<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Dissapore</title>
	<atom:link href="http://www.dissapore.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.dissapore.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 30 Jul 2010 16:59:45 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Salento &#124; Quei bar di fronte al mare</title>
		<link>http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/salento-quei-bar-di-fronte-al-mare/</link>
		<comments>http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/salento-quei-bar-di-fronte-al-mare/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 12:52:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tomacelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Indirizzi]]></category>
		<category><![CDATA[Mangiare Fuori]]></category>
		<category><![CDATA[bar]]></category>
		<category><![CDATA[Big Picture]]></category>
		<category><![CDATA[gelateria principe]]></category>
		<category><![CDATA[lido goa]]></category>
		<category><![CDATA[litos club]]></category>
		<category><![CDATA[porto cesareo]]></category>
		<category><![CDATA[porto selvaggio]]></category>
		<category><![CDATA[torre lapillo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dissapore.com/?p=23647</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a style="text-decoration: none;" rel="attachment wp-att-23691" href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/salento-quei-bar-di-fronte-al-mare/attachment/immagine-14-11/"><span style="color: #000000;"><br />
</span></a><br />
<em>Disclaimer</em>: nessuna foto di questo post ha subito maltrattamenti con il Photoshop. Sistemati gli increduli, oggi parliamo dei &#8220;tre baretti che a me piacciono di più&#8221; e del perchè ho scelto proprio loro. Nomi e location&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/salento-quei-bar-di-fronte-al-mare/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a style="text-decoration: none;" rel="attachment wp-att-23691" href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/salento-quei-bar-di-fronte-al-mare/attachment/immagine-14-11/"><span style="color: #000000;"><br />
</span><img class="aligncenter size-large wp-image-23691" style="text-decoration: underline;" title="I bar del Salento" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Immagine-149-700x304.png" alt="" width="700" height="304" /></a><br />
<em>Disclaimer</em>: nessuna foto di questo post ha subito maltrattamenti con il Photoshop. Sistemati gli increduli, oggi parliamo dei &#8220;tre baretti che a me piacciono di più&#8221; e del perchè ho scelto proprio loro. Nomi e location allora.</p>
<p><span id="more-23647"></span></p>
<p>Il primo è il Goa (punta estrema della spiaggia di Torre Lapillo), piccolo lido-cocktail bar che al netto di sofisticherie (lounge, happy hour) ha un suo fascino esotico. Il secondo è la gelateria bar Principe sul porticciolo di Porto Cesareo e l&#8217;ultimo il Litos Club di Porto Selvaggio. Tre-posti-tre differenti per impostazione e posizione ma con un tot di cose in comune, primo fra tutti il fatto di essere affacciati sul mar Ionio. Oltre a questo, tutti e tre mutano a seconda delle ore del giorno (e della notte, ovvio). Sono posti pigri e sonnacchiosi al mattino, moderatamente vitali per l&#8217;aperitivo e decisamente movimentati nel pomeriggio. A metabolismo avviato poi, si tira tardi arrivando fino alle prime luci dell&#8217;alba. Beh, dite la verità, anche voi quando siete in vacanza vi sentite un po&#8217; così.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-23661" href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/salento-quei-bar-di-fronte-al-mare/attachment/immagine-11-9/"><img class="aligncenter size-large wp-image-23661" title="Immagine 11" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Immagine-1110-700x322.png" alt="" width="700" height="322" /></a></p>
<p><strong>Lido Goa di giorno</strong>: Superate le dune il paesaggio cambia all&#8217;improvviso: no, non siete alle Maldive ma sulla bianchissima spiaggia di Torre Lapillo. &#8220;Lu Goa&#8221;, come lo chiamano qui, è il posto fighetto per eccellenza ma niente <em>briatorismi</em> d&#8217;accatto, chè qui siamo in Puglia mica a Porto Cervo. Il lido con annesso cocktail bar non si rianima prima delle 14,00, ora in cui vengono servite le prime frise con l&#8217;aperitivo. Fino a quell&#8217;ora la splendida piattaforma in legno è tutta vostra, compreso il servizio wifi per i tablet che qui abbondano. Sceglietevi il tavolo migliore e date una ripassatina veloce alle notizie prima di ordinare un Mojito fatto come si deve tipo quello della foto. Goduria allo stato puro.</p>
<p><strong>Lido Goa di notte:</strong> appena calato il sole, parte la musica lounge ma niente paura: se per voi la danza è un mistero, rilassatevi e tirate notte tra stuzzichini e cocktail. Bagno notturno pressocchè obbligatorio, costume non necessario.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-23662" href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/salento-quei-bar-di-fronte-al-mare/attachment/immagine-10-12/"><img class="aligncenter size-full wp-image-23662" title="Immagine 10" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Immagine-1010.png" alt="" width="693" height="454" /></a></p>
<p><strong>Gelateria Principe di giorno:</strong> la mattina scorre via lenta tra un pasticciotto e un caffè. A quell&#8217;ora sono tutti in spiaggia ma il baretto è in centro, giusto sotto la torre di Porto Cesareo. Qui la scelta si fa difficile: il tavolino tra le barche o le poltroncine del terrazzino affacciato sull&#8217;isola dei conigli? Risolto l&#8217;unico dubbio del giorno, godetevi la &#8220;miglior colazione della vostra vita&#8221; &#8216;che, occupati come siete a contar le barchette che passano, diventerà facilmente &#8220;il miglior aperitivo che vi abbiano mai servito&#8221;, completo di focaccine locali e crudité di verdure.</p>
