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Si fa presto a dire fritto

Questo è un post sul fritto della serie noi+voi, interattivo insomma, e va bene: duepuntozero. Però, niente ricette, intesi? Bensì spiegazioni comprensibili, tanto più che di efficaci ricette in tema se ne trovano a iosa nel libro “Fritto E Mangiato” di Annalisa Barbagli per Giunti Editore. Siccome l’olio e’ un potente trasmettitore, anche se costoso, all’inizio friggere significava essenzialmente trasmettere calore in modo più rapido rispetto ad altri metodi.

Le mie riflessioni iniziano osservando il classico antipasto da pizzeria, che nove volte su dieci è fritto. Specie a Napoli, dove pizza e fritto, apparentemente poco compatibili, sono inseparabili compagni di tavola. Ricordatelo quando mangerete in una pizzeria napoletana, non fate come me che molti anni fa nello storico locale di Brandi, in Salita Sant’Anna di Palazzo, angolo via Chiaia, non sono riuscito a toccare la pizza, caloricamente tramortito, e per molti giorni, dal fritto degli antipasti.

I carciofi alla giudia tipici del ghetto ebraico di Roma sono un altro esempio virtuoso di fritto.

Ma parliamo dei cinesi, veri maestri di frittura. Riconosco di aver imparato a friggere come si deve in un ristorante cinese di Roma. Il punto di partenza della frittura cinese è un’ottima pastella. Ottima perché fatta con la maizena (niente farina), l’acqua in bottiglia (non di rubinetto), la birra Tsingtao, solo l’albume dell’uovo.

Per farla breve, ecco dosi e ingredienti di una buona pastella: 200 gr. di maizena, 100 gr. di farina, 100 gr. di acqua minerale fredda, 100 gr. di birra, sale e un albume d’uovo montato a neve prima di essere aggiunto al resto del composto. Un quarto d’ora in frigo e la pastella è pronta per essere usata.

Lo avrete notato, fin qui non abbiamo parlato di olio, bene, è arrivato il momento di farlo. Prima cosa, come i cuochi cinesi insegnano, si frigge sempre in immersione, mai a raso. Oggi che le padelle wok sono di moda sembra un’ovvietà, lo era molto meno negli anni ’80. Ma in definitiva, che cosa conta davvero nell’olio che usiamo per friggere? L’acido oleico, uno dei liquidi esistenti con la più bassa tensione superficiale. Un olio particolarmente ricco di acido oleico si ricava da una specifica varietà di girasole. Per l’elevato tasso di acidità, non può essere usato come condimento, ma è incredibile per friggere grazie all’alto punto di fumo (240° contro i 170° dell’olio di oliva), e alla stabilita’, vale a dire la permanenza delle principali caratteristiche fisico-chimiche in prossimità del punto di fumo.

A produrre il migliore olio da frittura italiano e’ una persona d’altri tempi, Elvasio Vesprini. Nonostante il nome sconosciuto ai più, una frittura con il suo olio di girasole alto oleico vi convincerà a non cambiare più.

L’olio di girasole alto oleico e una pastella fatta come abbiamo detto, in grado cioe’ di arginare l’elevata capacità di penetrazione dell’olio, sono gli ingredienti principali di una frittura riuscita, di quelle che fanno gridare al miracolo per leggerezza e sapore.

[Fonti: Ibs, Giraolivo, immagine: Flickr/Yusheng]

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60 commenti a Si fa presto a dire fritto

  1. Io facevo una pastella per friggere da utilizzare per le verdurine
    ed era molto azzeccata anche per chi avesse la necessita di avere le verdurine surgelate fatte in casa.
    La pastella consisteva nel montare con le uova intere, ma ancora meglio con il solo albume,l’amido di patata che contiene molto amilosio quindi da piu croccantezza, con della farina di riso che dava struttura alla pastella una certa rusticita se non e’ macinata troppo fine e dona alla pastella una caratteristica dalla struttura corta e cremosa. Che impedisce di fare il filo e sgocciolature durante la frittura.

