Fate jackpot al Superenalotto, che tipo di locale aprite?


Il jackpot del SuperenalottoCon 143, 9 milioni di euro, il jackpot del Superenalotto continua a essere il montepremi più ricco del momento. Non assegnato nemmeno ieri.

Con un po’ di fantasia, immaginate di avere centrato il 6 che manca dallo scorso gennaio, finalmente potete aprire il vostro ristorante (o caffè, o sushi bar, o catena di gelaterie, o birrificio, il rivale di Eataly). A quale tipo di attività collegata al cibo vi dedicate?

Una catena di pizzerie con lievito madre, farine biologiche macinate a pietra e birre artigianali in abbinamento, sul genere di Bir&Fud? Una serie di salumerie con cucina dove si pranza, si cena, e si comprano decine di formaggi, salumi e vini di produttori locali, come da Roscioli? Un susseguirsi di pasticcerie mecca delle sfogliatelle, che siano allo stesso tempo dei caffè letterari, modello Scaturchio?

O avete idee diverse?




35 commenti a “Fate jackpot al Superenalotto, che tipo di locale aprite?”

  1. francesco francesco commenta:

    dei 3, il tipo-Roscioli è quello che mi piace di più. ma credo che tutti quelli che amano la buona tavola abbiano nel cassetto il sogno di aprire un ristorante di vertice (tanto, il problema di fare i soldi è già risolto). personalmente, farei un’offerta che non si può rifiutare a un grande chef, magari non a uno che abbia già le 2, e tanto meno le 3, stelle, ma a un giovane emergente; uno di quelli su cui vale la pena puntare in un futuro non tanto lontano, tipo, che so, Luca Brasi, Francesco Sposito, Pietro D’Agostino … ce ne sarebbero tantissimi, c’è solo l’imbarazzo.

  2. gumbo chicken gumbo chicken commenta:

    Se l’attività deve mantenersi da sola…non aprirei mai un ristorante! :-) ))

    Se può essere un gioco, senza preoccuparsi di andare in rosso – che so tipo Neverland ma un po’ meno costosa da mantenere – allora sarebbe divertente.

    Di sicuro non vorrei un grande ristorante di quelli che fanno a gara per ottenere le stelle Michelin – anche se poi bisogna trovare un bravo cuoco che se ne freghi di scalare le classifiche.
    Tagliato su misura sui miei gusti, un mix dei locali che avrei sempre voluto trovare: per il cibo sarebbe fondamentalmente un neo-bistrot (come ce ne sono tanti in Francia) con un occhio alla tradizione. Più bar-fast food di qualità (non può mancare una buona selezione di birre artigianali eh sì) con wi-fi e silenzio per cazzeggiare o leggere comodamente seduti; dopo cena inq uest’area, concerti un po’ di tutti i generi – ma vietate basi e band-cloni di cover di gruppi famosi.

    Uhhm mi rendo conto che ci sono aspetti un po’ trendy ma chissenefrega.
    Zona urbana o fuori città sarebbe da valutare; così come lo stile del locale ci vorrebbero mesi di riflessione per decidere!

  3. bucanero bucanero commenta:

    Comprerei un vigneto, innanzitutto.
    Che so, In Sicilia per chardonnay e viogner, oppure in Toscana per l’ansonica (che mi piace molto) ed il ciliegiolo (che però mi piace meno), o ancora nel goriziano, per fare il verso a Gravner & Co…
    L’avvierei dopo un’altra attività, tipo agriturismo, semplice ma elegante, silenzioso, immerso nel verde insomma.
    Ah, compreso un bel maneggio per gli appassionati.
    La cucina? Classica con “brio”, affidandomi ad un consulente come Pierangelini, mettendo in risalto prodotti locali e stagionalità…
    Carino il sogno??

  4. Vignadelmar Vignadelmar commenta:

    Io con tutti quei soldi non farei assolutamente niente di lavorativo e/o remunerativo.
    Inizierei a spenderli con soave levità, iniziando a girare per tutte quelle centinaia di ottimi ristoranti in giro per il mondo che altrimenti non avrei mai la possibilità di provare…..se poi iniziassimo a parlare di vini che vorrei bere……
    :-)
    .
    Ciao

  5. Chefclaude Chefclaude commenta:

    Non un ristorante, ma piuttosto un progetto in grado di riqualificare una zona periferica di una grande città; con un ristorante di non più di cinquanta coperti, filiera cortissima (e con alle spalle un gran lavoro di ricerca per metterla insieme) e prezzi popolari, e un giardino con un chiostro, o un giardino segreto (tipo arabo) abbondante di piante aromatiche, con una piccola fontana e un grande orto, dove passeggiare o rilassarsi dopo il pranzo; un locale pasticceria-panificio, annesso al primo, perchè nulla sia lasciato al caso, o per il semplice piacere di sentire l’odore del pane; e la possibilità di creare dei corsi professionali, aperti a tutti, ma soprattutto a chi ha bisogno e desiderio di imparare un mestiere che dia dignità, che renda felici di ciò che si crea con la propria testa e le proprie mani.

