I peggiori clienti del vostro ristorante

Clienti cafoni al ristoranteVolevate solo gestire un ristorante. Mica essere allo stesso tempo buttafuori, centralinisti, allergologi, censori dell’abuso di cellulari e fotocamere, confessori, poliglotti e maestri di buone maniere. Ma il ristorante si fa con i clienti, e non sono sempre rose e fiori.

C’è il sessantenne ricco e arrogante, che si presenta ogni giorno con una ventenne diversa e tratta male il personale.
Il maleducato che pretende di sedersi al tavolo già assegnato perché amico del titolare.
Il trentenne che chiede la musica più alta. Il cinquantenne che la chiede più bassa.
L’avaro che in cinque anni non mai lasciato una mancia.
Il finto allergico che si ostina a ordinare piatti fuori menù.
Quello che vuole il risotto 5 minuti prima della chiusura.
L’ubriaco molesto che importuna gli altri clienti.
I fidanzati che si chiudono un’ora nel bagno delle donne per fare sesso.

Se avete bisogno di sfogarvi fatelo. Raccontateci quali sono i peggiori clienti ogni epoca del vostro ristorante (e come li avete trattati).




73 commenti a “I peggiori clienti del vostro ristorante”

  1. 1
    Bacco Bacco commenta:

    ci sono anche le donne puzzone che si riempiono di profumi nauseabondi…
    quelli che vanno in bagno 20 volte per la coca e poi non mangiano una mazza..(ecchecivaiafareallora?)
    quelli che non aspettano altro di essere al ristorante per sapere a tutto il mondo che sta telefonando al commercialista…………………………………………………………………………………………………….
    e i gastrofanatici muniti di ogni apparecchiatura elettronica? Ecco quelli sono i peggiori in assoluto ;-)

  2. 2
    Fabio Spada Fabio Spada commenta:

    Parto da lontano.

    Pur prendendo regolarmente i numeri di telefono e richiamando per la conferma, il fine settimana ho una media del 25% di no show che non riesco a rimpiazzare.

    Qualche genio dice che il rischio d’impresa :-D

  3. 3
    alfieri andrea alfieri andrea commenta:

    ci sono quelli che bevono l aperitivo offerto e poi quando devono ordinare il vino ti dicono che sono astemi

    quelli che ti mangiano un piatto e poi ti dicono non prendiamo altro siamo già pieni

    quelli che guardano tutta la carta e poi ti chiedono “mi fa una bistecca alla griglia???” uno non ho la griglia e due non ho carne da fare alla griglia !!!

    quelli che quando sta per uscire il piatto dalla cucina si alzano per andare a fumare o in bagno

    quelli che usano il tovagliolo si soffiano il naso e in più lo arrotolano e lo mettono nel piatto vuoto da ritirare

    Quelli che ti dicono che il vino sa di tappo (perchè hanno fatto un corso di degustazione e si credono il Vaccarini della situazione )peccato che il vino è di vetro

    quelli che prenotato e poi ti fanno il buco e quando li richiami hanno sempre il cell staccato (per fortuna loro )

    ………e tante altre

    • gumbo chicken gumbo chicken risponde:

      cos’è il vino di vetro?!

    • Lea Lea risponde:

      >quelli che ti mangiano un piatto e poi ti dicono non prendiamo altro siamo già pieni

      eh.. io sono una di quelli…che posso farci se più di un piatto alla volta non mi ci sta? Mangio poco!
      Nel senso: è scritto da qualche parte che devo per forza mangiare antipasto-primo-secondo-dolce?
      O ho interpretato male la frase? :)

    • Chiara Satolla Chiara Satolla risponde:

      proposta: perchè non scrivere un libro?

      Quelli che…non prendo l’antipasto perchè tanto date sempre il benvenuto dello chef!

      quelli che…non prendo il dolce perchè tanto date sempre la piccola pasticceria!

      quelli che..non si sono neanche seduti è già devono ordinare

      quelli che prenotano in dieci e poi arrivano in cinque ..senza avvisare

      quelle che vanno in bagno quando arriva il conto così paga l’altro!

      quelli che.. ti chiedono se la maionese è calvè!!

      quelli che..ti chiedono se il pesce è fresco!

      quelli che…ma non fate la pizza? e la carbonara? neanche una cacio e pepe?

      quelli che di sabato sera alle dieci ti dicono che non c’è mai posto (e prenotare?)

      quelli che ti chiedono se hai Gaja e poi prendono un Frascati..

      quelli che fa freddo o fa caldo o c’è rumore..

      quelli che hanno la coda e non chiudono mai la porta

      temo che andrei avanti all’infinito!!

