco?!

  3. Non entro nel merito della classifica (:-)) ma posso dire che la scelta dei marchi di confronto e’ la stessa che seguiamo in Garofalo per i nostri test: Barilla come riferimento di fascia media, Voiello, Del Verde e De Cecco, che sono quelle che riteniamo le marche con la migliore qualita’ COSTANTE. Per tutte quelle che si ama definire “artigianali” lascio scatenare chi e’ piu’ esperto di me.

    • avatar A.

      Buongiorno, mi piacerebbe, qualora fosse possibile, conoscere la provenienza del grano da voi utilizzato.
      Grazie anticipatamente.

      • La prendo larga non per evitare la risposta ma per spiegarla. La pasta e’ fatta di semola di grano duro e basta. l’acqua e’ un componente di produzione e non un ingrediente. Questo per far capire quanto la miscela di grani utilizzata possa essere importante per un pastificio, oltretutto e’ una scelta che, al 99% dei casi fa direttamente il titolare con la sua esperienza pastaia. La grandezza dei pastai, quelli di Gragnano in particolare, e’ stata proprio questa maestria nel selezionare le migliori semole esistenti in tutto il mondo.
        La provenienza del grano non e’ unica e costante, perche’ la qualita’ di un grano all’interno dello stesso territorio non e’ unica e costante. La ricerca di tipologie nuove in questo senso e’ costante ed aperta ad ogni territorio, per arrivare alla miscela che soddisfa i parametri COSTANTI (ripeto ancora questa parola) che abbiamo scelto per la nostra pasta.
        Spero di essere stato chiaro e non evasivo

        • mi scusi, come fate a non considerare l’acqua come “ingrediente” quando la pasta è fatta di solo due… componenti?
          non analizzate la qualità dell’acqua che utilizzate?
          grazie

          • L’acqua e’ un componente di produzione, che ovviamente viene analizzato e controllato ed influisce nel risultato finale, ma non e’ un ingrediente, tanto e vero che per la normativa vigente non va inserito in etichetta tra gli ingredienti.

          • avatar gianluca

            trovami un cibo che non contiene acqua……..a parte gli essicati e i liofilizzati….

  4. Concordo sul fatto che la Garofalo sia la migliore! Non le ho provate tutte insieme per fare una prova d’assaggio, però mi è capitato di preparare una pasta al sugo utilizzando la Barilla e dopo una settimana scongelare il sugo avanzato e utilizzare una Garofalo e mi è stato detto che era migliore della settimana precedente… 1 + 1 :)

  5. avatar Eli

    Sono d’accordissimo con la classifica… La Garofalo è una pasta eccellente e si adatta a qualsiasi condimento esaltandolo.
    Grazie per l’articolo.

  6. nello studio avrei inserito anche la Divella

  7. avatar Francesco

    Garofalo è la mia pasta di riferimneto, poi de cecco e delverde. Sulle linguine comunque solo de cecco

  8. Anch’io metto al primo posto…ed in tavola, Garofalo.
    La ragione è semplice ed esclude prove tecniche di qualsivoglia natura, quando cambio, magari perchè non la trovo, i miei figli mi dicono tout court “mami era molto meglio l’altra!”.
    Non so se questo sia un criterio interessante sotto il profilo qualitativo, ma esprime certamente le preferenze del nostro palato …il che è più che sufficiente per confermare una scelta!!

  9. Garofalo tutta la vita! Nettamente superiore…

  10. Sulla pasta confesso di essere un vero talebano della c.d. artigianale e quindi mi capita rarissimamente di mangiare i marchi qui provati.

    Comunque tra questi metterei in cima senza dubbio anch’io Garofalo.

  11. A proposito di pasta migliore:

    http://www.abbuffone.it/?p=4650

    basta veramente poco quando c’è la qualità delle materie prime.

