Prova d’assaggio: Panettoni esoterici (7 tra i migliori d’Italia)

Nella Prova d’assaggio N° 28, dopo quelli del Super, officiamo il rito del panettone artigianale. Dal confronto settimanale tra prodotti della stessa categoria, per mancanza di spazio, sono rimasti fuori nomi illustri tipo Achille Zoia della Boutique del Dolce di Concorezzo (MB), Pina di Trescore Balneario (BG), Morandin di Saint Vincent (AO), Bedussi di Brescia.

Fuori anche le pasticcerie milanesi dove il panettone è nato. Volevamo inserire nella prova la pasticceria Marchesi, ma, saputo che il suo panettone viene per così dire, esternalizzato (prodotto dalla Albertengo, peraltro ottima azienda) abbiamo desistito, visto che le altre segnalazioni non coincidevano. Ma il panettone delle pasticcerie milanesi potrebbe essere oggetto di un ulteriore test.

Tutti i contendenti rientrano nella categoria panettone tradizionale, e prima della degustazione sono rimasti per due ore vicini a una fonte di calore.

CONTENDENTI

I dolci di giotto
Pasticceria Veneta
Pepe Maestro Dolciere
Besuschio
• Bisco
Biasetto
Loison

#7 Bisco Panettone mandorlato

Formato gr.
 1.000. Ingredienti: farina 00, burro, zucchero, uva sultanina, uova fresche, lievito naturale, acqua, aromi naturali, mono e digliceridi, vaniglia, sale. Per la glassa: albume, nocciole, mandorle, zucchero, fecola di patate, farina di mais, zucchero a velo e in granella. Scadenza: 25/02/2012. Prodotto da Bisco s.n.c., via Roma 20 – 14055 Costigliole d’Asti (AT).

Identikit: pasticceria artigianale nel cuore del Monferrato che sforna biscotti, torte, torroni e amaretti, oltre ai famosi panettoni con  farina del Mulino Marino.

Giudizio: tradizionale piemontese e senza canditi, pecca soprattutto nei sapori, sia della pasta che della glassa.
Packaging: avvolto in carta dorata con un fiocco rosso etichettato.
Aspetto Visivo: basso, completamente glassato (una colomba?), con zuccheri in granella e mandorle.
 Pasta di colore che tende al panna, con tanta uvetta e piccoli alveoli regolari.
Analisi olfattiva: domina il profumo della glassa.
Gusto: pasta asciutta ma saporita con belle note di burro. Fin qui abbastanza bene. Ha però uno sgradevole retrogusto, acido più che amaro, che lascia spiacevoli ricordi nel palato.
Prezzo: 18€/kg. (@Pasticceria Biasetto – Costigliole d’Asti)
Rapporto prezzo/felicità: deludente.
In breve: rimandato ad aprile (colomba pasquale)

VOTO: 6+

#6 Loison Panettone a.d. 1476

Formato gr.
 750. Ingredienti: farina di grano tenero tipo 00, uva sultanina (14%), uova fresche, scorze candite di “arance di Sicilia” e “cedro di Diamante Calabria” (11%) – (scorzoni di arancia e cedro, sciroppo di glucosio da frumento, saccarosio, correttore di acidità: acido citrico), burro fresco, zucchero, lievito naturale, tuorlo d’uovo fresco, emulsionante: mono e digliceridi degli acidi grassi, miele italiano, latte fresco di Alta Qualità, panna fresca, burro di cacao, sale, vaniglia naturale Mananara del Madagascar (0,3%) (presidio Slow Food) , aromi naturali. Scadenza 04/02/2012. Prodotto da Loison pasticceri dal 1938, strada statale Pasubio 6 – 36030 Costabissara (VI).

Identikit: da forno anni ’30 del secolo scorso a punto di riferimento per gli artigiani che si affacciano alla grande distribuzione, mantenendo un’immagine genuina e di qualità.

