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10 libri per far tutt’uno col divano nell’autunno 2012

libri di cucina, autunno

A giudicare dalla mia cerchia di conoscenze, leggere ricette anziché metterle in pratica è un trend affermato. Quasi tutti amano la cucina, quasi nessuno vuole (o sa) davvero cucinare. Se anche per voi il cibo è un argomento prima che un nutrimento (cioè, volete in buona sostanza continuare a evitare di mettere le mani in pasta) eccovi la guida di Dissapore ai libri da divorare quest’autunno. Chissà che qualcosa non trasmigri, in un impeto di immedesimazione, dalla libreria alla tavola.

1. Se vuoi fare il figo usa lo scalogno. Dalla pratica alla grammatica: imparare a cucinare in 60 ricette, di Carlo Cracco, Rizzoli.
Se vuoi fare il figo, dai un titolo figo al tuo libro, verrebbe da rispondere. Certo che però ci incuriosisce, questa uscita di Cracco. Un misto di irritazione e fascino del resto è ciò che lo chef milanese comunica alla platea – sia quella che assaggia i suoi piatti che quella, virtuale, che commenta i suoi severi giudizi da Masterchef. Anche solo per scoprire come scrive, forse varrà la pena di assaggiare questa guida all’uso dello scalogno. Non ditemi di aggiungere “e non solo”.

2. In cucina con Gordon Ramsay, Sperling & Kupfer.
Conosco gente che aspetta di sentire le raccomandazioni di Gordon prima di scegliere il posto dove andare in vacanza. E a tempo di record posta orgoglioso le foto su Flickr un minuto dopo essere uscito dall’aeroporto, aver preso un taxi al volo e vedersi già nel piatto le specialità recensite dal diavolo biondo della cucina moderna. Come tutti gli chef di culto lascerà sicuramente scettico e/o stufo qualcuno di voi, ma se c’è un Gotha di soli cuochi, lui siede di certo su uno degli scranni più alti. Per farvi un’idea, fatevi questo corso biblico di cucina, per tutti i palati, per tutte le occasioni.

3. La piccola cucina parigina, di Rachel Khoo, Luxury Books.
Una Amélie metà londinese e metà vietnamita cucina i classici della cucina francese e cerca di convincervi, per tutta la durata del libro, che non bisogna essere dei geni per riuscirci. Le ricette della giovanissima cuoca Rachel Khoo sono più delle piccole lezioni di stile che un campionario di complicati rompicapo da eseguire armati di pazienza e abilità sovrumana. Per cimentarsi con il paté, il boeuf bourguignon, la bechamel e la crème brûlée ma non solo, anche per rivisitare i piatti più imbalsamati d’Oltralpe con un po’ di freschezza ggiovane.

4. La macchina del caffè, di Gianluca Trivero, Rai Eri.
Vita morte e miracoli del “rito” italiano del caffè. Non un ricettario, stavolta ma un mausoleo dedicato all’abitudine più bella del popolo italico, con tanto di ricognizione nell’immaginario cinematografico, letterario e del costume di tutto ma proprio tutto lo scibile sull’arte della napoletana, della moka, dell’espresso. Fetish? Appunto, da sfogliare maniacalmente.

5. Birra fatta in casa, di Joe Parkes, Eco-Libri, Amazon (formato Kindle).
Dopo che perfino alla Casa Bianca si sono armati di kit per darsi alla produzione di bionde, è immancabile questo libro del mastro birraio John Parkes. Se cercate un hobby da coltivare nelle giornate uggiose in arrivo, eccovi svelati metodi, segreti e ricette per farvi la birra a casa vostra, con gioia delle consorti, che scongiurano le vostre distrazioni serali al bar, e degli amici, che consolidano l’uso giovanilista del ruttoliberismo.

6. Il giusto e il gusto. L’arte della cucina pop, di Davide Oldani, Feltrinelli.
Discussissimo anche prima di farsi leggere (vedi, da queste colonne, la polemica sui blogger anonimi) Davide Oldani insegna una cucina a base di buonsenso e ingredienti pop. Cucina senza orpelli, a cominciare dal design di tavolo e posate, per finire alla ricerca di semplicità non banale, nel piatto.

7. Paul Bocuse: The Complete Recipes, di Paul Bocuse, Flammarion, Amazon.
500 ricette firmate da un nume della cucina francese, per chi ha qualche pretesa una volta indossato il grembiule, o semplicemente vuole fantasticare restando seduto sul sofà. Dal 30 ottobre, quando sarà su Amazon (in inglese), persino gli americani metteranno da parte Julia Child per votarsi all’haute cuisine del più celebre chef de France.

8. Il segreto svelato di Napoleone, di Fabio Picchi, Mondadori.
Non mi si accusi di essere uno di quei toscani che riconducono ogni buona azione compiuta in questo mondo crudele a un toscano. Ma Fabio Picchi mi induce a mettere da parte ogni tentativo di politically correct e tifare spudoratamente. Vero che ha un po’ stufato con questi titoli da sequel del Codice da Vinci (I dieci comandamenti…, Il segreto della mezzaluna etc.) ma quando si tratta di cucinare no solo bene ma con simpatia, bisogna lasciarlo fare. Qui ci sono le storie della cucina isolana (Elba), raccolte dal palindromico alterego di Picchi (Igor Rogi) che fruga tutta l’isola alla ricerca del ricettario che soddisfaceva l’esule più illustre: Napoleone Bonaparte.

