Figure di palta al ristorante
Gli americani ci caverebbero una serie tivù, altroché. Titolo: “Figure di palta al ristorante” (titolo alternativo: “The restaurant & the city”, non c’entra ma il produttore è il produttore). Il primo episodio della stagione, tassativamente, se lo aggiudica Rosendo Mejia, lo spagnolo poco abituato alle mangiatoie di lusso che l’anno scorso s’è sbafato il conto scambiandolo per un piatto di Ferran Adrià, lo chef di El Bulli (ma forse è uno scherzo è tutto vero, ha mangiato la ricevuta!). Ma le altre puntate della serie dobbiamo scriverle noi. Vale tutto, il tovagliolo usato per soffiarsi il naso, la “cosina carina che pensavo si mangiasse”, l’incazzatura rumorosa degenerata in fuga.
Allora, avete mai fatto figure di palta al ristorante? [Fonte e immagine: El Mundo, grazie al lettore Antonino Calabretta per la segnalazione]








Tanti anni fa, una mia collega alla domamda del cliente: vorrei una sambuca con la mosca! rispose: la vuole viva o morta?
Guarda che siete innocenti gli Italiani, mamma…
“El Mundo Today” e un website per ridere, umoristico, dobbete verifficare meglio la fonte delle notizie.
¡Un fuerte abrazo, hombre!
Forse è uno scherzo, non, sicuro!!!
ooops mea culpa! me la han colado bien doblada!
Fuente: El Mundo TODAY
LOL!!!!!
Pensa che ne parlavo proprio qualche giorno fa in un ristorante di amici. Uno di quelli dove ci sono quelle piccole tovaglie di carta ed al centro i ceri per colorarle. Chiedevo se avessero tenuto le più belle, che sarebbe da organizzare una mostra (certe sono vere opere d’arte).
Si, mi ha risposto, ci stavano pensando. E non ricordo come, ma il discorso è finito su quel paio di volte in cui l’avventore, non riconoscendo i piccoli pastelli, se li era mangiati.
civico 25?
io ho sentito una che, facendo conversazione al tavolo accanto, alla domanda “ti piace il caviale?” rispose “sì ma non il pesce, solo le uova”
o_O
Fabien, mi fai venire in mente (leggenda metropolitana?) il presidente Cellino, il quale mangiando un salmone al ristorante, chiamò il cameriere dicendogli: “Cameriere, questo prosciutto puzza di pesce!”
voglio sperare che sia una leggenda davvero :/
Non era Cellino, ma il compianto Angelo Massimino, cui è intitolato lo stadio del Catania.
[Travaglio M., Stupidario del Calcio, Mondadori, Milano, 1994, p.15]
Massimino! Cavolo è vero. Scusate.
all’Anteprima (Chiuduno) qualcuno vicino a me meditava di mangiare il tovagliolo, quello pressato a forma di pastiglia che ritorna steso bagnandolo con l’acqua… colpa di un non troppo breve lasso di tempo fra la consegna della pastiglia e il passaggio del cameriere con l’acqua
non ero io eh
‘^__^
Saretta, pero’ in privato mi dici chi è stato, eh?
Una mia amica a pranzo con i genitori ha ordinato delle cozze. Insieme alle cozze il cameriere ha portato l’acqua con limone per pulirsi le dita. Lei, per non saper né leggere né scrivere, pensando fosse un intingolo particolare, prima di mangiarsi le cozze le pucciava nella bacinella.
Un mio collega (di montagna) al suo primo approccio con dei gamberoni li ha mangiati interi… comprensivi di carapace, zampe, testa e occhi
Adesso stiamo aspettando di vedrlo all’opera con un astice…
anche il fratello di un mio amico ha fatto lo stesso! e io che pensavo fosse un esemplare unico al mondo!!!
beh … sempre meglio di uno spettacolare ospite del villaggio turistico dove lavoravo che mi ha obbligato a fermare il pulmino sulla s.teresa – palau per assaggiare un fico d’india maturo.
lo ha fatto, per carità … peccato che non l’abbia sbucciato!
deviazione diretta al pronto soccorso di Olbia.
senza parole.
ahahahahahahahahahahahahahahahahahaahhahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahhahahahahahah
mito !!!!
idolo, roba da Darwin Awards!!!
Ad una mia ex fidanzatina inglese, io e mio fratello dicemmo per scherzo che le triglie fritte (ed erano pure grossotte) si mangiavano tutte intere.