Giudizio: panettone semi-artigianale con ingredienti raffinati. Questa è la linea Top di Loison, che realizza (a Vicenza) anche il Panettone Milano.
Packaging: scatola incartata e infiocchettata con targhetta per ingredienti e valori nutrizionali.
Aspetto Visivo: panettone alto, non glassato, con canditi/uvette sulla superficie annerita e vistoso taglio a croce (scarpatura).
 Pasta color biscotto, molto compatta, con canditi, uvetta e alveoli molto piccoli di dimensioni regolari.
Analisi olfattiva: ricorda una focaccia dolce leggermente bruciacchiata.
Gusto: molto compatto, asciutto e secco. Le uvette prevalgono coprendo la pasta non esattamente saporita (ricorda più una pinza triestina che un panettone).
Prezzo: 15,86€/kg. Quindi 11,20€ (@supermercato Esselunga)
Rapporto prezzo/felicità: a portata di tutte le tasche.
In breve: Venderlo al supermarket è okay.

VOTO: 6/7

#5 I Dolci di Giotto

Formato gr.
 1.050. Ingredienti: farina di grano tenero tipo 0, burro, uvetta sultanina (uva, olio vegetale), uova, zucchero, fruttosio, lievito madre naturale, candita d’arancia (scorzone d’arancia, sciroppo di glucosio, zucchero), canditi cedro (cedro, sciroppo di glucosio, zucchero), emulsionante mono-digliceridi degli acidi grassi (E471), latte intero in polvere, sale, lievito di birra, aromi. Contiene glutine, può contenere tracce di frutta con guscio, soia, sesamo. Scadenza 31/03/2012. Prodotto da Work Crossing Coop.soc.p.a. stabilimento: via 2 palazzi35/A – 35136 Padova.

Identikit: il panettone viene prodotto nel laboratorio del  carcere di Padova “Due Palazzi” sotto la guida del pasticcere Lorenzo Chillon. Uno splendido e riuscito progetto etico.

Giudizio: abbinare impegno sociale e risultato sensoriale è difficile. Ma non impossibile.
Packaging: sacchetto blu con targhetta stampata su compensato e infiocchetata.
Aspetto Visivo: panettone alto, non glassato, le uvette si vedono in superficie. Colore chiaro. Pasta leggermente gialla, con molta uvetta e meno canditi, alveoli regolari e non molto grandi.
Analisi olfattiva: profumi di lievito e burro.
Gusto: pasta asciutta, meno profumato rispetto ai migliori contendenti. Gusto equilibrato, corretto uso dei canditi e dell’uvetta
Prezzo: 20€/kg. (@punto vendita autorizzato – Alessandria)
Rapporto prezzo/felicità: a prova di coscienza.
In breve: buono a prescindere dal volore etico.

VOTO: 7

#4 Pasticceria Biasetto

Formato gr.
 1.000. Ingredienti: farina 00, burro fresco, tuorlo d’uovo fresco, arancio candito, uvetta, zucchero, lievito naturale, miele, agrumi, vaniglia naturale, sale. Glassa: zucchero, albume d’uovo fresco, mandorle, farina di mais, cacao. Scadenza: entro 05/2012. Prodotto da L’atelier Biasetto s.r.l., via Penghe 1/F – Selvazzano (PD).

Identikit: celebre pasticcere con negozi a Padova e Bruxelles, già vincitore della coppa del Mondo di pasticceria nel 1997, e dal 2007 membro della (ovviamente) prestigiosa Relais Dessert francese.

Giudizio: buon panettone con qualche difetto di personalità nel sapore.
Packaging: elegantemente confezionato con una carta personalizzata, perlata e lucida, infiocchettata con un nastro griffato.
Aspetto Visivo: alto, glassato con zuccheri in granella, mandorle e uvette in affioramento.
 Pasta di un bel giallo, con molti canditi, poche uvette e alveoli irregolari di grandi dimensioni.
Analisi olfattiva: zuccheroso.
Gusto: pasta asciutta, dal sapore corretto ma con poca personalità. Buoni i canditi (auto-prodotti) che non relegano gli altri ingredienti al ruolo di comprimari.
Prezzo: 28€/kg (@Pasticceria Biasetto – Padova).
Rapporto prezzo/felicità: standard per l’alta gamma.
In breve: coriaceo e di sostanza (da buon veneto).

VOTO: 7/8

#3 Premiata Pasticceria Besuschio dal 1845 (Abbiategrasso – MI)

Formato gr.
 1.000. Ingredienti: farina di grano tenero tipo 0, zucchero, burro, tuorlo d’uovo, uva sultanina, scorza d’arancia, cedro candito, lievito madre naturale, latte magro in polvere, vaniglia. Prodotto da Pasticceria Besuschio, piazza Marconi 59 – Abbiategrasso (MI).

