Simone Rugiati è troppo bello per essere bravo?
Certo è che se sei bello come un divo del cinema e raccogli consensi come un pop star, che tu sia un cuoco o un presidente del Consiglio, poco importa: sei destinato al successo. Per ora questa è la breve – ha solo 28 anni – biografia di Simone Rugiati, divo ai fornelli di La prova del cuoco e detentore di diverse rubriche tv su Gambero Rosso Channel. Se cucina bene non lo so, al momento non ho testimonianza diretta. Sua madre giura che ha solo due passioni: la seconda è la cucina. Io rimango in attesa che passi tra le mie stoviglie intrappolate in due metri x due di spazio. Fino ad allora mi guardo il video. Montaggio di Linda Verzani.












“Dio ha creato il cibo… il diavolo ha creato i cuochi”. Certo che chi firma questa frase come SUA, lascia pochi dubbi d’attendibilità…
A me sembra che, con quel cappellino, Rugiati somigli in modo imbarazzante proprio a… Max Laudadio!
a me sembrava più Andrea Pezzi, altra persona di cui ho profonda invidia!!!
Andrea, pensavo che a te piacessero solo le donne
sai quante donne sbavano dietro andrea pezzi?
Anche parecchi uomini, perciò ho scritto solo in corsivo!
In realtà vestito così sembra più un ragazzino che scimmiotta superman. Proprio ieri in libreria è venuta una cliente pazza di Rugiati. Personalmente non lo conosco come cuoco, visto pochissime volte in tv, quindi davvero non saprei giudicare. Come seduttore mi sembra poco fornito.
Come organizzatore, beh, se penso a EatMi, annunciata come la settimana del cibo a Milano, in parallelo con Tuttofood, c’è da lavorare, soprattutto sul versante della comunicazione. So che dietro a un evento c’è una squadra intera, e che lui è solo una delle facce visibili. Come faccia non ha fatto proprio una splendida figura.
Ma ha solo 28 anni, è davvero giovane, speriamo che la gioventù non sia il suo unico pregio
Rassegniamoci: man mano che una categoria professionale diventa uno status l’aspetto esteriore acquista sempre più importanza… A noi poco importa se Adrià non sia un fotomodello o se Marchesi non abbia avuto ai suoi piedi centinaia di donne, ma là fuori ci sono centinaia di persone che sbavano dietro al Rugiati o al Borghese di turno senza nemmeno curarsi di cosa stiano preparando in cucina (guardate gli streaming di Alessandro Borghese e capirete). E non è un fenomeno solamente italiano come lo sono le veline, ecc. perché fuori dai nostri confini troviamo i vari Jaimie Oliver, Niall Harbison e Gordon Ramsay che sono molto più macchine da soldi o fenomeni di spettacolo che veri chef nell’accezione tradizionale della parola.
E non è nemmeno detto che tutto questo sia un male, anzi la spettacolarizzazione potrebbe anche essere una buona spinta al food nostrano purché la corsa sfrenata al soldo non porti poi ad un drastico abbassamento della qualità.
cmq io ad un Rugiati preferisco di gran lunga l’ottimo Stabile
Ramsay è una macchina da soldi (quanto Ducasse)… ma è un professionista come pochi. Fai attenzione….!
>A noi poco importa se Adrià non sia un fotomodello
adrià è irremediabilmente sexy darling , simone è da fame chimica!
kiss
bd
troppo bello per essere bravo ? Io l’ho visto dal vivo , oltre a bello e bravo , è anche simpatico , schietto e naturale. E’ giovane , ha molta energia e riesce a trasmetterla. Soprattutto nonostante il successo , si comporta da comune mortale , gentile e rispettoso con tutti . E’ un grande e la sua grandezza si misura anche nel rimanere umile. Possiede manualita’,tecnica e genialità mantenendo semplicità e gusto della materia prima.Gia’ la sola descrizione dei piatti ti riempe il palto , per chi ama questo mestiere è uno spettacolo vederlo all’opera.