9. Edible Selby, di Todd Selby, Abrams Books, Amazon.
Fotografare il cibo è una mania condivisa e dilagante. Todd Selby, fotografo, ha girato il mondo e i suoi ristoranti per puntare l’obiettivo sui piatti degli chef più famosi, da Redzepi del noma di Copenhagen al piazzaiolo di Tokyo Susumu Kainuma. Ecco il risultato, con tanto di un corredo di 40 ricette, una per ogni meta, e per ogni soggetto.

10. Guida alla grande cucina, di Auguste Escoffier, Orme Tarka.
Di uno che parla con disinvoltura di pesche Melba, cosce di Aurora e quaglia Rachel si possono dire tre cose: che è un amante del gentil sesso, indiscutibile. Che ha un concetto un po’ ardito di erotismo in cucina. Che è un filo maschilista. Ma non so voi, io accetterei di sentirmi un po’ donna oggetto se Auguste Escoffier mi dedicasse, che so io, una bistecca Sara. Questo libro è un manuale-memoriale della cucina del mitologico chef francese. Prefato da Gualtiero Marchesi.

Gran finale: vedete libri in questa lista che state aspettando con trepidazione? E di quali farete a meno senza rimorsi? Altre cose da suggerire?

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14 commenti a 10 libri per far tutt’uno col divano nell’autunno 2012

  1. “Guida alla grande cucina” di Escoffier è stato il primo libro di cucina comprato in vita mia insieme alle “Ricette regionali italiane” di Anna Gosetti della Salda. È successo più di venti anni fa, quando ero poco più di un pupo.
    Poi ne sono seguiti tantissimi altri, una vera malattia.
    L’ultimo ieri. Mi sono regalato il bellissimo “ Enciclopedia del cioccolato” di Frederic Bau.

    Ora aspetto con trepidazione la biografia di Paolo Parisi scritta da Gabriele Bonci con prefazione di Teo Musso.

    • Si dice “nella rete c’è tutto”.
      Molte volte trovi le stesse informazioni (con le medesime parole) moltiplicate
      all’infinito.
      Spesso si rimane in superficie.Manca l’approfondimento.
      Non ho trovato una relazione critica dei 5 volumi di 2400 pagine di Modernist Cuisine.Cioè uno che, dopo averlo studiato attentamente,ci faccia un’analisi e una sintesi critica dei contenuti.Mettendone in luce le vere novità e le cose scontate.
      C’è qualcuno che lo ha letto tutto?
      Gli facciamo fare un articolo su Dissapore? E ci può dire in cosa consiste questa riduzione di 460 pagine?
      È il meglio di MC o è una banalizzazione
      inutile?
      PS.Ricbrig,scrivici qualcosa,ogni tanto.Un saluto

      • Non l’ho letto tutto, ma ho sfogliato un bel po’ di MC. Alla fine, oltre alle innovazioni tecniche portate direttamente da loro ed un bel numero di ricette, è un grosso compendio dello stato dell’arte della cucina moderna, con ottime spiegazioni.
        Molte cose sono già presenti in bibliografia, ma già l’averle raccolte ed aver dato struttura unitaria ad argomenti come la sicurezza alimentare, le strutture muscolari di pesci ed animali terrestri, emulsioni, gel, cottura nella pentola a pressione, sottovuoto, equipaggiamento e molte delle ricette più famose degli chef più d’avanguardia è assolutamente notevole.

        Una review dettagliata è però un lavoro vero e proprio, che richiede competenze a buon livello sia scientifiche che culinarie, pertanto è normale che non se ne trovino in giro. Invece di discussioni sui singoli argomenti ce ne sono, per esempio su egullet, dove interviene direttamente lo staff di MC.

  2. A proposito del #6 arrivo colpevolmente in ritardo,ma non riesco proprio a trattenere un commento : sulla rete, se si parla di piaceri della vita, preferisco segnalare la virtù evitando accuratamente la delazione, ma mi colpisce molto questo fatto che i blogger anonimi sarebbero la peggiore razza sulla terra solo quando criticano. Anonime sperticate lodi (attendibili, giustificate, inopportune o sospette) sono invece sempre ben accette, giusto?

  3. Ovviamente, sono più che ben accetti altri consigli di lettura. Per tutti i gusti. Io per esempio detto fuori dai denti non comprerei mai Bocuse. La cucina francese mi stressa già sulla pagina. Non dovrei dirlo, lo so. Sarà il vecchio radicato orgoglio tosco-italico della storiella della famiglia de’ Medici che sbarca a Parigi e di fatto inventa la cucina francese.

    • Di notevole, sul piano delle ricette e’ l’arrivo del libro di ricette del ristorante “The Square” a Mayfair. Phil Howard, il patron del ristorante, e’ una leggenda, fa cucina tradizionale britannica e francese. Se la tua avversione e’ legata all’immagine un po’ invecchiata della grandeur dei piatti francesi, guardati le sue presentazioni che sono davvero bellissime e moderne. Insomma, ti presenta una cucina con pochi tocchi modernisti dove servono. E di colpo il foie gras ti sembrerà’ un must del XXI secolo.

  4. ho letto il famoso (o famigerato) libro di oldani in un battito di ciglia perchè è veramente breve e comunque agile, al netto di qualche sciatteria linguistica e un paio di refusi (ma i correttori di bozze ? ma gli editor ?) della (non tanto ghost) writer.

    se si è appassionati della cucina del d’o è un ottimo strumento per capirla meglio. se oldani è veramente come descritto nel libro e non è un tentativo di beatificazione complimenti alla mamma e anche a lui.

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