  4. 4
    Letico Letico commenta:

    Quelli che…<>; quelli che… ordinano dieci cestini di fragrante pane fatto in casa e poco altro e poi,di fronte al conto, <>; quelli che… al sabato, prenotano per 16, si presentano in 7, durante la cena si aggiungono altri 5, uno alla volta, hanno gia’ mangiato ma <>. E potrei continuare …

  5. 5
    liloniadriano liloniadriano commenta:

    quelli che ti chiedono affettati stagionati e poi dopo sei passaggi diversi di chiedono la nduja(?)
    quelli che arrivano con due ferrari e relative por(s)che spendono 15 euro in 4 e poi ti chiedono lo sconto….
    quelli che entrano nel locale e pretendono che spenga la musica di sottofondo quando una bella ragazza seduta vicino ti chiede un brano dal computer
    quelli che concordano il prezzo del menu’ e poi ti chiedono lo sconto del 20% e gli chiedi ma non andava bene qualcosa? no…si tenta sempre!
    quelli che prenotano due volte per confermare e poi non arrivano e scopri che il numero lasciato e’ di una vecchietta che non sa nulla…
    quelli che arrivano scelgono il vino solo perche’ e’ il piu’ caro, arrivi al tavolo e ti dice ma mi scusi pensavo fosse un bianco
    quelli che prenotano in 35 e poi scopri che ci sono 16 bambini mollati allo stato brado
    quelli che fan finta di non sapere che hai solo bancomat partono per fare il bancomat a mezzo chilometro e non li vedi piu’
    quelli che si siedono srotolano il tovagliolo toccano i bicchieri e poi lei dice ma no preferisco il tavolo piu’ in alto
    quelli che entrano nel parcheggio in derapata e quando esci per dirgli di parcheggiare meglio ti lanciano la chiave dicendo parcheggiamela tu(e qui potrei raccontare due aneddoti)
    e non pensate che i miei clienti siano in media piu’ maleducati..no no ….
    :-O)

  6. 6
    luca p luca p commenta:

    Quelli che hanno fretta… ma tanta fretta e poi ordinano un menù degustazione da 6 portate.

    Quelli che ordinano l’amatriciana senza pecorino.

    Quelli che pure se hai a rotazione più di 20 primi in carta ordinano sempre lo stesso piatto e si lamentano che hai sempre lo stesso menù.

    Quelli che entrano in cucina senza bussare.

    Quelli da 4-5 anni fanno tutti i giorni la stessa battuta.

    Quelli che scrivono le guide e poi ci mettono i piatti sbagliati o mai avuti in carta

    Quelli che non vogliono credere che ha sbagliato la guida a recensire un piatto mai fatto.

    Quelli che la domenica pomeriggio fanno su è giù con la macchina per ascoltare le partire e poi si trovano il piatto freddo.

    Ma soprattutto quelli che hanno fretta… ma un bel panino dal salumiere no? come faccio a farti un piatto di pasta in 5 min?

  7. 7
    alexandra alexandra commenta:

    -quelli che si portano da casa l’ampolla di aceto balsamico tradizionale (e poi ti dicono “sa, non si sa mai cosa si trova in giro”)
    -quelli che ti chiedono il ketchup per gli spaghetti dei bambini (e poi ti dicono “sa, sono abituati a mangiarla così la pasta)
    -quello allergico al vino (non astemio) e l’unico che riesce a bere è un vino sudafricano (e con i tajerin con tartufo d’Alba si è sciroppato 2 coca-cole)
    -quelle che: una ordina una frittura, l’altra fa l’esperta…(e non ordina niente…)la prima chiede all’amica: con la frittura cosa mi consigli? (ignorando tutto il personale presente) cappuccino o cioccolata calda?…e la seconda:senza alcun dubbio, cara, cioccolata calda!!

  8. 8
    nicola a. nicola a. commenta:

    - i nevrotici, a tavola ci si rilassa
    - sono un intenditore di rum, vorrei uno ZACAPRA
    - quelli che lasciano fare qualsiasi cosa ai bambini e sono convinti di far bene e sorridono:, urlare, correre in sala, tirare le tovaglie, pasticciare il muro con le mani sporche
    - composizioni di palline di pane, la gomma americana sotto il tavolo, suonerie impossibili a palla
    - parmigiano e peperoncino dappertutto
    - chi prenota per 4/6 pax e chiede un preventivo, ma mica devi comprare un appartamento!!
    - chi legge la carta dei vini, e poi chiede un vino che in carta non c’è. Ma allora!!
    - ho un bel cd in macchina posso ascoltarlo? Questo non è un juke box!
    - Non c’è più nessuno, posso fumare? NOOOO!!
    Chi è gentile con il caposala/maitre/direttore e antipatico con il resto del personale.
    - Chi non ringrazia mai. Ok tu paghi ma c…o ma almeno un grazie!!
    - Chi attacca pipponi.
    - Scelga pure un vino lei, e poi il vino non è gradito. Almeno sta zitto!!
    - Chi viene con l’amante e poi torna con la moglie e pretende che non si faccia nessuna gaffe. Mai portarle nello stesso posto cristo!!
    - A fine pasto: un decaffinato macchiato freddo in tazza grande.Passa tutta la poesia!!

  9. 9
    pinabustina pinabustina commenta:

    Quelli che prenotano il tavolo vista lago e si siedono dandogli le spalle.
    Quelli che: ” perchè non mi fa uno spaghetto aglio e olio, è la cosa più semplice del mondo, che problema c’è.”
    Quelli che non fanno che litigare a tavola.
    Quelli che non fanno che palpeggiarsi a tavola.
    Quelli che quel piatto, loro, lo avrebbero fatto cosi’ e cosi’.
    Quelli che si siedono, non leggono il menu’ ed esordiscono: “allora cosa ci dà di buono?”
    Quelli che: “come mai non c’è nessuno stasera?”
    Quelli che :”c’è troppa gente stasera”.
    Quelli che : “tutto benissimo, grazie” e poi fanno i nazisti con la cameriera.
    QuellE che: “Uffa, amore, di questa roba non mi piace niente”.

