
Von Clausewitz: In effetti è inutile discutere

Caro Dissapore, Ti scrivo perché ho bisogno di un consiglio. Frequento da qualche tempo una ragazza con la quale condivido la passione per i ristoranti. Alle prime uscite non le facevo mettere mano al portafoglio per galanteria. Ma che scherziamo? Mica perché mi aspettassi niente. Il problema è che il mio gesto, oltre a procurarmi un’insopportabile ulcera iatale da conto scoperto, ormai si è trasformato in qualcosa di dovuto, al punto che lei non fa più neanche quel falsissimo gesto di cercare il portafoglio nella borsetta firmata. Ora mi chiedo: quando cade in prescrizione l’obbligo di pagare il conto da parte dell’uomo? Mai? E’ giusto che sia sempre io a pagare? Eppure di battaglie per la parità queste signorine ne hanno combattute tante, non potrebbero essere paritarie anche a tavola? Sono confuso, aspetto delucidazioni. Tuo M.
Caro Dissapore, Ti scrivo perché ho bisogno di un consiglio. Sono fidanzata da qualche mese con un uomo che come me ha una grande passione per i ristoranti. Dopo le prime indimenticabili cene, signorilmente offerte con un sorriso che neanche George Clooney, ha iniziato a cambiare atteggiamento. L’ho notato perché, al momento di tirar fuori la carta di credito e pagare il conto, diventa leggermente paonazzo e gli esce fuori uno strano tic alla base dell’occhio destro. Credo mi stia chiedendo di dividere la spesa. Da una parte penso sia giusto, in fondo non c’è niente di male se una donna contribuisce alla spesa. Dall’altra però ho il sospetto che la cavalleria abbia bisogno di massaggio cardiaco, defibrillatore e Dottor House, perché la stiamo perdendo. Sono confusa, puoi aiutarmi? Tua F.
A occhio mi sembra una buona occasione per mostrare all’altro il nostro punto di vista, non sia mai tornasse utile a tutti. Chi deve pagare questo benedetto conto? Lui? Lei? Entrambi? O dipende dal livello di intimità? Non trattenetevi, anzi, al mio via scatenate l’inferno. VIA!
[Crediti | Immagine: SundayMercury]
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se è il primo appuntamento, tendenzialmente paga lui, ed è l’unica concessione che posso fare al concetto di galanteria ottocentescamente inteso.
se è un invito, paga chi ha invitato.
se il rapporto è consolidato, si paga fiftififti.
sono pronta a dare le dimissioni dalla categoria donne(tte) per questo principio. oh!
concordo in pieno!!!
quoto
Ma che scherziamo? Abbiamo sempre diviso dal primo appuntamento!!! Posso pagare io in occasioni particolari, quando voglio fare un regalo/sorpresa, se no si paga tutti e due e stop.
se il rapporto è consolidato pago io, come al solito e come sempre. Comunque non mi dispaice ed è una questione di poco peso, specie se vai ristornate con la moglie la cassa da dove escono i dinderi è sempre quella..
assolutamente giusto!!
Semplice: deve pagare l’uomo, sempre e comunque
io direi che paga lui il ristorante, sempre (quando mi è stato chiesto di dividere il conto al primo appuntamento ho sorriso entusiasta, ho pagato e mi sono resa irreperibile subito dopo). Ma lei, dopo il primo appuntamento, offre il cinema, o il taxi, o il parcheggio, e ricambia con inviti a casa propria. Ovviamente, il matrimonio o anni di convivenza determinano decisioni condivise anche in relazione a come si paga qualsiasi conto.
La “prima volta” urge la rissa cortese: si fa un po’ di scena per chi paga, poi si concorda che la prossima volta tocca all’altro, non importa chi sia il primo. Si avvia così un turno dai graziosi risvolti, in contesto paritario.
Se lei non fa nemmeno il gesto, è immediatamente derubricata, se si presume che in cambio te la dà.
Una convenzione secondaria prevede che paghi chi sceglie il desco, ma la rinuncia ad una pur simbolica negoziazione richiama muffite consuetudini chauviniste.
sono rimasti pochi gli uomini veri come te!
secondo me si fa una volta per uno solo quando il rapporto è consolidato oppure la donna ricambia con inviti a casa, taxi, cinema
fifty fifty è terribile: meglio una volta per uno, tranne in casi di giovanissimi mantenuti dai genitori che allora ci può stare
…lui, cioè io, sempre, per cui “votoantonio”!
Non è rispetto di una forma, ma sostanza (e che sostanza!!!) del piacere. Ovvio che tarare la destinazione alle tasche è sano oltre che necessario, ma non vedo possibilità alcuna di mezze misure nè al primo invito nè anni dopo: scusate, ma che tristezza il fifiti-fifiti, nel locale, in macchina o a casa. Allora meglio ridurre al minimo le uscite, no?
Il conto al ristorante…
mah, solitamente chi invita poi paga.
Però quando due persone stanno insieme nessuno invita, semplicemente si sceglie il ristorante. Possibilmente lo si fa insieme.
Non sono contro il “paga lui”, è un bel gesto, molto di più del conto pagato perfettamente a metà, ma quante volte deve farlo? Antonio dice sempre, ma è imbarazzante e poi è bello dare oltre che ricevere.