    Per l’olio mi trovo bene anche con l’arachide raffinato.

    • L’arachide raffinato se la batte con il palma bifrazionato di prima scelta. Sicuramente, il palma bifrazionato fresco puzza di meno rispetto ad altri oli, ma quando è sporco, penetra nei tessuti come poche cose….

      Ma sai che mi capita ancora di trovare in giro gestori che non sanno che esistono le pasticche per pulire la friggitrice? Lasciano la macchina con le croste a risporcare l’olio fresco, oppure fanno fare delle pulizie faticosissime agli addetti, e manco si chiedono se non ci sia un metodo migliore. Mah…

  2. Bravo Marco
    sono post come questi che mi fanno canticchiare il ritornello di Ramazzotti in riferimento a Dissapore: “Grazie di esistere-e”!

      • io faccio la pastella….ma senza uovo, nemmeno l’albume.
        farina acqua e birra…..qui da noi in gergo si chiama “colla”.
        infatti mescolando bene questi 3 elementi si ottiene una pastella collosa che si attacca subito agli alimenti, con le verdure il risultato è molto buono (con i fiori di zucca direi ottimo)…..e il fritto senza uovo è ancora più leggero .. :-)

  3. Un commento al testo. Prima scrivi solo maizena (niente farina) poi due righe sotto aggiungi 100 g di farina (svista o correzione ?)
    L’aggiunta di minerale fredda (molti aggiungono “la più gasata che trovi”) e di birra insieme non è pleonastico ?
    Ovvero, la funzione “lievitante” la svolgono entrambe: di solito leggo di aggiungere acqua gasata o birra, mai insieme (non che sia reato, giusto per discutere).
    Considerazione pratica: considerando i livelli di trippa e colesterolo, il fritto comincia a essere un tabù (anche se poi, scientificamente parlando .. ma questo è un altro discorso). Comunque, cassate da tempo fritture “antiche” (classici i dolci o salsicce e patate fritti nella sugna di adolescenziale memoria e nonnesca e campana fattura) vista l’abbondante disponibilità (prodotto in famiglia) quando raramente cedo alla frittura lo faccio solo usando l’evo (BRW l’usanza di indicare l’extravergine con un termine di solito di uso automobilistico mi lascia ancora un filo perplesso).
    Da qualche mese mi sono convertito (complice anche “l’acquisto” tramite punti benzina, altrimenti non mi sarei lanciato sull’ennesimo elettrodomestico da 200 e passa euro) alla “friggitrice” Tefal.
    Effettivamente con il cucchiao dosatore in dotazione (10-20 ml) di olio si ottengono delle patatine più che decenti (fresche a cubetti -- a bastoncino, già congelate vengono peggio) e soprattutto a bassissima quota grassa, rispetto al “vero fritto”.
    Idem per le verdure (classici di questa stagione peperoni e melanzane -- cotti per altro anche in tempi rapidi -- 30-35 minuti le patate, 15 max 20 min le verdure).
    Ovviamente i fritti di pesce (classici gamberi e calamari) vengono un similfritto (meglio che niente, ma di certo non l’ideale).
    Argomento un filo fuori-tema con il contesto ma, d’altro canto, bisogna trovare un compromesso (almeno nel quotidiano9 tra “buona cucina” e “altre esigenze”

    • No, non è una svista, è il testo che non è del tutto chiaro, cioè che sopra mi riferisco ai cinesi, i quali friggono con olio di soia o di semi vari, mentre noi friggiamo spesso in olio di oliva e la farina aggiunta nella pastella aiuta a fare da scudo al diverso tipo di olio usato, tutto qui.

      Per quanto riguarda l’acqua minerale, il discorso gasato e freddo sono diversi: l’anidride carbonica serve per il lievito di birra, il freddo per aumentare lo shock termico e, quindi, il fenomeno della lievitazione. Se nella pastella non ci si mette la birra o il lievito, è inutile sia il freddo, sia la gasatura. Il vapore si forma lo stesso.