<p><strong>Gelateria Principe di notte: </strong>gelati, gelati e ancora gelati. E poi bambini, famiglie, comitive chiassose e folla: la sera passano tutti di qui, e si va avanti fino alle tre di notte. L&#8217;unica è consolarsi con un cono al cioccolato fondente e pistacchio o con una granita alla mandorla. Per gli <em>addicted</em> del gelato le porzioni sono abbondanti: ti mettono l&#8217;ombrellino nella vaschetta e servono direttamente al tavolo. Almeno così mi è sembrato di vedere. Particolare divertente: se non sopportate le code proprio di fianco c&#8217;è la gelateria &#8220;Imperatore&#8221;, più grande ma solo nel nome!</p>
<p><a rel="attachment wp-att-23663" href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/salento-quei-bar-di-fronte-al-mare/attachment/immagine-16-5/"><img class="aligncenter size-large wp-image-23663" title="Immagine 16" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Immagine-164-700x462.png" alt="" width="700" height="462" /></a></p>
<p><strong>Litos Club di giorno:</strong> la sola definizione appropriata è: palco sospeso sul mare. Per il resto risulta difficile definirlo come un vero e proprio lido. Affacciato sul fantastico mare di Porto Selvaggio, il Litos Club è cocktail bar, aperitivi che valgono un pranzo e poi galleria d&#8217;arte (!), cinema, teatro ma soprattutto tranquillità, silenzio e mare che ti entra negli occhi. Tra un caffè e un Daiquiri, non disprezzate un tuffo in mare: qui è <em>tristellato</em> più di Heinz Beck, lo chef de La Pergola di Roma.</p>
<p><strong>Litos Club di notte:</strong> due sere a settimana le piattaforme in legno si trasformano in cinema, a volte in teatro. Cena a lume di candela immersi nel blu? Chiedete e vi sarà dato: qui niente è impossibile.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-23666" href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/salento-quei-bar-di-fronte-al-mare/attachment/immagine-9-12/"><img class="aligncenter size-large wp-image-23666" title="Immagine 9" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Immagine-99-700x516.png" alt="" width="700" height="516" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/salento-quei-bar-di-fronte-al-mare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Perché i cavoli delle api sono anche cavoli nostri</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/perche-i-cavoli-delle-api-sono-anche-cavoli-nostri/</link>
		<comments>http://www.dissapore.com/primo-piano/perche-i-cavoli-delle-api-sono-anche-cavoli-nostri/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 10:51:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Porro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[andrea bianco]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
		<category><![CDATA[basf]]></category>
		<category><![CDATA[bayer]]></category>
		<category><![CDATA[caluso]]></category>
		<category><![CDATA[ligustica]]></category>
		<category><![CDATA[mario bianco]]></category>
		<category><![CDATA[moratoria]]></category>
		<category><![CDATA[morte delle api]]></category>
		<category><![CDATA[pesticidi neonicotinoidi]]></category>
		<category><![CDATA[syngenta]]></category>
		<category><![CDATA[unaapi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dissapore.com/?p=23728</guid>
		<description><![CDATA[<p><strong>A)</strong> L’ape  italiana – detta anche ligustica &#8211; è un’ottima razza, che combina alti  livelli di produzione di miele con una buona docilità. <strong>B)</strong> L’espressione  “buona docilità” non va presa alla lettera. Andrea Bianco, quarta  generazione di apicoltori nell’azienda Mario&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/perche-i-cavoli-delle-api-sono-anche-cavoli-nostri/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-23730" title="Le api di Mario Bianco" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/IMG_0354.jpg" alt="" width="405" height="248" />A)</strong> L’ape  italiana – detta anche ligustica &#8211; è un’ottima razza, che combina alti  livelli di produzione di miele con una buona docilità. <strong>B)</strong> L’espressione  “buona docilità” non va presa alla lettera. Andrea Bianco, quarta  generazione di apicoltori nell’azienda Mario Bianco a Caluso, nel  torinese, viene punto dalle 15 alle 20 volte al giorno. <strong>C)</strong> Secondo  Andrea, il vero apicoltore non se ne va in giro tutto bardato come un  tecnico nucleare, perché quell’armatura limiterebbe troppo i suoi  movimenti: generalmente indossa soltanto una retina sul viso. <strong>D)</strong> Sempre  secondo Andrea, 15-20 punture di api al giorno sono assolutamente  gestibili per un essere umano, e non creano conseguenze di rilievo sulla  salute. Non è una buona ragione per <a title="YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=gT349NzhLZ0" target="_blank">provare questo a casa</a>. <strong>E)</strong> L’alveare  è una sorta di dittatura perfetta in cui l’individuo non conta nulla e  ad essere importante è la società. Le api operaie nate nel periodo della  fioritura (ovvero il periodo a più alta intensità di lavoro) muoiono  letteralmente di fatica: vivono per circa 40 giorni rispetto ai 4 mesi  di vita media di un’ape nata in inverno. <strong>F)</strong> Le  api coprono un raggio di circa 3 km dall’alveare, e nei suoi continui  giri una singola ape può impollinare 700 fiori ogni giorno. Un piccolo  aviario – diciamo 5 arnie – arriva a impollinare 70 milioni di fiori  all’anno. Le api sono artefici dell’impollinazione dell’80% di tutte le  piante al mondo. <strong>G)</strong> <span style="text-decoration: line-through;">Einstein disse</span> Einstein avrebbe detto che se le api morissero tutte, la razza umana si estinguerebbe nel giro di 4 anni.</p>
<p><strong>Adesso non vorrei allarmarvi ma le api stanno, in effetti, morendo. </strong></p>
<p>In  Italia, in Europa e nel mondo, la popolazione di api si è ridotta  bruscamente nel giro di alcuni anni – dal 30% al 50%, con punte  dell’80%.</p>
