
Piero De Giosa: Ragazzi nessuno ha news sulle
fabio di rienzo: mi permetta....innanzitutto co
Riccardo I.: Chi non coglie l'ironia della
Dove posso portare il mio ex per riconquistarlo? Sto venendo a Roma per un breve periodo e vorrei portarlo a cena fuori. E’ un giornalista, detesta i ristoranti pretenziosi. Potresti trovarmi qualcosa di diverso, purché si mangi bene? Aiutami, per favore.
Questa è la mail di un’amica che vive a Los Angeles, arrivata poco fa alla casella di Dissapore. Ho subito pensato al Pagliaccio di Anthony Genovese, la cui cucina incorpora con successo influenze orientali. Poi mi sono posto il problema del budget, anche volendo riconquistare il proprio ex, spendere 100-120 € a persona può essere un problema. Mi è venuto in mente il Glass Hostaria di Cristina Bowerman, che la cucina panitaliana e il design ultra-moderno rendono diverso da tutti i ristoranti di Trastevere. Con 50-60 euro a testa dovrebbe cavarsela. Non sono consigli così originali, se ci fossi stato potrei includere il Julian Café del cuoco Fabio Spadaro, vicino a Piazza dei Coronari (quello che il petroliere Abramovich voleva regalare alla fidanzata), ma posso fare meglio se mi aiutate voi.
In un caso come questo, quali altri ristoranti romani consigliereste?
[Immagine: Flickr, utente Squidish]
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Ti posso consigliare l’Antica OSteria Incannucciata del bravo chef Dino De Bellis, si trova non esattamente in centro però ha un rapporto q/p molto interessante. Con 40 euro si cena alla grande.
Altrimenti all’Arcangelo, zona piazza Cavour, ambiente più formale ma con Arcangelo Dandini vai sicuramente alla grande.
Un bel cacio e pepe da Roscioli
mi hai anticipato al fotofinish!!! quando vado a roma e non ho voglia d’impegno li vado. pui spendere poco ed anche moltissimo, l’ambiente è snobbino ma anche no. se poi all’ometto piacciono i salumi ed i formaggi.. poca spesa molta resa( spero per lei dopo.. la resa..)
dimenticavo: non danno minestre riscaldate.. avendone già una di fronte ( seduto al tavolo con lei) è meglio non esagerare:-))
“La Gallina Bianca” a via Antonio Rosmini, non distante dalla stazione Termini.
Mangi bene, il locale è gradevole e non spendo molto.
il Glass di cui parlava il CAF?
Se ti va il crudo di pesce io sono stato parecchio bene alle Tamerici zona Fontana di Trevi http://www.letamerici.com/
chiedi del mio amico sommelier De Lellis
però permettimi, primo, assicurati che paghi lui…visto che ri-conquistare un ex è uno degli sport estremi che sconsiglio a tutte le mie amiche donne…
sta ragazza sta messa malissimo se pensa di riconquistare un ex col ristorante… e oltretutto a una che chiede posti non pretenziosi come si fa a consigliare il pagliaccio?
ah che dramma questo voler parlare di ristorazione con spunti così da novella2000….
beh, ma saranno cazzi suoi… e poi, scusi marzia, se sono spunti da novella 2000, ci illumini lei , con spunti almeno da Umberto Eco, che diamine
)
Che c’entra adesso Novella 2000.
Per come si mangia il Pagliaccio è la mia risposta istintiva ogni volta che l’argomento sono i ristoranti romani. Ma riconosco—come ho fatto nel post—che in questo caso può non essere adatto. E scrivo altri nomi. Non potresti farlo anche tu o parlare di ristorazione a questo livello non ti pare consono?
però la questione di parlare di un ristorante come luogo in cui avviene qualcosa mi pare fondamentale. Se in un ristorante uno non pensa di passare dei bei momenti, anche un pò magici, con qualcuno, il famoso 30 percento della votaziome Michelin come lo raggiungiamo? detto in altri termini, consigliereste un ristorante dove non può succedere nulla di bello a parte ciò che viene messo nei piatti?
ecco, quindi ben vengano gli spunti da novella 2000 sennò uno legge vuggi papero e altri siti e sta tranquillo…
Er grottino der traslocatore!!! Garbatella
Scommetto che vuggi’ non c’e’ stato
A parte che è stato divertente, nel thread iniziale, leggere praticamente le mie stesse scelte di impulso, Genovese su tutti, al momento per una situazione del genere il mio consiglio è L’Arcangelo. Quartiere Prati, Piazza Cavour, dopo cena anche due passi e si è su uno dei più bei scorci sul Tevere, Arcangelo Dandini e Signora credo siano tra i maestri a mettere a loro agio le persone, la spesa è più che onesta e il giornalista non troverà certo pretenziosità a cui attaccarsi, credo.