      Friggitrice: non fanno miracoli, c’è solo una cosa da tenere presente, cioè che i prodotti congelati sono già prefritti e, soprattutto per quanto riguarda le patatine, questa è la tecnica esatta, cioè la doppia frittura; la prima intorno ai 140°, a farle appena appena isolare, si asciugano poi per 10 minuti circa e si rifriggono a 160-170° circa (un maestro di questa tecnica, secondo l’Antica Tradizione, è il padre di Sigrid Verbert, meglio nota come Cavoletto di Bruxelles). Il resto, quello che noi pastelliamo e friggiamo, è in cottura singola e non riesce sempre al meglio se non si controlla prima di tutto la temperatura. Si frigge a 170° +- 5°, attenti al fatto che non si devono mettere mai grandi qantità di roba da friggere tutta insieme, meno che mai congelata, perché abbattono la temperatura dell’olio anche sotto i 110°, bagnando irrimediabilmente la pastella e il cibo da friggere in genere. Il termometro è fondamentale in cucina, non si può lavorare senza, a livello amatoriale senza alcun dubbio. I cinesi, poi, ci danno adesso ottimi termometri a sonda a pochi euro, oltre al fritto buono….

  4. A prescindere dal colesterolo, ogni tanto amo concedermi dei fritti. Per preparare la pastella uso tutti gli ingredienti elencati da Marco Lungo anche se non ho mai usato le chiare d’uovo montate a neve.

    Avrei pero’ un paio di quesiti da sottoporvi:

    1. Domani vorrei cucinare delle sardine. Ho notato che il risultato è migliore se uso la sola farina ed evito la pastella, che tende a staccarsi in fase di cottura. Sbaglio qualche passaggio?

    2. I fritti: li cucino e li mangio con assoluta moderazione. Uno dei freni inibitori è senza dubbio il fatto che nonostante accenda la cappa aspirante (a carboni attivi) al massimo della potenza, nonostante utilizzi tegami professionali ed i fuochi della mia cucina siano ad induzione, nonostante a fine cottura sposti immediatamente il wok dalla fonte di calore ed inserisca nell’olio ancora bollente un pezzetto di pane, l’odore di fritto è assicurato (accidenti alle cucine a vista …). Pensavo di acquistare un nuovo barbecue a gas da usare in terrazzo. Quello che ho attualmente (marca Weber) non ha fuochi ma solo griglia. Forse l’unico sistema per evitare lo sgradevole odore è cucinare all’aperto? Avete altri consigli?

    • anche io cucina a vista….stesso identico problema.
      friggere è un massacro, lascio le finestre aperte mi sveglio la mattina e c’è ancora puzza…..

    • Quesito 1: la pastella deve poter attaccare, e le sardine non si prestano ad agganci rapidi, così come altri cibi umidi o grassi. Il trucco è asciugare il cibo e lasciarlo nella pastella per qualche minuto. Altrimenti, sì, friggi direttamente con la farina o, meglio, con la maizena.

      Quesito 2: il pezzetto di pane si mette, che io sappia, per vedere la temperatura dell’olio quando non si ha il termometro. Si fa un cubettino di pane di circa 2 cm. di lato, si mette nell’olio e quando viene a galla la temperatura è ok. Non credo proprio possa levare l’odore di fritto. Piuttosto, ci sono oli che puzzano di più e oli che puzzano di meno. Di quelli che si possono usare a casa, personalmente consiglio il palma bifrazionato di prima scelta, usato sempre fresco. Qualunque olio, comunque, arrivato al punto di fumo puzza. Altrimenti, che fumo sarebbe? ;-)

      • Grazie Marchino! Nella mia beatissima ignoranza, mi pareva di ricordare mi fosse stato spiegato che inserire un pezzo di pane a fine cottura abbia lo scopo di permettere all’olio di raffreddarsi senza bruciare.

        Provero’ con la sola maizena per le sardine e mi rassegnero’ ad un po’ di puzza, anche se l’acquisto del barbecue a gas con fuoco laterale a questo punto diventa per me un “to do”.