Identikit: Andrea Besuschio, oggi anche cioccolatiere, dirige una splendida caffetteria/pasticceria ottocentesca.

Giudizio: ottimo panettone “alla milanese” reperibile nell’immediato hinterland meneghino.
Packaging: confezione in cartoncino dal design che richiama il logo della Pasticceria.
Aspetto Visivo: panettone alto, non glassato con affioramento di uvetta. Colore bronzeo.
 Pasta di colore chiaro con pochi canditi e poca uvetta; alveoli allungati di medie dimensioni.
Analisi olfattiva: profuma di burro e uvette.
Gusto: Si sentono la vaniglia e i tuorli dell’impasto, come anche le uvette, tutti sapori che restano distinti senza sovrapporsi. Pochi i canditi che virano su toni amarognoli.
Prezzo: 30€/kg (@Pasticceria Besuschio – Abbiategrasso).
Rapporto prezzo/felicità: adeguato alla qualità.
In breve: da acquistare a scatola chiusa.

VOTO: 8

#2 Pepe Maestro Dolciere Panettone tradizionale

Formato gr.
 1.000. Ingredienti: farina 00, burro, zucchero, tuorli d’uovo, miele, malto, sale, uva sultanina, pasta d’arancia, frutta candita, lievito naturale, bacche di vaniglia. Scadenza 01/02/2012. Prodotto da Pepe, via Nazionale 2/4 – Sant’Edigio del Monte Albino (SA).

Identikit: specializzo in panettoni natalizi e colombe pasquali, Alfonso Pepe, pasticcere di lungo corso, dal 1995 fa parte dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani.

Giudizio: p-a-r-a-d-i-s-i-a-c-o. Classica esplosione di sapori.
Packaging: scatola in cartone con manici, giocosa e vivace. All’interno il Logo AMPI  (Accademia Maestri Pasticceri Italiani).
Aspetto Visivo: panettone basso, non glassato con uvetta in superficie.
 Il colore della pasta tende al senape, tanta uvetta e pochi canditi; alveoli irregolari anche di grandi dimensioni.
Analisi olfattiva: profuma d’arancia e vaniglia.
Gusto: pasta soffice e spugnosa, con uvetta morbida molto bagnata oltre ai canditi teneri e dolci. Perde sul filo di lana la sfida con il primo classificato a causa della personalità spiccata e i sapori molto forti. E’ così personale da diventare, più che un panettone, un dolce completamente nuovo.
Prezzo: 27,95€/kg. (@Eat’s – Milano).
Rapporto prezzo/felicità: il migliore.
In breve: mediterraneo e verace.

VOTO: 8/9

#1 Pasticceria Veneta Panettone Bresciano di Iginio Massari

Formato gr.
 1.000. Ingredienti: farina bianca tipo 00, burro, zucchero, tuorli d’uova, uvetta passa, cubetti d’arancia candite, lievito naturale, miele, sale, pasta d’arancia, baccelli di vaniglia, glassa d’amaretto: zucchero, mandorle, albume d’uova, armelline, farina di mais, farina bianca, cacao in polvere. Scadenza: 09/01/12. Prodotto da Pasticceria Veneto, via Salvo d’Acquisto 8, Brescia.

Identikit: pasticcere tricolore di assoluto culto, Iginio Massari è il genio (“le roy”) dei lievitati, primo componente italiano della Relais Dessert, eletto miglior pasticcere nel 2000. Ha fondato l’Accademia dei Maestri Pasticceri Italiana

Giudizio: Il migliore. Punto e accapo.
Packaging: confezione in cartoncino a pois, firmata da Iginio Massari. Logo AMPI  (Accademia Maestri Pasticceri Italiani) e Relais Dessert.
Aspetto Visivo: alto, glassato con armelline e zuccheri a granella in superficie.
 Pasta molto gialla con tanti canditi e poca uvetta, alveoli irregolari di grandi dimensioni.
Analisi olfattiva: leggermente fruttato.
Gusto: un tripudio di uova che emergono da una pasta tenera, morbida, ben accompagnata dagli agrumi canditi (dolceamari come si deve) e dall’uvetta. Splendida la glassa all’amaretto. Pasta leggermente “umida”.
Prezzo: 35 €/kg. (+ 9,50 € di spedizione – comprato online su il panettone.com)
Rapporto prezzo/felicità: rapina a mano armata, ma ne vale, DAVVERO, la pena.
In breve: il Kaiser dei Panettoni