@ fabien: Jamie dopo aver fatto i soldi ha sposato una causa che gliene fa fare altri. Ramsey è forse uno dei più grandi chef che io abbia mai conosciuto
sarà…ma gli manca il Physique du role…
Rispondo alla domanda:
- non lo so, ma dietro la telecamera dimostra di sapere il fatto suo.
farei una distinzione tra due categorie ben distinte di chef: quelli che ad un certo punto della loro carriera decidono di prendersi un po’ di svago, uscire dalla cucina e godersi i frutti di 20 anni di lavoro, magari collaborando con un qualche network televisivo (fanno parte di questa schiera gente come Ramsey, Ducasse, Bourdain, il nostrano Igles Corelli ecc). Ci sono poi quelli che nascono direttamente in televisione e non li definirei chef ma professionisti del “food entertainment”. Fanno parte di questa schiera Ruggiati, Borghese e forse anche Jamie Oliver. E’ la stessa differenza dei cantanti professionisti che studiano anni, fanno i coristi e magari riescono a sfondare, poi ci sono quelli che escono dai reality.
Campare non è facile ognuno si inventa quello che può…
> mi vedi per la prima volta: per come mi vedi, per i colori che ho…
Sa che è la prima volta,
dacché vi bado, che i colori che indossa non le si confanno proprio? Ma affatto, eh, dico; quello spezzato rosa – grigio – viola, con in più gli spacchi della luce diurna… tinte meno nuetre e stacchi più naturali, le occorrono e donano!
(min.sec 3.15)
che so: bianco rosso e nero, appunto; verde beige azzurro e bianco, altrimenti. Anche giallo blu beige e bianco, presumo… rosa – grigio – viola, invece, proprio no; non senza una netta preponderanza di bianco, e magari nemmeno allora. (pareri personali, s’intende)
E’ molto simpatico, propone per lo più ricette semplici di altretttanto semplice esecuzione.Definirlo chef mi pare esagerato, però sarebbe prima meglio provarlo sul campo.
L’impegno di Jamie Oliver per il sociale è incredibile, però nemmeno lui mi sembra un “grande chef”.
Tema molto interessante e dibattuto questo dei cuochi dietro le telecamere. Son d’accordo con Cavallaro sulla distinzione di Chef, con ristoranti di successo alle spalle che poi sono divenuti noti in TV ed altri, invece, che sono divenuti famosi solo in TV e che di cucina di ristoranti non sanno nulla tranne l’aver visto o sentito. Ramsey, Oliver, Corelli appartengono alla prima categoria, Giada De Laurentis e Rachael Ray appartengono alla seconda. Vorrei però spezzare una lancia a difesa della seconda categoria. Se non fosse per loro, la diffusione di massa della cultura gastronomica, di qualsiasi livello (vuoi dinner in 10 minuti o il brasato della nonna in 8 o il sottovuoto tecnicamente perfetto), rimarrebbe limitata ad una piccola utenza. Quindi io ringrazierei i vari personaggi che rendono accessibile una maggiore cultura ed informazione gastronomica e li inviterei a continuare a diffondere il buon cibo. Dietro le telecamere, però.
Gordon Ramsay (RAMSAY!) è un ottimo divulgatore, se si eccettuano alcuni grossi programmi spazzatura in cui s’è gettato, ma non ha niente a che vedere coi pasticci di un Oliver; però l’ansia divulgativa da parte di chef di grosso calibro, ancor prima della fagocitazione televisiva, sembrava un imperativo già alla fine degli anni ‘60, attraverso la carta stampata, e testi e ricettari più o meno caratterizzati (Guerard, i Troisgros, Bocuse, anche). Il fenomeno coincideva con un certo fenomeno di democratizzazione dell’alta cucina, il boom economico, ecc. e se vogliamo far entrare tutto nella definizione (ampliandola un pochino) di nouvelle cuisine, va anche bene. Poi la televisione, appunto, e i programmi d’intrattenimento gastronomici sono sbocciati come un fiore mostruoso, e un poco per volta sono divenuti un fenomeno sempre più ingombrante. E’ chiaro che in questi anni è apparso di tutto in tv: io ricordo Robuchon che presentava delle ricettine portate da veri e propri mostri sacri della cucina francese, così, come se niente fosse. Oggi gli chef che appaiono in tv si curano come vallette, con le mani prive di calli o scottature, e non si sa neppure dove si trova il loro ristorante; Oliver ne ha aperto uno, o un paio mi sembra, del tutto insignificante. Però si trovano anche programmi di Adrià, Subijana, Ruscalleda, Cedroni, Corelli.. ovviamente, misti a tutto il resto, il criterio di scelta tra l’interessante e il fasullo o rimane oggi più che mai la cultura e l’intelligenza del consumatore.