  12. Anche io sono un’appassionata della pasta artigianale e/o biologica, ma tra quelle qui presentate la garofalo merita il suo primo posto, senza dubbi. Di pari livello anche se non nel prezzo perchè più cara è la de cecco con cartoncino azzurro trafilatura ruvida al bronzo.

  13. molto bello e molto credibile. magari limitato da un solo “set” di papille: perchè non affiancare anche un paio di altri assaggiatori? così, tanto per complicare le cose.

  14. avatar andrea

    prova a fare un test con gli spaghetti.a parere mio quelli Voiello sono i migliori (al supermercato).

  15. avatar Tilly

    Garofalo forever! Ma quando ci sono delle offerte speciali prendo molto volentieri anche la Rummo

  16. avatar Stefanoc,

    Sono d’accordo con il bel test effettuato, davvero utile. Con la pasta lunga la classifica sarebbe la stessa?!? Io penso che forse la DeCecco sia un pochino migliore, e l’autrice di questo bell’articolo che ne pensa? Grazie!

    • sarei felicissimo di questo test su cui ci sentiamo assolutamente sicuri, la Garofalo sulle paste lunghe e’ indiscutibilmente insuperabile da qualunque spaghetto o spaghettone, vi invitiamo a qualunque confronto.

    • Ciao Stefano, per il formato lungo non saprei dirti con certezza qual è la migliore tra i marchi testati…magari in futuro faremo una prova d’assaggio dedicata! :)

      • avatar LuckyLuke

        Gli spaghetti sono un prodotto del tutto diverso. Per esempio, gli spaghetti De Cecco sono assai inferiori alla pasta corta De Cecco, non reggono assolutamente la cottura. Spaghetti molto buoni, tra quelli commerciali, sono i Voiello.

        • avatar gianluca

          concordo.
          solitamente chi fa molto bene la pasta corta non fa molto bene gli spaghetti, al massimo benino.
          e viceversa.
          gli spaghetti credo che siano uno dei formati più difficili per un pastificio, se non il più difficile in assoluto.

          • avatar paolo

            @gianluca: la prova sugli spaghetti e’ ovviamente doverosa. per conto mio anticipo che garofalo mantiene ampiamente il primo posto. con il vantaggio di avere un formato (gli spaghetti alal chitarra di semola e non all’uovo) introvabile per le altre marche. prodotto insuperabile per lo spago al tonno del venerdi’(*)
            tutti i formati lunghi reperibili nella gdo, dallo spaghettino alle linguine, sono di un altro pianeta rispetto alle altre marche.

            Paolo

            (*) si. sono ancora uno di quelli che il venerdi’ ne approfitta per non mangiare carne, quindi mi dedico al pesto, tonno, verdure e condimenti simili :)

          • Un pastificio si misura sullo spaghetto, ancora meglio sul vermicello (non a caso in Garofalo ha il numero 10…).
            Non c’e’ una maggiore o minore difficolta’ di produzione in assoluto, ma relativamente al risultato che vuoi ottenere. Volendo utilizzare un parametro per misurare il livello di difficolta’, i formati con cartella (spessore) maggiore sono piu’ complessi. Sono difficilissimi i formati che hanno le giunture, ovvero dove la densita’ di pasta non e’ uniforme, tipo le ruote, i radiatori, le farfalle, perche’ rischi che non sia uniformemente cotta ovunque. Sono difficili le bucate lunghe, sia il bucatino che la candela.
            Ma ripeto il concetto di difficile e’ soprattutto relativo al fatto di far rendere la tua materia prima al meglio.

  17. contenta che i primi due posti siano in linea con i miei. devo dire che purtroppo non riesco a trovare delle due marche i formati che i miei preferiscono. ad esempio i ditalini (che uso per la fasta e fagioli) li trovo solo barilla) la gramigna garofalo al super in romagna non arriva e mi “accontento” della de cecco. spaghetti e linguine seguono le offerte dei super ma non compro altra marca se non de cecco o garogalo. è capitato di assaggiare la rummo, non ricordo in che formato, buona.