Che stridore quel macinar di lische!!!
Questo è uno di quei argomenti in cui penso qualsiasi persona abbia veramente qualcosa da raccontare! Bè io, non per vantarmi (!!), ma conosco ben due persone che mangiano i gamberetti con il carapace: mia mamma ed una mia vecchia amica! Ogni volta che le guardo mangiare non capisco come facciano a masticare il corpo del povero gamberetto assieme al carapace.. Misteri imperscrutabili e mia mamma dice addirittura che così sono più croccanti!
Per quanto riguarda le mie personale figure di palta, io ed una mia amica in vacanza a Roma siamo entrate in un piccolo ristorante del centro che da fuori ci attirava molto ed una volta al tavolo, leggendo il menù abbiamo constatato che comprendeva solo ed esclusivamente un tipo di piatto.. ovviamente non esattamente quello che avevamo in mente di mangiare quella sera! Dopo esserci guardate un attimo con aria molto allibita, abbiamo aspettato che il cameriere si distraesse e siamo scappate! Non uno dei modi migliori di comportarsi è vero, ma mica gli potevamo dire “ci fa qualcos’altro”?!
no? e perché non chiedere?
son curiosa di sapere che ristorante è che fa un solo tipo di piatto a Roma.
forse il filettaro?
Sì il ristorante si chiamava filetti di baccalà, ma noi non sapevamo che il nome del ristorante corrispondesse esattamente all’unico piatto che servivano.. altrimenti non ci saremmo di certo entrate! Insomma una volta sedute con tutti che mangiavano solo filetti di baccalà, dire “scusate non avevamo capito, non è che a noi fate qualcos’altro?” quando era chiaro che il ristorante avesse solo ed esclusivamente quello non ci sembrava il massimo.. insomma nel panico abbiamo pensato che la fuga fosse la scelta migliore!
… veramente anch’io non sguscio i gamberetti, se ben fritti… mi piacciono proprio così! vivo al mare e quando prendo il fritto misto con acciughine e gamberi in qualche trattoria (non nei ristoranti di lusso… dove peraltro scelgo altri piatti) rendo il piatto pulito, visto che anche delle acciughe non scarto praticamente nulla. però non la giudico una figuraccia, anzi, qualche volta ho ricevuto osservazioni compiaciute dai ristoratori…
Ebbene si, lo confesso, sono stata protagonista di un paio di scene davvero imbarazzanti presso ristoranti.
La prima: prenoto una serata in albergo a Nairobi e la cena presso il ristorante. Erano giorni e giorni che, con una amica/collega, me ne andavo a spasso per il Kenia e non avevo realizzato che quella sarebbe stata la cena di S. Valentino, festa molto sentita nei paesi di cultura anglosassone.
Il risultato fu che mi ritrovai a lume di candela, tra addobbi a cuoricini, musica soffusa e coppiette che si sbaciucchiavano.
La seconda figura è stata mooooolto piu’ imbarazzante e sinceramente divento rossa al sol pensiero di raccontarvela per cui mi taccio.
Non ho mai paltato e secondo me è anche questione di fortuna.
1- un dirigente di banca negli anni 70 è andato in viaggio con un gruppo di democristiani veneti, è riuscito a fermarne un paio prima che affettassero i tovagliolini bagnati in acqua e limone da usare per pulirsi le mani dopo aver mangiato i frutti di mare.
2- Il mio amico T.V. (un fià sborone) a cena con una superf..a : Ti piace il caviale e lei: Sì ma ben cotto.
3- come volete il filetto? risposte 1°- medium, 2°- medium,3°- medium 4°- no io lo vorrei grande.
questa del filetto è la migliore di tutte!!!!!
simpatica risposta
1996 Del Rio (USA confine col Mexico)
In una steak house la cameriera chiede al mio amico: “soup or salad”, riferendosi al contorno per la T-bone e lui: “yes yes, SUPER salad”, inevitabile commento della cameriera: “ah…italians…”
hahaha, molto divertente…
Ne girano di queste storie! Ristorante di New York, un italiano chiede , intendendo chiedere una bistecca al sangue, si rivolge alla cameriera:
- A bloody steak, please.
(In realtà chiedendo quindi una “schifosissima bistecca” visto che una bistecca puo’ essere rare, done o well done – al sangue, cotta, ben cotta).
La cameriera a quel punto chiede sorridendo:
“And any fucked chips?”