<p>Sulle ragioni sono state avanzate molte ipotesi: da quelle <a title="Usac" href="http://www.usac.it/articoli/soave_api/soave_api.htm" target="_blank">millenariste in stile 2012</a> a altre che <a title="Independent" href="http://www.independent.co.uk/environment/nature/are-mobile-phones-wiping-out-our-bees-444768.html" target="_blank">danno la colpa alle radiazioni dei telefoni cellulari</a>. Andrea Bianco, e come lui l’<a title="Unaapi" href="http://www.mieliditalia.it/" target="_blank">Unaapi</a>,  l&#8217;Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani, la pensa  diversamente. I principali responsabili sarebbero i pesticidi  neonicotinoidi, prodotti dalle multinazionali della chimica Bayer, Basf  e Syngenta.</p>
<p>I  pesticidi sono usati per “conciare” – termine tecnico, non mi guardate  così – il seme di mais, ma rendono la pianta tossica per le api lungo  tutto il suo ciclo vitale: le peggiori morie si verificano al momento  della semina, quando interi sciami muoiono nel passaggio sopra al campo,  ma anche nei mesi successivi è sufficiente che un’ape si posi sulla  pianta <a title="Unaapi" href="http://www.mieliditalia.it/n_rugiada.htm" target="_blank">perché muoia nel giro di qualche minuto</a>.</p>
<p>Il  2008 è stato un anno tragico per gli apicoltori, che per protestare  contro l’utilizzo di questi pesticidi in campagna si sono incatenati di  fronte al Parlamento: <a title="La 7" href="http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=repliche&amp;video=18941" target="_blank">qui c’è il video della puntata di Malpelo</a>, su La7.  Hanno ottenuto così una moratoria sull’utilizzo di questi prodotti, che  ha immediatamente portato risultati: l’anno successivo, al momento  della semina del mais, agli alveari non è accaduto nulla &#8211; qui trovate <a title="Report" href="http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1085547,00.html" target="_blank">la trascrizione della puntata di Report che ha seguito la  vicenda</a>. Nonostante la correlazione sembri provata, queste sostanze non  sono state del tutto abolite, e ogni anno gli apicoltori aspettano con  grande preoccupazione il rinnovo della moratoria: la prossima decisione è  attesa per settembre, in vista delle semine di marzo 2011.</p>
<p>Eppure,  nemmeno il bando totale di questi prodotti sarebbe in grado da solo di  invertire la tendenza: i cambiamenti climatici, nuove patologie e  parassiti, il progressivo impoverimento del paesaggio rurale e della  varietà floreale continuano a minacciare le api. E insieme a loro, tutti  noi.</p>
<p>[<em>Fonti: YouTube, Usac, Independent, Unaapi, La7, Report, immagine: Luca Bot</em>]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dissapore.com/primo-piano/perche-i-cavoli-delle-api-sono-anche-cavoli-nostri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>14</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I bambini al ristorante sono un problema vecchio che non invecchia veramente mai</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/i-bambini-al-ristorante-sono-un-problema-vecchio-che-non-invecchia-veramente-mai/</link>
		<comments>http://www.dissapore.com/primo-piano/i-bambini-al-ristorante-sono-un-problema-vecchio-che-non-invecchia-veramente-mai/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 08:17:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[agrigento]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[maleducazione]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[trattoria dei templi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dissapore.com/?p=23705</guid>
		<description><![CDATA[<p>Vi dico subito che il ristorante è questo, la <a title="Trsttoris dei templi" href="http://www.trattoriadeitempli.com/" target="_blank">Trattoria dei Templi</a> ad Agrigento. Comunque, per un giorno (anzi due) mi son detto, va, non scrivere di bambini al ristorante. I bambini al ristorante sono&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/i-bambini-al-ristorante-sono-un-problema-vecchio-che-non-invecchia-veramente-mai/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-23712" title="Genitori e figli al ristorante" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/restaurant-kid-copyright2.gif" alt="" width="218" height="192" />Vi dico subito che il ristorante è questo, la <a title="Trsttoris dei templi" href="http://www.trattoriadeitempli.com/" target="_blank">Trattoria dei Templi</a> ad Agrigento. Comunque, per un giorno (anzi due) mi son detto, va, non scrivere di bambini al ristorante. I bambini al ristorante sono roba seria, c&#8217;è un sacco di gente pronta a mettere i famosi puntini sulle i. Quelli che non ti togli dallo stomaco nemmeno con la pinzetta levapunti. Poi ieri sera sono andato in pizzeria e non ce l&#8217;ho fatta più. <a title="La Stampa" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/Editoriali/commenti.asp?ID_blog=41&amp;ID_articolo=851&amp;ID_sezione=56&amp;sezione=" target="_blank">Così mi sono riletto questo</a>, fatelo anche voi. Tralasciate le figure della suocera e della mamma, anche il papà: sai che novità la maleducazione di un parlamentare! Soffermatevi invece sui bambini, sul comportamento dei bambini al ristorante.</p>
<blockquote><p>&#8220;I bambini griffati e coi capelli intrisi di gel cominciano a litigare per l&#8217;assegnazione dei posti. Reclamano  patatine e ketchup, poi si alzano. Il più piccolo esce dal ristorante,  la cameriera lo acciuffa e lo riporta dalla madre, che nemmeno  ringrazia. Il più grande riprende lo slalom fra i tavoli e cerca di  afferrare le borsette delle signore, nel totale disinteresse dei suoi  familiari. Solo quando il più piccolo si avvicina al carrello dei  formaggi e tenta di asportare due formelle, il maître e la cameriera si  permettono di interrompere la conversazione dei genitori, facendo  presente che un carrello pieno di coltelli appuntiti potrebbe essere  pericoloso per il tesoruccio caro. «Ma insomma, sono solo dei bambini»,  lo zittisce villanamente la madre&#8221;.</p></blockquote>