Insomma tutto questo per dire che preferisco alternare i pagamenti. Tutto io un giorno, tutto lui l’altro.
“e poi è bello dare oltre che ricevere.”
amen
boh, sono all’antica…. se si vive insieme non esistono conti separati… semplice no! i sold sono della famiglia…
Se si corteggia paga l’uomo.
Se si è fidanzati, fate un po’ come ve pare
Ciao A
Quoto!
Zero pippe. Non siamo nell’800 e le donne lavorano (e guadagnano) quanto (o più) di noi maschietti.
Noi si divide tutto, sempre.
Offro io od offre lei solo in occasioni speciali.
e quindi, non la fai accomodare a tavola, non le apri la porta ed eviti tutte quelle cose gentili dell’800?
Ma che c’entra???
La gentilezza è senza tempo… quello che è cambiato da qualche decina d’anni a questa parte è la disponibilità economica femminile. Non posso pensare che siano sempre gli uomini a dover pagare.
Concordo con Ale ma, fossi donna, vorrei essere sposata con Scuteri
Anche io vorrei esser sposata con questo Scutieri!
ecco, in questo, una coppia di donne è agevolata
mah, non cambia nulla.
l’alternanza è trasversale
è vero ma non c’è il gap uomo/donna.
in una coppia poi è bello offrire all’altro, in modo alternato
La divisione a metà del conto, per una coppia, mi pare davvero una cosa di cattivo gusto, proprio antipatica. Mi sembra molto più elegante pagare una volta ciascuno.
Poi, come principio, non mi piace che debba per forza pagare l’uomo ma, se tendenzialmente lo fa perchè ha un reddito più alto del mio, be’… posso anche accettarlo come galanteria, ricambiando però con l’aperitivo, il biglietto del cinema o quel che capita la volta successiva.
E pensare che una volta un uomo mi ha anche rimproverata dicendomi che devo smetterla di fare la ragazzina e imparare a fare la donna, lasciando all’uomo che mi accompagna, il piacere di pagare anche per me… ma questa è una cosa che non appartiene certo alle generazioni dei trenta/quarantenni di oggi.
“La divisione a metà del conto, per una coppia, mi pare davvero una cosa di cattivo gusto, proprio antipatica. Mi sembra molto più elegante pagare una volta ciascuno.”
concordo assolutamente. una volta per uno e passa la paura.
noi facciamo così pur convivendo perchè comunque non siamo sposati e non abbiamo un conto unico.
“una volta per uno” comunque non è una regola. non è che per forza uno si ricorda chi ha pagato la volta prima. diciamo che se la coppia è affiatata offrire una cena viene spontaneo ed è anche un piacere. qualche volta paga uno qualche volta paga l’altro, senza fare troppi conti o farsi troppe pippe.
Principio fondamentale: offrire una cena è un piacere. Per la compagnia e per il cibo/vino.
Ergo, proprio in onore della compagnia, paga l’uomo. Se ogni tanto offre la signora, benvenuta.
Un messaggio per le 30/40: se faceste un po’ più le donne all’antica, avremmo tutti noi 30/40 enni un po’ meno problemi.
@ag, non è facile fare le donne all’antica quando si nasce da madri femministe (come buona parte delle madri di noi 30/40enni)… però sì, in linea di massima aspiriamo ad un sano equilibrio nelle espressioni della nostra femminilità
E non dimentichiamoci che pagare per l’altro significa anche provvedere a lui, prendersi cura di lui… non è solo un fatto di soldi o di parità dei sessi.
Io ho 40 anni, non ho una madre femminista, ma le 30/40 enni stento veramente a capirle. Indipendentemente da chi paga la cena.
Per il resto sono d’accordo.
pensa che io ho 32 anni e una madre maschilista e non capisco le 40enni che dicono: “offrire una cena è un piacere. Per la compagnia e per il cibo/vino.
Ergo, proprio in onore della compagnia, paga l’uomo.”
Magari, proprio in onore della compagnia, pago anch’io.
Cioè è vero che la mia compagnia è la cosa più bella che possa capitare (eh, sì sto scherzando) ma quando esco con qualcuno e gradisco la compagnia, offro.
Viene spontaneo, perché si ha piacere di farlo.
Difficile da capire?
Nella fattispecie sono un signorino…
opps…ma non cambia lo stesso.
Uomo o donna, non penso sia difficile capire che tutti provano piacere a offrire.
si riceve e si dà, con la stessa gioia
Nell’offrire sempre e comunque una cena a una donna c’è un plus di galanteria che non fa mai male, interesse sessual sentimentale o meno…..
Tra studenti ognuno paga la sua quota. Nella fase del corteggiamento paga chi invita, anche se questo vale sempre. A volte anche al primo appuntamento ho pagato io (forse avevo piú soldi del lui in questione ma anche x un senso di libertà…la piega che prenderà il dopocena non dovrà dipendere dalle carinerie di lui)
La tradizione “uomo che paga tutto” è dovuta a ragioni più sociali e storiche che ad altro: una volta le donne difficilmente lavoravano ed era quindi logico che non potessero permettersi di pagare.
Oggi questa condizione sociale generalmente non sussiste più quindi la logica mi suggerisce che ognuno dovrebbe/potrebbe pagare per se stesso.