  18. Mi sembra che – quasi – alle stesse conclusioni fossero arrivate – qualche tempo fa – 2 note bloggers:

    http://tzatzikiacolazione.blogspot.com/2010/05/pastaggiando-prima-puntata.html

    e

    http://lost-in-kitchen.blogspot.com/2010/06/impastoiate-2.html

    Si erano spinte anche sulle paste “artigianali”.

  19. Benedetto Cavalieri. E migliorerà ancora.
    Non ce ne è per nessuno, anche se costa, ma quel che costa è piacere puro.

  20. avatar Mario Albano

    mia moglie ed io siamo abbastanza vari nelle scelte sia delle marche che dei formati e ciò a seconda del tipo di preparazione e della quantità di amido necessario. Comunque le marche che usiamo sono la Benedetto Cavalieri (spaghettoni), Mancini (mezze maniche e penne) Faella (ditali e candele) e Pastificio dei campi (vari formati)

    • avatar gianluca

      io voto anche per gli spaghetti mancini, che a conti fatti, secondo me sono i migliori spaghetti al mondo. di sicuro i più “equilibrati”.
      gli spaghettoni di cavalieri sono divini ma non sono spaghetti, sono un’altra cosa.

  21. avatar Man

    D’accordo che G e DC sono le migliori, ma faccio una stecca nel coro: almeno per i formati corti (e le linguine) per me e’ meglio la De Cecco. E’ la migliore per legare con le salse, ha la consistenza che preferisco, e la trovo di qualita’ piu’ costante.

    Per me che abito in Scozia la scelta della pasta e’ cruciale, visto che ne trasporto a mano chili e chili ad ogni viaggio che mi capita di fare in Italia…Una volta portavo su anche molta Garofalo, poi ho un po’ perso la fiducia, spesso la pasta tendeva a rompersi in cottura.

    Non so se le mie delusioni siano dovute a fattori soggettivi o a partite difettose. Il Signor Mansi garantisce CATEGORICAMENTE che la qualita’ Garofalo e’ la stessa dovunque e quandunque la si compri? O ammette che ci possano essere variazioni nel tempo e nel luogo?

    • Nel massimo rispetto la scelta sulla pasta, ci mancherebbe, le rispondo per quanto riguarda la garanzia della qualita’ Garofalo:
      Ha la garanzia CATEGORICA che la marca Garofalo trasparente e’ uguale ovunque, se si esclude il fatto che negli USA e’ vitaminizzata (:-() ma non cambia niente sul concetto qualitativo
      Ha la garanzia, ma non categorica, che lo sia nel tempo, perche’ le trafile in bronzo vanno cambiate spesso, quindi possono esserci leggere variazioni nei tempi di cottura e nel colore a secco della pasta. Ma in questo caso non c’e’ assolutamente NESSUNA variazione nella qualita’ del formato.
      Le garantisco invece CATEGORICAMENTE che la pasta Garofalo negli ultimi 10 anni ha migliorato significativamente la qualita’ di molti dei suoi formati e MAI ne ha peggiorato uno.
      Anzi non e’ vero. E’ successo con i fusilli bucati corti, perche’ per provare una variazione che ci piaceva sono nati problemi di cottura, che abbiamo risolto velocemente tornando alla vecchia tecninca di produzione

      • avatar Griffus

        Ho avuto anch’io problemi di rottura della pasta (penne rigate) Garofalo durante la cottura.