  10. 10
    SaraMi SaraMi commenta:

    Da amante della buona cucina a tutte le latitudini, da semplice lettrice del vostro blog, purtroppo non cuoca, vi porgo le mie scuse anche a nome di tutti i buzzurri di cui raccontate, e mi consolo sapendo che noi clienti non siamo tutti così.

    • Lea Lea risponde:

      mi associo; vado molto spesso al ristorante e avrei una LUNGHISSIMA serie di “quelli che” vista dalla parte del cliente, a conferma che non solo non siamo tutti così, ma che ogni tanto qualche pagliuzza nell’occhio del ristoratore la si trova eccome :)

      • Fabio Spada Fabio Spada risponde:

        Hai assolutamente ragione e nessuno ne dubita ristoratori compresi.
        La differenza è che il cliente ha due “vendette” possibili
        a) non tornare più
        b) parlarne male

        Ti garantisco che se queste regolette fossero applicate di più, i primi ad esserne felici sarebbero i ristoratori stessi.

        • gumbo chicken gumbo chicken risponde:

          Un problemino collaterale che io noto spesso però è che:
          - ci sono locali che a me sembrano la quintessenza del disastro (tipo: aspetti un sacco di tempo anche se ci sono 3 clienti, il cibo arriva spesso cotto male o salatissimo, la birra alla spina e il “vino della casa” sono sciaquette, il pesce non proprio freschissimo, senza ricevuta fiscale ecc. ecc…e sono pienissimi di soddisfatti frequentatori abituali che ciritornano contenti.

          Mentre di locali che a me sono sembrati interessanti magari mi capita di leggere in giro peste e corna per dettagli che a me sembrano tutto sommato irrilevanti.

          Fortunatamente ci sono anche locali che hanno successo perché che ci lavora è effettivamente efficiente, capace, gentile, onesto e fa una buona cucina, però ecco…io sono comunque un po’ confusa dai feedback altrui!

          p.s. ammazzate che casi umani ci sono in giro però! :lol:

        • Stefano Caffarri Stefano Caffarri risponde:

          Rispondo a Fabio Spada:

          Temo – una volta tanto – di non essere d’accordo. Se la regola b) fosse applicata di più, a quanto si vede ultimamante, ingrasserebbero assai gli avvocati.
          al posto della dialettica si sta facendo strada la querelettica.

          • Fabio Spada Fabio Spada risponde:

            Vero :-D
            Rettifico:

            a) non tornare più
            b) se capita, ma solo in presenza di pochi amici fidati, controllata l’assenza di bloggaroli o giornalisti di ogni fatta, effettuata la bonifica dell’area che certifichi l’inesistenza di microspie o microfoni ambientali, possibilmente in luogo aperto e molto rumoroso tipo villa Pamphili in orario di pic-nic domenicale, stabilita una terminologia convenzionale che possa essere decriptata solo dagli effettivi destinatari, se capita dicevo, parlarne così così (del ristorante).
            Evitare, da ultimo, leziosità linguistiche del tipo: “carrè di agnello di consistenza, temperatura e tenuta assimilabili alle slick di Massa sotto al diluvio in assenza di termocoperte”

        • Lea Lea risponde:

          ti rispondo qui ma faccio riferimento al commento successivo di Gumbo: è vero: i casi più clamorosi di pessimo servizio se non pessimo cibo li posso associare quasi tutti a locali stra-frequentati;

          anzi te ne cito uno, che fa riferimento a un piccolo (e purtroppo ottimo!),sempre stracolmo ristorantino di un paese della riviera ligure. Verso fine agosto mio marito ed io prenotiamo per cena, prenotazione d’obbligo perché il posto è minuscolo e sempre pieno. Ci presentiamo all’ora prestabilita, veniamo accompagnati nell’unica sala, in quel momento ancora deserta.
          Faceva molto caldo, la sala era piccolissima (6 tavoli in tutto) e non girava un filo d’aria. Ci viene mostrato un tavolo lontano dalla finestra. Facendo presente di essere incinta di sei mesi, chiedo subito cortesemente al cameriere (uno dei gestori del locale) se possiamo sederci all’unico tavolo di fianco alla finestra. Risposta: “purtroppo me l’hanno specificamente prenotato, non posso”. Ok, no problem, più che giusto, ci sediamo al nostro tavolo.
          Tempo tre minuti. Entra una coppia di signori che -non accompagnati da nessuno- si guarda in giro, si siede (ovviamente!) al tavolo di fianco alla finestra dicendo “mettiamoci qui che tanto non c’è nessuno”.
          Nel frattempo arriva il cameriere (lo stesso di prima),e gli chiedono “ci siamo seduti qui, va bene?”, e lui esitando un po’..ma nemmeno tanto: “ah…sì sì certo nessun problema, me l’avevano prenotato ma tanto arrivano sul tardi”. Con la sala così piccola e deserta, inutile dire che il commento si è sentito molto bene.
          Ora, nè io nè mio marito siamo dei piantagrane: abbiamo ordinato, mangiato, ci siamo tutto sommato goduti la serata (nonostante il caldo veramente feroce).