<p>Non  mi sono mai sognato di pretendere il coprifuoco per le coppie con figli  minorenni. Anche se in imbarazzo <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/i-bambini-sono-i-nuovi-cani-tuttal-piu-i-nuovi-telefonini-accesi/" target="_blank">ho sempre cercato di contrastare la pedofobia</a>. Ma c&#8217;è poco da fare, i  bambini non sono costruiti per stare a tavola delle ore, e non vanno  imposti agli altri.</p>
<p>Sculacciate, punizioni, time out, angolo dei cattivi, play therapy, tutti questi provvedimenti hanno una cosa in comune: funzionano. Ma è chiaro che il problema non sta nei bambini, sono i genitori che, quasi sempre, si comportano come se fossero  a casa loro.</p>
<p>I bambini al ristorante sono un problema vecchio che non invecchia veramente mai specie d&#8217;estate quando fa caldo. Li senti e li sentirai sempre. Per colpa di certi genitori.</p>
<p>[<em>Fonti: La Stampa, immagine: Grinning Planet</em>, <em>grazie al lettore Maurizio Fava per la segnalazione</em>]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dissapore.com/primo-piano/i-bambini-al-ristorante-sono-un-problema-vecchio-che-non-invecchia-veramente-mai/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>41</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il potere dei colori: come influenzano le cose che mangiamo</title>
		<link>http://www.dissapore.com/salute/il-potere-dei-colori-come-influenzano-le-cose-che-mangiamo/</link>
		<comments>http://www.dissapore.com/salute/il-potere-dei-colori-come-influenzano-le-cose-che-mangiamo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 16:36:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kapakkio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[approccio multisensoriale]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[coloranti alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[colore]]></category>
		<category><![CDATA[esperimenti]]></category>
		<category><![CDATA[food texture]]></category>
		<category><![CDATA[gusto]]></category>
		<category><![CDATA[lavori scientifici]]></category>
		<category><![CDATA[odore]]></category>
		<category><![CDATA[percezione del gusto]]></category>
		<category><![CDATA[sapore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dissapore.com/?p=23682</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;"></p>
<p>Ogni volta che al supermercato mi avvicino allo scaffale delle bibite e dei succhi di frutta scatta l&#8217;effetto &#8220;anni del Topexan&#8221;. Teorie di coloratissime bottiglie in PET sfilano senza interruzione: rosso, verde, arancione, giallo, tutti i colori dell&#8217;arcobaleno. Sappiamo per&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/salute/il-potere-dei-colori-come-influenzano-le-cose-che-mangiamo/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-23684" title="I colori della cioccolata" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/choccolor_LRG1.jpg" alt="" width="480" height="466" /></p>
<p>Ogni volta che al supermercato mi avvicino allo scaffale delle bibite e dei succhi di frutta scatta l&#8217;effetto &#8220;anni del Topexan&#8221;. Teorie di coloratissime bottiglie in PET sfilano senza interruzione: rosso, verde, arancione, giallo, tutti i colori dell&#8217;arcobaleno. Sappiamo per averlo già letto che la nostra percezione del gusto risente dell&#8217;influenza di fattori estranei all&#8217;odore o al sapore, risente cioè della <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/salute/avete-mai-capito-cosa-sono-e-a-cosa-servono-le-texturas/" target="_blank">food texture</a>. Ma quanto è importante il colore nella preferenza che diamo a cibi e bevande? Possibile che la vista contribuisca allo stesso modo del palato?</p>
<p>Innanzitutto dobbiamo considerare che la vista è il primo senso a interagire con gli alimenti per giudicarne opacità, lucentezza e perlescenza. Lo studio delle interazioni colore-sapore rappresenta un area di ricerca molto interessante con oltre 100 lavori scientifici pubblicati fino ad oggi. Per esempio, uno studio del 1982 svelava che aumentando la colorazione rossa di una bevanda aumentava la percezione di dolcezza. E&#8217; stato dimostrato l&#8217;influsso del colore sul gusto in molti alimenti (cioccolata, burro, bistecca, formaggio, marmellata e bevande) ma non in tutti.</p>
<p>Come si spiegano queste discrepanze? Dobbiamo considerare che il colore incide sulle nostre scelte attraverso due meccanismi distinti: uno è l&#8217;approccio multisensoriale che considera le relazioni tra i diversi sensi (sinestesia), l&#8217;altro è dovuto al significato che i colori hanno nel nostro contesto culturale e quindi all&#8217;influenza delle nostre aspettative sul gusto.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo effetto è stato studiato somministrando frutti colorati in modo diverso a due campioni: adulti e bambini. Nel caso degli adulti il colore associato al grado di maturazione influenzava il giudizio sulla dolcezza. Mentre nei bambini che non avevano l&#8217;esperienza necessaria per fare questa associazione, il colore non incideva sul giudizio della dolcezza.</p>
<p>Alcuni ricercatori dell&#8217;Università di Oxford <a title="Science Direct" href="http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&amp;_udi=B6WD0-4XFF2P0-1&amp;_user=2926757&amp;_coverDate=03%2F31%2F2010&amp;_alid=1408716899&amp;_rdoc=1&amp;_fmt=high&amp;_orig=search&amp;_cdi=6752&amp;_sort=r&amp;_docanchor=&amp;view=c&amp;_ct=1&amp;_acct=C000059177&amp;_version=1&amp;_urlVersion=0&amp;_userid=2926757&amp;md5=6b0290c3c20e9e3ec93bd46068a50f4b" target="_blank">hanno sottoposto a due campioni</a> formati uno da britannici e l&#8217;altro da taiwanesi, 7 bevande di diverso colore ottenute colorando acqua con diversi coloranti alimentari. Il risultato mostra chiaramente la relazione colore-sapore. Per il 70% dei partecipanti britannici la bevanda marrone aveva il gusto &#8220;cola&#8221;, mentre per il 50% del campione taiwanese la bevanda marrone aveva il gusto &#8220;uva&#8221;.</p>
<p>Un altro esperimento molto divertente <a title="Tasting Science" href="http://www.tastingscience.info/publications/Color_on_Wine.pdf" target="_blank">potete vederlo qui</a> (si apre un file PDF) dove lo stesso vino bianco, successivamente colorato di rosa o di rosso, viene descritto dai degustatori con profumi e sapori diversi.</p>
