
Von Clausewitz: In effetti è inutile discutere
Rosario: Post sublime....pura poesia :)
Gianfranco: alla terza riga
se c'è bisogn
Ciò che conta è il viaggio, non la meta. E quel che conta in un viaggio è “a marenn”. Scelgo di proposito l’idioma napoletano perché è denso di significati. Non importa che il tragitto sia lungo o breve, nel mezzo ci devono stare le cibarie. Per me conta anche lo spazio in cui consumare il pasto in movimento. In cima alla lista c’è l’auto, poi il treno, la cabina di una nave e infine l’aereo.
Voglio mangiare guardando fuori da un finestrino e, che siano nuvole o alberi, ogni cosa deve muoversi. Tutto scorre. Pure il panino. L’autogrill, no dai, ferma la marcia. Ma lo so che gli estimatori del Camogli, non si contano. Insospettabili compresi. Tipo Davide Scabin, chef del Combal.Zero come avete visto nel video.
In auto ci mangio, ma non quando guido. Anzi io non guido, ma faccio la femmina premurosa: imbocco, affetto, sbuccio. Di solito la quantità e la qualità del cibo cambiano a seconda della lunghezza del viaggio. A me piace portarlo da casa.
E voi, cari lettori, mica volete dirmi che fate la fila per un Camogli?
[Crediti | Link: Repubblica Genova, video: girato e montaggio di Francesca Ciancio]
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1) io non ho ancora capito perchè il Camogli si chiami così; qualcuno me lo può gentilmente spiefare?
2) sono un inguaribile (gastro)fan dei “piedi sotto al tavolo”, per cui esco dall’ autostrada e mi infilo nella prima trattoria lungo la strada; a volte va bene, a volte meno, ma sempre meglio di un Camogli lo è….
esp, leggiti questo pezzo “enciclopeida dei panini venduti all’autogrill”:
http://personalitaconfusa.net/2008/01/04/768/
scritto da un tuo corregionale. A parte che fa morire dal ridere tutto l’articolo, ma il pezzo sul Camogli è spettacolare.
grazie per il link, fantastico il pezzo sul Camogli
Prosciutto cotto e formaggio è quanto di più banale ci sia. Da un panino chiamato Camogli ci sarebbe da aspettarsi una farcitura a base di tonno.
Il grande poeta della sosta in Autogrill resta Max Pezzali in Rotta X casa di Dio: “tutti con in mano birra e Camogli, noi / senza fidanzate, troie nè mogli noi / quattro deficienti a fare cazzate / come non succedeva da un pacco di tempo”
ciò detto, generalmente non mi fermo a mangiare nei viaggi più brevi di un Roma-Milano; in quelli più lunghi, prediligo di gran lunga la sosta gourmet strategica con uscita dall’autostrada. In questo, il famigerato tratto appenninico dell’A1 presenta dei capisaldi: Bibo a Firenzuola (uscita Roncobilaccio), trattoria clamorosa sconsigliata ai vegetariani, e il ben più noto Marconi a Sasso Marconi, tavola di altra raffinatezza ma certamente meno autostradale.
Bibo più che una sosta vale un viaggio! fantastico!
In viaggio mi piace mangiare il “panino occasionale”, cioè quello che ti fa preparare quando sei in giro, passi da qualche parte, trovi un negozio che ti ispira e ti fai farcire il panino da asporto (in particolare con la porchetta o qualche altra specialità locale) che poi sbricioli dappertutto durante il viaggio….
Ricordo un eccezionale panino con mortadella (di Pasquini of course) consumato in treno con una mezzina di champagne…..
Se vuoi provare, una volta come termine di paragone, all’uscita di Roncobilaccio hai una onesta alternativa per la fiorentina: ristorante Appennino, di Bruscoli. non ha la salumeria pari a bibo, ma a mio parere e’ un altro posto vietato ai vegani.
Paolo
grazie, proverò volentieri; adoro i posti vietati ai vegani!
Dal post ne scaturisce (vagamente OT) che… se non fosse per i meravigliosi (quanto scomodi?) coprisedili, io con Scabin farei svariate soste in Autogrill.
