
Von Clausewitz: In effetti è inutile discutere
Dopo aver visto ieri a Striscia la Notizia, Silvana Stazio, cuoca del ristorante La Locanda del Castellano di Aulla (MS) e in precedenza del ristorante Parodi di La Spezia, accusare le guide Gambero Rosso e Michelin, oltre al giornalista gastronomo Paolo Marchi (“l’essere più cattivo, sgradevole, rozzo che possa esistere”), credo sia utile farsi qualche domanda. Per le risposte, al solito, conto sul vostro aiuto.
1. Gli ispettori delle guide non pagano i conti dei ristoranti che recensiscono?
2. Se invitati a pagarli, minacciano ritorsioni sotto forma di giudizi negativi?
3. O invece sono i ristoratori che offrono per ingraziarsi il giudizio delle guide?
4. Striscia la Notizia sta infangando le guide esistenti per promuovere quella di casa (Mondadori) o lanciarne una nuova?
5. Le guide contribuiscono a migliorare il livello della cucina italiana?
6. O invece sono promozione gratuita per gli amici influenti degli ispettori e per i loro ristoranti?
7. Il sistema delle guide ha contribuito a rendere ricchi e famosi (consulenze in tutto il mondo) gli stessi ristoratori che ora lo attaccano dagli schermi di Striscia la Notizia?
8. La categoria dei ristoratori è poco unita, litigiosa, e i giudizi delle guide sono solo un altro pretesto per continuare a farsi la guerra?
9. Gli ispettori delle guide spesso non hanno la competenza per giudicare un ristorante?
10. Internet rappresenta un’opportunità per la trasparenza delle guide?
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Mmm, intanto un paio di considerazioni. Ho un amico che si è ritrovato ad assistere (ovviamente non spiego perché, anche se lui non c’entrava nulla) a servizi di riviste prestigiose (non guide) in ristoranti importanti. Mai visto nessuno pagare, in alcuni casi anche portando in maniera volgare amici/parenti in gran numero e mangiando a sbafo.
Caso Marchi. Essendoci dei testimoni (gli altri al tavolo), la questione mi sembra semplice. O le cose sono andate come dice Marchi e il ristoratore ha fatto una cosa illegale, o Marchi qualche scheletro nell’armadio ce l’ha. Se non querela neanche lui, inizio a pensare male…
Per le domande:
1) Possibile che qualcuno se ne approfitti (non credo i big, sarebbe idiota, ma qualche collaboratore magari sì), sta comunque al curatore assicurarsi che questo non succeda…
questo è sotto gli occhi di tutti…
2) Beh, se fanno la prima cosa la seconda è quasi scontata, altrimenti come farebbero a ottenere i pasti gratis?
3) Anche e soprattutto
4) Mi sembra che l’accanimento mediatico sia troppo forte per una cosa così di nicchia e con un mercato limitato. Ben altro discorso quando, anni fa, Striscia massacrava la Telecom mentre era sponsorizzato da un concorrente della telecom…
10) Non vedo francamente guide online con una redazione e con una voglia di fare critica vera. VG avrebbe i mezzi, ma stronca una volta su 100. Siti come Il mangione, essendo aperti ai contributi di tutti, sono utili ma certo non possiamo parlare di guida. Il forum del GR è forse la cosa più utile, ma anche qui come parlare di guida? C’è altro?
quello del sughero che si raccoglie nelle spiagge?
VG spesso non paga e prenota sottolineando chi sia, non in anonimo…..quindi per me “valutabile” come le altre guide…..
Io ritengo un’assoluta indecenza che la ristoratrice abbia fatto il nome di Giancarlo Perrotta, notaio e curatore storico della guida “Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso”, fra le persone più serie, corrette e generose che io abbia conosciuto nell’ambiente – e anche fuori.
Condivido in pieno, ho conosciuto Giancarlo Perrotta qualche anno fa ed ho potuto constatare di persona più volte che tipo di persona è (anzi, gli sono ancora debitore di una cena) e di lui ho sempre sentito parlare, da tanti ristoratori, come una persona di una correttezza esemplare.
Hai ragione Luca
vomitevole. Chiunque nell’ambiente sa di che galantuomo stiamo parlando.
Citandomi, quale autorevole fonte….
Mi permetto un ultimo intervento e poi non tornerò più sull’argomento, a meno dell’improbabilissima eventualità che IlMangione venga citato.
Quello di Striscia è squadrismo mediatico.