VOTO: 9

COSA IMPARARE DA QUESTA PROVA D’ASSAGGIO

Sebbene svolta “alla cieca”, la Prova d’assaggio penalizza puntualmente gli ingredienti meno nobili tipo i mono-digliceridi (conservanti che prolungano la “shelf life” dei prodotti). Esaltando viceversa l’impronta artigianale che personalizza la ricetta tradizionale.
 Spiccano i panettoni di Massari e Pepe, vellutati, umidi (merito della pasta d’arancia, ingrediente comune?). Il primo è di uno splendido colore giallo che rivela un lodevole uso del tuorlo d’uovo. Ottimi Besuschio e Biasetto, solo un po’ più asciutti.

Adesso sembra proprio che una posizione vada presa. Conoscete queste marche? Corrispondono alla vostra idea di panettone artigianale più figo del bigoncio? Quello convocato al vostro pranzo di Natale è tra questi oppure no?

[Crediti | Immagini: Andrea Soban]

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117 commenti a Prova d’assaggio: Panettoni esoterici (7 tra i migliori d’Italia)

    • Secondo me quella guida gliela hanno cucita addosso… E’ quasi peggio di quella dei Bar… Viene valutata più le bellezza delle cose che la bontà.

        • E’ un giudizio sulla guida e sulla popolarità che certi pasticceri, ottimi tra l’altro, ottengono tra gli addetti ai lavori. Si parla sempre degli stessi ed in genere sono pasticceri membri di “corporazioni” di categoria. Non vogliono addentrarmi troppo ma anche Sirani che fa cose ottime (il totò caldo) ed altre appena discrete (brioches) è 60% marketing e 40% sostanza.

      • secondo me invece è un’ottima pasticceria ma per rimanere più o meno in zona io preferisco sirani, le sue “miss bolla” sono introvabili e per me inarrivabili

    • l’ho assaggiato ieri, francamente sono rimasto un po’ deluso dalla lievitazione, pur rimanendo un panettone di livello non solo gli preferisco certamente Massari, ma lo trovo sullo stesso livello di Biasetto, Giotto, Cristalli di Zucchero e Roscioli.

    • Costicchia in effetti… Il panettone della pasticceria Martesana (a 26 euro al kg) è per me inarrivabile come rapporto soddisfazione/prezzo. E la Martesana è stata premiata anch’essa come miglior pasticceria (nel 2009).

          • Concordiamo su quanto dite della pasticceria Martesana su quel capolavoro di panettone (sì, “inarrivabile come rapporto soddisfazione/prezzo”, proprio come dice thebigfood), sui bigné, sulle torte, sui kranz, sul più semplice ma godurioso dei cornetti. Non possiamo non esser d’accordo su chiunque parli bene di qualsiasi cosa venga sfornato lì, soprattutto se di pasta lievitata.
            Abitavamo alla fine di viale Zara, a pochi minuti da quel luogo di felicità. Uno dei pochissimi rimpianti d’aver cambiato casa è non esser più vicino a quei profumi, a quei sapori, a quelle prelibatezze.
            Posto del cuore:)rossal

          • Rettifichiamo. Quest’anno il panettone della pasticceria Martesana costa 28 euro al chilo.
            Nondimeno, ora che li stiamo man mano assaporando un po’ tutti (o quasi), quest’anno, el panatòn de la Martesana (di cui comunque restiamo fan per le mille ragioni già espresse) ci è risultato un filo sotto gli standard eccelenti a cui ci aveva abituato e non vince la nostra personalissima e opinabilissima top 5, da stilare solo in conclusione del giro di assaggi.
            bye:)rossal

