10 modi di fotografare una mela (i segreti del gastrofotografo)
Vedere i foodblogger che si battono il petto e intonano il mea culpa è uno spettacolo straziante. E che pena tutte quelle scuse: “c’è poca luce”, “il bianco del piatto spara”. BASTA. Perfino le macchinette fotografiche che trovate nell’uovo di Pasqua possono fare foto sensazionali. Per cui, zucconi, convincetevi: il problema siete voi. Ah ma da oggi le cose cambiano, i gastrofotografi non hanno più segreti. Fateli vostrii con questa splendida galleria presa in prestito dal sito americano Chow. Che fate, non cliccate?


















Che la fotografia la faccia il fotografo e non la macchina già lo diceva Berengo Gardin quando sottolineava come il vero tele obiettivo fossero le gambe e i passi del fotografo in avvicinamento o allontanamento dal soggetto.
Tra le foto postate, escludendo tutti gli still life vicini e lontani, preferisco i generi foodporn e slowfood: quindi, poichè il “food” si elide, resta uno “slowporn” che mi sembra un programmino accettabile, come dire…vissuto
Già, ma Berengo Gardin ha sempre utilizzato (e continua ad utilizzare) macchine fotografiche leica: difficili da usare, ma fanno la differenza.
Sicuramente un buon colpo d’occhio fa la buona foto, ma a volte se la macchina non ti assiste non puoi realizzare quello che hai in mente
Le Leica non sono affatto difficili da usare, anzi, sono tra le più semplici, essendo prive di regolazioni non strettamente necessarie.
Il difficile in fotografia è altro, non certo usare una macchina.
La tecnica di base son tre bottoni in croce: Diaframma, tempo e fuoco. Uguale su tutte le macchine del mondo.
direi che questa frase di Orson Wells sintetizza bene: “Non mi faccia ridere! Nel cinema, come in qualsiasi mestiere, la tecnica si impara in quattro giorni”
scusate il copia-incolla mi aveva enuto fuori la seconda parte : “Difficile, invece, è come servirsene per fare dell’arte. Per questo occorrono anni”
Buttato il sasso nello stagno fotografico, Dissapore potrebbe anche aprire una rubrica per i lettori sul genere “Questo l’ho fatto io”, dal piatto (inteso come esecuzione della ricetta) alla “semplice” foto “artistica” presa in un ristorante o a casa – anche “di amici” (senza barare, se si è amici di Vissani – inteso qui come esempio di “cuoco celebre”…..)
Una nota tecnica su obiettivi e tele. In epoca digitale gli automatismi intrinseci e le possibilita’ di ritocco sono ormai tali da permettere anche a un appassionato dilettante con attrezzatura “media” risultati più che dignitosi
Aggiungo per la serie “Forse non tutti sanno che…”: alcuni dei più grandi fotografi sono (o erano) daltonici.
…motivo per cui facevano sempre foto in bianco e nero!
(scherzo, non ho la minima idea di chi siano)
Helmuth Newton?
Quello a cui cadde la mela in testa?
Oltre all’occhio, c’è sempre l’amico Photoshop
Sempre sia lodato.
A chi lo dite. Amen
La mia preferita è la 6, quella in stile cavoletto è la 10 e non la 2
È inutile parlare con voi voi zucconi. Non avete colto la sottile ironia del cucchiaino!
http://www.dissapore.com/cucina/cavolissimevolmente-una-dedica-di-sigrid-vebert/
Una peggio dell’altra. Foto orride. In stile cavoletto semmai sarà la 7, ma lei è molto più brava!
le foto postate confermano che se dietro la macchina fotografica manca un fotografo che ha qualcosa da comunicare non ci sono photoshop e tecnologie moderne che tengano.
mi spiace ma per l’onor del vero, la mela cavolettiana winter 2010 sarebbe questa qui
)
http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/02/tatin
pfouah!
Wow, wow e ancora wow! Ribadisco che quelle pubblicate non sono “belle foto”. Come tutte quelle pubblicate sui manuali di fotografia servono solo a spiegare la tecnica di ripresa. Non confondete la “grammatica” con la “letteratura”
Sì Antonio, ma secondo me sono proprio foto a caso, e nulla più. Sui manuali utilizzi lo stesso oggetto, isolato magari dal contesto, e lo fotografi in tanti modi, così ci si capisce qualcosa. Con queste foto sfogli solo delle cose a caso. Senza polemica, eh, ma forse la premessa del post intero era sbagliata dato che di segreti se ne rivelan pochi.
Che infatti è una delle mie preferite tue di sempre.
Ieri dopo aver visto queste foto sono andato proprio a rivedere quella foto di sigrid, li si, trovo ci sia sostanza e qualcosa da comunicare