Ricci persiste nell’utilizzo violento e irresponsabile del mezzo televisivo a danno di un settore certo non popolato di santi, ma sicuramente innocuo e, unico forse in Italia, aperto ad ampi confronti. E invece Striscia prima da una bella leccata di culo ai potenti con servizietti scemi tipo giullarini di corte e poi sputa veleno denunciando ricatti, minacce, vendette da parte di giornalisti gastronomici.
Peccato che le smorfie indignate di Laudadio e gli altrettanto fastidiosi e bugiardi appelli di Ficarra e Picone, sponsorizzati dalla panna vegetale hoplà, stiano devastando senza dare le opportune repliche.
Ricci sembra uno di quei cagnolini tosati e infiocchettati che abbaiano minacciosi in braccio al padron-papi e cagano sui marcipiedi, simil a quella vergine cuccia delle grazie alunna che griderebbe aita aita se qualcuno col sacrilego piè lo lanciasse.
Ma ormai tutti sappiamo bene che in Italia il potere logora chi non ce l’ha.
Mi taccio.
> ultimo intervento, a meno dell’improbabilissima eventualità che IlMangione venga citato
Eh ma te la sei proprio presa a male, per il fatto che non ti/vi hanno considerati degni di pubblicazione/replica… sensibilone! Eppure se ci badi, potremmo supporre che farsi rispondere da quelli di Striscia non sia poi così difficile. In fondo, che ci vuole:
- basta scrivere una mail al loro indirizzo
- dichiararsi ristoratore, magari stellato Michelin (che è meglio)
- e velatamente aggiungere che, non so, Espresso e Gambero Rosso sarebbero da cancellare
Tutto qua, niente di difficile: allora vedi che,
Proprio oggi sono stato contattato da Striscia, visto che gli avevo scritto.
Mi hanno chiesto qual era il mio punto di vista sulla cucina molecolare, e sulle guide
…
vedi che togliersi i sassolini dalla scarpa, è facilissssimo; e magari, se son sassi lanciati bene, ci scappa pure l’intervista con Laudadio. Orticelli piccolissssimi, invero.
E se dicessi loro che SlowFood ha sequestrato il mio gattino cieco Snuky-Pù per costringermi a comprare il loro passato di verdure?
Vuoi vedere che i critici delle guide da amati e blanditi diventano improvvisamente odiati? che il nuovo mood sarà “io nelle guide meglio non esserci”?
Improvvisamente odiati…
ogni ristoratore ha i propri motivi, parrebbe, per zappare questo o quel critico. Mi ricordo ad esempio che, pure il mite Silvio Bessone insultò mica da ridere il buon oloap. Io querelerei, piuttosto come ridere; ma un amico moooolto più in gamba di me, suggerisce spesso così
lascia sempre correre, coi ristoratori; tutta brava gente ma, non uscendo (concettualmente) mai dai loro cucina-cantina-àndito, accusano ogni minimo sgarbo come se avessero tutto il mondo contro
…
ti fo un esempio, va là; e mettiti comodo, poiché non sarò sintetico.
Natale scorso, pranzavo in allegria in uno stellato qui delle mie parti. Pranzavo solo; buon indirizzo cucina affidabile, sempre pranzato e trattato più che bene: diciottenne azzimato ieri, o trentenne leggermente più scafato adesso, comunque sia sempre piacevolmente a mio agio.
Questa è ristorazione…
sennonché come dicevo, il pranzo del Natale scorso: il caso ha voluto che, quel giorno fosse compresente in sala una troupe giornalistica giapponese; vale a dire sorridente giornalista giapponese, coadiuvata da un serafico fotografo italiano, sistemati nella saletta di lato e logicamente accuditi, a tutto pasto, dallo chef-patron.
Logicamente, ripeto, e non discuto.
Però forse per tal motivo, ossia molta dell’attenzione in cucina concentrata sul nippo-italico duo, il piatto di Tortelli servitomi faceva rimpiangere quello dell’ultima trattoria della Bassa. Dell’ultima, eh! Tanto che poi ne ho ordinato un secondo piatto, di “verifica” …morale: credendo di fare il simpatico, da cliente abituale mi son permesso un minimo di confidenza col suddetto chef-patron, biasimando sorridente, e a mezzavoce, la suddetta porzione non gradita.
Non l’avessi mai fatto!