          Ecco io in quel ristorante non ci tornerò mai più, eppure quando ho raccontato l’episodio a parenti e amici del luogo, mi hanno risposto “ma sì, sarà stato un caso”, sminuendo la cosa. Sarà stato un caso, per l’amor di Dio, una gaffe capita a chiunque. Per chi lavora a contatto con il pubblico, però, a mio avviso “casi” di questo genere non si devono verificare. Ma visto che il parlarne male non ha sortito alcuna reazione, non credo che la mia defezione toglierà qualcosa alla coda di gente che continua a presentarsi lì ogni sera…e alla fine dei conti chi si sente un po’ scema, sono io.

          • Corrado Corrado risponde:

            Io me ne sarei anche andato.Comunque brava.

          • Maurizio Camagna Maurizio Camagna risponde:

            Come sono d’accordo!! L’annosa questione della scelta del tavolo resta per me un mistero insondabile. Per motivi ignoti i primi che arrivano (e io sono praticamente sempre il primo) hanno alla fine il posto peggiore o quasi, come se i ristoranti dovessero tenersi libero chissà quale tavolo per chissà quale prezioso commensale dovesse arrivare poi. Ovviamente non è così ovunque, e io torno sempre più volentieri nei posti dove così non fanno, ma capita, capita. Brava Lea!

          • gioia gioia risponde:

            Certe volte puo capitare che per motivi di praticita durante il servizio non si da un tavolo,per poi spostarlo e accostarlo ad altro per fare un tavolo da sei o da piu comensali.Si come torna scomodo e non si possono spostare il clienti durante che mangiano,si rischia di non poter ospitare il prossimi clienti per mancanza di posto e sbagliata disposizione dell primi arivati.Certo che il cliente deve scegliere dove vuole sedersi,ma se si siede in centro della piccola sala,magari ad un tavolo da 4 invece che da 2,occupa il posto e spezza la sala cosi che rimane ingestible per accomodare il prossimi comensali.Dite voi che non si sa nemmeno se vengono,ma la speranza e ultima a morire.Con questo voglio dire che e bene mttersi da parte da chi gestisce la sala ,perchè lo sa lui per quale motivo non vuole essere datto un tavolo fino al momento che decide di darlo.In caso di Lea podarsi che sia successo un malinteso,ma come lo ha spiegato lei e lo stesso cameriere,allora ho e andato in pallone e non sapeva come gestire la situazione,o se e accorto piu tardi che il tavolo ea prenotato per orario diverso.Non e facle questo lavoro e si possono commetere tanti errori,ma chi non gli fà?

          • Maurizio Camagna risponde:

            Mah, Gioia, capisco le tue ragioni. Ma dato che m’intendo di geometria e teoria degli insiemi, nonché di localizzazioni spaziali, ti garantisco che mi riferisco a casi dove i tuoi “caveat” non si applicano. Nessuno qui pretende, mi pare, il tavolo da 4 essendo in 2, men che meno il tavolo in mezzo alla sala, che nei posti come si deve per me nemmeno dovrebbe esserci.
            Secondo me chi gestisce la sala a volte “non sa”.
            Il caso di Lea può essere spiegato come dici tu, ma nei posti dove mi piace ritornare non mi è mai capitata una cosa simile, in altri dove capita non torno.
            Già che ci siamo, il tavolo per 2 per me DEVE essere preparato con i posti ad angolo, non uno di fronte all’altro. Pensateci, e organizzate la sala in modo che sia così se già non lo fate.

          • gioia gioia risponde:

            hai ragione maurizio,ci vuole il buon senso.io al primi arrivati lascio sempre la scelta libera a sedersi dove piu gli piace da tavoli da due.nonostante che qualcuno vuole sedersi a tavolo da 4.dopo mi trovo un pò in difFicolta,ma preferisco accontentare il clienti.ho una coppia che voglano sedersi sempre ad angolo e gli metto sempre cosi.la tastiera non mi va per le maiuscole.

          • Molly Molly risponde:

            @Maurizio… se, come ne mio caso, i tavoli da due sono tondi, vale la stessa regola ell’apparecchiatura ad angolo? o è meglio uno di fronte all’altro? :)

    • gioia gioia risponde:

      Ci sono quelli che ci danno tanta sodisfazione,sempre gentili e contenti di venire nel tuo ristorante,che capiscono che non sempre puo essere tutto uguale alla volta precedente,che se gli dai di meno attenzione e perche c’e piu gente del altra volta e altro ancora ,ma cose sempre che di danno il stimolo di lavorare sereno.