      • Ciao Marco,

        grazie del post, domani progetto una fritturina per il mio compleanno e mi atterrò alle tue indicazioni scrupolosamente!
        Una osservazione: ho letto spesso che la coltivazione di olio di palma è responsabile di buona parte della deforestazione in corso nel Sud-Est asiatico -- questo è un link di Greenpeace, ma ne trovi in abbondanza sul web: http://www.greenpeace.org.uk/forests/palm-oil -- quindi io provo a non usarlo, anche se spesso è indicato solo come “olio vegetale” negli elenchi di ingredienti. Che ne pensi?

        • Innanzitutto, auguri per domani!!!

          Poi, che vuoi che ne pensi… ogni tanto ne esce fuori una. Peggio della coltivazione delle palme da olio, mi sembra che le più grandi deforestazioni siano generate dall’industria legnaria, cartaria e della droga. Almeno, quella della droga e quella dell’olio di palma sostituiscono una pianta con un’altra, se proprio vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno… ;-)

          Per quanto riguarda la qualità, che io sappia l’olio di palma bifrazionato ha da tempo assurto a propria dignità e non ha più definizioni generiche in etichetta. Questo mi fa preoccupare molto, quando si legge un generico “olio vegetale”, chissà da cosa e con che tecniche estrattive è stato tirato fuori… non dimentichiamo che il maggior problema è proprio l’estrazione chimica degli oli, mica sono tutti spremuti, magari lo fossero!

          Facci sapere come va la pastella!

    • Quando si impianta una cucina, si comincia dalla CAPPA. Una cosa tecnica, con una grande cupola, un potente tiraggio con CAMINO bello alto, un motore potente, e filtri in acciaio. Il tutto assemblato da un vero fumista, o da un ingegnere. Le cucinette degli architetti fighetti, con le loro cappette di design senza tiraggio esterno ( gente che non ha mai bollito un uovo in vita sua) impestano la casa, e fanno passare la voglia di cucinare. Una cappa come si deve costa un botto, ma dura quanto la casa, permette alla cucina di essere una stanza per viverci come tutte le altre, e e ti affranca per sempre dalle puzze.

  5. Sulla pizza 2.0 il post era più dettagliato e andava più in profondità, questo mi sembra un pò più superficiale, non te la prendere MARCO, a me sarebbe piaciuto sapere la temperatura dell’olio per friggere le varie pietanze, per esempio le patate, o i lpesce o i suppli etc etc.
    Una cosa vorrei dire :Ma non sono i campi di girasole quelli più trattati con sostanze chimiche?
    ciaoooo

    • Infatti, Fabio, questo post lo è meno e stimola un po’ di più la discussione, anche perché ci sono meno complicazioni da seguire. Per le temperature ho risposto poco sopra. Che io sappia, non ci sono “fritture” che passino i 170°, esistono tecniche come quella di friggere in due passate di cui la prima a temperatura più bassa, ma niente di più, dal punto di vista nostro, amatoriale e semi professionale.

      I campi di girasole hanno di tutto e di più di problemi ma la varietà alto oleico è diversa, comunque due chiacchiere con Elvasio sono molto chiarificatrici in proposito e, alla fine, dico sempre che se dovessi morire per una cosa del genere, mi riterrei fortunato perché non sono morto prima per tanti altri cavoli ben più concreti, fosse solo il dover guidare…

  6. la pastella mi sembra un po’ come il pesto, ognuno ha la sua via.

    Uno chef mi ha detto che lui usa unicamente farina di riso e acqua ghiacciata, tiene la bastardello all’interno di un’altra più grande contente ghiaccio, attende che la materia prima quasi si ghiacci, poi la butta in padella e fa prendere lo shock termico.

    • Appunto, lo shock termico aiuta la lievitazione, la formazione delle bolle nella pastella, se hai messo lievito di birra o la birra stessa, altrimenti come ho spiegato più sopra, non serve a nulla, anzi, diciamo meglio, si limita alla sola produzione di vapore che rimane imprigionato, appunto, nella pastella.