Risentito a mo’ di vipera per lo sfottò ricevuto, s’è dapprima chiuso in cucina per ricuocere, e riservirmi piccato, un mezzo tortello avanzatomi; indi senza più degnarmi di un mezzo sguardo, ha seguitato il suo andirivieni tra la cucina e la saletta di lato (il richiamo dell’Oriente). Prima volta in tanti anni, ché mi son sentito fuori luogo in detto ristorante.
lascia sempre correre, coi ristoratori; tutta brava gente, ma accusano ogni minimo sgarbo come se avessero il mondo contro…
Concludendo l’aneddoto, il ghiaccio s’è sciolto parzialmente solo a fine pasto, dinanzi al registratore di cassa. Parzialmente e solo dopo aver fermamente ribadito, il mio intento amichevole e la mia intenzione di divertirmi mangiando, non già di infastidire chi lavora a mio beneficio… mio e a quello dei nippo, sia chiaro: giornalista e fotografo cui il pasto è stato graziosamente offerto, e non discuto poiché ognuno in casa propria fa giustamente come crede, sottoscritto cliente che s’è visto addebitare – trattasi di svista certamente, giammai di svogliata ripicca – il costo di tre aperitivi, sommanti ventiquattro euro, in luogo del singolo calice gradito a inizio pasto, proposto correttamente in Carta per otto europei.
lascia sempre correre, coi ristoratori… anche perché talvolta, taluni di loro, concettualmente rinsaviscono
Massimo ti risponderò su una domanda di mia diretta competenza.
Sai quanto costa fare una quarantina di ristoranti nella sola Toscana all’anno? Tremila euro circa… Che poi vengono rimborsati eccetera…
Ora permettimi una domanda anche a me. Quanti ristoratori conosci coi soldi, la Porsche eccetera? E quanti critici?
tutte giuste le domande che fai, Massimo, ma la domanda delle domande é: a chi giova questo gioco al massacro, indiscriminato, ad alzo zero, di Striscia la notizia contro le guide gastronomiche? Per quale motivo il programma satirico di Ricci ha scatenato questa battaglia, un po’ qualunquista, un po’ populista, un po’ cialtrona, in particolare quando inquadra nel mirino una persona come Enzo Vizzari, dapprima contro i ristoranti che fanno “cucina molecolare” e poi contro il “sistema guide”? E aggiungo io, come mi sono chiesto altrove
http://vinoalvino.org/blog/2009/05/perche-il-%e2%80%9csavonarola-della-buona-tavola%e2%80%9d-sulla-querelle-striscia-cucina-molecolare-tace.html perché Raspelli, il “Savonarola della buona tavola” su questa querelle tace? Che ci sia lui – ipotesi meno stravagante di quel che potrebbe apparire – dietro un’eventuale nuova guida dei ristoranti, da far apparire già ora come virtuosa e salvifica, visto che Striscia sostiene che la più pulita di tutte le altre ha come minimo la rogna, che qualcuno, magari lo stesso potente gruppo editoriale di Striscia e di Melaverde, sta preparando?
L’ipotesi di Ziliani su Raspelli deus ex-machina mi trova sostanzialmente d’accordo, di concerto a quella della prossima nascita di un mensile/guida dedicato alla ristorazione.
Di carta? nel 2009?
*sviene*
Già. Sulla carta è più semplice mettere quelle pagine colorate che portano i soldi alle riviste. Non mi vorrai far credere che molti settimanali/mensili vivono con le vendite in edicola ?
*sogghigna, pensando al Caf*
nessun periodico o quotidiano vive con le copie vendute, tranne forse qualche pubblicazione a bassissima tiratura magari sostenuta da una solida base, di solito numericamente contenuta, di abbonamenti “ricorsivi”.
osservatori molto più furbi di me dicono che l’accoppiata crisi/internet ne sta mettendo in discussione la stessa architettura.
Io per me ti dico che ci sono tre cose che non comincerei a fare oggi: un periodico, una concessionaria d’auto, e l’altra invece non te la dico.
magari il Savonarola vuole riprovarci dopo il clamoroso successo del suo Buffet… http://vinoalvino.org/blog/2006/11/do_you_remember_buffet_il_fall.html
Scherzi a parte, non credo proprio che con l’aria che tira ci sia spazio per lanciare una nuova rivista riguardante la cucina e la ristorazione. Molte di quelle esistente stanno a galla per miracolo…
Non penso proprio a Raspelli. C’è però una fonte precisa conosciuta e di cui non posso farti il nome in sede pubblica perché non ho le prove, ma nell’ambiente si sa
Il Raspelli qualcosa ha detto, anzi secondo lui striscia dice cose che lui ripete da 20 anni. Venti anni eh, mica bruscolini.