  11. 11
    walter rossi walter rossi commenta:

    Molte critiche sono vere,
    pero abbiamo in italia questa arroganza o presunzione di saper tutto, e di insegnare a tutti come si mangia, come si fa, come si dice, come etc..
    Spesso da ristoratori perdiamo il punto di vista.
    Sappiamo tutto sulla cucina molecolare, e poi se ci interrogano dimostriamo che non sapevamo nulla!.
    Sappiamo tutto sulle tradizioni e poi diciamo, ma io lo sempre fatto cosi!
    Non accettiamo che il cliente spesso e’ li per mangiare,
    ci dimentichiamo che forse non e’ un frequentatore di ristoranti, quindi certe cose che a noi sembrano ovvie forse per uno che non frequenta ristoranti non lo e’.!
    Se qualcuno vuole una pasta al pomodoro (*anche se in menu non c’e) cosa ci costa a farla.?
    Se spesso le parole modaiole, o i cibi tipici (che non sono tenuti a conoscerli), cosa c’e di male, se sul menu non ci ha capito una mazza?
    Se uno vuole una pasta veloce, non credo non non si ha in casa una pasta fresca, cosa costa farla velocemente, si spiega che un risotto non e’ veloce ma uno gnocco si.
    Se da ragazzi mangiavamo la carbonara con la salsiccia a mezzanotte, e ci piaceva moltissimo. Perche al ristorante va fatta solo col guanciale, chi l’ha scritto dove e quando?
    Quando le cose sono fatte educatamente e rispettosamente perche prenderci gioco della non conoscenza del cliente.
    Ogni mestiere ha una suo orologia che non tutti possiamo conoscere.

    • luca p luca p risponde:

      Tutto vero. Ma credo che questo post voleva essere un ribaltamento della prospettiva. I ristoratori sono giudicati da tutti in tutti i momenti. Ci sono decine di guide, di blog, forum, riviste a tema e spesso le conversazioni tra amici vertono su sui ristoranti frequentati. I ristoratori sono abituati ad essere giudicati, è il nostro mestiere essere giudicati, tutti i nostri clienti, nel bene o nel male, parleranno di noi ed è giusto che sia così. Molti si prendono sul serio e non stanno al gioco e delle critiche ne fanno una malattia.
      Le cose che ha letto da tutti gli altri sono il nostro pane quotidiano e poche persone fino ad ora (grazie Dissapore) ci hanno chiesto di raccontare il bestiario dei clienti. Dal mio punto di vista era solo un modo per farsi 4 risate.

      • walter rossi walter rossi risponde:

        Sicuramente il tuo punto di vista è quello giusto.
        Tempo fa a Londra mangiavo, in un noto ristorante che ha durato poco.
        Mi ritrovai dopo la cena a parlare con il titolare e chef di quel ristornate italiano ( divenuto di classe, moderno, contina eccezionale, prodotti ricercati, brigata appassionata, attrezzature di ultima generazione, addirittura la stanza del freddo per la trasformazione della carne, il tutto nell’assoluta pignoleria di igiene pulizia e con un occhi particolare alle contaminazioni crociate di tutti i tipi)
        gli feci una domanda,
        - ma preferisci il tuo ristorante come è ora o come era prima ?( classica trattoria di poche pretese, servizio modesto, cucina classica alla bona ecc.)
        Lui mi rispose che era meglio prima, anche se ora professionalmente era cresciuto molto.
        Gli dissi : ma perchè?
        lui mi rispose : perchè prima se una signora mi diceva, ma il bagno fa schifo! io gli rispondevo ma signora è venuta qui per mangiare o per cagare? ora non lo posso piu fare.

        Io che vivo all’estero ogni volta che parlo con la gente cerco di capire cosa intendono loro per cucina italiana.

        Spesso si intende la trattoria di cui sopra citavo, magari con la toilette pulita e anche bella, ma principalmente con quel tipo di cucina e servizio, semplice e poco formale.

    • Martin Pescatore Martin Pescatore risponde:

      Quelli che vanno al ristorante e puzzano!!!!!!! LAVATEVI
      Quelli che accavallano le gambe e ti sporchi i pantaloni con le loro scarpe.
      Quelli che mangiano una tonnellata di pane e riempiono il menu` di briciole.
      Quelli che pensano che al ristorante i camerieri siano soubrettes e attori comici pensando di avere diritto col prezzo della cena anche uno spettacolo divertente , e non parlano con chi condividono la cena perche` sono persone noiose come loro e ti dicono che non si sono divertiti, mentre a tutti gli altri tavoli se la ridono come matti!!!!
      Quelli che per essere originali vanno al ristorante solo il sabato sera……la categoria media va al ristorante il sabato, i vip ci vanno nei giorni lavorativi

  12. 12
    alfredo alfredo commenta:

    Ci sarebbe da scrivere libri.

  13. 13
    Stefano Pertosa Stefano Pertosa commenta:

    E’ molto interessante questa lista di quelli che, avendo amici impegnati nella missione suicida della ristorazione molte le avevo già sentite.

    Sarebbe grandioso riuscire a mettere in coppia questo post sui “clienti” con un’altro sui “ristoratori e addetti ai tavoli” tipo:

    Quelli che “questo è il menù, ma abbiamo molte altre cose fuori -praticamente un altro menu’” e i prezzi li scopri quando arriva il conto.

    Quelli che il dito nel piatto non manca mai.

    Quelli che ti guardano strano perchè comunque vada, o sei un sommelier famosissimo o di vino non capisci una fava.

    Quelli che ti guardano strano perchè comunque vada, o sei un recensore famosissimo o di cibo non capisci una fava.

    Quelli che non mettono la lista dei prodotti surgelati.

    Quelli che ti portano la bottiglia già stappata.

    Quelli che se ordini piatti semplici, o della tradizione, o economici nel menù ti servono come avessi confuso il loro locale per la mensa caritas.