    • un appunto… il pesto ha una via sola e una ricetta codificata dalla confraternita… se poi non vi piace l’aglio non chiamatelo pesto

        • Lo so che esiste una ricetta unica, però da quando mi hanno consigliato di sbollentare il basilico e passarlo poi in acqua e ghiaccio i miei ospiti apprezzano molto di più.

  7. Ciao Marco scrivi che “quello che conta davvero nell’olio che usiamo per friggere è l’acido oleico”. OK, visto che parliano di frittura, credo sia importante mettere in risalto il legame tra acido oleico e la sua minore sensibilità al danno termico rispetto ad altri oli vegetali. E’ anche il punto di forza dell’extravergine oltre al contenuto in polifenoli che si comportano come antiossidanti.

    Si conoscono i livelli di antiossidanti nell’olio di girasole ad alto contenuto in oleico che tu suggerisci?

    poi scrivi: Per l’elevato tasso di acidità, non può essere usato come condimento. Cosa intendi per acidità? se fosse il livello di acidi grassi liberi si scontrerebbe con l’elevato punto di fumo.

    Grazie!

    • Guarda, per scelta divulgativa non la metto troppo sul tecnico in prima battuta, tanto poi per fortuna in genere c’è la possibilità di approfondire con le domande che seguono.

      Per l’olio in questione, credo che la scheda tecnica che trovi qui possa darti tutte le risposte: http://www.giraolivo.it/sitefiles/giraolivo2009/docs/tds_it_girasole_altooleico.pdf

      Per essere più precisi sul discorso acidità, che è ovviamente come dici tu, era solo per dare a chi non è esperto l’idea di che sapore abbia e che non ci provasse a condirci qualcosa… ho clienti che l’hanno fatto, per questo ho cercato di dare almeno un piccolo alert sul sapore, ma non è che sia niente di più. Per condire c’è l’alto linoleico, decisamente più indicato.

      • che io sappia però, almeno di sicuro per quanto riguarda l’olio evo, l’acidità non è un parametro riscontrabile al sapore, come tutti pensano.
        cioè gustativamente non è percettibile. il problema piuttosto è che un olio acido è difficile da digerire e e non fa bene allo stomaco….se l’acidità sale troppo infatti l’olio non è più commestibile.

      • io comunque friggo solio con olio evo (del garda -- delicatissimo)
        ho una repulsione naturale per tutti gli oli raffinati.
        l’importante è tenere monitorata la temperatura con un termometro.

        Marco ma come mai questa ammirazione per il fritto cinese? che solitamente puzza parecchio…..
        sinceramente per rimanere ad oriente preferisco la tempura giapponese.

        • Beh, sono rimasto al cinese perché, come riportavo nel racconto, gli anni erano i primi ’80 e i ristoranti giapponesi non erano diffusi, infatti ci sono andato per la prima volta molti anni più tardi. E’ più una cosa di affetto e di abitudine, quindi. Il fatto è che il cinese è (o era) difficilmente fatto da cinesi veri e, poi, anche tra loro c’erano delle differenze notevoli in quanto a cura della cucina… Oggi le cose sono completamente cambiate. Comunque, non è che la tempura sia poi tanto diversa, cambia il fatto che non si usa lievito o birra come base per creare l’alveolatura nella pastella, principalmente. La base di farina di soia aiuta proprio a formare le bolle che sono di vapore e non di anidride carbonica, in quanto la soia (per l’esattezza, il contenuto di lecitina) sigilla gli alveoli meglio di altre sostanze.