http://tagliatellevaganti.splinder.com/post/20437467/Raspelli%3A+%22Striscia+dice+cose+
Il pezzo si conclude con l’intervistatrice (Antonella Durazzo) che scrive: “Un pezzo di pane casereccio, qualche fetta di salame campagnolo, un bicchiere di rosso schietto. Allontanata ogni ipotesi di ristorazione alternativa, anche stasera la cena è servita”
non dico che la signora stazio abbia il 100% di ragione ma è incredibile e inquietante che da tre forchette in rosso e la stella (guida michelin 2005)il ristorante sia passato nell’oblio generale. Mi sembra una mafietta!
La signora deve essere ancora piccata per cose così:
http://www.identitagolose.it/newsletter/79.php
Vedi la terza notizia.
Paolo se l’è presa per aver dovuto pagare un superconto senza che ci fosse traccia della minuta cartacea del menù.
l’aneddoto dell’ispettore che assaggia un primo da un altro tavolo mi sembra straordinario…
…e inventato naturalmente.
Faccio il ristoratore da tre anni e il cuoco da qualcuno in più. Nella mia esperienza posso dire un paio magari anche io. Nel mio ristorante hanno sempre pagato tutti, sono tornati e hanno ripagato ancora una volta. E ogni volta che tornano pagano. Non mi è mai successo che nessuno si sia presentato dicendomi io sono tal dei tali. Sarà perchè sono grosso e ho la faccia da cattivo? Credo invece che pur di farsi un ò di pubblicità c’è chi darebbe volentieri il didietro, ma non è una novità. Adesso però se mi dicono da chi comprare la pasta e il vino per la stella magari ci faccio un pensierino. : )
Confermo parola per parola scritta da Nicola Cavallaro.Di contro non sono grosso e non faccio paura,ma confermo che hanno pagato tutti.
Tutta questa bagarre scatenata da Striscia prima mi ha amareggiato, perche’ ha colpito professionisti del calibro di Bottura che meritano solo rispetto, poi mi ha inquietato ( perche’ lo fanno?), infine mi ha sorpreso, perche’ mi ha fatto domandare dove sia finito il buon senso : a chi puo’ giovare questo spargere fango? Gli inglesi direbbero: the shit hit the fan. Da ristoratrice posso solo parlare della mia esperienza, che e’ questa: da me hanno sempre pagato tutti, sia quelli in anonimo che quelli riconoscibili , questi ultimi con fattura.
Magari fosse sufficiente un pranzo per ingraziarsi le guide, visto che il ritorno che ti danno in termini di visibilita’ ed apporto di clienti e’ concreto. Se davvero si puo’ comprare una stella la smetteremmo di investire in operazioni pubblicitarie spesso costose e dal ritorno incerto e ci troveremmo in tanti di piu’ nel firmamento. Credo che la strada alla gloria gastronomica sia costellata di difficolta’, a volte di umiliazioni, sicuramente di fatica e anche disillusioni; per angusta ad augusta.
Chi dice che i grandi al vertice hanno pagato, soffre di invidia e magari mal digerisce il fatto che solo pochi e con gli attributi ce la fanno.
Torno a ribadire, magari bastasse ungere: si eliminerebbero un sacco di complicazioni.
La cosa piu’ irritante di questi servizi sono le finte risate in sottofondo…
Scrivo per la prima volta su questo sito, mi scuso in anticipo se sarò prolisso ma la visione dell’intervista alla Sig.ra mi ha fatto salire la pressione perchè riferisce comportamenti su di una persona sulla quale io posso testimoniare invece la più assoluta correttezza.