Grazie per il chiarimento, specialmente sullo spelling di RAMSAY
Vorrei solo fare una precisazione che forse si dissocia dal tuo intervento. Conosco Jaimie Oliver dai tempi del Naked Chef e non credo che sia proprio un pasticcione. I suoi obbiettivi si possono ricondurre a quanto molti di noi stanno facendo qui, ovvero prodotti locali organici, riduzione di grassi “cattivi” e junk food. Quanto ai suoi ristoranti, ne ha due e il primo “fifteen” è aperto dal 2002. Tanto cattivo come chef imprenditore non deve essere per essere riuscito a non chiudere battenti! Lungi da me l’idea di paragonarlo ai grandi, dico semplicemente che tra i cuochi vallette, come li chiami tu, credo si posizioni in una categoria più seria rispetto a Rachael Ray. Tutto qui.
Vabbè, dai, simpatico. Non so ai fornelli, ma di primo acchito direi uno molto pop.. Che se vai dalla Clerici, molto sofisticato non devi essere.
Alla prova del cuoco se ne vedono di tutti i tipi… ultimamente anche Loretta Flanella (ex capo pasticceria di el Bulli per diversi anni, poi Enoteca Pinchiorri). Alla faccia di alcune prese di posizioni nazionalpopolari nel programma (contro la cucina molecolare, ecc).
Infatti, chissà come mai non sono insorti per la presenza di agar agar (e altri pericolosi additivi) nelle ricette proposte da Loretta Fanella (non Flanella…;))
Non mi pronuncio su Rugiati, vedendolo in tv non mi ha comunicato niente, indifferenza totale.
In etti la flanella, co ’sto callo!
Pardon moi.
[...] fa sempre il pieno. — 8 – Incontrando lo chef Simone Rugiati ci siamo chiesti se non è troppo bello per essere bravo. — 9 – 200, Fifth Venue, New York, è il nuovo indirizzo di Eataly, il [...]
simo sei unicoooooooooo
Cuoco è una persona addetta alla preparazione e cottura dei cibi. Nell’ambito della ristorazione indica un esperto del settore alimentare che lavora nelle cucine di ristoranti, alberghi o altre aziende di banqueting, organizzando gli ambienti e cucinando le pietanze da servire alla clientela (da Wikipedia). Il personaggio in questione per ora è solo un prodotto televisivo.
Ho assistito stasera ad un programma di “Stasera cucino io” [21/09/09] dove Simone maltrattava sua madre per tutta la puntata. Era una vergogna.
Ero imbarrazzata per lei. Faceva pena.
Che faccia la prepotente con gli altri, ma lasci stare la povera madre (pr algtro molto simpatica) che si vede assorbire tutti i rancori del Simone insoddisfatto.
Simone, smetta di parlare di donne che ‘potresti sposare’. Odii le donne palesemente. E’ davanti agli occhi di chiunque abbia visto questa puntata.
simone e simone bello,bravo ma sembra un po nervoso
[...] curiosi che ieri hanno gugolato il nome di Simone Rugiati, molti sono atterrati qui, sulla video-intervista dello scorso giugno. Ma per quale motivo tutti cercavano tutto sul giovane divo dei fornelli a La [...]
Simone Rugiati è troppo bello per essere bravo?
Sarebbe molto bello se Simone Rugiati pagasse un pò dei debiti che ha fatto in giro.