Sta poi ad ognuno decidere come comportarsi, ma offrire la cena a mio avviso non è dovuto ma semplicemente voluto.
A se pagassi a metà mi andrebbe davvero bene! Sceglo io il vino (quindi anche la fascia di costo) e mangio il doppio di lei!
SCARSEGGIAMO DI ARGOMENTI EH?
non sono gli unici, direi….
una volta un tizio che non vedevo d tanti anni mi ha invitato a mangiare una pizza. Al momento di pagare il conto ha scoperto di avere il portafogli vuoto (non controlliamo prima eh…). Ho pagato io. Poi lui è andato al bancomat ha prelevato e mi ha restituito…metà del conto ahahhahahahhahahahhahah neanche a dirlo è stato ELIMINATO!!!
La linea migliore mi sembra quella du Stefania e Gianluca, per tutti gli altri casi c’è il buon senso di capire chi ha più possibilità, chi ha più voglia di offrire in quel momento, chi magari ha scelto una portata o un vino particolarmente costoso e vuole contribuire…
Comunque una cosa che può essere divertente anche in una coppia consolidata è quella di non perdere l’abitudine di invitarsi a cena così paga chi invita e non se ne parla più
Immagino l’espressione del tuo volto al momento in cui ti ha restituito la metà del conto della pizza e mi si rallegra la giornata
io non controllo mai prima se ho soldi in cassa
E poteva andare peggio… pensa se magari ti aavesse dato meno della metà perchè magari lui non aveva preso il dolce…
sì, ma non poteva pagare direttamente con il bancomat in pizzeria?
Io credo che la decisione di darti solo la metà sia venuta dopo, quando gli hai consentito di prelevare al bancomat per rimediare. A me forse non sarebbe capitato di rimanere senza contanti, ma una volta che avesse pagato la mia ospite, mi sarei aspettato che lei avesse insistito per non avere indietro i soldi (alla fine si trattava di una pizza eh!). Se così non fosse, un pensierino a fare uno scherzetto come quello che hanno tirato a te forse lo farei…
SCUTERI TUTTA LA VITA.
Io chiedo il conto, poi con la ricevuta in mano vado in bagno, ritorno al tavolo e dico alla signora ‘A posto, andiamo?’.
Sorriso di lei, e mentre passiamo sorridendo e salutando davanti alla cassa le sussurro ‘Appena apro la porta corri più veloce che puoi!’.
Alcune mi guardano stupite, altre divertite, altre inorridite, in genere comunque non le rivedo più.
Scusa eh … visto che ti trovi, che bisogno hai di tornare al tavolo ? Lasciale li e vattene. O pagano o lavano i piatti. Tanto il risultato finale è lo stesso …
sei il mio mito!
Benissimo…
Scardiniamo ora tutti questi luoghi comuni col seguente esempio:
Quando la coppia è formata da due uomini o da due donne… chi deve pagare?
^___^
come ho detto prima non c’è uno che “deve” pagare.
Si offre perché si vuole offrire.
E si offre quel che si può offrire.
Le differenze di genere non esistono, se uno ha un lavoro più stabile e ha piacere a offrire una cena perché non accettare?
Comunque l’alternanza è meglio!
in una coppia di due uomini……c’è sempre chi fa la donna
tra due donne invece non saprei proprio cosa consigliare.
In una coppia formata da due donne, dipende tutto dal ruolo. E non parlo di “chi fa l’uomo”. Con la mia prima ex, pagava sempre tutto lei. La seconda aveva molte meno possibilità di me e quindi pagavo io e lo facevo volentieri.
Qui in America solitamente si fa a metà anche perchè molte donne qui considerano il fatto che un uomo paghi per loro una cosa umiliante.
In qualsiasi coppia, anche tra amici, secondo me ci si alterna. In genere la regola è chi invita paga, se si sceglie un posto insieme ci si alterna. Io non ho mai avuto problemi di imbarazzi reciproci davanti al conto…
Paga l’uomo! Non scherziamo! Certo nelle sue possibilità, fosse anche una pizza, mica cena gourmet o gourmand, ma paga l’uomo o io mi offendo e seriamente. E questa per me è regola di vita, non prima cena fuori e affini. Sempre finchè vi sia frequentazione o relazione tra le due persone.
Di parte mia, a dimostrazione della piacevolezza della condivisione, di conti e ruoli, io, donna e non donnina o donnetta, ricambio volentieri l’invito preparando pranzetti o cenette da me, per la quale oltre a metter mano al mio “buon cuore” (portafogli!) per di piu’ mi spendo nello spentolare.
Old fashion way…? Soooo very welcome!