    Quelli che se chiedi la doggy-bag, il sacchetto per portar via il cibo rimasto, si schifano.

    Quelli che il porta condimenti è l’anticamera dell’inferno.

    Quelli che l’oliera è trasparente.

    Quelli che tu ordini dal menù: 1° ordine – non ce l’abbiamo, 2° ordine – non ce l’abbiamo, 3° ordine – non ce l’abbiamo, 4° ordine – vado a chiedere in cucina… non ce l’abbiamo.

    Quelli che, gli porti 20 persone, che mangiano e bevono a spron battuto. Gli chiedi uno sconto, e ti levano 2 euro sul totale.

    Potrei andare avanti ma per il momento mi fermo qui. E’ ovviamente più difficile essere ristoratori e addetti ai tavoli non c’e’ dubbio, altrimenti anche quello d’esser cliente sarebbe un lavoro.

  14. 14
    alfredo alfredo commenta:

    Il problema è l’educazione, sempre e comunque.
    Non si conoscono più le regole dello stare a tavola, a scuola non vengono insegnate, nelle famiglie dopo gli anni settanta è sparito quasi del tutto il rito della cena insieme sullo stesso tavolo.
    Ovviamente non è che sia grave, si può rimediare facilmente perchè l’Italia ha nel DNA la cultura del pranzo e della cena.
    Bisognerebbe iniziare dai film di largo consumo, dalle telenovele, dai telefilm per i ragazzi, portare degli esempi di gente che va nei ristoranti, pizzerie, ecc. ordina mangia e si comporta in modo civile. L’italiano subito si ricorderà di come vanno fatte queste cose.
    Noi dobbiamo in ogni caso quando andiamo al ristorante o in pizzeria con degli amici fare scuola.
    1.stile, 2.modestia, 3.convivialità. 4.conversazione. ecc.

  15. 15
    Lisa Lisa commenta:

    L’ultima in ordine di tempo: un cliente che si è dichiarato allergico ai paccheri (ha detto che gli procuravano seri disturbi)…voleva le penne rigate.

  16. 16
    nadiap nadiap commenta:

    Beh, stare in trincea pure ti incagnisce tanto..poi vai dentro e ti sfoghi con il resto della ciurma, quante volte ho sognato di venir fuori col lanciafiamme..come Ripley in Aliens (II)..:]

    • Chefclaude Chefclaude risponde:

      Non sono mai stato capace di gestire i rapporti con il cliente: quando qualcuno mi chiama al tavolo, parto sempre carico di buoni propositi e di dialettica e sorrisi. Ma dopo minuti di conversazione spesso qualcuno se ne esce chiedendomi “..ma allora mi spiega perchè ha messo il pepe nella crema inglese??” e allora lì mi sento il lanciafiamme che mi ha consumato già tutto dentro, e riparto con una scusa qualsiasi, completamente vuoto come un guscio secco. E ce ne vuole, di fiamma.

      • nadiap nadiap risponde:

        Mazz’ e panell’ fann e client bell..con i miei ha (quasi) sempre funzionato. Insomma (molti) sono come bambini quindi autorita’ alternata a sprazzi di dolcezza funziona sempre, a volte troppe spiegazioni sono controproducenti (quando si sta dalla parte del giusto ovviamente). Poi se si comportano bene scatta a fine serata il cioccolattino, cru ovviamente..Di fronte alla maleducazione invece non riesco proprio a scendere a compromessi, ne ho fatte di litigate con con clienti scostumati..eh quante ne ho fatte!!

  17. 17
    luca luca commenta:

    e..le Signore ke si puliscono le scarpe con il tovagliolo (di stoffa) in Kifissia Atene,e ti kiedono come mai nel risotto alla milanese nn ci sono il pomodoro, e le verdure,e come mai, visto ke sto’ sempre in italia nelle linguine al salmone nn c’e’ un trancio di salmone adagiato sopra il piatto,e ….Basta mollo tutto!

    • Maurizio Camagna risponde:

      Quelli che scrivono che “ke”, chidono “kiedono”, non “nn”, sto con l’accento (o era un apostrofo?), i puntini di sospensione attaccati alla parola che segue e non a quella che li precede, che mettono la virgola prima di “e”… Che succede? Si è rotta l’”h” o hai meno di 15 anni?

  18. 18
    angelmclove angelmclove commenta:

    i peggiori sono quelli che si fanno servire come capi di stato, mostrando una smisurata proterbia e alla fine non lasciano un euro di mancia.

    • Maurizio Camagna risponde:

      A proposito di mance… Domanda domandina. Ma se uno è un cliente abituale, la mancia la si deve lasciare o no? Insomma, è una faccenda complessa. Il mio parere è che no, non sia il caso. Qui ci torno sempre, è ovvio che mi piaccia e che consideri corretto l’importo che pago nonché buono il servizio, ma se ogni volta devo lasciare la mancia la faccenda ovviamente si complica. Secondo voi?