<p>Il rapporto degli umani col cibo non finisce di stupirmi: sono tutti i nostri sensi e i nostri ricordi a interagire col cibo e a deciderne il sapore, non solo il nostro palato o il nostro naso.</p>
<p>[<em>Fonti: Science Direct, Tasting Science, immagine: Chocolatecraftkits</em>]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dissapore.com/salute/il-potere-dei-colori-come-influenzano-le-cose-che-mangiamo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Per l&#8217;inutile accozzaglia di cellule e neuroni un tempo nota come &#8220;cervello dei pubblicitari&#8221; il Tantum Rosa è la bevanda dell&#8217;estate</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/per-linutile-accozzaglia-di-cellule-e-neuroni-un-tempo-nota-come-cervello-dei-pubblicitari-il-tantum-rosa-e-la-bevanda-dellestate/</link>
		<comments>http://www.dissapore.com/primo-piano/per-linutile-accozzaglia-di-cellule-e-neuroni-un-tempo-nota-come-cervello-dei-pubblicitari-il-tantum-rosa-e-la-bevanda-dellestate/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 11:58:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[benzidamina]]></category>
		<category><![CDATA[bevuta per errore]]></category>
		<category><![CDATA[blu]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento colore]]></category>
		<category><![CDATA[centri antiveleni italiani]]></category>
		<category><![CDATA[farmaco da banco]]></category>
		<category><![CDATA[lavaggio esterno]]></category>
		<category><![CDATA[lavanda vaginale]]></category>
		<category><![CDATA[nero]]></category>
		<category><![CDATA[per errore]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[spot]]></category>
		<category><![CDATA[tantum rosa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dissapore.com/?p=23675</guid>
		<description><![CDATA[<p></p>
<p>La premessa è che questi sono temi effettivamente delicati, da maneggiare con tutte le cautele, fare i terminator dell&#8217;advertising <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/capolavori-del-marketing-fi-ga-e-bomboloni-o-della-spendibilita-dei-nomi/" target="_blank">evocando i satanici poteri della fi&#8230;</a> ehm, di certe bevande energetiche ai fiori di guaranà, non ci&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/per-linutile-accozzaglia-di-cellule-e-neuroni-un-tempo-nota-come-cervello-dei-pubblicitari-il-tantum-rosa-e-la-bevanda-dellestate/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-23676" title="Lo spot del Tantum Rosa" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2010-07-29-a-13.33.25.png" alt="" width="600" height="367" /></p>
<p>La premessa è che questi sono temi effettivamente delicati, da maneggiare con tutte le cautele, fare i terminator dell&#8217;advertising <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/capolavori-del-marketing-fi-ga-e-bomboloni-o-della-spendibilita-dei-nomi/" target="_blank">evocando i satanici poteri della fi&#8230;</a> ehm, di certe bevande energetiche ai fiori di guaranà, non ci sembra il caso. Però quella comunicazione era chiara: l&#8217;inutile accozzaglia di cellule e neuroni un tempo nota come &#8220;cervello dei pubblicitari&#8221; aveva chiamato una cosa da bere con il nome dell&#8217;organo sessuale femminile. <a title="Tantum Rosa" href="http://www.tantumrosa.it/" target="_blank">Poi venne Tantum Rosa con il famoso spot</a> (<strong>clicca sul link per vederlo</strong>). &#8220;Se prima rilevavamo 0,5 casi al mese di lavande vaginali bevute per errore, dopo l&#8217;arrivo dello spot sul piccolo schermo e la classificazione del medicinale come farmaco da banco, l&#8217;incidenza è salita a ben 50 casi in un mese solo in Lombardia&#8221;. <a title="Corriere.it" href="http://www.corriere.it/salute/10_luglio_28/lavanda-vaginale-intossicati_54c7d846-9a5d-11df-8969-00144f02aabe.shtml" target="_blank">Parola dei centri antiveleni italiani</a>. E siamo tra gennaio e febbraio, non possiamo nemmeno dare la colpa al caldo.</p>
<p>A questo punto, l&#8217;azienda produttrice (Angelini) corre ai ripari e modifica lo spot, aggiungendo a più riprese, come avete visto nel video, la pecetta: &#8220;Lavaggio esterno&#8221;. I casi a questo punto diminuiscono, ma continuano a mantenere una media più alta rispetto al passato.</p>
<p>Ora della questione è stata investita l&#8217;Agenzia italiana del farmaco, che potrebbe chiedere un cambiamento di colore nella confezione del medicinale, da rosa a nera o blu. Il timore è che lo si confonda con altri farmaci da banco che hanno confezioni dello stesso colore, tipo sciroppo per capirci. L&#8217;altro sospetto è che il Tantum Rosa venga usato per sballarsi, magari associato all&#8217;alcol. La benzidamina avrebbe infatti anche un effetto euforizzante.</p>
<p><em>Ciòtuttoquantosopraddetto</em>, la vera causa del problema sembra essere lo spot in sé per sé, nonostante le parodie in livornese (primo video qui sotto) o l&#8217;ironia di Luciana Littizzetto (secondo video lì sotto), Siamo noi a essere affamati di chiarezza o alla casa farmaceutica Angelini pensavamo di produrre la bevanda dell&#8217;estate 2010?</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="550" height="305" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/byZw0cFZkAw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="550" height="305" src="http://www.youtube.com/v/byZw0cFZkAw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="550" height="305" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/YWneXNAYAHc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="550" height="305" src="http://www.youtube.com/v/YWneXNAYAHc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>[<em>Tantum Rosa, Corriere.it</em>]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dissapore.com/primo-piano/per-linutile-accozzaglia-di-cellule-e-neuroni-un-tempo-nota-come-cervello-dei-pubblicitari-il-tantum-rosa-e-la-bevanda-dellestate/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>22</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Come rimediare al &#8220;No Show&#8221;, chi prenota al ristorante e non ci va</title>