“paga l’uomo o io mi offendo”. è uno scherzo vero?
la linea fra essere old fashioned e maleducata o supponente mi sembra molto sottile…
offrire qualsiasi cosa, non solo la cena e non solo a una donna, e’ bello quando l’altro apprezza il gesto in quanto “inatteso”. se l’altro se lo aspetta come atto dovuto, e anzi lo pretende, per me e’ un/una cafone/a. e basta.
ai lov iu, Alezz.
alez 4 president
Pare proprio tu non abbia letto la seconda parte del mio commento: io invito un uomo a cena da me, e questo tante volte avviene anche prima di aver ricevuto l’invito fuori dove mi aspetto, ebbene si, di essere invitata. Non è questione di denaro o situazioni da “sfruttare” che spero non ne abbiam bisogno, bensì di piacere, e reciprocità. Forse è ben piu’ facile pagare un conto al ristorante che offrire accoglienza ed ospitalità in casa propria. Il denaro qui non c’entra proprio nulla, i soldi sono “l’energia” che si produce con il proprio lavoro, quindi per me in questo caso è uno scambio di energie, e non denaro, operato in un modo che per me, forse non per tanti uomini -infatti i commenti malpensanti che ho ricevuto guardacaso sono maschili- è delicato. Purtroppo pare che al giorno d’oggi nessuno piu’ abbia voglia di adoperarsi per l’altro, e tantomeno quando si tratta di sporcarsi le manine in cucina. Parentesi, che lascia il tempo che trova, io cucino, dicono, divinamente. Facilissimo prender su il telefono e fare la prenotazione al ristorante… imparerò anch’io allora… mai. Ciao.
Marianna, permettimi solo una domanda: ma tu inviti solo a casa?
Cioè, anche io sono brava a cucinare e mi piace preparare la cena, pensare alle ricette, realizzarle, accogliere il mio ospite.
Ma non propongo solo la cena a casa.
E quando si esce preferisco alternare il pagamento.
Tanti ometti adorano sporcarsi le manine in cucina, anche se i risultati non sono ottimali.
A volte, però, mi è capitato di mangiare cose più buone di quel che cucino io
Si, invito solo a casa mia, e non faccio certo lo spaghettino sciuè-sciuè tanto per… ma cucino per ore ed ore per intrattenere con piatti studiati ed elaborati (e per chi voglia come ha fatto parlar di vile denaro bhè anche costosi per le materie prime utilizzate e i vini scelti) quindi è un invito ben sentito e dedicato, quando se ne abbia il tempo, ovvio, magari al week-end. I commenti dell’ospite/i sono quasi imbarazzati, e forniscono loro la facile “scusa” tipo “eh ma come si fa a ricambiar l’invito con te, che sei così brava” e così appunto se ne chiamano fuori… Invitando fuori appunto, ed allora io la mia parte di donna che non ha certo bisogno di sponsorizzazioni per una cena fuori (se è per mangiare, aggiungo, a casa ho il frigo…) e credo elegante, l’ho pur fatta. Ciao!
e anche tu fai commenti “imbarazzati” quando il tuo compagno paga tutto?
se si tratta di piacere e reciprocità, come dici tu, che male c’è a pagare ogni tanto? se “non è questione di denaro”, a maggior ragione, prova il brivido di pagare qualche volta tu. secondo me la cena sarà altrettanto piacevole.
Allora Marianna, chi non legge i commenti sei tu. E infatti vorrei capire dove, io o chiunque altro, abbiamo mai parlato di soldi. Riproviamo: “offrire qualsiasi cosa, non solo la cena e non solo a una donna…”
il concetto e’: offrire e’ un piacere, se diventare un dovere, che piacere e’? (mado’, mi sento mastoianni)
per quanto riguarda il resto del commento, l’ho volutamente ignorato. e’ un concentrato di maschilismo e preconcetti che, scusami la franchezza, lasciano il tempo che trovano.
a me l’idea che l’uomo e la donna abbiano ruoli e doveri distinti nella societa’ non piace. l’uomo che paga, e la donna che cucina. fra l’altro, io, e su questo siamo d’accordo, preferisco offrire una cena a casa, che una al ristorante. e, pensa un po’, sono un *uomo* (buuuuu).
no, non faccio spaghettini sciue’-sciue’, perche’ ho buona padronanza degli strumenti (probabilmente inferiore alla tua, ma e’ una colpa o un motivo di vergogna?). a quanto pare, pero’, a differenza di te, invito per il piacere di inviare, non come pegno per ricambiare un favore, una merce di scambio.
non mi aspetto niente quando offro e se qualcuno mi invita a casa e mi offre un pasto normale non faccio lo snob e non disprezzo dando dello “sciue’-sciue’” a nessuno.
PS: per la cronaca, se devo rischiare di farmi dare dello sciu-scie’ (ma che cavolo vuol dire?), anch’io avrei paura a invitarti.
PPS: ma se cucino per qualcuno, sto facendo anch’io “la mia parte di DDONNA”?
Cavoli, ma davvero quando prepari una cenetta a un uomo non gli fai pagare nemmeno le materie prime e il gas?
Sei una vera signora…
@marianna: se metti un paio di jimmy choo le fai pagare a lui ?
da donna, condivido tutto quello che han scritto alezz e jade.
non amo cucinare e se invito qualcuno non mi va di sprecar tempo a spignattare tutto il giorno e arrivare alla cena con poca voglia di mangiare perchè stanca dopo lo spignattamento.
perciò se ne ho voglia cucino cose semplici,buone e in breve tempo per poi essere in forma per il dopo cena e non cader addormentata sul divano sbadigliando tra un discorso e l’altro.
se non mi va di cucinare,spesso, lo invito fuori a cena o è lui che invita me e facciamo una volta per uno a pagare.
se vuole cicinare lui ben venga e chissenefrega se uno dei due è più bravo o meno dell’altro a cucinare, l’importante è il pensiero e l’atto di prendersi cura a vicenda.
