Il Buonappetito – La tirannia dello spaghetto con le vongole

Chiedetelo a un qualsiasi cuoco. A uno bravo. A uno scarso. A uno in una località turistica. A uno in una città. A uno in un posto sperduto. A uno famoso. A uno ignoto.

Se è estate, i clienti gli chiedono una cosa sola, una soltanto: gli spaghetti con le vongole.

Sono convinto che capiti anche a chef blasonatissimi, a gente rinomata nel mondo, che ha più stelle di un generale.

Se siete in confidenza, provate a domandarlo a Cracco, a Romito, a Bottura: di certo un cliente, di tanto in tanto, gli dirà “mooooolto belli i piatti in carta, sofisticati, ma… non si potrebbe avere uno spaghettino con le vongole?”

Gli spaghetti con le vongole portano a quella che chiamerei “la condanna del capolavoro”.

Un po’ come un direttore d’orchestra cui tutti chiedono la Quinta di Beethoven; come un teatro lirico che non può non mettere Mozart in cartellone; come il povero Villaggio cui fino alla fine tutti volevano sentire pronunciare la frase “com’è umano, lei.”

Ci sono cuochi che trovano questa tirannia dello spaghetto con le vongole molto frustrante: passano tempo a inventare piatti, a perfezionarne, ma i clienti non li sentono, vogliono solo quella roba là.

Fossi uno di questi, metterei un cartello sulla porta. Con scritto: “NON SI SERVONO SPAGHETTI CON LE VONGOLE”.

Da cliente, passassi davanti a quella porta, esiterei.

Luca Iaccarino

5 luglio 2017

commenti (6)

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  1. E se fosse che uno spaghetto con le vongole, fatto come dio comanda, avesse un gusto così deciso e persistente, fortemente ancorato nella memoria storica dell’ avventore, tale da far svanire nel confronto la maggior parte dei nuovi piatti destrutturati o stellati ?
    Che so, ho ancora la speranza che un Canavacciuolo sappia ancora cucinarli… 😉

  2. Se un cuoco blasonato non si abbassa a cucinare un piatto di spaghetti con le poveracce, allora la notizia di una cacio&pepe pagata 30 euro è falsa. Io, un piatto di tagliatelle arrostite, (sì quelle del lunedì che facciamo in casa) l’ho pagato 18 Eurini presso un ristorante di proprietà di uno di questi cuochi divi.
    Piuttosto il cartello “Qui non si cucinano spaghetti con le vongole!” potrebbe essere preso per “Qui non si servono pellegrini”; di questi tempi è meglio non far tanto le “belle gnocche”.

  3. Uno dei piatti che hanno reso famoso Robuchon è il suo inimitabile purè di patate. Per i cuochi frustrati potrebbe essere avvilente, ed in effetti loro non sono Robuchon

  4. Uno dei piatti più buoni mangiati da Uliassi è proprio il suo spaghetto con le vongole.
    E non mi sembrava affatto frustato.

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