		<link>http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/come-rimediare-al-no-show-chi-prenota-al-ristorante-e-non-ci-va/</link>
		<comments>http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/come-rimediare-al-no-show-chi-prenota-al-ristorante-e-non-ci-va/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 08:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mangiare Fuori]]></category>
		<category><![CDATA[disdette]]></category>
		<category><![CDATA[no show]]></category>
		<category><![CDATA[prenotazioni]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[ristorante]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dissapore.com/?p=23649</guid>
		<description><![CDATA[<p>La parola del giorno è &#8220;<strong>No-Show</strong>&#8220;. &#8220;No Show&#8221; definisce l&#8217;irrisolto rapporto dell&#8217;italiano con il suo ristorante, o meglio, con quello che avrebbe dovuto essere il suo ristorante. Mi spiego. Prenotano per 8: &#8220;ci vediamo sabato prossimo alle 21&#8243;. Da gestore&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/come-rimediare-al-no-show-chi-prenota-al-ristorante-e-non-ci-va/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-23650" title="Un cartello visibile all'ingresso di un ristorante" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/34978_415294914507_636504507_4227074_638092_n.jpg" alt="" width="324" height="249" />La parola del giorno è &#8220;<strong>No-Show</strong>&#8220;. &#8220;No Show&#8221; definisce l&#8217;irrisolto rapporto dell&#8217;italiano con il suo ristorante, o meglio, con quello che avrebbe dovuto essere il suo ristorante. Mi spiego. Prenotano per 8: &#8220;ci vediamo sabato prossimo alle 21&#8243;. Da gestore ammodo quale sei prendi il numero di telefono e il giorno prima dell&#8217;ora X chiami per la   conferma. Nel frattempo, le emozioni sono sollecitate fino al limite, continuamente: &#8220;verranno&#8230; non verranno&#8221;. Fai calcoli e congetture: &#8220;i 6 li metto qui, gli 8 lì&#8221;, uff&#8230; la tensione è forte.</p>
<p>Sabato alle 21 <strong>gli 8 non vengono</strong>. E (magari) 16 hanno disdetto all&#8217;ultimo minuto. Incazzatura irriferibile ma solita espressione cortese, eh sì, il cliente è il cliente. A fine serata ci pensi sù: cosa m&#8217;invento per risolvere il problema del no-show che ogni settimana si porta via il 20% dei coperti?</p>
<p><strong>Non prendo più prenotazioni? Chiedo il numero di carta di credito e applico una penale</strong>? Voi cosa fate? O cosa non avete il coraggio di fare che invece andrebbe fatto?</p>
<p>[<em>Immagine: Facebook/Fabio Capacchione</em>]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/come-rimediare-al-no-show-chi-prenota-al-ristorante-e-non-ci-va/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>59</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Perchè vanno di moda le pizze &#8220;scacciafiga&#8221;</title>
		<link>http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/perche-vanno-di-moda-le-pizze-scacciafiga/</link>
		<comments>http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/perche-vanno-di-moda-le-pizze-scacciafiga/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 17:26:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Lungo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mangiare Fuori]]></category>
		<category><![CDATA[accoppiamenti]]></category>
		<category><![CDATA[gusti]]></category>
		<category><![CDATA[ingredienti]]></category>
		<category><![CDATA[pizza]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[stranezze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dissapore.com/?p=23059</guid>
		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Con la <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/cosa-centra-la-granarolo-con-la-mozzarella-blu-e-perche-dovrebbe-interessarci-saperlo/" target="_blank">mozzarella blu</a> il rosso della salsa di pomodoro non lega, c’è poco da fare. A meno che uno non sia tifoso del Bologna/Cagliari, pizze del genere non si possono servire. Ma il problema non è solo cromatico,&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/perche-vanno-di-moda-le-pizze-scacciafiga/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-23640" title="Una pizza all'ananas" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/2944600167_175ea7874e.jpg" alt="" width="500" height="443" /></p>
<p>Con la <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/cosa-centra-la-granarolo-con-la-mozzarella-blu-e-perche-dovrebbe-interessarci-saperlo/" target="_blank">mozzarella blu</a> il rosso della salsa di pomodoro non lega, c’è poco da fare. A meno che uno non sia tifoso del Bologna/Cagliari, pizze del genere non si possono servire. Ma il problema non è solo cromatico, tutti nel mondo della pizza, inclusi gli italiani, stanno facendo a chi offre più gusti, arrivando a mescolare fra loro ingredienti apparentemente incompatibili. All&#8217;estero poi, questa cosa è quasi una regola. In qualche corso per stranieri che ho avuto la fortuna di tenere, fioccavano le richieste su come fare la pizza peperoni, gamberi e ananas che, stando ai racconti, sarebbe il vanto di una famosa catena nord americana.</p>
<p>Non parliamo poi della pizza con uova, hot dog e patatine, vagamente ispirata a certi nostri esperimenti sulla razza tipo la pizza parmigiana, quella con le melanzane fritte a strati, la mozzarella e il parmigiano. Brr.</p>
