
Fabio Cagnetti: Mi spiace molto leggere di que
S. Batisti aka schlaks: mi permettevo solo di suggerir
jade: a me sono simpatici.
quinzi: Dopp la morte di Enzo Cacialli
Se guardando questa galleria fotografica continuiamo a svenire, è perché, pur avendo formato il nostro senso estetico intorno a un fornello, un frigorifero, una dispensa sempre troppo vuota, ogni gastrofanatico in cuor suo è convinto che sia l’arte a imitare il cibo. Come dimostrano 3 artisti (illustratori, grafici, pittori, fotografi) molto diversi tra loro: Alexandre Dubosc, Mark Ryden e il bolognese Alessandro Guerani.
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[img]http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/legge/0002033.gif[/img]
dài: via subito quel broncio e riprendiamo con il sorriso,
come scordare gli auguri di bob noto per la pasqua ’07?
Io adoro Ryden e la sua immagine iconografica del cibo. Il cibo è arte e l’arte che imita il cibo riflette la sindrome di Pantagruel.