  1. Il panettone ….. quest’anno me lo sono fatto da me cosi’ come il pandoro , e vi posso garantire che c’è una gran bella lavorazione dietro , i costi si alzano per vari motivi , se si usano farine serie e materie prime di qualita’ ogni singolo pezzo raggiunge un costo importante , ovviamente anche io credo che 35 euro siano troppi ma almeno 20 -25 ci stanno tutti ( si si rispettano i presupposti precedenti )

  2. A parte che besuschio non è beduschi (in quanto esimio cioccolatiere dell’alto bellunese) e a parte che l’umidità non fa parte della ricetta tradizionale, che lo vorrebbe molto più asciutto (mauro e rolando morandin docent),
    tra quelli che hai assaggiato, a mio modesto avviso (essendoci nel contest solo un lievitista in acqua, che si nasconde tra l’altro, probabilmente per paura del buon achille…) la classifica è questa:
    loison e bisco nemmeno li considero (e il fatto che le faccia con le farine marino non è un plus anzi… gli altri credo siano tutti dellagiovanna, tranne forse un quaglia)
    giotto sono commoventi, ma il panettone è appena sufficiente

    tra quelli seri in ordine dal primo:
    biasetto
    massari
    pepe
    besuschio

    tra quelli che mancano, al pari di biasetto, metterei sacchetti… un po’ sotto fabbri, marigliano poi zoia e morandin (ma meglio quello coi marron)… attenti a moffa e ottimo è anche il buon tagliazucchi che non considera mai nessuno…

    • @Nicolò, cosa hai riscontrato di negativo con le farine del Mulino Marino? Io mi ci trovo molto bene e mi piacerebbe approfondire la cosa.
      Visto che sembri informato, che mulino consigli? Grazie

      • le farine marino sono ottime figurati… non mi piace molto il loro modus operandi e la loro aggressività sul mercato (ma tant’è)… e il fatto che molti accrocchi commerciali (tipo la partnership con Di Vincenzo e la storia dell’enkir mi paiono tirati per i capelli) … detto ciò, la farina per il panettone è una 00 e con le presunte macine a pietra è molto difficile da sgrezzare del tutto… se poi ci mettiamo la ricerca ossessiva di alcuni pasticceri verso il rigore e la certificazione, quello che rimane dopo la macinatura non è solo crusca o cruschello…
        quindi, io consiglio sempre sobrino… oltre che per la bontà, lo faccio per la passione e per la conoscenza dei produttori che lavorano con lui… un artigiano assoluto, senza compromessi…

        altro mulino che ti posso consigliare è del ponte… ma solo per la tumminia…
        carino (più che altro per la storia) è quello del dottore…

        poi se si parla di panettoni, la dicotomia è quaglia (che fa capo alla scuola di morandin) contro della giovanna (che fa capo a quella di zoia) che ha in massari il suo priù grande fautore e che quindi commercialmente è anni luce avanti… dlatronde vendeva case…

        • Nicolo’ ma se Marino è aggressivo sul mercato, allora Quaglia? mi sembra molto piu’ pompato a livello mediatico, basta vedere il sito e le iniziative collegate .
          La manitoba marino, che reputo veramente ottima , non è macinata a pietra ma a cilindri , credo che l’utilizzo delle farine Quaglia sia anche una questione di immagine e di accordi commerciali ( senza levare qualita’ a queste farine ) da parte dei maestri pasticceri .
          Sobrino non lo conosco ma ma appena possibile provero’ volentieri qualche loro prodotto :)

          • no ma è ovvio che parlando di marino parlo comunque di un mondo artigianale… quaglia agisce in un altro mercato… e paga bene chi deve pagare…
            la manitoba non so se sia macinata a cilindri, sicuramente lo è la 00 e capisco i motivi (anche se i pasticceri non credo se ne interessino) e anche la 0, e qui i motivi li capisco meno (poi dipende sempre da quanto cruschello ecc…) mi pare si vada a raffinare troppo un prodotto che ha bisogno di un sapore e non solo di una consistenza e di un colore…

            di sobrino ti potrei consigliare un prodotto unico… ma poi dovrei ucciderti…aahahahah

        • Grazie per le informazioni Nicolò. Confermo che la manitoba Marino è macinata a cilindri, si trova anche abburattata 00 (più indicata per i panettoni come dici tu), ma al dettaglio di solito si trova la manitoba 0.
          Sul discorso dell’aggressività sul mercato, sono d’accordo con Jaws, anzi, mi chiedo quando allestiranno una modalità di e-commerce decente, anche se c’è da dire che se li contatti sono gentilissimi.
          Di sicuro, adesso proverò quelle del Mulino Sobrino.