        • Non abbiamo rilevato particolari problemi in cottura, abbiamo uno stressatissimo controllo qualita’, cio’ non toglie che siamo sempre molto aperti al confronto con chi ci segnala problemi sul nostro prodotto (info@pastagarofalo.it) perche’ ci aiutano a migliorare. Il caso che dicevo dei fusilli bucati corti e’ emerso proprio dalla segnalazione di un consumatore, avevamo provato un nuovo processo di estrusione che permettesse di incrementare il gioco a molla del formato, ma in una cottura piu’ stressata (ad esempio poca acqua) i fusilli si rompevano e non ce ne eravamo accorti. Quindi difronte a critiche non ci offendiamo ne scandalizziamo ma ringraziamo, perche’ la pasta non e’ una perfetta alchimia chimica, le variabili che influiscono sulla qualita’ sono tantissime e le scelte nel prevederle non sono fatte da una macchina infallibile da un mastro pastaio (quasi infallibile) :-)

      • Siccome credo che chi lavora bene abbia anche piacere a sentirselo dire mi unisco al nutrito coro di complimenti.

        I miei formati preferiti sono le vostre mezze penne ed i vermicelli, due mi bastano e avanzano ;-)
        Io onestamente non ho mai notato problemi di rotture superiori alla media, ma immagino possa succedere.

        Fra le marche elencate siete primi anche a parer mio.

        Una volta, molti anni or sono, mangiavo quasi solo Setaro… poi però li si che notammo problemi di rotture (spaghetti che diventavano pastina) e la risposta del pastifico fu cosi poco furba che smisi semplicemente di usarla.

        Grande Cavalieri, cotture a volte anche troppo impegnative per molti… Grande Fabbri (un pò di campanilismo concedetemelo, se lo merita tutto) Grande Vicidomini (i suoi paccheri mi commuovono).

        Un mondo di pasta… un gran bel mondo!!

      • avatar Man

        Mille grazie per la sua risposta, molto chiara.

        Interessante l’informazione sulla vostra ricerca per migliorare la qualita’ nel tempo. Ne terro’ conto per le mie prossime caricate, e faro’ qualche (non troppo scientifico) test :)

  22. avatar francesco

    uso spesso i rigatoni garofalo ma farli bollire 14 minuti mi sembra a dir poco esagerato .. 9 – 10 minuti e sono perfetti !

  23. avatar Ennio

    Ottimo articolo! Anche per essere in linea con i gusti degli italiani. La pasta di Gragnano ha sempre una marcia in più soprattutto se artigianale (e quindi comprata non al classico Supermercato….). I 25 minuti di cottura richiesti (al dente) sono giustificatissimi. Ottimi i formati “calamarata” e “paccheri”…. spunto per la prossima Prova di assaggio!

    • avatar gianluca

      sulle artigianali di gragnano ultimamente ho rivalutato molto di nola, soprattutto sui formati corti.
      la trovo molto equilibrata e piacevole al gusto e tiene la cottura perfettamente, senza rompersi (anche i paccheri)

  24. è la prima volta che leggo il criterio per degustare la pasta.Al dilà dello scopo raggiunto, bel servizio..me lo stò copiando..Giovanni Mastroianni

  25. avatar Andrea

    Ciao a tutti, io ho sempre comprato la Garofalo, ottima pasta, ma devo dire che da poco ho provato il Pastificio di Martino e devo dire che è davvero eccezionale, e costa decisamente meno della Garofalo (1,50 euro al kg)

  26. avatar anonimo incursore da intravino

    ognittanto arrivo a dare un scorsa a dissapore e con piacere noto la bella frequentazione (per questo mi astengo dal commentare, non sono ne bello ne simpatico).

    dico la mia sulla pasta industriale essendo uno chef provetto ancorchè autodidatta.

    la classifica va bene anche se Barilla meriterebbe un mezzo voto in più (ma forse parliamo di prodotti diversi, io compro quelli in scatola gialla).

    Garofalo è eccellente. I formati lisci sono davvero ottimi. Per i rigati De Cecco è quasi alla pari.
    Anch’io trovo alcuni tipi di pasta Garofalo in rottura durante l’ebollizione. Non che mi disturbi più di tanto ma quando si hanno ospiti passo per incompetente mentre la colpa è del pastaio.