Sette anni addietro ho aperto la mia Osteria. Dopo pochi mesi ricevo per cena una prenotazione per 4 persone. Si siedono, scelgono dal menù cose fra di loro molto diverse. Da buon oste mi metto a parlare con loro e capisco di essere di fronte a persone competenti in materia di cucina. L’osteria comunque era piena, alla fine mi chiedono il conto, il signore che aveva prenotato si alza e viene a pagare con la carta di credito. Una volta pagato vede che la mia compagna stava consultando la Guida ai Ristoranti del Gambero Rosso per suggerire alla figlia della mia Cuoca dove andare a mangiare a Roma, chiede di consultarla un attimo e con mia grande sorpresa mi disse indicando il proprio nome scritto fra i curatori: “Io sono Perrotta, sono stato molto bene, grazie ed arrivederci”. Dopo pochi mesi fui inserito nella Guida del Gambero Rosso ed ebbi il primo Oscar Qualità/Prezzo. Con il Sig.Perrotta mi sono sentito pochi mesi dopo perchè durante la cena discutemmo su un ristorante marchigiano riscontrando di averne un giudizio differente. Evidentemente poco dopo lui andò a riprovarlo e mi telefonò per dirmi che su certi aspetti aveva trovato giusto ciò che io gli avevo detto quella sera. Da allora mai più sentito, mai più visto. Dunque per quanto mi riguarda al mondo delle Guide in generale ed al Sig.Perrotta in particolare non ho assolutamente niente da rimproverare; anzi devo solo ringraziarli mille e mille volte perchè in questi sette anni sono stati un grande volano pubblicitario.
Ciao
p.s. mi scuso ma per errore ho postato il medesimo commento in un altra sezione, sbagliata, di questo sito.
Non preoccuparti Vignadelmar, anzi, grazie a te e ai (pochi, purtroppo) ristoratori che rispondono a domande scomode. Apprezziamo.
Non riesco a comprendere perchè un pranzo offerto dovrebbe cambiare il metro di giudizio. Mi spiego meglio: se si va in incognito e il critico non è (ri)conosciuto potrebbe avere un senso domandarsi se è giusto o meno che si paghi il conto. Ma se ristoratore e critico si conoscono e entrambi stanno lavorando, l’uno con i fornelli l’altro con la penna, non vedo lo scandalo. E’ evidente che comportamenti eccessivi (pago e scrivo male – non paga e pretendo la luna – arrivano in 10) sono da condannare. Ma nei casi normali dovrebbe vigere il rispetto del lavoro altrui. A volte ho pensato che mi sembrerebbe corretto avvisare il ristoratore non per avere il trattamento di favore quanto per consentire a chi lavora di esprimersi al meglio considerato che c’è qualcuno che si propone di sottoporlo ad un esame….
Striscia fa il suo lavoro che è quello di gettare scompiglio nelle file nemiche e conduce un rimestio che fa leva sui punti deboli degli intervistatori: invidia, antagonismo, protagonismo, saccenteria ecc. Ma cosa ne sa la cuoca del Castellano di Aulla di cosa significa ragionare o scrivere una scheda, comporre una guida, stendere un articolo? Aveva voglia di levarsi un sassolino e lo ha fatto. Chissà se si comporta così con i fornitori di materie prime… Al tempo stesso chi scrive saprà anche cucinare (e scriverà chi sa cucinare), ma la passione è una cosa, la passione per il lavoro è un’altra
Bè…..da consumatrice quale sono, non mi pare troppo corretto che la critica venga fatta da una persona che si è presentata quale “testatore” del ristorante….per il semplice motivo che, e questo è evidente, non sarà trattato mai come qualsiasi altro comune cliente…..ma sicuramente con un occhio di riguardo!
Capisco benissimo il suo discorso sul rispetto reciproco del lavoro….ma le guide sono fatte per i consumatori! E anche noi dovremmo essere tutelati! Cosa me ne faccio di una recensione fatta “a tavolino”? Tanto vale che segua le pubblicità belle colorate e pagate……
Ho detto la mia sul blog (blog.gamberorosso.it/forchetta). E soprattutto ho risposto alle 10 domande!
Ho appena letto le risposte, e le considerazioni, di Marco Bolasco: le sottoscrivo integralmente e così mi risparmio la fatica di riscriverle parafrasandole.
il mio pensiero è rivolto non tanto ai pranzi scroccati, ben poca cosa ma… piuttosto ai consigli di utilizzare certi ingredienti, certi fornitori, arredare il ristorante con certi materiali etc etc…
Questi consigli NON sono gratuiti !
i signori che li danno, ricevono dai fornitori laute mance, leggasi PROVVIGIONI, ne più ne meno di qualsiasi agente di commercio.
scrivere commenti per una rivista NON porta abbastanza soldi !
quindi c’è sempre il furbetto che approfitta usando metodi spicci.
saluti
Sarà che non ho mai avuto una Stella Michelin, sarà che la mia è un’Osteria di provincia, sarà che sono fortunato, sarà che sono grande e grosso ed incuto timore
…….ma io consigli da qualche rappresentante di una Guida gastronomica su quale alimento, quale attrezzatura, quale vino, quale birra, utilizzare non li ho mai avuti.