          • mah, io anche friggo con solo extravergine, il mio, delle colline teatine di fronte al mare, dolce e delicato… Bisogna fare solo un poco di attenzione al punto di fumo che nel caso dell’extravergine è un poco più basso, ma il sapore è tutta un’altra cosa! Con solo poche eccezioni: Per la cotoletta uso burro chiarificato, per alcuni dolci (struffoli, bignè ecc) lo strutto…
            Le pastelle, ahia… Argomento delicato, non è che si possa usare una pastella per tutto, queste cambiano secondo gli alimenti: per esempio per i carciofi a spicchi, niente di meglio della pastella romanesca con l’uovo, farina e acqua, un poco greve ma buonissima. Per le animelle maizena, farina semola e rosmarino tritato. Per la tempura cubetti di ghiaccio, acqua frizzante, maizena e semola. Per i fiori di zucca fritti, birra ghiacciata, maizena e farina e sale. Supplì pangrattato, uovo… Potrei andare avanti per ore ;-)
            Ciao A

      • Ciao Walter
        il tipo di olio che scegliamo dipende da diversi fattori, dal prezzo, dal gusto, forse anche dal cibo che vogliamo friggere. Però se analizziamo la frittura esclusivamente da un punto di vista tecnico, è il punto di fumo la temperatura su cui dobbiamo soffermarci. Su questo tema si è scritto moltissimo perché da un punto di vista tecnologico è un tema importante, pensate alla ristorazione collettiva e ai cicli di riscaldamento a cui sono sottoposti gli oli nelle friggitorie.
        Molto in sintesi, tra i fattori da cui dipende il punto di fumo vi sono il livello di acidi grassi liberi e il livello degli acidi grassi monoinsaturi, come è appunto l’acido oleico. Quest’ultimo è il principale acido grasso dell’olio extravergine. Maggiore è il suo contenuto, maggiore sarà la resistenza al danno termico. Quindi quando affermiamo che l’olio extravergine è piu’ resistente alla temperatura è giusto, contribuiscono a questo anche i polifenoli antiossidanti e la vitamina E, ma concentriamoci sugli acidi grassi. Se le principali multinazionali lavorano per ottenere oli ad alto contenuto in oleico ci sarà un motivo. Ti cito qualche esempio: FryChef (palm olein, high oleic sunflower blend), Cargill(high oleic canola), ConAgra.
        Tra le varietà di olio di colza sul mercato, vi è quello noto con l’acronimo HORO (high oleic rapeseed oil), anch’esso piu’ stabile di altri oli vegetali alla frittura, è scelto da alcune catene di fast food per cucinare le french fries. come dichiarato qui: http://www.mcdonalds.ie/mmmmenu/french-fries.aspx

        Poi si potrebbe parlare del processo produttivo degli oli, dei livelli di acidi grassi trans, qui trovi il Fry Test contest se ti interessa. http://www.frytest.com

        • Grazie a Gianna e Alessandro per i contributi interessantissimi e completi! L’argomento è più complesso di quanto sembri. Personalmente, a quel livello, non arrivo a capire tutto, anzi, i miei limiti non mi permettono di parlare a quel livello, sicuramente.

          Il range della discussione che volevo affrontare arrivava al massimo al livello ristorante, dove accade una cosa che non mi sembra di vedere mai citata e che invece crea non pochi problemi, cioè il fatto che l’olio in friggitrice, dato che spesso viene cambiato anche una volta a settimana, viene fatto raffreddare e riportato in temperatura più volte, magari con extra calore per sbrigarsi alla prima frittura che necessita. Dato che, purtroppo, è quello che più frequentemente ci capita di dover mangiare andando fuori, sarebbe una cosa da considerare attentamente negli studi.

          A livello industriale, mettendoci anche McDonald’s quindi, questo non succede, almeno che io sappia. I controlli di qualità o il degrado per l’uso massivo che se ne fa, non credo permettano questo.

          Quasi quasi, si stava più tranquilli veramente con la fritturina al volo nel wok… ;-)

    • Ho provato a leggere qualcosa e a capire. Si porta il glucosio al punto di fusione e si usa come trasmettitore di calore, visto che si liquefà intorno ai 150° o poco più.

      Che dire?