<p>Purtroppo, l&#8217;abitudine di proporre pizze <em>ostrogote</em>, all&#8217;inizio limitata alle pizzerie al taglio che volevano per forza distinguersi, specie qui a Roma, si è estesa alle pizzerie al piatto, che si contendono la palma della più strana. Chiamandole con nomi improbabili, frutto di capricci alcolici, altroché ragionamenti accurati.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-23641" title="La pizza Hawaii di una famosa catena nord-americana" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/112010897_8c9633db3e.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p>Ma quanti di noi poi scelgono queste pizze? Quanti entrano in pizzeria per ordinare, non so, una “Campagnola”, una “Valdostana” o una “Suocera”? A parte la riuscita o meno degli inguacchi di cui sopra, il vostro gusto per gli abbinamenti è cambiato? E pensare che ormai anche le grandi catene americane vanno verso la semplificazione, McDonald’s, Pizza Hut su tutte, magari mettendo i peperoni ovunque , ma almeno lanciando un segnale.</p>
<p>Confessione. Se dal punto di vista professionale scrivo queste cose e valuto le pizzerie solo per come fanno la Margherita, appena è possibile sto col nemico. Ordino le peggio cose, ovviamente se non mi prendono per matto, l&#8217;ultima ossessione è la <em>Pizza Scacciafiga</em> per eccellenza (pomodoro, mozzarella, gorgonzola, cipolle, salsiccia e peperoncino). Non la copiate, il copyright è mio… ma lo cedo volentieri!</p>
<p>Fate anche voi come me? Il mattino tutti d&#8217;un pezzo e la sera vai di pizza all&#8217;ananas? C&#8217;è qualcosa che vi attira nelle pizze condita in modo strano?</p>
<p>[<em>Immagini: <a title="Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/like_the_grand_canyon/2944600167/" target="_blank">Flickr/Like the Grand Canyon</a>, <a title="Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/der_bischof/112010897/" target="_blank">Der Bischof</a></em>]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/perche-vanno-di-moda-le-pizze-scacciafiga/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>43</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tutti i colori dei formaggi italiani, dopo la mozzarella blu ecco la ricotta rossa</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/tutti-i-colori-dei-formaggi-italiani-dopo-la-mozzarella-blu-ecco-la-ricotta-rossa/</link>
		<comments>http://www.dissapore.com/primo-piano/tutti-i-colori-dei-formaggi-italiani-dopo-la-mozzarella-blu-ecco-la-ricotta-rossa/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 12:33:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuele Berti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[lago maggiore]]></category>
		<category><![CDATA[nas]]></category>
		<category><![CDATA[olbia]]></category>
		<category><![CDATA[poltu quadu]]></category>
		<category><![CDATA[ricotta rossa]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[sassari]]></category>
		<category><![CDATA[supermercato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dissapore.com/?p=23606</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#8220;Dopo le mozzarelle blu ecco la ricotta rossa. Vacca boia&#8221;, scherza il blog <em>Spinoza</em> (<a title="Spinoza" href="http://forum.spinoza.it/viewtopic.php?f=3&#38;t=14524" target="_blank">anche &#8220;Forza Cagliari&#8221; non è male</a>). Ma quella del 2010 rischia di essere ricordata come l&#8217;estate di tutti i colori dei formaggi italiani.&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/tutti-i-colori-dei-formaggi-italiani-dopo-la-mozzarella-blu-ecco-la-ricotta-rossa/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-23632" title="La ricotta rossa comprata in un supermercato di Olbia" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/20100728_ricottat.jpg" alt="" width="300" height="300" />&#8220;Dopo le mozzarelle blu ecco la ricotta rossa. Vacca boia&#8221;, scherza il blog <em>Spinoza</em> (<a title="Spinoza" href="http://forum.spinoza.it/viewtopic.php?f=3&amp;t=14524" target="_blank">anche &#8220;Forza Cagliari&#8221; non è male</a>). Ma quella del 2010 rischia di essere ricordata come l&#8217;estate di tutti i colori dei formaggi italiani. &#8220;L&#8217;avevo acquistata in un supermercato della zona l&#8217;altro ieri. Ho visto che la ricotta era di un colore tra il rosa e il rosso tenue e allora ho guardato la scadenza: tutto in regola, sulla confezione da 250 grammi c&#8217;era scritto che andava consumata entro il 1º agosto&#8221;. <a title="La Nuova Sardegna" href="http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/dopo-le-mozzarelle-blu-a-olbia-ecco-la-ricotta-rossa/2206450?ref=HREC2-2" target="_blank">Così una giovane donna di Olbia</a>, per di più incinta al settimo mese, che due giorni fa ha comprato una confezione di ricotta in un market della cittadina sarda.</p>
<p>&#8220;Non ho perso tempo: ho telefonato ai Nas di Sassari e li ho informati dell&#8217;accaduto, poi l&#8217;ho consegnata alla stazione dei carabinieri di Poltu Quadu. Da lì, gli uomini del nucleo antisofisticazioni l&#8217;hanno portata in laboratorio per analizzarla&#8221;.</p>
<p>Non si è ancora saputo dove è stata comprata la ricotta ma i Nas hanno sequestrato le confezioni presenti in quel superemrcato e bloccato la partita in tutta Italia.  Per il momento non si conosce il nome dell&#8217;azienda produttrice, è stato solo detto che non è sarda ma del Nord.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dissapore.com/primo-piano/tutti-i-colori-dei-formaggi-italiani-dopo-la-mozzarella-blu-ecco-la-ricotta-rossa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Animalisti rompiballe? Guardate &#8220;The end of the history&#8221; (Beppe Bigazzi meglio di no)</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/animalisti-rompiballe-guardate-the-end-of-the-history-beppe-bigazzi-meglio-di-no/</link>
		<comments>http://www.dissapore.com/primo-piano/animalisti-rompiballe-guardate-the-end-of-the-history-beppe-bigazzi-meglio-di-no/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 11:10:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[alice tv]]></category>
		<category><![CDATA[animalisti]]></category>
		<category><![CDATA[beppe bigazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Big Picture]]></category>
		<category><![CDATA[birra]]></category>
		<category><![CDATA[bischeri e bischerate]]></category>
		<category><![CDATA[brewdog]]></category>
		<category><![CDATA[ermellino]]></category>