L’ho detto prima in un altro blog, secondo me chi avanza simili sospetti DEVE fare nomi e cognomi, riferire fatti concreti, certi, riscontrabili. Altrimenti il rischio concreto ribadito più e più volte è che a farne le spese possa essere alla fine tutta la ristorazione, incluso anche chi denuncia fumosamente simili fatti.
In questo gioco al massacro ci stiamo perdendo tutti e non capisco come tali personaggi di questo mondo ancora non l’abbiano capito.
Ciao
Non rispondo, non saprei rispondere a tutte le domande; tuttavia, mi sembra di poterle riassumere in un’unica parola: fiducia, o anche rispetto, se vogliamo.
Perché Striscia fonda la sua inchiesta (?) sulla assoluta mancanza di fiducia che esiste non solo tra ristoratori e critici, tra lettori e guide, ma anche tra cuoco e cuoco, tra critici di guide diverse: insomma si fonda sulla sempre viva diffidenza degli italiani, anzi la alimenta, socialmente e politicamente.
La mancanza di fiducia e di rispetto determinano anarchia e arrivismo, cattiveria e megalomania: cosa sono gli intervistati se non rancorosi, cosa significa una prova di forza di una Guida che organizza una festa su una nave per 250 cuochi stellati? Acidità e indifferenza, confusione.
Ieri Quique Dacosta ha scritto della unità che regna in Spagna tra le varie componenti del mondo della ristorazione, tutti remano dalla stessa parte. Sempre ieri ci veniva riferito su queste pagine che Raffaele Alajmo aveva avanzato un progetto simile a quello spagnolo: ha avuto risposta negativa, tardiva e stanca da parte delle istituzioni e ha rinunciato.
Non c’è fiducia, quella sana, limpida fiducia per cui Vignadelmar può parlare di un altro locale o forse accetterebbe un consiglio su quali bicchieri usare, senza dietrologie, senza furbizie.
Viviamo in un mondo di furbi, come Ricci, che sono convinto, ridacchia divertito a un tavolo di Cracco.
No Ricci va da Aimo e Nadia
1. Gli ispettori delle guide non pagano i conti dei ristoranti che recensiscono?
- Sono su tutte le guide. Da me hanno sempre pagato. Nell’70% dei casi non si sono neanche presentati dopo e quindi non so neanche che faccia abbiano.
2. Se invitati a pagarli, minacciano ritorsioni sotto forma di giudizi negativi?
- A me non è mai capitato, non escludo che in piccolissima percentuale e per guide minori, ciò possa accadere
3. O invece sono i ristoratori che offrono per ingraziarsi il giudizio delle guide?
- E’ più probabile. Io non l’ho mai fatto ma non lo trovo così scandaloso, ognuno ha i propri comportamenti.
4. Striscia la Notizia sta infangando le guide esistenti per promuovere quella di casa (Mondadori) o lanciarne una nuova?
- Non credo. Se succedesse qualcosa del genere lo riterrei più un effetto collaterale dovuto al tentativo di qualcuno di crearsi una piccola nicchia di mercato sfruttando il clima creato da questa “inchiesta”, piuttosto che la causa scatenante dell’inchiesta stessa.
5. Le guide contribuiscono a migliorare il livello della cucina italiana?
- Penso di si, ma ritengo che non sia il loro compito nè che debba diventare il loro obiettivo. Loro fotografano la situazione e, seppur in misura ridottissima, influenzano gli orientamenti del pubblico. Una spinta verso il miglioramento può nascere dalla voglia di raggiungere determinati traguardi.
6. O invece sono promozione gratuita per gli amici influenti degli ispettori e per i loro ristoranti?
- I rapporti di amicizia nascono tra persone che hanno gli stessi interessi. E’ mai pensabile che Bonilli, Bolasco, Arrighi, Vizzari,… non conoscano di persona e/o siano “amici” dei cuochi e dei ristoratori. Da qui a dire che li agevolino c’è una bella differenza.
7. Il sistema delle guide ha contribuito a rendere ricchi e famosi (consulenze in tutto il mondo) gli stessi ristoratori che ora lo attaccano dagli schermi di Striscia la Notizia?
- per molti probabilmente si
8. La categoria dei ristoratori è poco unita, litigiosa, e i giudizi delle guide sono solo un altro pretesto per continuare a farsi la guerra?