          @Jaws: hio fatto la torta bianca con la ricetta di tua nonna. È venuta buonissima ;-)

          • dai! mi fa piacere che l’abbia provata , è una torta bella grassa ( considerato il burro e la panna ) ma si mantiene bene , bella umida e golosa :)

          • È buona proprio perché umida. Io adoro i dolci umidi, anche il panettone lo preferisco così. Tra quelli del test, infatti, ho provato il Pepe e mi è piaciuto proprio per questo. A proposito, sono fresco fresco di corso di Adriano, non ti dico altro, ma puoi immaginare…

          • E li fai i panettoni? Io sono alle prese con quello alto,ma 26 gradi per le lievitazione del primo impasto mi sembrano pochi…non mi si e’ alzato per nulla stanotte ed ora,sono in ritardo coi tempi,se tutto andra’ bene infornero’ questa notte.Con le colombe ho avuto piu’ fortuna.

          • io i panettoni li ho fatti lievitare in forno spento con pentolino di acqua bollente all’interno ( ogni 2 ore ho cambiato l’acqua riportandola a ebollizione) , in 8 ore il panettone era al bordo , invece la prima volta senza pentolino ci ha messo 11 ore e ho dovuto cuocere a mezzanotte…. la temperatura interna era intorno ai 30 umidi

          • @Paola: provo a farli questo fine settimana, speriamo bene!
            Se li hai lasciato lievitare a temperatura ambiente, difficilmente sai arrivata a 26 gradi.
            La prossima volta prova a farli lievitare nel forno spento con la sola luce accesa e con il pentolino d’acqua calda come fa Jaws.

  3. Confermo che Massari e Pepe sono risultati nettamente i migliori.
    Riguardo a Besuschio e Biasetto li ho riassaggiati da soli e e’prevalso il primo.
    Detto questo… di Biasetto mi son comprato anche un Pandoro per uso ‘personale’…voglio dire,parliamo sempre di grandi prodotti

    • se riuscirà a Trovarlo….per un suo uso personale deve assolutamente provare emanuele lenti….lievito madre 40 ore di lievitazione e cottura nel forno a legna!!!! strepitoso….

  4. signor Soban,
    una domanda mi tormenta: ma dopo la prova di ssaggio, che fine hanno fatto i panettoni? Ha invitato tanti tanti amici o pensa di surgelarli?
    Vederli lì sul top della cucina, dopo il sacrificio, e dopo la spesa notevole nell’acquisto… mi inquieta un po’.
    Ha voglia di rassicurarmi sulla loro sorte?

  5. purtroppo non ho mai assaggiato i panettoni dell’articolo, ma posso dire che tra tutti quelli che ho provato fino ad oggi il migliore per me è stato quello di Cova

    • Sempre per il discorso ‘esternalizzati’, il panettone Cova viene prodotto a Milano, oppure a Badia Polesine (RO) dalla Borsari (fa fede il timbro sulla confezione)..comunque che è un prodotto ancora molto in auge, visto il notevole numero di sporte griffate Cova in giro per Milano l’08 dicembre scorso

  6. nonostante abiti in provincia di brescia, anch’io non ho mai assaggiato il panettone di massari. io mi rifornisco abitualmente alla pasticceria boifava di montichiari (bs), trovo il loro panettone superbo ed i prezzi equi… 35 euro al chilo li trovo davvero esagerati!!

  7. Mi sarebbe proprio piaciuto confrontarmi con questi mostri sacri, ma… io sono solo un piccolo panettiere di provincia e tanté…

    • Massimo , alla faccia del piccolo panettiere … Avrò visto il tuo video su youtube un sacco volte e mi pare che abbia avuto anche parecchie visualizzazioni … Complimenti davvero , sei bravissimo ! Mi sei fuori mano altrimenti un tuo panettone lo avrei assaggiato molto volentieri

      • in linea generale i “piccoli panettieri” un pò sconosciuti che hanno veramente passione e fanno costante ricerca sono i migliori.
        spesso quando raggiungi la gloria poi lasci perdere alcune cose…..