      • gioia gioia risponde:

        La mancia non e obbligatoria,si lascia di cuore se uno e stato bene.Nel caso di cliente abituale,anche il padrone di certo gli farà un pò di sconto.Dipende se il locale e a gestione famigliare,in questo caso si puo non lasciare la mancia,ma se ci sono dei camerieri dipendenti al servizio,credo che una piccola mancia da 2 a 5 euro,farebbe piu che piacere.Poi uno può amche non lasciarla sempre,ma solo ogni tanto.Non lo so dipende anche se si fà un pranzo completo,o si ordina solo un spuntino.Per questo ultimo c’e il rischio che la mancia si avvicina allo prezzo del scontrino e forse e meglio non lasciarla.Io la lascio sempre e cosi non mi sbaglio,certo solo nei posti dove sono stata servita con attenzione e cortesia.

    • cristiano cristiano risponde:

      E oltre a fare i capi di stato e poi:
      ordinano un menù fisso e pretendono di dividerlo in 3;
      guardano schifati il piatto di tagliolini all’astice perchè non trovano un chilo di pasta e un’intera colonia di astici;
      ordinano un tomino alla pistra con verdure perchè sono rigorosamente a dieta e poi ti mangiano 2 chili di pane e una scatola di grissini;
      ti fanno togliere la schiuma dalla birra perchè loro pagano per il bicchiere pieno;
      ti lasciano i bagni in condizioni che farebbero schifo a un maiale;
      scrivono gli appunti sul tovagliolo e poi se lo infilano in tasca……tanto cosa vuoi che sia

      Però, senza voler fare l’esterofilo a tutti i costi, chiedo a tutti: perchè con gli stranieri (a parte qualche rarissimo caso) non succede nulla di tutto questo?

      Un saluto a tutti

  19. 19
    Stefano Fagioli Stefano Fagioli commenta:

    fantastico thread ! (si dice così o sbaglio?)
    mi ha cambiato umore (in meglio!)ciao
    Stefano

  20. 20

    [...] Ogni tanto vado a dare un’occhiata a Dissapore.com. Oltre a una serie di notizie curiose sul mondo della ristorazione, delle ricette, del vino e della pappa in generale, si sta allungando a dismisura la coda dei commenti al post di metà ottobre di Massimo Bernardi che lanciava il tema dei maleducati al ristorante. Raccolgono la provocazione decine e decine di ristoratori scatenati. Io vi ho dato conto di un po’ di commenti, voi potete andarvi a vedere gli altri qui. [...]

  21. 21

    [...] vostra insalata. 2 – Quando gli abbiamo chiesto quali fossero i loro peggiori clienti i ristoratori si sono sfogati. Ma stavolta abbiamo chiesto ai clienti quali sono le peggiori tendenze degli ultimi 10 anni. [...]

  22. 22
    Jean-Michel Jean-Michel commenta:

    Io sono stato ristoratore per 10 anni in quel di Firenze, e cliente di ristoranti di ogni livello per circa 50. Come cliente sono molto rispettoso e gentile ma esigente il giusto. Per esempio odio essere abbandonato a me stesso dai camerieri che mi girano le spalle o corrono inacchiappabili per il locale evitando accuratamente d’incrociare il mio sguardo, mentre la mia pasta raffredda in attesa vana del parmigiano. Odio sentirmi dire che due delle tre cose che desidero sono finite o semplicemente assenti, ad inizio o anche a metà servizio. Odio leggere sul menù descrizioni boriose e modaiole per cose che alla fine si rivelano pasta con pomodoro e basilico o spezzatino con carciofi che manco la nonna…Odio il patron invadente che ti attacca bottone mentre mangi e non ti molla più. Odio la cameriera che mastica gomma americana mentre serve e spara un sorriso alla settimana al cliente amico suo e basta. Odio il cuoco che urla gli ordini in cucina e litiga con l’aiuto mentre vorresti mangiare in pace. Odio il sommelier che è convinto che di vini s’intende solo lui al mondo e ti pianta lì quando si accorge che ne sai quanto lui, per farti ordinare il vino dal cameriere. Odio il cuoco che ti racconta con enfasi un piatto che potresti farti a casa in dieci minuti come se fosse una cosa irrepetibile se non hai “gli ingredienti giusti”. Odio sentirmi dire cose poetiche ed incontornabili sulla famosa attesa del risotto fatto ad arte, per poi vedere arrivare il medesimo dopo esattamente cinque minuti…Odio le “rivisitazioni”, le “interpretazioni”, le “nuove tendenze” non ancora collaudate ma carissime, e infine odio alzarmi da tavola con la sensazione che manca la professionalità in un posto dove ho speso i miei soldi, soprattutto se la sensazione è quella di avere avuto a che fare col solito ristorantino chic di proprietà dell’architetto di grido che una sera con gli amici ha detto: “dai, apriamo un ristorante, tutto sommato non è così difficile!”.