		<category><![CDATA[la prova del cuoco]]></category>
		<category><![CDATA[pelliccia]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta sui gatti]]></category>
		<category><![CDATA[scoiattolo]]></category>
		<category><![CDATA[sky]]></category>
		<category><![CDATA[the end of the history]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dissapore.com/?p=23621</guid>
		<description><![CDATA[<p>Il riflesso per cui gli animalisti sono dei rompipalle e i pensieri che fanno elucubrazioni degne di Hezbollah, giacché mi impediscono di mangiare cadaveri e poi di andare beatamente a Riccione per il bagno, beh, a volte può essere condivisibile.&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/animalisti-rompiballe-guardate-the-end-of-the-history-beppe-bigazzi-meglio-di-no/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-23623" title="Una bottiglia di &quot;The End of History&quot;, la birra più alcolica e costosa del mondo, avvolta da una pelliccia di scoiattolo " src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2010-07-28-a-12.30.131.png" alt="" width="461" height="368" />Il riflesso per cui gli animalisti sono dei rompipalle e i pensieri che fanno elucubrazioni degne di Hezbollah, giacché mi impediscono di mangiare cadaveri e poi di andare beatamente a Riccione per il bagno, beh, a volte può essere condivisibile.</p>
<p>Ma non mi sembra che &#8220;The End of History&#8221;, nuova birra del birrificio scozzese BrewDog, che tra l&#8217;altro è la più forte (55% di alcol) e la più costosa del mondo (500 sterline a bottiglia), sia proprio incantevole.</p>
<p>Nella sua bottiglia avvolta da una pelliccia di ermellino o  scoiattolo— a voi la scelta.</p>
<p><span id="more-23621"></span></p>
<p>Poi dice che gli animalisti <a title="BBC" href="http://www.bbc.co.uk/news/uk-scotland-north-east-orkney-shetland-10725024" target="_blank">la definiscono</a> &#8220;perversa e oltre i limiti dell&#8217;accettabile&#8221;. Bisogna pure che qualcuno li educhi questi delle birre.</p>
<p>Ma la brutta giornata degli animalisti non finisce così.</p>
<p>Il gastronomo Beppe Bigazzi, <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/tag/beppe-bigazzi/" target="_blank">allontanato da &#8220;La prova del cuoco&#8221; di Raiuno</a> per aver passato al gentile pubblico una ricetta sui gatti, &#8220;<a title="La Stampa" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=94&amp;ID_articolo=386&amp;ID_sezione=171&amp;sezione=" target="_blank">con inevitabile rivolta di tutte le Isotte, Tate, Felix, e Pucci di questo mondo, e soprattutto dei loro amici dalla posizione eretta</a>&#8220;, torna in questa tv che tutto bolle, ribolle, digerisce e metabolizza. Dal 4 ottobre, su Alice, canale Sky, con un programma elegantemente intitolato: &#8220;Bischeri e Bischerate&#8221;.</p>
<p>Argomenti delle prime puntate le lingue di gatto (i sottili biscotti chiamati così per la loro evocativa forma stretta e allungata) e il salame di Felino (una cittadina in provincia di Parma, dove si confeziona il tipico salame). Come dire: Bigazzi vuole speculare sulla storia dei gatti? <em>Mappercarità</em>!</p>
<p>[<em>Fonti: BBC News, La Stampa, immagine: BBC News</em>]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dissapore.com/primo-piano/animalisti-rompiballe-guardate-the-end-of-the-history-beppe-bigazzi-meglio-di-no/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Figure di palta al ristorante</title>
		<link>http://www.dissapore.com/forum/figure-di-palta-al-ristorante/</link>
		<comments>http://www.dissapore.com/forum/figure-di-palta-al-ristorante/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 08:12:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forum]]></category>
		<category><![CDATA[Mangiofuori]]></category>
		<category><![CDATA[conto]]></category>
		<category><![CDATA[El Bulli]]></category>
		<category><![CDATA[figure di palta]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[rosendo mejia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dissapore.com/?p=23515</guid>
		<description><![CDATA[<p>Gli americani ci caverebbero una serie tivù, altroché. Titolo: &#8220;Figure di palta al ristorante&#8221; (titolo alternativo: &#8220;The restaurant &#38; the city&#8221;, non c&#8217;entra ma il produttore è il produttore). Il primo episodio della stagione, tassativamente, se lo aggiudica Rosendo  Mejia,&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/forum/figure-di-palta-al-ristorante/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-23618" title="Rosendo Mejía prima di mangiare il conto di El Bulli" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/elbulli31.png" alt="" width="180" height="159" />Gli americani ci caverebbero una serie tivù, altroché. Titolo: &#8220;Figure di palta al ristorante&#8221; (titolo alternativo: &#8220;The restaurant &amp; the city&#8221;, non c&#8217;entra ma il produttore è il produttore). Il primo episodio della stagione, tassativamente, se lo aggiudica Rosendo  Mejia, lo spagnolo poco abituato alle mangiatoie di lusso che l&#8217;anno scorso s&#8217;è sbafato il conto scambiandolo per un piatto di Ferran Adrià, lo chef di El Bulli (<a title="El Mundo" href="http://www.elmundotoday.com/2009/09/un-cliente-de-el-bulli-se-come-la-factura-creyendo-que-era-otro-plato/" target="_blank">ma forse è uno scherzo <span style="text-decoration: line-through;">è tutto vero, ha mangiato la ricevuta!</span></a>). Ma le altre puntate della serie dobbiamo scriverle noi. Vale tutto, il tovagliolo usato per soffiarsi il naso, la &#8220;cosina carina che pensavo si mangiasse&#8221;, l&#8217;incazzatura rumorosa degenerata in fuga.</p>
<p><span id="more-23515"></span></p>
<p>Allora, <strong>avete mai fatto figure di palta al ristorante</strong>? [<em>Fonte e immagine: El Mundo, grazie al lettore Antonino Calabretta per la segnalazione</em>]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dissapore.com/forum/figure-di-palta-al-ristorante/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>42</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