    • Accertamento fiscale per chi compra un panettone da 35 euro? E per
      chi va a mangiare alla Pergola o da Pinchiorri? Arresto immediato e gogna su pubblica piazza?

      Cosa caspita stai dicendo??? :O

      • Beh, tecnicamente se spendi 200 euro per un pasto dovresti avere una dichiarazione dei redditi “congruente”. O no ?
        E se si tratta di “pasti aziendali” ai clienti forse interesserebbe sapere perchè i loro costi aumentano in rapporto all’aumento delle “spese di produzione” …

        • no. io sono un barbone e una volta ogni tanto spendo molto per mangiare. non mi risulta sia vietato.
          e finchè ho 40 euro sul conto posso anche spenderne 35 per un panettone, se voglio. anzi, c’ho pure il fido e me ne posso comprare anche 3. tiè.
          :-)

        • “Tecnicamente se spendi 200 euro per un pasto dovresti avere una dichiarazione dei redditi“congruente. O no ?”

          Assolutamente no. Io guadagno come un operaio e spendo per mangiare (ogni tanto) come un nababbo. Una delle occasioni per le quali non guardo nessun prezzo è proprio per l’acquisto del panettone…

          • Ok aggiungiamoci un “se spendi ABITUALMENTE ..”
            Perchè se i bi-tristellati campassero di operai che una volta l’anno si danno alla bella vita ..
            o no ?

          • Si ma il discorso è partito dal commento iniziale “35 euri un panettone???????? Se fossi della Finanza disporrei un accertamento fiscale per tutti gli acquirenti”.

            “Tutti gli acquirenti” è diverso da “acquirenti abituali”.

          • “se spendi abitualmente” e chi lo stabilisce scusa?
            chi può sapere quali siano le mie abitudini? mi fai pedinare?
            attenzione ragazzi, dalla dichiarazione dei redditi siamo passati direttamente agli investigatori privati.
            attenzione ragazzi perchè se andate da bottura potreste trovare un agente della cia sotto il tavolo :-)

      • Il commento sui 35 euri per il panettone, implica quanto ti costa in proporzione il resto del pasto (perchè il cenone pastina barilla col dado, hamburgher di macinato “discount” e panettone da 35 euro lo vedo male ..)
        Chi ti controlla se spendi 400 euro per una cena in due ?
        Appunto. Nessuno. A cominciare da chi rilascia o meno ricevuta/fatura e dal pagamento “elettronico” o in contanti..
        Poi non ci sciacquiamo la bocca sulla manovra iniqua … o sulla (mancata) caccia agli evasori ..

        • che populismo da 2 soldi….
          mai capitato che un ristorante di un certo livello non mi rilasciasse lo scontrino.
          la caccia agli evasori la deve fare la finanza, non tu, caro MAurizio.
          altrimenti siamo tutti finanzieri, tutti allenatori di calcio, tutti chef, tutti scrittori, tutti ignoranti. benvenuti nel paese delle banane.

        • ma la cosa più comica è questa
          “Il commento sui 35 euri per il panettone, implica quanto ti costa in proporzione il resto del pasto”

          spero che sia uno scherzo, perchè qui siamo oltre la follia.

        • Ogni volta commetto lo stesso errore, cercando di discutere con chi ha degli schemi mentali completamente diversi dai miei. Mea culpa, mea maxima culpa

    • Si potrebbe fare. Ma prima bisognerebbe procedere analogamente per gli acquirenti di molte altre cose, e per moltissime persone. Attorno a me ho mafiosi che possiedono beni e liquidi per 20, 30, 50 milioni di euro. Penseranno sempre di potersi permette a malapena auto di seconda mano, e prodotti, al meglio, a marchio Conad, Coop. Non li rintracceresti con metodo che suggerisci.

  8. @GianPo: sottovoce, pianopiano, te lo dico con voce flautata: metti a posto l’orologio, allinea il tuo fuso orario.
    La tua considerazione e’ in ritardo di 10 gg.; dovevi intervenire addi’ 5 Dic. e seguenti, sull’articolo “Il piatto è rotto: non ne posso più di sentirmi dire che spendere tanto per mangiare è immorale”.
    Intervenire oggi dicendo che e’ da accertamento fiscale spendere 35 euro per l’orgasmo di un panettone artigianale, e’ davvero POCO natalizio :)

    Paolo

    • Sul ritardo hai ragione: non avevo letto quel post…. :-)
      Sulla legittimità di spendere il proprio stipendio in panettoni da 35 euri e in cene da 200 non ho assolutamente obiezioni: chi vuole può farlo liberissimamente; anche io faccio qualche spesa pazza ogni tanto.