- non esiste la categoria dei ristoratori, o quantomeno io non conosco le caratteristiche necessarie per farne parte. Avere un ristorante per me non è più sufficiente per definirsi tale.
9. Gli ispettori delle guide spesso non hanno la competenza per giudicare un ristorante?
- qualcuno sarà meglio qualcuno peggio. chi controlla i controllori? io no di certo, mi auguro che chi ha più competenza controlli i meno esperti fino a quando non sono in grado di camminare da soli.
Quello che contesto è l’idea che la competenza debba portare ad identica valutazione di un ristorante.
Fattori soggettivi ed oggettivi possono portare a giudizi diversi anche da persone che abbiano la stessa preparazione (mi viene da ridere all’idea di come misurarla) altrimenti che senso avrebbero le guide. Ne basterebbe una
10. Internet rappresenta un’opportunità per la trasparenza delle guide?
- penso di si.
Per concludere qualcuno viene trattato meglio e qualcuno un po’ peggio? Sicuramente ma non per dolo (spero).
Ci vogliono 3/4 anni mediamente perchè una guida si “accorga” dell’apertura di un nuovo ristorante, non è pensabile che se uno chef famoso apre una nuova attività aspetti lo stesso tempo. Non sarà bellissimo, soprattutto dal punto di vista di chi aspetta, ma trovo che sia naturale che avvenga.
Come è naturale che ognuno abbia i propri gusti, le proprie simpatie (umane e culinarie), i propri dubbi e le proprie certezze. Bisognerebbe rimetterle in gioco continuamente e lì forse sta la differenza tra un grande critico e uno un po’ meno grande.
1. Gli ispettori delle guide non pagano i conti dei ristoranti che recensiscono? Da me è successo solo una volta in vari decenni di attività. Mi venne chiesto “debbo qualcosa?” ed io dissi di no. Sbagliando, ma ero giovane….
2. Se invitati a pagarli, minacciano ritorsioni sotto forma di giudizi negativi? Mai successo
3. O invece sono i ristoratori che offrono per ingraziarsi il giudizio delle guide? può succedere
4. Striscia la Notizia sta infangando le guide esistenti per promuovere quella di casa (Mondadori) o lanciarne una nuova? se usano la lealtà usata con Bottura , mi sembrerebbe il minimo
5. Le guide contribuiscono a migliorare il livello della cucina italiana?si
6. O invece sono promozione gratuita per gli amici influenti degli ispettori e per i loro ristoranti?no
7. Il sistema delle guide ha contribuito a rendere ricchi e famosi (consulenze in tutto il mondo) gli stessi ristoratori che ora lo attaccano dagli schermi di Striscia la Notizia? non credo
8. La categoria dei ristoratori è poco unita, litigiosa, e i giudizi delle guide sono solo un altro pretesto per continuare a farsi la guerra? si vedono in altri campi concorrenze aziendali molto più cruente , comunque accade in alcuni casi
9. Gli ispettori delle guide spesso non hanno la competenza per giudicare un ristorante? noi che non facciamo “alta ristorazione” e stiamo nella seconda e terza fascia dei punteggi abbiamo sicuramente a che fare con i meno “esperti e capaci” è un pò come gli arbitri di calcio è inevitabile
10. Internet rappresenta un’opportunità per la trasparenza delle guide?forse si , non saprei completamente
Ripeto molto volentieri e senza inganno.Da tre anni faccio il ristoratore e da venti mi occupo di ristorazione.Ne ho viste veramente di cotte e di crude volendo usare un termine appropiato.Posso dare una testimonianza recentissima.Abbiamo ricevuto due visite nel giro di un mese da parte degli ispettori della guida Michelin .Il primo si è presentato dopo aver pagato il conto.Il secondo ha pagato il conto e non si è neanche presentato,era il Sig Fausto Arrighi,che ho riconosciuto pochi giorni fa grazie a delle foto pubblicate da Viaggiatore Gourmet.Incredibile,come certe persone o un organizzazione come quella di striscia possa architettare un operato che ha del fantascientifico,dove si accusano persone che lavorano con umilta e professionalita’
Ho visto oggi passando per it.discussioni.ristoranti che la signora Stazio era già nota come Milady!!!
