La città più buona d’Italia
A me non piacciono i ristoranti di Venezia. Ma se mi chiedete di scegliere tra Venezia e la piatta scena milanese, dove da dieci anni la situazione è colpevolmente immobile tranne poche eccezioni, sapete cosa vi dico? Che preferisco Milano. I caffè di Torino sono uno splendore (Mulassano, Neuv Caval’d Brôns, Caffè Torino). Firenze è la città del gelato, il problema è mangiare bene tra uno e l’altro. Roma è fantastica. Vanta le migliori enoteche del mondo. Anche le botteghe. La pizza no, è fuori discussione la supremazia di Napoli, per capirlo basta farsi un giro in via dei Tribunali. Mentre Palermo è un inno ai trigliceridi. Le pasticcerie sono pazzesche, prendi il pan d’arancio di Spinnato, per dire.
Decidersi è difficile, lo so. Ma cosa rispondete se vi chiedo qual è la città più buona d’Italia? E in un impeto di esterofilia, quale quella al mondo dove si mangia meglio? [Immagine: MattBites]








In italia Torino, quandi ci vado scopro sempre cose nuove…
Fuori Tokyo, mangi bene e di tutto, spendendo a volte delle cifre assurde altre meno che da noi…
Senigallia, of course.
in italia è dura fare una classifica, ogni città o regione ha le sue specialità. a me piace molto la cucina mediterranea, quindi mi trovo bene soprattutto nelle città di mare, anche se vado all’estero.
per quanto riguarda pasta e pizza credo che napoli sia una spanna sopra tutti.
per i dolci invece voto la sicilia.
anche la cucina pugliese, soprattutto nella zona del salento, l’ho trovata molto interessante. e poi c’è la romagna, che nella sua semplicità, secondo me propone una cucina sempre molto gustosa.
mi piace poco invece la cucina romana.
Per l’estero dico Spagna zona Basca, sono stato per ben 3 volte a S. Sebastian e parafrasando un detto abusato “ho mangiato cose che voi umani ecc.” nei pintxos e poi meglio ancora per quanto riguarda carne e merluzzo, si va nelle Sidrerie, avendo lavorato per parecchi anni dico Milano, girando si possono scoprire una varietà di trattorie e ristoranti senza pari.
d’accordo con Gianluca, ben difficile fare classifiche. dovendo scegliere, però, per gusti personali prenderei una città a caso dell’Emilia.
In Italia è davvero dura, ma a Catania mi sono trovato bene …. all’estero, ho un debole per Parigi.
Torino non è niente male. Però se fossi costretta a restare nei confini cittadni qualche dubbio ce l’avrei, perché molti locali che mi piacciono moltissimo sono vicini ma comunque fuori città.
Forse a questo punto farei un pensiero su Lione, che come città-solo-città ha due dei locali in assoluto più tarati sui miei gusti: “En mets, fais ce qu il te plaît” e “l’ourson qui boit”.
In proporzione Senigallia e Ceglie Messapica !
E’ una proporzione stelle/forchette per abitante?
In questo caso è interessante notare come le nazioni che hanno il miglior rapporto stelle michelin/abitanti sono il Lussemburgo e la Svizzera, tallonati a ruota dal Belgio e (ovviamente) dalla Francia…
Per quanto riguarda l’italia il rapporto stelle michelin/abitante piu’ alto lo troviamo a Soriso che vanta una stella ogni 200 abitanti… Senigallia si ferma a una stella ogni 11.100 abitanti.
tutto questo ovviamente perchè le classifiche e le statistiche sono sempre molto divertenti
Dire che Firenze è solo la città del gelato mi sembra un po’ riduttivo oltre che… beh forse un atteggiamento ottuso. Obiettivamente in tutti posti dove sono stata ho trovato ristoranti migliori e peggiori, e più che la città in sè ,alle volte sono solo alcune zone da evitare, vedesi ad esempio quelle turistiche, dove spesso la qualità dei cibi proposti lascia a desiderare. Tuttavia anche questo non sempre è vero dato che, proprio a Firenze, nel centro, ci sono ottimi ristoranti ed altrettanto ottime enoteche e se vogliamo perchè no anche ottimi “trippai” che puoi trovare negli angoli più tipici della città.