(e qualche fottutissima patatina?)
Ecco…
io già ho difficoltà a capire l’inglese parlato da un cockney. Lo slang americano poi per me è del tutto incomprensibile.
Così la prima volta che a New York ordinai un hamburger, giustamente il cameriere mi chiese “Rare, done o well done?”
Il problema è che io continuai a capire una cosa tipo “brz brz brz…well done!” e siccome il cameriere mi sorrideva, pensai che si stesse congratulando con me per l’ottima scelta dal menu. Tipo “Ben fatto, mister!”.
Così ricambiai il sorriso e sollevai il pollice, per ringraziare dell’evidente complimento.
Fu il suo sguardo perplesso a segnalarmi che qualcosa non quadrava…
Come ti fu portato in tavola l’hamburger?
Vivo.
ahahahahahahahahahahahahahahahahahaha
Il Direttore della Goulue di Bal Harbour mi ha raccontato che un cliente ordino’ una tartare ben cotta. Poi, storia di una settimana fa, un’amica ristoratrice mi ha detto che un cliente si e’ lamentato perche’ gli gnocchi non erano al dente.
Questo mi è successo poco tempo fa… Una cliente che aveva ordinato una tartare, quando l’ha vista mi ha detto: me la potrebbe cuocere che io non mangio carne cruda????
p.s. abbiamo cambiato piatto ma la tartare cotta nooooooo!!!!!
http://www.youtube.com/watch?v=Yu4WtXN44QY
Il pranzo più epico della storia, contiene pure alcune chicche degne di quelle riportate da voi più sopra.
C’è Terence Hill che si mangia il crostaceo intero, e che si sbobba il caviale con lo Champagne, il burro, il sale e il pepe. C’è Bud Spencer che beve l’acqua e limone lavadita, detergendosi viceversa nella caraffa dell’acqua da bere e schizzandola contro il suo vicino pelato (il wrestle inglese Malcolm Kirk). Ancora Bud definisce il caviale “cacca di pecora nana”.
Particolare di colore: tra i camerieri che servono la tavolata c’è l’amico Sergio Zingarelli, il patron di Rocca delle Macie nonché figlio del regista e produttore del film Italo Zingarelli.
http://www.youtube.com/watch?v=prtBFsU2V_Y
anche questa non è male …
A proposito di scamponi e crostacei: ristorante milanese “etnico” (non specifico di quale paese, a Milano ce ne sono pochissimi di “quel” paese…), mia moglie ordina un piatto a base di scamponi en croute che decidiamo di dividere io e lei..
Arrivano quattro meravigliosi, enormi scamponi coperti di una fragrante pastella. Curioso, sono dritti come fusi.
Gli amici che ci hanno invitato ci guardano col fiato sospeso: amano quel ristorante ed anche un solo commento negativo saprebbe per loro un dolore.
Addento il primo scampone, saporitissimo…ma…ha ancora il carpace (se così si chiama degli scampi…). Lo fa anche mia moglie. Ci guardiamo negli occhi per un attimo e arriviamo immediatamente alla stessa conclusione. Un sospiro, scambiato per estrema approvazione, e mastichiamo e inghiottiamo tutto con cenni di approvazione.
Ma come diavolo faceva la pastella ad aderire?
Mia primissima esperienza jap al Suntory, primo (in ordine cronologico) ristorante giapponese di Milano. Sul vassoio del sushi, misteriosa pallina verde erroneamente ritenuta sconosciuto mollusco nipponico. Ingoiata pallina di wasabi in un sol colpo sotto sguardo maligno di antipaticissimo cameriere (italiano). Tosse, sudorazione parossistica e fuga in bagno. Instant Fantozzi!
una cosa del genere è successa ad un mio ex collega durante una cena dal messicano: vedeva che io mangiavo tranquillamente i peperoncini piccanti (ma io sono un caso a parte: mi coltivo Habanero e Naga sul balcone, per dire) e allora ha fatto lo sborone e ne ha addentato uno intero… Peccato che non si fosse accorto che io scansavo qua e là qualche seme: è diventato viola, con palpitazioni e lacrime, ed ha continuato a star male per una decina di minuti…
all’ inaugurazione di un wine bar a Bologna, la signora distinta accanto a me ha ingoiato un’uovo di quaglia cotto ma senza togliere il guscio. Noi la abbiamo fissata fino a quando dopo aver masticato ha inghiottito il tutto….ahahahaaahhah pensavamo di morire!!! In compenso io dopo la seconda bottiglia di Chardonnay e il cameriere che mi tampinava non ricordo bene su cosa invece di versare il vino mi ci sono attaccato al collo…. non la finivano ( loro questa volta ) piu’ di ridere!!