    Di Garofalo non apprezzo molto le confezioni anche se so che sono un vanto dell’azienda. Si potrebbe fare di meglio?

    De Cecco è superiore per gli spaghi e la pasta lunga in genere. E’ la migliore che ho assaggiato (sempre per i prodotti industriali).

    Consiglio per chi ama le tagliatelle…fatele in casa. In mezz’ora ne fate un chilo e godete che è un piacere.

  27. Apprezzo anch’io la Garofalo, anche se sono rimasto perplesso per la scelta di produrre per le private label della GDO invece di cercare di “piazzare” la propria gamma, che nella maggior parte dei punti vendita si limita a 4-5 formati

    • Giuseppe le due cose non sono collegate, in teoria produrre il marchio privato (noi facciamo solo le linee di qualita’ top) dovrebbe aiutare la marca del produttore, ma non e’ vero neanche questo.
      Il numero di referenze non lo decidiamo noi, ma il distributore fosse per noi ci metteremmo tutto il listino completo a scaffale… :-9

      • Capisco il punto, ma se l’assortimento su un Carrefour Market è 5 formati Garofalo e gli stessi 5 formati con livrea Carrefour ma a 10 cents in meno, nessuno scoprirà mai le altre decine di formati Garofalo e molti inizieranno a shiftare sulla private label, ipotizzando parità di qualità

        • Immagina che in Belgio la scelta di Carrefour di inserire la linea che produciamo noi per loro ha comportato l’uscita della Garofalo… E’ una decisione complessa ma la verita’ e’ che il fatto di rifiutare l’offerta a produrla non comporta l’eliminazione della loro marca, semplicemente un altro produttore. almeno in questo modo la gestiamo noi

  28. avatar Simone

    Io credo che sia impossibile (e anche fuorviante) voler stabilire la marca di pasta migliore in assoluto.

    Secondo me ogni pastificio spicca per qualità in riferimento a un determinato formato. Nessuno fa meglio degli altri tutti i formati (escludendo Barilla che è di qualità infima, dovuta anche all’immane differenza di quantità prodotta da quest’ultima in confronto agli altri pastifici presi in esame).

    Garofalo è ottima sui formati lunghi (io trovo eccezionali le fettucce e gli spaghetti alla chitarra) ed è in particolare su questi formati che spicca su De Cecco, Voiello o Del Verde, ad esempio.

    Sui paccheri (sempre per fare solo un altro esempio, come del resto sugli altri formati “corti” anche se “speciali”) non c’è paragone: De Cecco è molto migliore sia per qualità che per tenuta. Anche Voiello a mio avviso fa dei paccheri migliori di Garofalo.

    Faccio rilevare infine che negli ultimi due anni, personalmente, la qualità della pasta Garofalo, pur restando molto soddisfacente, sia calata visibilmente. Naturalmente non è facile stare al passo con una aumentata capacità produttiva restando inalterata la qualità del prodotto finale, questo credo che valga per chiunque al mondo.

    Detto ciò io scelgo sempre che pasta usare a seconda del formato che desidero o necessito acquistare.

    E così consiglierei di fare a tutti.

  29. Una prova d’assaggio sulla birra?

  30. avatar Angy

    La Garofalo è buona ma molto costosa. A Palermo si può comprare la pasta Tomasello che è ottima e conveniente(circa 75 cent kg)!

  31. avatar Mau

    ..secondo me è stata tralasciata la Rummo (da primo posto) seguita dalla Garofalo chiaramente.

  32. avatar morè

    Non so… trovo che Voiello in genere sia molto più gradita al mio palato di De Cecco. Se prendiamo lo spaghetto classico, per esempio, a mio avviso non c’è paragone. Per altro la metterei direttamente dietro a Garofalo in quella classifica. Ma parlo di palato mio personale, come detto, e quindi di pura soggettività.

  33. avatar laurapeggy

    garofalo. certezze.

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