))
Cari ho letto tutto , la penso come Alajmo, ci vorrebbe più unità, questa è la verità,più dialogo per chi sà come disegnare e stravolgere un territorio e donare possibilità e senso nella scrittura, oggi l’Italia ne è piena di cuochi che sappiamo fare questo…se sta succedendo questo è perchè qualcosa è andato storto…bisogna che ci mettiamo in discussione tutti , le dieci domande? ho visto poche volte Massimo Bernardi per capire… è una persona che rispetto e credo… le dieci domande, dato che la detenzione della verità si riassume nel numero biblico e non per piangerie mi sembrano minkiate .
Ognuno a casa sua fà ciò che vuole offre non offre si fà ricattare, ma da chi?? mi sono capitati finti ispettori io li ho riconosciuti , e chi non li riconosce?? e poi infanga un’intera guida??
poi come può una guida controllare tutti mica è il KGB o la CIA , difendo chi lavora onestamente, ovvio che se io CICCIO SULTANO dice che un’ispettore sta facendo il monello , il direttore se vuole pararsi deve capire se è vero o falso, ci vuole sempre tempo…
per finire siamo umani non soprannaturali….
ammesso che sia davvero il grande chef siciliano ,
cosa di cui non sono per nulla certo !!
ma qualcuno per l’editing no ?
almeno na rilettura sembra il vincitore del blog dell’altro articolo !
Ancora con ‘ste sòlfe?!
Se scorre a capopagina troverà scritto Fresh 3.0; fresh 3.0 e non, Ng 1.2! Ossia qui si cerca, io credo, di adoperare la Rete come mezzo di comunicazione e non più, o troppo spesso, come vezzo di mera compitazione. O competizione…
Se ad esempio
lei scrivesse acquila, caro il mio dizionario e grammatica italiana, a me non fregherebbe un tubo dell’errore di compitazione; prenderei invece per buono il significato che intendeva comunicare, aquila, e la discussione proseguirebbe così senza antipatici intoppi.
Usi di rimando la stessa cortesia, vorrei pertanto consigliarle; e vedrà che la memetica, se diffondere una corretta ortografia è quel che le preme, farà il suo debito corso. È infatti nell’autoimpulso di emulazione, che risiede la molla per migliorarsi; ergo non già si migliora, ricevendo sciocche correzioni da Quegli che spocchiosamente pone firma dizionario e grammatica italiana.
fine dell’OT
(e non si azzardi a rompermi le palle per il fatto di aver linkato Wikipedia, sa?)
Non siamo contro gli errori di ortografia, siamo contro la pochezza di argomentazioni e contenuti, per non dire della violenza, di certi figuri.
Per questo Ciccio Sultano, da noi intervistato la settimana scorsa, qui è, e lo sarà sempre, il benvenuto.
visto che di ristoratori se ne sono affacciati pochi, vi racconto pure la mia di esperienza con Burde. Fino a due anni fa (dal blog in poi insomma) praticamente non conoscevo nessun critico gastronomico ma la nostra Trattoria di famiglia con pochissime pretese di alta cucina ma solo normalissima cucina fiorentina era comuqnue presente su tutte le guide (pure con nostro grande stupore) e quindi sia Espresso, Gambero, BMW, Osterie con chiocciola, Gambero Rozzo, TCI, Bibenda,varie ricette su Mangiarozzo e varie altre segnalazioni internazionali.
Ovviamente abbiamo ricevuto diverse offerte di pubblicità del nostro locale su altre guide e riviste e di volta in volta le abbiamo accettate o rifiutate in base alla visibilità che volevamo avere. Ma in nessun caso dietro ad un rifiuto abbbiamo visto una penalizzazione o una promozione in caso di acquisto.
A parte alcuni volti e penne della guida Espresso (dove peraltro burde non ha una scheda ma solo segnalato al volo, grrr…) non ho idea di chi scriva le nostre spesso lusinghiere schede sulle altre guide, nonostante ormai tra gambero, bibenda e touring e pure slow food penso di conoscere molte penne. Quelli che conosco da me pagano sempre (e pure vari politici che vengono da me, se interessa) anche se spesso mi capita di assaggiare insieme al loro delle bottiglie di vino e ovviamente non le metto in conto!
Adesso staremo a vedere che succede con il nuovo locale Osteria Tornabuoni…e se faranno in tempo a recensirci per Ottobre!!!
Invece per quanto riguarda la mia piccolissima carriera di blogger recensore di ristoranti ogni volta ho pagato come riportato ad esempio per la Pineta, Bottura e Ora d’Aria a Firenze
Il Raspa ha diramato via sms la notizia che stasera sarà a Striscia. Vedremo.
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