  6. Franco Ziliani Franco Ziliani commenta:

    a parte il fatto che se vincessi quei soldi mi dedicherei a ben altro (avete presente un harem? Beh, una cosa del genere…) io penserei ad aprire un ristorante, in Sardegna, dove farei pagare 365 euro un bel piattone di spaghetti con l’aragosta. Tanto i turisti, italiani ed esteri, sono solo dei gonzi da spennare….
    Tanto Naomi, Flavio, Belen, la Ventura, quando gli si presenta un conto del genere (quando pagano) non battono ciglio…
    Come, mi dite che un locale del genere c’é già? Siete sicuri che non sia un’invenzione di quegli impiccioni dei giornalisti?

  7. Anonimo Anonimo commenta:

    Mi metteri in Società con Eataly….

    Avrei tutto dal grande ristorante alle birre antigianali, dlle grandi cantine ai piccoli caseifici artigianali… e FArei pure altri soldi imvestimento perfetto….

  8. roberto roberto commenta:

    ma siete tutti matti……?!?
    oh veramente c’è ancora qualcuno che crede che uno dei migliori investimenti da fare sia quello di aprire un ristorante……….
    io credo che se uno vince 140 mil di EURI, e finalmente può togliersi la voglia di aprire un “posticino” tutto suo…è bene che si faccia vedere da un dottore, ma di quelli BRAVI EH ???? mi raccomando….
    …la meglio di tutte per me?: amici pochi per volta, auto, autista, almeno beviamo quanto ci pare, e spesso a cena fuori…

  9. Chefclaude Chefclaude commenta:

    da qualsiasi parte si inizi un gioco, si finisce sempre a troie e champagne: c’è tanta gente incapace di sognare forte, forse è questa l’origine di altrettanta miseria intellettuale.
    L’idea mi sembrava divertente: ma l’apologia del presente chiude tutto e tutti in una gigantesca bara.
    E sopra ci si siede Papi e la sua cricca.

    • roberto roberto risponde:

      il titolo del blog mi pareva abbastanza chiaro….”Il jackpot del Superenalotto è vostro, che tipo di ristorante aprite?…
      non mischiamo le carte in tavola ….se poi uno intende fare un certo tipo di BENEFICENZA BEN VENGA…..ma quello mi auguro che davanti a certe cifre ci avesse già pensato di già….mi unisco ad alfredo…:Dai! Via la tristezza!
      :)

      • alfredo alfredo risponde:

        Bando alle ripicche, io aprirei un ristorante:
        1.dove si serve da mangiare tutto il giorno, così non bisogna aspettare:-) a noi ricchi non piace aspettare.
        2.La pizza e la polenta non devono mancare, ovviamente paiolo di rame con camino e forno a legna! e poi la Pasta e il Risotto!!!!
        2 bis: Affettatrice sempre carica e formaggi made in ITALY!! Li voglio tutti, sono ricco!!!
        3.Musica live, magari del jazz americano.
        4.Vino, qui è molto facile siamo ancora una volta in ITALIA ma senza sommelier e senza troppe storie, gran vino negli scaffali la gente si alza lo prende e se lo porta al tavolo e li se lo stappa da solo senza rompere le balle ai camerieri:-))))
        5.prezzi buoni, il locale lo voglio sempre pieno.
        6.la gente se non è contenta non entra! Via i musoni.
        Mi sa che vien fuori un bordello, pieno di gente felice di mangiare e bere quando vuole tutte le ore del giorno!
        7. ovviamente chi ci lavora avrà paga doppia!
        Bel sogno.

      • Chefclaude Chefclaude risponde:

        veramente tu neanche le mettevi in tavola, ’ste carte: te ne andavi coi soldi, il macchinone e il personale di servizio. E poi non parlavo di beneficenza, di carità pelosa, di Mariateresa a Calcutta. Avevo un’idea di lavoro e felicità unita al ristorante della mia immaginazione (era questo il tema, sbaglio?): ma ognuno sogna ad occhi aperti anche quello che è al momento.
        Chiaro che anch’io so godermela, ma per quello non mi metto ad aspettare il jackpot.

    • gumbo chicken gumbo chicken risponde:

      E’ normale che lo stile da italiano medio esca anche in questo post. Ma mica siamo tutti così! Ad esempio a me piace il tuo progetto. Se un giorno gioco, vinco e non ho voglia di iniziare il mio te lo finanzio! :-)

    • Enrico Marsili Enrico Marsili risponde:

      Concordo. Anche perche`(nel mio campo, ma non solo) il sogno e`l`anticamera della realta`. Ovviamente non parlo di sogni di emulazione, ma di proposte con un certo spessore.