Ma la prossima volta fai un film di come riesci a mangiare la pesca bianca senza trasformare la macchina in un infrequentabile locale appiccicoso ?. Unica ipotesi possibile e che la sbucci e la tagli a pezzettini a casa e la servi in un tapperweare refrigerato e allora altro che femmina premurosa, siamo a livello di grande madre avvolgente.
Il lato tragico di tutta l’esperienza sono infatti briciole, brandelli di roba che si perdono, ditate appiccicaticce.
ma nessuno si prepara i panini da casa? ma davvero ? ( che morta di fame che sono!)
Sopra i trecento kilometri. Sotto non contemplo proprio la pausa (a meno che non si faccia benzina).
Sono nordico nell’anima.
Mi sento tirato in ballo: mai fermato a mangiare durante un viaggio.
Solitamente i viaggi-viaggi sono quelli in moto, e preferisco che la sosta sia limitata al caffe’, per ovvi motivi.
Quando c’e’ l’annuale viaggio in Sardegna, sempre in moto, il sacchetto dei trmezzini d casa e’ un must, variamente conditi. Il pane, naturalmente, e’ quello che faccio io.
Viaggi lunghi autostradali in moto confliggono con un serio pasto, quindi cerco di evitarlo, se non oltreconfine, dove e’ normale sedersi, ordinare una piccola bottiglia di mineralwasser e una piccola insalata o poco di piu’
Paolo
Io sempre panini… risparmio ed almeno mangio qualcosa che ha un sapore e non il solito “sapore di piastra scalda panini in autogrill” che rende qualsiasi panino identico all’altro.
Io mi fermo a un ristorante. In Autogrill mi fermo a comprare bottigliame vario: acqua, coca cola. Di notte, red bull.
E lodo gli autogrill (pardon, le aree di sosta) della Germania, che hanno una bevanda precisa identica alla Redbull, ma in bottiglia col tappo a vite, più comoda delle lattine. La Redbull per tenere desta l’attenzione è meglio del caffè, è inutile girarci intorno.
In Germania peraltro questi posti, una volta tristanzuoli, hanno veramente fatto un salto di qualità indiscutibile. La cosa che mi piace di più è il bagno che costa 50 centesimi (o poco più) che vengono convertiti in un voucher che verrà detratto dal conto di eventuali consumazioni o acquisti.
i miei amici ogni volta che ne apro una nell’abitacolo mi “cazziano” non appena si diffoncono nell’aria gli effluvi
BTW, mi sto seriamente disintossicando con la Burrrrrnnnnn
Ora che lo so, viaggeremo spesso assieme
)))
Francè, te possino, con la melanzana mi hai ammazzato, no, a certe vette eccelse non ci arriverò mai (però adesso che mi hai dato l’ idea). I panini a casa noi li facevamo sempre, considera che quando ci mettiamo in macchina sono almeno 1200 km. a tratta. Però ultimamente sono passata al sistema a la carte, quindi mi metto nella termoborsa affettati e ripieni vari, si passa dal fornaio prima di partire seriamente e poi verso sud tanto è tutta discesa.
Post geniale o quasi.
In ogni caso, posso dire che almeno un po’ rimpiango i veri Autogrill che ho visitato da piccolo e da grandicello, diciamo nei tardi anni Ottanta e primi Novanta?
La mia famiglia ha sempre avuto la passione del viaggio, quindi mi capitava di mangiarci non dico spesso ma abbastanza.
C’era un bellissimo spot televisivo accompagnato dalle note della Tritsch-Tratsch Polka di Johann Strauss, in cui si vedevano cuochi dal cappellone mirabolante giostrarsi tra arrosti, paste, cucina alla lampada. Alla fine il claim: “Autogrill Pavesi, Motta, Alemagna: il più grande ristorante d’Italia”.
Ebbene: posso dire che i ristoranti degli Autogrill, all’epoca, non erano tanto diversi da quelle pubblicità? I cuochi c’erano, gli arrosti pure, un must era il prosciutto di Praga cotto al forno. C’era poi una cosa tipo “piatto regionale”: in ogni Autogrill c’era una pietanza, diversa per tutti, che dava diritto a un piatto firmato da De Simone e “tematizzato” col cibo scelto. All’Autogrill Brembo c’era lo spezzatino all’ortolana. All’Autogrill Sebino, il vitello ai funghi. All’Autogrill Limena (o Limenella) le seppie con la polenta. Ed erano piatti decentissimi, dignitosi, onesti.