Se, poi, nonostante sia abbastanza noto che lì si stia bene, avrà qualcosa da ridire uguale, beh, allora forse è destino / è meglio che rimanga un ex, per cui è d’obbligo pensare subito ad (un) altro….
Marco Lungo
Nella mia lingua “non pretenzioso” esclude le pretese, appunto, che si avanzano anche nei locali medi. Per riconquistare ci vogliono risorse primarie, non esibizioni gourmand. Io andrei sul rustico sincero, come Felice o Perilli a Testaccio, Cucina Cantarini a piazza Sallustio, persino alla Gatta Mangiona, a Monteverde, o il Moschino alla Garbatella. E persino da Roscioli, sì, solo apparentemente fighetto.
Ma mai in un posto così gelido come Glass, no?
Mi pare strano, al limite del suicidio amoroso, che una donna che vive molto lontano da Roma, inviti un ex a cena, e speri di fare centro, con lui che non solo è romano, ma anche un po’ radical chic, tendenzialmente incontentabile.
Secondo me, visto che una cena sarebbe a rischio mutismo e occhiate in giro, sarebbe preferibile un qualche cibo da strada, un qualche cartoccio bello unto (i romani sapranno cosa e dove): così o si schifa e ha un buon pretesto per salutare, oppure sarà più facile rompere il ghiaccio, forse farsi una risata leccandosi le dita, magari alla luce di un lampione di un ponte sul Tevere. Per tornare a cena c’è tempo.
Te l’ho detto su Friendfeed: Trattoria Monti potrebbe andare.
Non conosco Roma. E’ quella città molto vecchia con quell’uomo tutto vestito di bianco che parla dal balcone, vero?
Comunque
E’ fondamentale che il locale sia “elegante”. Altrimenti la signora, giustamente restaurata per rinvigorire l’ormone, trapiamtata in una sincera trattoria casalinga, rischia di suscitare sguardi e commenti perplessi.
Nooo, è quella città vecchissima dove un uomo calvo grida frasi strane da un balcone…
scusate:gridava
fante, sto seriamente pensando che potrei almeno farti accendere il motore…
Bando alla confusione cittadina che mal si sposa con i propositi della nostra amica. Quindi senza alcun dubbio Osteria San Cesareo. Ambiente informale e vera cucina romana.
Di fronte alla trattoria c’è un parcheggio a pagamento abbastanza riservato, io sonderei subito dopo…mi raccomando le vigorsol perchè dopo l’agnello con il pecorino, aglio e mentuccia non vorrei che l’alito rovinasse tutto….
Non vale, non è a Roma!
ahahahahahahahahaha
massimo, i love your blog, your posters are hilarious.
Grazie per i consigli, ve ne giro altri arrivati su Facebook:
Il cuoco Andrea Alciati: Il Bric zona Campo dei fiori. Mangiato i migliori bucatini cacio e pepe di sempre. Ottima carta vini!
Federico De Cesare Viola del Gambero Rosso: Ceppo, Glass, Roscioli, Settembrini, Osteria del giuda…
Daniela Delogu: tra tutti quelli nominati Glass è quello più romantico e adatto allo scopo oltre ad avere un ottimo rapporto qualità prezzo.
Vittorio Rusinà, raffinato gastronomo: Ristorante L’Arcangelo, in via Gioacchino Belli 59, zona Prati.
Giuseppe Trisciuzzi, come sopra: “Che te ne sà”, in via della Bufalotta, “Arancia blu” ora in via Prenestina.
Damiano Maurizio Raschellà di Porthos: Augustarello è troppo?
Altri ancora provenienti da Friendfeed (dove rimetto piede solo dopo che la Guia notifica l’attestato di frequentazione del corso di buone maniere).
Carlo Brodo, che aveva già consigliato Trattoria Monti: Ma per esempio l’Enoteca Ferrara?