      Dopodichè se uno non ha niente da nascondere non dovrebbe avere nulla da temere da un accertamento fiscale, no?

      Buone feste e gozzoviglie !!! :-):-)

      • a parte che la legittimità di un atto la stabilisce la costituzione e non certo tu, ma trovo odioso chi si mette a fare i conti in tasca agli altri.
        io potrei anche scegliere per il giorno di natale di mangiare solo pasta e fagioli e poi il panettone da 35 euro, e alla fine spendo meno di chi mangia arrosto e gamberoni e panettone motta. embè?

        • Infatti ho detto che non ho assolutamente obiezioni.
          Per quanto riguarda il fare i conti in tasca agli altri, invece, vivendo in un Paese con un livello di evasione fiscale come il nostro e pagando io le tasse fino all’ultimo centesimo, li faccio eccome!
          Hai qualche nervo scoperto che rispondi così?

          • Pero’, alla fine della giostra è così. Perchè se appnto spendi 800 euro per un telefonino e 100 al mese solo di telefonate/internet poi è difficile dichiarare redditi “zero”

          • sbagli bersaglio, io sono dipendente, non posso evadere manco 1 euro.
            ma tu che conti vuoi fare? in base a cosa, all’apparenza? spero di no, se non altro per rispetto alla tua intelligenza.

          • Appunto. I dipendenti non possono evadere neanche un’euro ? I doppi lavori durante la “malattia”, le ripetizioni in nero, le varie “collaborazioni” le fanno quelli con PIVA ?
            Tanto so’ tutti ladri ? Proprio così. O pensi che 1,9 biliardi di debito pubblico si siano creati per colpa di 4 gatti ?

          • non rompermi i maroni MAurizio, io ho solo un lavoro, sono dipendente, non evado nulla e mi compro il panettone che voglio. le tue sono solo fesserie.

          • Cioe’ ogni singola spesa che fai pretendi in “cambio” scontrino e fattura ? Tutte tutte ? Newssuna “collaborazione” con gli evasori ?

          • più o meno si ma……come ragioni?
            se un venditore non emette fattura non sono certo io ad evadere. io continuo a pagare le tasse come prima.
            non denuncio nessuno per uno scontrino, mi faccio i fatti miei. la prossima volta vado da un’altra parte, sono più per la selezione naturale che per l’infamata. la trovo più funzionale.

      • Ma allora, per coerenza, facciamo un accertamento fiscale su tutti quelli che spendono più di 35 euro per cose “futili”. Su TUTTI.

        Mi sembra la cosa più logica, tanto se non si ha nulla da nascondere….

    • e mi raccomando, il resto del pasto dev’essere come minimo all’altezza del panettone, altrimenti poi MAurizio va in crisi.
      quindi se potete permettervi scampi e astici come se piovessero allora ok, altrimenti non azzardatevi a comprare questo panettone, mi raccomando.

  9. Il panettone è pur sempre un dolce da 1 Kg con una lavorazione molto complicata, sicuramente più difficile di quella di una torta normale. Quindi quanto costa una torta in pasticceria ? La stortura del mercato sono i panettoni da 2,50 €, non quelli da 20-30 €. Io da buon milanese ne prendo due-tre all’anno, ma li prendo buoni. Di solito Marchesi che costa 26 € (l’anno scorso 24), ieri uno di Perbellini il 25.

    • Il tuo è l’atteggiamento che condivido, Filippo. Le cose che devono costare, devono costare, ma non c’è necessità di mangiarle tutte, né spesso. Detesto i falsi e ne vieto l’importazione a casa mia da parte di chiunque. Basta acidi citrici nella passata di pomodoro, pertine nella confettura, lecitina di soia nel cioccolato: basta. Tra l’altro, mangiare di rado dolciumi, salumi, e prelibatezze varie giova anche alla salute :)

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