Quando ero più giovane e single pagavo e pretendevo di pagare tutto io, ma apprezzavo il gesto della lei di turno se pagava per esempio qualcosa tipo il gelato per intenderci, piccole cifre comunque. Ad un certo punto della mia vita conobbi una ragazza olandese, quella che sarebbe divenuta poi mia moglie, bene lei pretendeva di pagare il conto quando mi invitava o voleva uscire con me. Ovviamente in Olanda, perché in Italia io continuavo a non farla pagare. Pagare il conto è sempre un gesto di galanteria. All’estero le ragazze ai primi appuntamenti spesso vogliono pagare almeno la loro parte del conto, quando le cose si fanno più serie, allora in quel caso apprezzano parecchio il gesto del conto pagato dal partner.
Oggi che sono sposato e 42enne, non metto mai mano al portafoglio per pagare il conto al ristorante, o in qualsiasi altro posto. Sin dal primo giorno di convivenza infatti abbiamo tacitamente deciso di mettere i nostri conti in comune, e quindi può benissimo pagare sempre lei
io pago quando esco con mia moglie (ma come giustamente osservato i conti sono unici) con le mie amiche e con le amiche di mia moglie e ho sempre pagato per uscite con fidanzate e “simpatizzanti” (una sola volta ho diviso per due il conto ma solo perchè capii che la tizia mirava al pollo da spennare!). Pago anche quando invito io e quando sono in compagnia di fratelli minori e amici più giovani. Insomma, pago quasi sempre io e devo dire che non mi dispiace mai e non perchè sia un nababbo (ahimè, non lo sono!!!) ma perchè mi è stato insegnato che condividere il piacere della tavola è più importante del conto che segue. Immaginate il mio atroce sbigottimento, studente lucano al primo anno nell’Urbe, quando alla fine di una cena di compleanno sento il festeggiato dire “allora, sono 80 mila lire a testa”. Il conto alla romana, la maleducazione truccata da cameratismo!
si, quello è fastidioso.
anch’io ho amici che fanno “la cena di compleanno” e ti dicono “vieni al mio compleanno? sono 40 euro a testa”.
a me sembra una cafonata. se hai i soldi per offrire una cena bene, altrimenti fai un aperitivo o al massimo un rinfresco a casa tua.
invitare la gente per farla pagare va contro ogni logica del pensiero umano, dal mio punto di vista.
a Roma tanti fanno così e poi il festeggiato offre o tutto il bere, o il tremendissimo spumantino finale o la torta. però boh, è triste effetivamente.
Beh, è già qualcosa che ti avvertano prima e non si limitino al “Vieni al mio compleanno?”, per poi farti restare di stucco alla fine.
La cosa più mortificante è quando il festeggiato non ha nemmeno la faccia tosta, al momento del conto, di fare la figuraccia coram populo annunciando a tutti il costo, ma passa di invitato in invitato sussurrando la quota all’orecchio. Mi intristisco per lui…
è un gesto maleducatissimo…purtroppo molto in voga…ma che personalmente trovo parecchio discutibile. se hai davvero davvero voglia di stare con tutti , proprio tutti i tuoi amici , (ma quanti amici hai?), fai un’altra cosa!invita a prendere un caffè a paga tutto!
Ma davvero avete tutti i conti correnti in comune? io non lo farei mai!!! E naturalmente beni in regime di separazione.
conti in comune mai. con questi chiari di luna…
conosco donne che quando strisciano la carta di credito, il messaggio della spesa arriva (solo) al marito. roba da matti.
(scusate la sintassi zoppicante)
La fiducia… questa sconosciuta…
in che senso, Claudio?
io credo che in questo caso non sia questione di fiducia. ho il mio lavoro, il mio denaro, e lo gestisco. la fiducia verso il/la mio/a compagno/a non ho bisogno di dimostrarla creando un conto comune. penso che ognuno abbia bisogno comunque di essere, di base, indipendente economicamente e sopratutto libero di gestire il suo denaro.
poi certo, si comprano cose insieme, ma io comunque non voglio pensare di avere un uomo che controlla ogni centesimo che spendo.
e poi, l’uomo può sempre sparire, prima o poi, e la donna pure. e non c’è niente di più triste che le separazioni con la calcolatrice sul tavolo, a dividersi i bicchieri e le penali del mutuo.
La mia battuta nasce dalle vostre risposte “sorprese, quasi allarmate” che ci sia ancor QUALCUNO che cointesta conti o case con la moglie…
Premesso che in caso di separazione/divorzio il marito nel 99% dei casi potrà solo sperare di non farsi mettere sul marciapiede (viene poco utile il regime di separazione se tanto poi paghi come un grande
… )
In un rapporto di coppia sano e bilanciato “il mio” ed “il tuo” non esiste… esiste solo “il nostro”… e dalla nascita di un figlio diventa “il suo”…
Per carità, mica dico di farlo al primo appuntamento… ma se mi sposo vuol dire che ci credo… e se poi non funziona allora ho perso indipendentemente dal “di chi sia la colpa”.