Sinceramente non saprei trovare una città preferita perchè alla fine in tutte c’è sempre qualcosa che piace di più o di meno, e questo dipende anche dai gusti personali. Ma stilare una classifica mi sembra assurdo.
Cetara
la colatura di alici, il tonno sottolio e in meno di cinquanta metri la genovese di tonno de Al Convento, l’Acquapazza(un pò fuori forma nelle ultime visite), il San Pietro.
L’unico borgo di pescatori rimasto in Costiera…
E le alici sotto sale?
Era sottinteso senza quelle la colatura da dove esce?
Per l’Italia, è veramente una scelta difficile: sarei tentato di dire Milano, Roma o Torino, ma mi manca sempre quel qualcosa…
.
Per l’estero, non ho dubbi: Parigi. E poi Tokio… ma mi piace anche la Lione di Gumbo
…bé poi, con due locali franco-giapponesi sintetizzi le altre tue scelte, cosa vuoi di più!
Si. …e poi c’è sempre le Léon de Lyon!
E poi ci sono anche le brasseries cardinali di Bocuse..
…di cui ho provato solo il Nord. Léon manca, e fra le antichità
manca anche il (rilanciato?) Mère Brazier – e poi ci sono un po’ di altre cosucce interessanti!
Anche io direi Torino, ma piu’ in generale langa/piemonte….
Mulassano? Neuv Caval’d Brôns? Caffè Torino? lol, ma ci sei mai stato a Torino?
Bé dai, non esageriamo; a me il caffé da Mulassano piace (ma gli altri due in effetti no!)
Il bello dell’Italia sta proprio nella varietà della sua cucina, quindi trovo riduttivo costringere ad una scelta tra città golose, penso ad una e me ne viene subito in mente un’altra, forse potrei scegliere il campanile (la toscana nel mio caso), ma altri e molti sono i luoghi che hanno lasciato traccia nella memoria del mio gusto!
Quindi perchè scegliere?
All’estero viva Parigi, ma anche Lione (che ho assaggiato poco, ma…molto buono!)
In prima battuta direi Parma, però mi sembra strano che nessuno l’abbia nominata. Forse non è chiaro / omogeneo il concetto del “si mangia meglio”, perché se andiamo nei rapporti stelle o valutazioni delle Guide in genere / numero di abitanti, non c’è classifica, è matematica e l’ordinamento si fa da solo.
Personalmente interpreto il post come “la città dove puoi entrare in un locale qualsiasi e trovarti mediamente meglio che altrove”, per questo dico Parma. Mai una delusione.
Marco da vera senese concordo con te….
Se mi dovessi trasferire da Siena sicuramente sceglierei Parma…con Corrieri, Il Tribunale,Antonia e Greppia….Campanini a Roncole Verdi…
Comunque anche Mantova sa regalare vere sorprese….provare per credere…
ecco ce l’avete tutti con Venezia.
e dire che se qui si eliminano i ristoranti pe rturisti (95%…) non si mangia per nulla male…
però è vero che in italia una città eccellente non c’è. troppo piattume (e fregature) intorno a poche eccellenze
Venezia golosa con i suoi bacheri,,,,,specialmente “LA VEDOVA”!!!!
bacari…
Vedova sopravvalutata!
Per turisti ormai.
La citta’ piu’ golosa al mondo? Una sola: Londra. Per il semplice fatto che si puo’ mangiare di tutto ed a qualsiasi ora: e con ottima qualita’.
In Italia? Torino, naturalmente. Con amo il Caval: ma la pasticceria li’ non e’ male. Preferisco Venier, naturalmente: e, perche’ no, il Lavazza. Dove tra l’altro fanno la miglior milanese d’Italia. Il Caffe’ Torino??? Luogo strano, molto strano…
Stesse preferenze di Lady Helen, chi dei due li ha provati epr primo?