Simone Braguglia: se il ganzo volesse roba più semplice filerei dritto da Domenico a via Satrico (certo, forse a pensarci si parla con un po’ più di casino ma insomma)
oh tutti ‘sti nomi se scrivevamo “diteci un posto caruccio a roma” non li tirava fuori nessuno e invece hai visto basta trovare una buona causa…
certo di tratt o rist ognuno ha i suoi. ma, cosa da non sottovalutare – prezzo non il costo della cena, ma l’umore dell’intera serata- è come e quanto è comodo raggiungerli. da dove parte lei, da dove lui? dove si possono facilmente incontrare? per il centro-centro ho pareri discordi, non mi espongo. per trastevere, esquilino, testaccio, ‘promuovo’ (?) per atmosfera il ‘Boom’ a via de’ Vascellari; carino -ma prenotare non sai quanto prima- sicuramente ‘Trattoria monti’ all’Esquilino (lì vicino non è da sottovalutare anche il fritto-pizza-griglia di Termini, bellissima la cappa d’epoca gigante in marmo rosso, e anche il resto gradevole). a testaccio, in primavera e mangiando fuori, c’è ‘la Torretta’ in via Torricelli: polpettine di chianina e alici ‘arrecanate’ possono bastare a fare la serata
al momento vince Roscioli. Bernardi dica alla sua amica che il fratello panettiere( via dei CHIAVARI, al nord sarebbe di ottimo auspicio….) che mi sembra persona gentile e disponibile potrebbe appositamenre prepararle un pane a forma di cuore, cupido ed ammennicoli vari). certo il nome della sua via suggerirebbe altre forme…, ma qui in questo post è meglio restare sul romantico…………………………………..
dimenticavo un’ altra cosa positiva di Roscioli: il papero giallo passa da li’ praticamente ogni sera, abitando ad un tiro di schioppo. e quindi la donzella, se scoprisse velocemente che il suo GIORNALISTA non fosse disponibile potrebbe scambiarlo con altro GIORNALISTA , forse piu’ stagionato ma almeno sicuramente capace di portarla ,Lui, in luoghi adeguati:-))
Mmm, mi sa che finirebbe alla Aznavour: ed io tra di voi…con la ragazza muta tra il giornalista-ex e l’ex-giornalista che discutono affabilmente della attuale direzione del Manifesto.
@scarpato: definire il papero ex giornalista mi sembra una stronzata bella e buona. e poi meglio parlare di quotidiani semmai schiavi di un’idea che di altri, schiavi di un solo padrone. le SCARPATE se le meriterebbe in faccia ed anche lato B., scarpato.
Seguo e conosco Bonilli da molto, molto tempo: credo che non gli manchi una visione giocosa e ironica delle cose. Egli stesso si presentò al casting di Dissapore come giovane freelance, così come spesso sul Papero si è detto ex di tutto, e così via. Forse, non so, a Bonilli piacciono anche i palindromi, e questo nel caso non lo avesse colto, era uno dei giochi nella “vignetta” sui tre da Roscioli, così come il giornale poteva essere qualunque altro giornale di sinistra.
E’ sconsolatamente e fortunatamente ovvio che Bonilli è un giornalista, anzi di più, Bonilli è Bonilli.
Così come lei , db9 o come cazzo si chiama, è desolatamente un perfetto ignorante.
spiego: se fossi Bonilli e mi avessero chiamato EX-giornalista mi sarebbero girate le palle. i nervi sono scoperti( e ci mancherebbe altro), come credo si evinca dal fatto che lo stesso , ogni spesso, cita la causa contro la nuova proprietà del G.R.; e quindi se fossi o mi ritenessi come lei si ritiene un estimatore di Bonilli mi asterrei dal girare il coltello nella piaga. con in sovrappiu’ l’aver usato il mio intervento per il suo stupido palindromo( ho letto cose scritte da lei molto piu’ interessanti di queste banalità.). io già cammino di mio sul filo delle cancellazioni. mi ci lasci camminare da solo, almeno!! una cosa mi ha insegnato questo post: caro Giancarlo, fatti i cazzi tuoi. questo è un Paese dove non ti puoi permettere di farti venire i mal di pancia neanche in nome tuo, figurati in nome di altri. firmato giancarlo maffi,tanto per essere chiaro,dotto Scarpato.
E’ evidente che Fabrizio stava scherzando.
Se avesse scritto “ex direttore” il gioco con “giornalista ex” letto al contrario non veniva.
Come il cacio con le pere, i fagioli con le cotiche, come la faccia oscura della luna: con una sola persona mi ero un po’ preso qui sulla rete, una sola persona mi disturba pur non essendo quasi mai banale (chi è perfetto?), quella persona è Giancarlo Maffi. Era ovvio che se mi dovevo urtare con qualcuno su Dissapore questi non poteva essere che lui, anche se sotto le mentite spoglie di db9.
La qual cosa mi solleva.
Perchè in sostanza Maffi-db9 è un acuto “sborone”, intellettuale sul PaperoGiallo, tendente al viveur qui, new entry su Dissapore: non ci si può credere, ma a parte i modi, mi trovo spesso d’accordo con lui, e sembra anche viceversa.