Questo, ovviamente, con il mio personalissimo metro di giudizio…
Se leggo “con questi chiar di luna…” o “io non lo farei mai” la battuta sulla fiducia mi ci stà tutta
concedimelo.
jade gestire una famiglia è come una piccola azienda.
c’è un budget, ci sono le uscite, le entrate, ecc….
qualcuno in famiglia deve tenere la contabilità di tutto, per forza di cose.
@Gianluca: io intendevo in una coppia senza figli, nel caso di presenza di bimbi concordo con te, senza però che la donna, come nei famigerati casi che conosco, debba essere “controllata” dall’uomo
allora siamo d’accordo.
la donna “controllata” no, ma vedrai che se la coppia funziona e si hanno dei figli, viene naturale informare il partner prima di fare una spesa particolare, se non altro per chiedere anche un parere.
i controllori in famiglia lasciamoli comunque perdere, preferisco un clima decisamente più rilassato e di fiducia reciproca.
Sinceramente a me stranizza il contrario, e cioè non avere un conto in comune con mia moglie. Come detto lo abbiamo messo in comune sin dal primo giorno di convivenze, tutto quello che guadagnavamo andava sin da subito nel medesimo conto. Invece tutto quello che possedevo e che guadagnavo prima l’ho tuttora in comune con mio fratello. Insomma imparate ad avere fiducia delle persone che vi stanno attorno, non è difficile
Paga l’uomo. Punto e basta. E se non si può andare a cena fuori, nel ristorante figo o nella pizzeria di turno si cena a casa. E cucina la donna…
PS. parlo così perchè la mia ragazza è grandiosa ai fornelli!!!!
AUG!
e chi lava le mattonelle del bagno?
passo io da casa sua ogni tanto
ahah! torna al “post” tuo tu!
Le mattonelle le lavo io ovviamente …
Vi scandalizzate se la donna cucina !?!?!
Qualche volta paga lei insistendo, ma non so perchè tendo a voler pagare io praticamente sempre.
Certo nel caso in oggetto, io credo che anche la ragazza debba pagare. E’ una passione piuttosto costosa, ma nella coppia si dividono i piaceri come gli sforzi per sostenere il medesimo piacere.
Saggio, i like.
Sono una studentessa (fuori sede) e di conseguenza senza un soldo. Ho avuto la fortuna di avere relazioni con uomini più grandi, e quindi con più soldi, consapevoli che invitarmi a cena fuori avrebbe comportato pagare per intero il conto. E’ solo grazie al mio ex compagno che ho potuto assaporare certi piatti e comprare prodotti di alta qualità. Mi sono sempre sentita a disagio, e cercavo di ricambiare preparando cene per lui e i suoi amici, e altre attenzioni. Mi piace che per un primo appuntamento o un’occasione speciale sia lui ad offrirmi la cena, ma tendenzialmente spero di avere presto la possibilità di partecipare alle spese (sinceramente anche per avere più voce in capitolo…)
premesso che la relazione “uomo più grande con soldi/ragazzetta squattrinata” l’ho sempre evitata perché mi evoca sensazioni non piacevoli, altro che “avere la fortuna”.
non mi piace l’idea dell’uomo grande che paga per me. altro che fortuna, mi darebbe un disagio infinito.
sono stata studentessa fuorisede con doppio lavoro e sempre amante del cibo, ma al di là di qualche pregiatissimo whisky offerto dal mio capo per istruirmi all’arte del blend, non ho mai accettato altro.
se posso permettermi una cosa, la faccio. se no no, punto. non accetto di avere lo sponsor.
e poi soprattutto che significa “avere più voce in capitolo”? che se mi invita il cumenda di turno, siccome paga lui, ordina per me? fatico a pensare a qualcosa di più offensivo, veramente.
Infatti ho detto che spero il prima possibile di non essere più in questa situazione
Se il mio lui era amante del cibo e aveva piacere a cenare con me, doveva per forza pagare, tutto lì…non era il mio magnate.
io penso che chiunque, con un minimo sforzo, abbia la possibilità di smezzare il conto di un ristorante. se non altro per non sentirsi sempre in debito.
o forse, in debito voi non vi sentite proprio.
beh se vai dal bottura di turno e sei un medio studente universitario fuori sede, il conto fai fatica a smezzarlo.
nessuno crede più allo studente squattrinato.
se uno vuole, qualche lavoretto lo trova. da Bottura ci si può anche non andare.
a me darebbe un’immensa noia sentimi sponsorizzata. tutto qua.
ma sono opinioni personali. e sono in netta minoranza, lo so.
“nessuno crede più allo studente squattrinato.”
ai lov iu tuu!
uno studente ha poca disponibilita’ economica, perche’ i soldi non sono suoi, e allora cerca di evitare di pesare sulla famiglia se non e’ del tutto necessario. chi e’ veramente “squattrinato” non fa il fuori sede, o se non ha l’universita’ nella sua citta’, la fa a distanza, o si trova un lavoro, qualunque esso sia.
e non va da Bottura facendosi sponsorizzare dal compagno “maturo” con cui ha la “fortuna” di stare. senz poi poter manco scegliere cosa mangiare.
meglio una lobotomia.
“(jade:) non mi piace l’idea dell’uomo grande che paga per me. ”
Ma se invece è ricco e più giovane invece sì?
Boh…se stai con uno che non ti piace solo per farti sponsorizzare è una cosa.
Se invece ci stai perché ti piace, se vuole pagare lui…perché no?