Il nuovo corso, se posso esprimere un’opinione personale, è davvero molto più triste. Ha in pratica ereditato unicamente gli atroci tomini gessosi con olio e pepe.
Io ne ricordo due: quello di Ronco Scrivia, la cui struttura è stata progettata da un grande architetto e, per gli arrosti, quello di Varazze. Peccato solo per i primi, tenuti in caldo a bagnomaria.
Se non sbaglio, Paracucchi è stato, prima di aprire la sua Locanda dell’ Angelo, un cuoco di Autogrill
La struttura di Ronco Scrivia é cosí particolare che ancora oggi esiste, ma sulla cima campeggia una “A” gigante.
“I like” Pollice in su !
bricconcelli siete tutti un po’ OT: ero curiosa di sapere che tipo di cibarie vi portate in auto da casa. A me solo l’idea di dover “stagnolare” mi mette allegria perchè so che sto per partire
La cosa che più colpisce è l’ingenuità di Scabin che va all’autogrill “per vedere come evolve quello che è sia la tecnica che il gusto”
Abbinare le parole “evoluzione”, “tecnica” e soprattutto “gusto” con “autogrill” è un’azione davvero coraggiosa.
Io preferisco i panini della Fini o meglio una pizza di spizzico, altrimenti mi butto sul tramezzino tonno e maionese confezionato, ma soprattutto red bull per stare sveglio
Ma sbaglio o i Finigrill (peraltro in diminuzione) hanno depennato i panini più buoni, che si chiamavano tipo Velluto Rosso, Oceano Mare etc ?
Attraversando il Cilento, l’anno scorso sono riuscito ad ungere per sempre il volante e il cruscotto perchè ho deciso che DOVEVO assolutamente fermarmi ad uno di quegli ambulanti lato strada che preparano al momento pannocchie imburrate.
Comunque il ricordo più bello è di quando, da bambino, mia sorella preparava i panini per il lungo viaggio da Roma ad Agrigento: 1.100 km in cinque in una 500 per andare a trovare i parenti.
Comprava le rosette vuote (quelle anni ’70, che non diventavano chewingum in 3 ore), toglieva il petalo in cima e le inzeppava di pomodoro, uova sode, origano, basilico, olio e una goccia d’aceto. Poi le ritappava.
Ovviamente col passare delle ore il pane si imbeveva ed erano talmente stracolme che al primo morso esplodevano.
Spesso dal lato della bocca.
Ma qualche volta dal lato opposto, sulla nuca di mio padre che guidava.
Solitamente il primo bestemmione scattava all’incirca all’altezza di Sapri…8-)
Che idea meravigliosa, funzionerà anche con le moderne rosette di gomma? Ok mi tocca impastare…
Nel fourgon amenagé oltre alla dispensa -come nella PastaTwingo di Scabin, ma senza l’aspetto da armadietto della nonna per la stagionatura dei tomini!- c’è il frigo e il fornello. Si può mangiare un po’ di tutto.
In auto e in treno, invece, di solito si parte armati di panini e frutta o succo di frutta.
Tra l’altro agli amanti dei paninidaviaggio consiglio un accessorio fantastico scovato qualche settimana fa, da mai-più-senza: http://www.bocnroll.com/
La curiosità dei panini pronti o confezionati mi coglie solo quando mi imbatto in qualcosa di nuovo o che nonostante l’aspetto orrido a volte devo assolutamente assaggiare (es. in Germania o in qualche catena sconociuta).
L’analisi dell’evoluzione dei panini da autogrill – che di solito si confermano solo ghiacciati dentro e bruciati fuori – la lascio ai professionisti!
Per i patiti delle cotture alternative
http://www.alkymy.it/featured/come-cucinare-in-modo-hi-tech-alcune-ricette-davvero-allavanguardia/
tu sei un autentico genio del male!!!!! grandissimo link!!!!
)
MMMMMMai siaaaaHH!!