Mio padre ha raccolto un cesto di freschissime fave. Orgogliosa le ho servite, con il salame, a tutti i clienti che quel giorno sono venuti al ristorante, come gesto di benvenuto. Una coppia inglese le ha mangiate senza sbucciarle.
E’ di stamane, Corriere della Sera:
http://www.corriere.it/salute/10_luglio_28/lavanda-vaginale-intossicati_54c7d846-9a5d-11df-8969-00144f02aabe.shtml
Ora, io mi dico … forse non è il colore della confezione a trarre in inganno. Temo che al ristorante (come in bagno) ci sia chi gioca a fare l’espertone: perchè mai chiedere spiegazioni o molto piu’ pragmaticamente in questo caso, leggere le istruzioni?
L’assioma deve essere piu’ o meno questo: se chi usa il Tantum Verde diventa “bocca sana” come recita lo spot pubblicitario, cosa mai si potrà ottenere ingerendo sistematicamente il Tantum Rosa per il prurito intimo?
la confuzione è forte, ma anche bellissima e divertente! Aupa Mundo Today!
Eh, il wasabi ha fregato anche il sottoscritto a Singapore. Cena per strada, arrivano spiedini di carne, pesce, cubetti di riso, tutto ovviamente scondito e con 2000 salse diverse. Io sono daltonico… Infilo lo spiedino nella salsa, fino a metà (quella che poi mi hanno spiegato essere verdognola), il mio conoscente di Singapore sbarra gli occhi e poi sorride. Metto in bocca lo spiedino intero e nel giro di due secondi comincio a lacrimare, con gli altri intorno che ridevano. Ho smesso dopo una lattina di birra intera, guardato malissimo stavolta dal mio conoscente, buddista e assolutamente contrario all’alcol.
In coda dal salumiere, la ragazza prima di me, arrivato il suo turno, chiede un etto di prosciutto cotto NON FARCITO. Il salumiere all’insolita richiesta reagisce sgranando gli occhi e chiedendo nuovamente alla ragazza cosa desiderasse. Lei, imperterrita, fa nuovamente la stessa richiesta. Il salumiere, un po’ perplesso allora le mostra i prosciutti esposti chiedendole se per caso volesse “il cotto in offerta”. La ragazza messa in seria difficoltà dalla “vastità” di prosciutti mostratale alla domanda del salumiere:”Quale le do?”, risponde:”Mmmmmm…San Daniele!” ahah penso di averla fulminata con lo sguardo, ma si può andare a comprare del prosciutto cotto e chiedere San Daniele????!!Quanta gastro-ignoranza!!
Washington, refreshment point sul Mall un paio di mesi fa:
Italiano-molto-del-sud (arriva al banchetto): A LEMONATTA!
Commesso: Large lemonade?
Italiano-molto-del-sud (si volta): GIUSI, LA LEMONATTA NON L’HANNO!
Cena di lavoro a New York, due anni fa in un ristorante di pesce, da mediatore presento due potenziali clienti ad un industriale. Uno dei due sfoglia il menù e entrambi ordinano come antipasto dell’”ostrich”. Sguardi un po’ stupiti tra me e l’americano, seguiti da stupore loro quando invece delle ostriche arriva una bistecca di struzzo marinata e glassata alle erbe.
Il mio preferito è stato però un cliente, a Chicago, qualche anno fa. Lui parlava tre parole di inglese.
Il cameriere porta il conto, in fondo c’è uno spazio con scritto “TIP”.
Prende il conto, sfoglia il dizionarietto tascabile, afferra una penna e scrive “use minus salt in meat”.
Sul tascabile, la prima voce per “tip” era “suggerimento, consiglio”.
ahahahah fantastici tutti e tre questi aneddoti!!!Quello dell”use minus salt in meat” poi è un genio!
Una prima colazione in prima classe sulla Raffaello (o Michelangelo, boh???). Consulto il menù e, tanto per ordinare qualcosa di diverso, insieme al cappuccino chiedo “rollmops”. Chissà perchè immaginavo qualcosa di dolce, tipo cannolo. Invece il cameriere mi porta due…aringhe marinate. E io che ho fatto? Beh…ma le ho mangiate, ovvio.