In alternativa comunque c’è sempre uomo grande e parimenti squattrinato -come quelli che di solito conoscevo io! – e “risolvi” il problema a monte!
@gumbo: no no, grande o “giovane” non cambia.
non mi piace lo sponsor, punto. ok che si paghi una volta per uno, quello sì.
ho scritto grande perché Chiara sottolineava con gran compiacimento il fatto di avere un uomo grande che la sponsorizzava.
Il tuo capo avrebbe potuto spendere meglio i suoi soldi. Il mondo dei single malt è assai più affascinante e ho sempre avuto un debole, piuttosto, per l’arte di selezionatori come Douglas Laing o Samaroli.
NoAge Samaroli forever. ancora mi struggo di saudade al pensiero. grazie per il bel ricordo.
Però é un vero peccato che questa gioventù per godere di una cena debba sorbirsi anche i racconti di quando il pane costava 500 lire al chilo….;-D
E’ un vero peccato che troppi oggi non ricordino quando il pane costava 500 lire/kg…..
Naturalmente la mia era una battuta di cui forse si è persa per strada l’ironia, ma secondo voi una ragazza che esce con un vecchietto , come fa a non morire di noia a sentire cose che non la sfiorano minimamente? Avevo un amico di 50 anni che usciva con una ragazza di 24 e un giorno , da juventino sfegatato quanto incauto, citò il nome del giocatore Cuccureddu…, la signorina pensò che lui le stesse facendo il verso di un uccello…… Per quanto riguarda il prezzo del pane c’è da rimpiangere quando lo si pagava in sesterzi
Anche io mi riferivo più a una memoria storica in generale che a episodi ridicoli come quello citato
Sono lieta di averLa fatta ridere
Va bene cho 40 anni ma il Lei qui è superfluo (anche fuori…..)
che ho 40 anni…. sorry, refusi da lunedì mattina
In fase di corteggiamento, paga chi corteggia. A coppia consolidata, si paga secondo le disponibilità di ciascuno. Che poi è lo stesso criterio con cui si sbrigano le faccende domestiche, con la sola variabile della possibile inettitudine a specifiche mansioni di un componente della coppia.
E sì, smezzare è poco elegante e lo trovo naturale solo in caso di pluristellati in cui la scelta di recarsi è stata condivisa, presumendo una paragonabile passione per il cibo all’interno della coppia (che vabbè, nel mio caso è conditio sine qua non per l’instaurarsi di un rapporto appagante e duraturo).
In ogni caso, fuori da discorsi di coppia, la cena alla romana fra 6-8-10 persone è il metodo che mi ha permesso di bere innumerevoli vini che altrimenti non mi sarei potuto permettere. Fra amici appassionati, per amor di vino si fa questo ed altro.
Pago io sempre, spesso anche se è solo un’amica.
Che festival di maschilismo! Che tristezza.
e invece dal Brasile ‘ste perle di saggezza.
Gettate ai porci, nè?
Se glielo do paga lei, se non glielo do pago io.
Il conto eh, malfidati.
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il ché indica un’intenzione di relazione tuttora stabile, per parte femminile!
Mi baso solo sulla mia esperienza, chiaro, e in linea di principio avrei nulla in contrario a dividere il conto non fosse che sotto-sotto la trovo un po’ troppo calvinista, come relazione latina (cfr. son le dolcezze dell’amor: purché sul tuo bel viso vegga brillar il riso, gli stenti suoi, le pene, Ernani scorderà…), a tal proposito ho notato che quando la donna inizia a voler pagare la sua parte può essere indice di un raffreddamento del suo interesse, ergo o il rapporto evolve in qualcosa di più stabile tipo convivenza oppure, per parte maschile-latina, forse è meglio troncare la relazione ché dividere le spese.
Secondo me la regola aurea è una sola: chi invita paga. Che si tratti di una cena di gruppo o di invito à deux (all’altro resta comunque la possibilità di fare il gesto di mettere mano al portafoglio).
Volendo argomentare meglio, tra persone intelligenti e sensibili q.b., quando ci si conosce da poco, dovrebbe funzionare così: si invita, e di conseguenza si offre, a turno, ciascuno in base alle proprie possibilità. Lo trovo molto più elegante che dividere a metà ogni cena, e permette di mantenere intatto il piacere di offrire qualcosa a chi ci interessa.
Ora che ci penso, mi rendo conto che l’idea di dividere in modo certosino il conto mi infastidisce anche in altre situazioni. Per esempio, se siamo in 4-5 al bar a prendere un caffè, mi imbarazza che ognuno tiri fuori il suo euro e faccia la fila alla cassa. A quel punto, offro io. E se gli altri fanno in modo che l’occasione non si ripeta per evitare di fare altrettanto, pazienza, vorrà dire che le mie pause caffè saranno solitarie…
A me piace qualdo la donna da i soldi senza farsi notare e poi paga l’uomo. Capita spesso tra marito e moglie.
che poi, a leggere alcuni commenti, ho l’impressione che non siamo tutti d’accordo su cosa si intende per “invito”.
quando si esce con gli amici, si esce e basta, per stare insieme, mica e’ un invito. io pago per mia moglie (o lei per me, tanto cosa vuoi che cambia), e gli altri pagano per se’. anche perche’ pagare la cena a 5-6 persone e’ una spesa non indifferente. (ovviamente il caffe’ o la birra con gli amici sono un discorso a parte, perche’ le cifre sono molto piu’ modeste.)
l’invito al ristorante e’ una cosa che in genere si fa per qualche occasione particolare. e li’ e’ ovvio che paga chi invita.