La prossima settimana ho tempo di fare un paio di iscursioni in centro, quindi…
Bhe… Lady e’ albese, io molto piu’ torinocentrico per legami famigliari. Venier sta sulla piazza da decenni: dopo la chiusura di Falchero e’ diventata un punto di riferimento. Per la caffetteria oltre che per le paste golosissime. Ma come dimenticare Pfatisch, di via Sacchi, e la sua crema aurea? E la cioccolateria di Gerla? Purtroppo trovo Peyrano in calo… La panna di Testa? Bhe da quando c’e’ la nuova proprieta’ le cose non sono come anni fa! Comunque per panino burro e aggiuga, bicchiere di chardonnay delle Langhe, piccolo chantilly e caffettino l’indirizzo e’ uno solo: ma non lo svelo… vi dico solamente ch il proprietario si chiama Sergio!
Lo so che esistono da tempo; ma non sono i più famosi della città, quelli che conoscono tutti anche se non hanno mai messo piede a Torino. E’ già una scelta ragionata. Leggere due commenti in giro per il web che citano proprio gli stessi come preferiti…bé fa pensare che non sia una coincidenza!
Di quelli che citi, concordo su Pfatisch e Peyrano.
Però ho l’impressione che siate un po’ prevenuti verso i cambiamenti e alle novità.
Io non credo di essere in grado di riconoscere la panna di Testa dei precedenti proprietari o di quelli di adesso.
E ad esempio, io adoooro il gianduja di Gobino.
Poi – ho sentito – la sapienza cioccolatiera di Gerla più che ai nuovi proprietari del negozio sia stata passata al nipote Marco Vacchieri (che sta nella non entusiasmante Rivalta – ahi fuori dai confini non va bene per questo post!). Però anche questo è difficile poterlo dire oggettivamente…alla fine meglio provare e confrontare e vedere cosa piace di
più.
Uhmmm…Sergio? Io non conosco i nomi di nessuno! Proverò a pensare a quali luoghi potrebbero quadrare con la descrizione e lanciare i miei segugi!
))
La panna di Testa di allora era un’esperienza. Oggi e’ la panna slow. Due cose differenti. Il Sergio e’ un fighetto… Per cui… Precollina. Guerra storica assai… Irredentismo…
Le città sono di per se ostiche quanto a cibo: vedi Parigi, dove se vai in un pluristellato ti trovi molto peggio che in un analogo in provincia (almeno, per le mie due o tre esperienze; ma l’impessione viene confermata se allarghi il campo alla ristorazione meno o per nulla stellata).
Non sono così enstusiasta di nessuna città in quanto tale. Meno che mai di Roma, storicamente del tutto priva di una tradizione sui ristoranti e che mentre sta perdendo la forza delle trattorie, arranca nel crearsi una competenza su quelli.
Mentre non sono per nulla d’accordo su Venezia: non è affatto peggio di altre città – Roma, Milano Firenze – anzi offre un tessuto diversificato e divertente di proposte, dai bacari (non c’è solo la Vedova) al ristorante, seducente; per non parlare della gioia di fare un giro a Rialto, e vedere le belle materie prime che la città sa darsi. E’ vero che è possibile incappare in scortesie e sòle memorabili, ma con le giuste istruzioni per l’uso queste ultime si presentano con una frequenza di una ogni dieci anni (ne ho appena sperimentato una, ma ero salva da venti, per cui non posso che dire ‘colpa mia’).
Cocludendo, se devo preferire un luogo tra ciò che conosco, direi provincia francese, sia per qualità che per prezzi.
Baschi e i paesi baschi
In Italia, una città ed una regione: Siena e l’Emilia
Io dico Lecce e il Salento.
Pur essendo misconosciuta ai più, la cucina salentina, è secondo me inimitabile in Italia per varietà, attenzione alle tradizioni e fantasia.
Non parlo di haute cusine ma di una cucina del territorio semplice e gustosa apprezzabile anche per la diversità rispetto al resto del panorama italiano.
Con la crescita del turismo nella zona, purtroppo, sono nati numerosi “ristorantacci” ma, con un minimo di lungimiranza, è possibile trovare dei luoghi del gusto a dir poco eccezionali dove mangiare ottimamente senza spendere una fortuna.
Dopo aver provato il ristorante Ad Hoc (www.ristoranteadhoc.com)sicuramente la città più buona è Roma!Veramente eccezionali le rivisitazioni della cucina romana dello chef!
salentina? scherziamo
le cucine piu buone sono emiliano romagnola parte della toscana tutta l umbria parte delle marche e del lazio sotto roma raus