Caro Giancarlo, questa volta hai però esagerato col mio nome: da ragazzo mi chiamavano Scarpa, Scarpone, Scarpata, Scarpantibus, ma mai nessuno ha usato il mio nome con toni volgari e violenti come quelli da te usati stamane. “Scarpate in faccia” non mi fa divertire. Ti apparirò dotto, saccente, anche rincoglionito perché no (in fondo è la stessa cosa), ma credo che ci siano dei limiti da rispettare.
Comunque avendo usato indebitamente il tuo nome ridefinendo PaperoGiallo, PaperoMaffi, dato il tuo imperversare, diciamo, se vuoi, che siamo uno a uno. Palla al centro e nemici a pelle come prima.
P.s. L’ho davvero pensato se poteva essere offensivo per Bonilli: primo non credo che Bonilli si preoccupi di quel che dico, secondo quando mi rivolgo a lui lo chiamo Direttore, terzo ho pensato che la scenetta potesse divertire come una sorta di scambio di ruoli tra i tre personaggi, quarto, nell’eventualità, gli chiedo umilmente scusa.
Fabrizio complimenti! Il tuo intervento, che condivido in toto, denota intelligenza e grande buonsenso.
Lascia perdere db9, è una testa di cazzo, instabile e fuori luogo e prima di dirlo a te l’ho detto a lui.
Giancarlo Maffi invece è la persona più incredibile del mondo, di una generosità e di una bontà imbarazzanti.
Io non avevo bisogno di altre croci nella mia vita ma a 46 anni mi ci voleva anche questa….quando passi dalle parti mie caffè pagato anche se il tuo intervento è da “Don Alfonso”.
cazzo ma io pensavo di essere un privilegiato!!!!!!!!!!! adesso porti tutti da don alfonso!!!!!!!!!!!!!! se ci porti anche Farina ti tolgo il saluto, brutto svizzero cannibale……..
comunque cortese Cortese esagera con i complimenti: in un mondo ormai costituito da menefreghisti superegoisti, anche uno che ti offre una margherita puo’ sembrare piu’ di quello che è. la sufficienza diventa eccellenza a causa della scarsità altrui, purtroppo.
si, scarpato, mi sta bene l’uno a uno. paperomaffi era poco carina, forse soprattutto verso bonilli. pero’ ripeto, me ne guardero’ bene dal prendere difese altrui, peraltro non richieste e probabilmente neanche apprezzate. nemici per la pelle neanche tanto da parte mia ,in quanto apprezzo molto spesso quello che scrivi. ” sborone” la potrei sentire persino come offesa, ma tant’è , mi ripeto, è arduo dare un’immagine di sè che sia diversa da come scrivo. dei modi non me n’è mai fottuto di meno, è ipocrisia che non sopporto( non parlo di te). visto che il comune interesse è il cibo spero possa capitare di trovarci, prima o poi , in modo che io possa non tirarti scarpate e tu possa verificare che non sono uno sborone .. a Proposito hai visto il post di bonilli su marchesi. la non lo diro mai qui si: il surreale Maffi aveva azzeccato tutto, meno la lochescion dell’incontro. sborone si, ma informato. Amen
Poi basta.
Nemici “a pelle”, a istinto, a prima sensazione, non certo “per la pelle”.
Sborone sta per eccessivo, sopra le righe: dalle numerose grandi cene, all’elicottero. Sarà invidia, non cattiveria.
Ho letto, ho letto e aspettavo buone notizie: invece il Direttore non ti dà la benché minima soddisfazione circa una eventuale cena-pranzo-festa a Roma col Maestro. Ma tanto a te mica ti fa entrare
Comunque, averne amici come Maurizio Cortese. Ciao.
Approfitto della tregua per ricordare che nei commenti di un post rimanere il più possibile in argomento sarebbe cosa buona e giusta. Grazie
sborone per sborone tanto vale esserlo sul serio:-)) : invito a cena da Roscioli: Scarpato, Bernardi, la sua amica che a quel tempo avrà già lasciato perdere il suo ex giornalista e potrà scegliere fra uno di noi se vorrà, Crapapelata, Costa Brava ed ovviamente Cortese.( senza di lui mio difensore civico non vengo). Bonilli non serve invitarlo, tanto è sempre la’. limite di spesa 50 euro a persona, vini compresi. chiedo scusa agli altri ma ho finito i soldi. giugno. la serata la scelga Bernardi. Parlo sul serio.( se volete possiamo invitare Chanel pero’ dividiamo il suo costo)
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Sul New York Times del 19 Aprile 2010 c’è una bella recensione del Ristorante di papà. L’Asino d’Oro a Roma. Forse potrebbe essere la cosa giusta.
jacopo