  23. 23
    stupido è chi lo stupido fa stupido è chi lo stupido fa commenta:

    raccontateci quali sono stati i peggiori clienti del vostro ristorante

    «se si hanno dei figli mongoli è meglio restarsene a casa»

    Infastidito dal gioco di una bimba down seduta nel tavolo vicino, il cliente di un pizzeria di Treviso ha apostrofato così i suoi genitori. Per non turbare ulteriormente la bambina lì per lì il padre non ha reagito all’offesa, ma non volendo far passare sotto silenzio questo atto di inciviltà ha scritto una lettera al quotidiano La Tribuna di Treviso

    «Erano le 19, ora da bimbi appunto: avevamo mangiato una buona pizza finendo quando stava arrivando un po’ di clientela. Nell’attesa del caffè per noi grandi, le bambine, con la simpatica ragazza del locale, ridevano ad un piccolo gioco di magia che si fa con dei pezzettini di carta alle dita. Uno di questi è purtroppo volato sul tavolo dietro dove stava cenando un gruppo familiare, cadendo vicino al piatto di uno dei commensali…»

    «Cose del genere non devono succedere – dice il titolare della pizzeria -; se avessi assistito alla scena avrei allontanato quel cliente arrogante e cattivo. Di clienti così facciamo volentieri a meno».
    (da corrieredelveneto.it)

  24. 24
    non sempre è tutta colpa dei clienti, però non sempre è tutta colpa dei clienti, però commenta:

    00026031.gif
    il ristorante si fa coi clienti, e non son sempre rose e fiori…

    noi abbiamo un tavolo, il n. 8,
    che non passa settimana senza che succeda qualche patatrac. Veramente, non dico stupidaggini: ogni settimana a ’sto tavolo da coppiette succede che la coppietta litiga e la pulzella scappa addirittura fuori dal ristorante! Oggi l’ultima: lei vuole la scaloppa di foie gras, lui non la ordina e ordina invece collo d’oca farcito per entrambi. Lei non lo mangia piccata, lui le dice qualcosa, lei scoppia a piangere e scappa fuori dal ristorante. Che dite, elimino il n. 8 come la fila 13 sugli aerei?
    (dal forum de ilmangione)

  25. 25
    michele michele commenta:

    …vi è mai capitato che qualcuno si siede, ordina l’acqua, guarda il menù e poi si alza e se ne va facendoti capire che i prezzio sono alti? ma non hai visto il menù fuori in bacheca?
    è pure trdotto in inglese!!!
    …oppure che qualche principessa mentre gli porti il piatto che magari non è perfettamente rotondo dice agli altri seduti con lei “quanto non sopporto questi piatti quadrati…proprio li odio”, ma perchè non pensi amangiare quello che c’è dentro, daccordo, i piatti quadrati non piacciono neanche a me, ma non c’è bisogno di mortificare chi te li porta…e poi dicono che non bisogna rispondere male…bene, io le ho gentilmente chiesto se potevo cambiargli il piatto! Ma và…

  26. 26
    Luisa Luisa commenta:

    quelli che ordinano un vino nel 1999, arrivi al tavolo con la bottiglia e ti dicono…ma è troppo vecchio me ne porta uno più giovane? scusa ma sulla carta c’era indicata l’annata…vabbe un sorriso e tutto passa.

    quelli che scusi il salmì è improponibile… ah ma solo perchè non è come quello di mia madre.

    quelli che prenotano per 20 e arrivano in 7 senza avvisare.

    quelli che prenotano, non arrivano, li chiami al telefono e dicono “ahhh mi sono dimenticato di venire”… oppure “mah forse ha fatto la prenotazione mio fratello” tuo fratello prenota per se e lascia il tuo numero?

    quelli che credono che il ristorante sia la succursale dell’asilo: giochi ovunque (una volta a un bambino regalarono una pista delle macchinine….lui ovviamente voleva che il padre la montasse immediatamente…e il genitore l’ha montata in mezzo alla sala) computer acceso per vedere i cartoni animati con volume altissimo, corse, danni alle tende, danni nei bagni, danni in giardino. ma i genitori dove sono?

    quelli che ascoltano le suonerie del cellulare al tavolo…oppure fanno vedere agli amici i video sempre girati con il cellulare.

    quelli che si baciano ogni cinque secondi e quando devi portare il piatto ti senti il terzo incomodo.

    quelli che scusi cameriera mi può portare una ciotola di insalata per il mio dinosauro…

    quelli che per chiamarti dicono “ehi tu”…

    quelli che quando aspettano gli amici si siedono sui tavoli vuoti accanto al loro.

    quelli che al telefono chiedono “siamo in due, quanto pago se mangio 1 antipasto, 1 primo e 1 secondo?”

    quelli che rubano le tende dai bagni (assurdo), rubano le bottiglie di grappa dalla vetrina dei distillati, rubano soprammobili.

    quelli che scusi ma avrei un problema: mi potrebbe cambiare il tavolo, li c’è una persona che non mi deve vedere qui…

    quelli che scusi ma non si vergogna a fare pagare un gelato 5 euro? io so quello c’è nel gelato e me lo faccio più buono a casa mia.

    quelli che pretendono di entrare in cucina quando sei nel bel mezzo del servizio, magari con i capelli sciolti…

    quelli che “signora mi fa lo sconto….tanto lei è ricca….non le servono i miei soldi…”

    quelli che “ma non mi piace nulla di quello che c’è…è tutta carne….” vieni in un ristorante di carne che cosa pensavi di trovare?

    quelli che “signora può farmi il sorbetto senza latte, non mangio latticini” quando prima hanno mangiato un piatto che sapevano contenere burro.

    quelli che sulla tovaglia appoggiano cellulare, chiavi dell’auto, occhiali, portafoglio…

    …credo che, come già detto, si possa davvero scrivere un libro perchè ne ho lette alcune divertentissime…

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