      Penso che anche qui sia fondamentale che la pastella isoli il cibo da friggere, che magari ci siano anche dei vantaggi con alcuni cibi, ma sono abbastanza certo che, se poco poco si friggesse qualcosa di grasso, la formazione di acrilamide potrebbe essere abbondante, e quella sì che è nociva….

      • Ecco, quello dell’acrilamide è un aspetto poco chiaro. Ne so poco e male e sulla rete è difficile filtrare le informazioni attendibili dalle cazzate, oltre al fatto che servono concetti spiccioli finalizzati all’applicazione, non potendo sapere tutto di tutto. Di base ho capito che si forma con asparagina + zuccheri (riducenti?) + alte temperature -- acqua. Ergo, il problema sta nel capire se fa male, quanta ne fa male, ed eventualmente dove stanno gli ingredienti per la reazione: l’olio fornisce solo le alte temperature mentre il glucosio, ovviamente, pure lo zucchero (riducente?)… ma l’asparagina dove sta? In un impasto tipo da bombolone con farina,uova,lievito,zucchero,aromi, per esempio?
        E comunque, ci sono pastelle (farine) che ne contengono più o meno?
        O sono solo pippe mentali, perché in una pagnotta ce n’è tanta quanta?

        • Personalmente per queste cose mi affido agli svizzeri, in prima battuta…

          La questione dell’asparagina è assolutamente incompleta. Il punto è che l’acrilamide si forma con la contemporanea presenza di temperature elevate (superiori ai 120°), carboidrati, grassi e zuccheri riduttori. Di studi ce ne sono vari in rete ma, ripeto, preferisco attenermi a quello che in materia c’è di svizzero o di tedesco anche.

          Prova a leggere questo, intanto: http://www.ti.ch/dss/dsp/labc/pdf/Acrilamide_UFSP.pdf

          Troverai saggi consigli anche in merito alla frittura pura e semplice delle patate e alla loro conservazione, nonché al grado di frittura da raggiungere.

          • Marco, devi considerare che qui in Svizzera tendono a segnalare come nocivo qualsiasi prodotto non sia certo non lo sia.

            La copertura sanitaria in Svizzera, come penso saprai, è di tipo privatistico. Le autorità federali e cantonali cercano sin dall’età scolare di educare i giovani a rispettare la propria salute. Negli stessi istituti scolastici si promuove lo sport, vengono fatti controlli periodici della salute orale e visiva (ed eventualmente si indirizza l’alunno da specialisti convenzionati).

            Io sono originiaria di Milano (non certo la città italiana con la maggiore percentuale di obesi) ma quel che posso vedere qui è assolutamente stupefacente: ragazze, anche molto giovani con sederi che fanno provincia, bambini che ancora sul passeggino addentano fast food (non necessariamente Mc Donald’s che qui rispetto che in Italia è decisamente piu’ costoso).

            Un gran numero di persone in carne, troppe. Ed ecco che ogni segnalazione da parte dei medici viene presa sotto gamba: lo dicono i fatti. Ed ecco che ancora viene il dubbio gli stessi ricercatori debbano gioco-forza cercare di spaventare i cittadini svizzeri per invertire la tendenza.

            Siano effettivamente allarmi legittimi oppure eccessivi non so dirtelo.

            Ma è un dato di fatto: in Italia quando vado a cercare abiti nella stagione dei saldi trovo poco o nulla, qui al contrario, vengo considerata decisamente longilinea, ed è una pacchia.

  8. Vorrei comprare un buon termometro laser per misurare la temperatura dell’olio per friggere.
    Mi consigliate un prodotto che non costi un patrimonio e magari possa comprare on-line?
    Grazie

    • Personalmente userei quello a sonda e non quello laser. Laser poi… in realtà quello è il puntatore, poi la misura è all’infrarosso. Per questo, la misura non è profonda ma della superficie e, peggio, è fortemente inesatta in caso di vapori o di fumo, quindi non vedresti la situazione reale di tutto l’olio che stai scaldando.

      La cara, vecchia termoresistenza in cima alla sonda a spilla, è decisamente più sicura, nonostante sia più economica….

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