  10. angelo angelo commenta:

    io, prima di tutto, farei il giro di tutti i grandi relais e chateaux , con annessi relais gourmand. Fatto cio’, e ci vorranno alcuni anni investirei quanto mi resta in un vitalizio da star tranquilli…aprendo a mia volta un relais da 30 posti letto con mega chef per chiudere in bellezza gli ultimi 20 anni che mi resterebbero da vivere in questa valle di lacrime. Dimenticavo: sosterrei progetti di sviluppo per far uscire da un destino di miseria quanti piu’ bambini nel sud del mondo.

  11. nicola a. nicola a. commenta:

    Comperare un borgo. Settimanalmente affittare i migliori chef del pianeta, la crem de la crem de la crem, i soldi ci sono. Proporre la loro cucina. Top del personale e attrezzature. Cantina all’altezza. Piccola pista di atterraggio e servizio elicottero e vai…….prenotazioni fino al 3000….. e si raddoppia la posta…sogna,sogna…:-)

  12. eggi eggi commenta:

    mi piacerebbe migliorare il servizio e la qualità degli alimenti per questi clienti. ma tanto non vincerò e loro continueranno felicemnete a mangiare sempre le solite cose, niente!
    http://www.youtube.com/watch?v=RNK5pcoeA3o

  13. 10 vini, 10 birre, 10 formaggi, 10 salumi … tutti di qualita’

    con jazz ogni tanto ma svaccato

  14. ROSCIOLI PIERLUIGI ROSCIOLI PIERLUIGI commenta:

    io piu’ che apri’ chiudo de corsa,me compro na superbaca e metto arcancilincuiletto(mr Arcanelo Dandini) affa’ er cuoco/mozzo/marinaio/pescatore co a majetta da lazio’

  15. Marco Lungo Marco Lungo commenta:

    Apro un McDonalds che serva solo hamburg di Manzo di Kobe.

  16. alfredo alfredo commenta:

    Dicono che sia uscito a MASSA CARRARA, speriamo che l’abbia fatto un tipo o tipa di tendenze ANARCHICHE!!!!!

  17. roberto roberto commenta:

    ho appena parlato con il 47enne di bagnone che ha vinto il 6 al superenalotto…..ha detto : oh mattiiiiiiiiiiiiiii ….:))))))))

  18. Rossella Rossella commenta:

    In ritardo…
    Io li aprirei tutti e tre.
    Nonostante la tentazione di aprire una serie di locali simili, diversificherei.
    Sempre che l’entusiasmo iniziale e le spese-capricci iniziali non fossero troppi.

    Una vita da nababbo, leggera e gaia, attira.
    Ma forse a far niente non resisterei tutta la vita.
    Forse anzichè aprire un locale, preferirei diventare uno scrittore viaggiante, di successo si intende :)

  19. dino de bellis dino de bellis commenta:

    io aprirei uno di quei locali dove ….” SE MAGNA TANTO E SE SPENNE POCO” quelli dove la gente fa a cazzotti per entrare e si fanno soldi a palate

  20. Denia Denia commenta:

    A me basterebbe prendere un camper-baracchino organizzato con panche e tavoli e tendone aperto e andrei in Australia a friggere gamberetti e fare torte (un fast-slow food) per chi vuole mangiare qualcosa di sfizioso a pausa pranzo. Così potrei andare all’avventura… ma con le spalle coperte!!!

  21. roby roby commenta:

    Io inizierei un percorso quanto mai interessante: aprirei un piccolo conot corrente aperto, cioè visibile da chiunque ed inviterei i cittadini del mondo il possibilità di poterlo fare (circa 4 miliardi sui circa sei) di incrementarlo di un controvalore di circa 10 USD al mese (una cifra che, se ci si pensa, equivale ad un caffeè in meno al giorn o, oppure un paio in meno di sigarette, oppure il non acquisto alle casse di un supermercato di generi che poi nemmeno si consumano e si gettano) per ottenere quanto segue:
    1) Dare una mano a chi ne ha veramente di bisogno, come i cittadini africani che potrebbero, in questo modo almeno ottenere acqua bevibile e l’acqua è il primo step di una vera vita, ma senza assolutamente passare dai politici o dai tanti dittatori, ma, quindi, con specialisti per nulla corruttibili (ripeto, anche i loro conti correnti non sarebbero per nulla segreti)
    2) Investire il rimanente 50% nella ricerca, perchè è un dono che noi abbiamo e non è per nulla finanziata: essa arriverebbe molto presto a debellare i tumori e la malattia del secolo che è la depressione, perché ogni giorno su media apprndiamo la quantità di sciagure che essa provoca, ma c’è un datom certo che la conferma. Una persona su quattro al mondo ne è affetta, ma moltissimi non se ne rendono conto, ecco il perchè di tantissimi strazi quotidiani.

    Roby


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