di | lun 08 mar 2010 ore 18:50
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10 modi di fotografare una mela (i segreti del gastrofotografo)

Vedere i foodblogger che si battono il petto e intonano il mea culpa è uno spettacolo straziante. E che pena tutte quelle scuse: “c’è poca luce”, “il bianco del piatto spara”. BASTA. Perfino le macchinette fotografiche che trovate nell’uovo di Pasqua possono fare foto sensazionali. Per cui, zucconi, convincetevi: il problema siete voi. Ah ma da oggi le cose cambiano, i gastrofotografi non hanno più segreti. Fateli vostrii con questa splendida galleria presa in prestito dal sito americano Chow. Che fate, non cliccate?

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22 commenti a 10 modi di fotografare una mela (i segreti del gastrofotografo)

  1. avatar fabrizio scarpato

    Che la fotografia la faccia il fotografo e non la macchina già lo diceva Berengo Gardin quando sottolineava come il vero tele obiettivo fossero le gambe e i passi del fotografo in avvicinamento o allontanamento dal soggetto.
    Tra le foto postate, escludendo tutti gli still life vicini e lontani, preferisco i generi foodporn e slowfood: quindi, poichè il “food” si elide, resta uno “slowporn” che mi sembra un programmino accettabile, come dire…vissuto

    • Già, ma Berengo Gardin ha sempre utilizzato (e continua ad utilizzare) macchine fotografiche leica: difficili da usare, ma fanno la differenza.
      Sicuramente un buon colpo d’occhio fa la buona foto, ma a volte se la macchina non ti assiste non puoi realizzare quello che hai in mente

      • Le Leica non sono affatto difficili da usare, anzi, sono tra le più semplici, essendo prive di regolazioni non strettamente necessarie.
        Il difficile in fotografia è altro, non certo usare una macchina.
        La tecnica di base son tre bottoni in croce: Diaframma, tempo e fuoco. Uguale su tutte le macchine del mondo.

  2. avatar Maurizio

    Buttato il sasso nello stagno fotografico, Dissapore potrebbe anche aprire una rubrica per i lettori sul genere “Questo l’ho fatto io”, dal piatto (inteso come esecuzione della ricetta) alla “semplice” foto “artistica” presa in un ristorante o a casa – anche “di amici” (senza barare, se si è amici di Vissani – inteso qui come esempio di “cuoco celebre”…..)
    Una nota tecnica su obiettivi e tele. In epoca digitale gli automatismi intrinseci e le possibilita’ di ritocco sono ormai tali da permettere anche a un appassionato dilettante con attrezzatura “media” risultati più che dignitosi

  3. avatar Antonio Tomacelli

    Aggiungo per la serie “Forse non tutti sanno che…”: alcuni dei più grandi fotografi sono (o erano) daltonici.

  4. Oltre all’occhio, c’è sempre l’amico Photoshop :P

  5. La mia preferita è la 6, quella in stile cavoletto è la 10 e non la 2

  6. Una peggio dell’altra. Foto orride. In stile cavoletto semmai sarà la 7, ma lei è molto più brava!

  7. le foto postate confermano che se dietro la macchina fotografica manca un fotografo che ha qualcosa da comunicare non ci sono photoshop e tecnologie moderne che tengano.

  8. mi spiace ma per l’onor del vero, la mela cavolettiana winter 2010 sarebbe questa qui
    http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/02/tatin
    pfouah! ;-) )

    • avatar Antonio Tomacelli

      Wow, wow e ancora wow! Ribadisco che quelle pubblicate non sono “belle foto”. Come tutte quelle pubblicate sui manuali di fotografia servono solo a spiegare la tecnica di ripresa. Non confondete la “grammatica” con la “letteratura”

      • Sì Antonio, ma secondo me sono proprio foto a caso, e nulla più. Sui manuali utilizzi lo stesso oggetto, isolato magari dal contesto, e lo fotografi in tanti modi, così ci si capisce qualcosa. Con queste foto sfogli solo delle cose a caso. Senza polemica, eh, ma forse la premessa del post intero era sbagliata dato che di segreti se ne rivelan pochi.

    • Che infatti è una delle mie preferite tue di sempre.

  9. Ieri dopo aver visto queste foto sono andato proprio a rivedere quella foto di sigrid, li si, trovo ci sia sostanza e qualcosa da comunicare

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