Ragazzi imparate a cucinare , anche perche alcume ricette ….
Sto sempre senza un euro in banca, e leggendovi in questo pezzo e in quello sulle mance mi rendo conto del perchè. Ho evidentemente un rapporto sbagliato con il denaro, perchè certe domande non me le sono mai poste.
Perchè pago io sinceramente non mi è chiaro, spesso anche quando esco con una amica pago io, ma non mi sono mai posto il problema se sia giusto o non, e per quale motivazione io lo faccia, credo che quello che mi spinge sia proprio solo che mi fa piacere. Fa parte di un comportamento che viene naturale, dato da un’educazione probabilmente maschilista non lo nego. Come ordinare per lei, che non significa decidere quello che mangerà, ma farsi dire cosa vuole prima e quando arriva il cameriere ordinare.
Non capisco neanche la resistenza da parte delle donne, alla fin fine è un bel gesto, e a noi uomini o ci fa piacere o, nella peggiore delle ipotesi, ci fa sentire più importanti di quello che siamo per due minuti. Non serve neanche mettere paletti del tipo non mi piaci non mi interessi quindi non ti faccio pagare per me, così non si creano fraintendimenti. Alla fine se ha pagato perchè gli faceva piacere, è comunque contento di averlo fatto, se invece lo ha fatto pensando al dopocena che non c’è stato gli sta pure un po’ bene, anzi peccato che non v’ha fatto pure il pieno alla macchina.
Anche nelle coppie fatte, le parti non sono mai equilibrate, non economicamente ma antropologicamente. io non ho figli ma prima o poi ne avrò, il che significa che la mia compagna soffrirà come una bestia, nel mentre io mi fumerò una sigaretta dopo l’altra appena fuori dell’ospedale, o di nascosto nel cesso, soffiando il fumo dentro una bottiglia da due litri di Coca Cola per non far suonare l’allarme antincendio. Cioè in tutto ciò il massimo sforzo per me sarà girare la rotella dell’accendino.
Questo squilibrio va colmato in qualche modo, la galanteria nei confronti delle donne serve un po’ a questo.
Applausi
quoto!!!!
La pensassero tutti così… complimenti.
Pregevole il tuo pensiero!!
Purtroppo gli uomini attualmente hanno perso questa galanteria.
Io sono per la parita’ dei sessi…pero’ se un uomo mi fa pagare al ristorante ci resto un po’ male.
Come bisogna comportarsi pero’?
Fare il gesto? Non farlo nemmeno? Dilemma …
In una società in cui abbiamo voluto la partita al punto che dividiamo tutto pannolini sporchi, spese di casa, posti liberi sul tram, cambi di pneumatici, lacrime davanti ai telefilm…. e’ così deplorevole rivestire i vecchi ruoli almeno quella volta che si esce a cena????
Comic relief
Paga tutto il maschietto, dal ristorante alla vacanza. Indipendentemente dalla situazione e dalla relazione.
Se poi si vede che la partner se ne approfitta, la si inserisce nella categoria “trinciafiletti” e la si cancella dai contatti del Blackberry. Che senso ha avere a che fare con una persona che si approfitta della tua “correttezza/generosità”?
che senso ha pagare tutto?
mi fa sentire felice di poterlo fare. Basta? (anche se non è l’unico motivo, ovviamente)
e quali sono gli altri motivi?
Comprensibile che per galanteria l’uomo paghi il conto. Considerando però un primo appuntamento la donna deve comunque fare il gesto per educazione. Odio profondo per le donnette viziate. Le uscite successive non deve mai mancare il fifty-fifty. Se poi l’uomo in questione vuole pagare sempre (cioè un pirla) problemi suoi. Ma poi che non si lamentasse che la donna si abitua.
Mamma mia, ma trovo solo io uomini spilorci?
Carissimi,cosa ne pensate allora della mia ex storia finita per altri motivi : prima :entrambi precari fifty fifty
dopo:io con lavoro stabile e lui precario, io pago e lui non si mortifica ne si dispiace, anzi ho avuto la brutta sensazione che lo pretendeva,
anche quando andavamo a fare la spesa pagavo sempre io, e lui diceva che èra giusto perchè lui spendeva i soldi della benzina per venire da me….. sono stata troppo innamorata, o ha ragione lui…io so solo che quando pago, provo una forte mortificazion,e nel vedere come mi guardano i camerieri o i commercianti quotidiani che vedono che pago sempre io…. aggiungo, che sono una bella donna che lavora e non avrei certo bisogno di mantenermi un uomo affinchè stia con me… sono stata troppo innamorata e non so distinguere il beene dal male,oppure
ho trovato un approfittatore che magari nemmeno mi amava e gli facevo solo comodo? vi prego rispondetemi, mi aiuterebbe molto confrontarmi su questa cosa che nascondevo e nascondo a tutti.. ma un uomo non dovrebbe sentirsi un po dispiaciuto di non potere pagare,o no?