10 trattorie di Genova senza rivali

Dove si va per gustare la storia culinaria di Genova in tempi come questi, tempi dove non c’è una lira ma non ci si rassegna alla condanna dei piattini riscaldati di tanti bar? Al di là della focaccia, vi proponiamo con la complicità de “I Cento, guide al top e al pop dei ristoranti” 10 tappe nella città vera, non quella luminosa dei palazzi, più quella ombrosa dei vicoli, di Sottoripa di via Prè, dove all’alterigia della Superba subentrano allegria, casino e promiscuità.

Allora seguiteci in queste taverne antiche e nuove che non diventano mai macchietta, rumorose, conviviali, vitali spesso economicissime, interpreti di una cucina franca e gustosa fondata su erbe, funghi, formaggi uova, oppure sul mare, ma quello povero, che poi è il migliore, di sicuro il più locale.

carega, genova

10. ANTICA FRIGGITORIA CAREGA

via di Sottoripa 113/R

S’inizia dall’eccezione. Giusto mettere l’Antica Friggitoria Carega, così famosa da non dover nemmeno avere l’insegna, alla stregua di una trattoria?

Beh, le piastrelle bianche non mancano, volendo. Poco importa se gli sgabelli per i clienti sono solo 6 e il bancone è a tutto locale, il polpo bollito (36 € al kg) che troneggia di sguincio insieme ai fritti, pignolini (pesci grossi come spilli), anelli di calamaro e gamberi, acciughe e nasello a tranci, ne fanno un posto imperdibile, frequentato a tutte le ore da genovesi e turisti, dove si fa sempre la fila.

I frisceu con erbette, invidia e scarola (15 €) hanno l’aspetto croccante di chi è appena uscito dal bagno d’olio, come le frittelle di baccalà mentre verso il fondo del locale, dalle parti del forno, arrivano a ripetizione farinata, panissa e pizze (3,80 € l’una), da mangiarsi con le mani davanti al Porto Antico, prima di fare una camminata per smaltire gli eccessi di un pranzo sfizioso.

PREZZO MEDIO: 10 €

ristorante la bigoncia, genova

9. LA BIGONCIA

via Superiore del boscasso 10, Genova Quarto

Il benvenuto di Corrado Carpi è la focaccia fatta in casa, molto buona, sulla quale evitare di buttarsi per non saziarsi prima del tempo. Non va altrettanto bene con il pane.

Nel locale di Quarto, un chilometro appena da Corso Europa, il menu di carne e pesce è saldo sui piatti della tradizione come ravioli di carne al tocco genovese (12 €) e gnocchi vitelotte al pesto (12 €), con qualche portata inusuale da queste parti, vedi l’ottimo piccione arrosto (22 € ), la tartare di manzo fassone con uovo di quaglia in camicia (13 €), il pesce alla trapanese servito con cous cous.

Ci si torna volentieri anche per la ricercata selezione di formaggi e la carta dei vini molto ampia dai ricarichi più che corretti.

PREZZO MEDIO: 40-50 €

Antica trattoria sa pesta

8. SA PESTA

via dei Giusiniani 16/R

La vita semplice, avvolgente che brulica nel cuore antico della città passa tutti i giorni da Sa Pesta, dove da tre generazioni la famiglia Benvenuto cucina alla genovese trofie, pansoti e cima fatta in casa (8 € i primi, 12-15 i secondi), oltre a incartare un po’ di farinata, buonissima, semplice o con formaggio, agli amici che si fermano qui prima di tornare a casa per cena.

Sa pesta, ovvero “sale pestato” perché ai tempi della Repubblica di Genova era un deposito di sale, mantiene vivo il mestiere in disuso del “tortaio”, le torte di riso e di cipolle sono squisite, per quella di carciofi il locale vinse una gara cittadina nel 1889, prima prova dell’esistenza dell’osteria, sebbene il piatto più gettonato resti quello misto della casa: acciughe ripiene, torte e farinata (10 €).

PREZZO MEDIO: 20-25 €

Osteria Marinara a' Lanterna

7. OSTERIA MARINARA ‘A LANTERNA

via Milano 134/R

Questa è l’osteria che Don Andrea Gallo ha creato trent’anni fa come seconda possibilità per i ragazzi della comunità di San Benedetto al Porto, ancora gestita da loro insieme alla nuova cuoca Francesca.

Proprio sotto la Lanterna, l’Osteria Marinara è un posto dove ancora oggi le trofie si mischiano all’utopia, la musica di De Andrè alla frittata di pignoletti (7 €), le foto di Don Gallo insieme a Vasco Rossi o Dario Fo ai tris di marinati (12 €) o i carpacci (10 €) o l’insalata di polpo con verdure al vapore (8 €).

Memorabili i primi, le trofie nere con ragù di seppie su tutti, da provare le seppie saltate con insalatina di panissa e la breve e ligure carta dei vini. Al conto si potrebbe limare qualche euro ma ‘A Lanterna, con le storie del Gallo che non c’è più ma qui è vivo e vegeto, ha la dote rara di emozionare.

PREZZO MEDIO: 30-35 €

I tre merli, genova

6. I TRE MERLI

corso Magenta 3-5/R

I merli, ovvero i tre amici che nel 1979 hanno dato vita a questa vera ostaia (osteria, ma con sfumature molto genovesi), hanno preso il volo e aperto nidi addirittura a New York, ma lo spirito originale resta nel locale accogliente con i tavoli vissuti, il soffitto con le travi a vista, il pavimento a scacchi bianchi e neri della vecchia Genova.

Nel menu spopolano gli evergreen, torte di verdure e acciughe fritte tra gli antipasti (8-10 €), trofie al pesto, minestrone e pansoti al sugo di noci tra i primi (10-12 €), buridda di pesce, trippa in umido tra i secondi (12-14 €), mentre tra i dolci le torte caserecce (5 €) hanno una marcia in più, come dicono alcuni clienti talmente fedeli da tornare qui tutti i giorni da trent’anni.

PREZZO MEDIO: 30 €

Maxelà Genova

5. MAXELA’

vico Inferiore del ferro 9

Nel labirinto dei carrugi (vicoli) del centro storico dove “il sole del buon Dio non dà i suoi raggi” ristoranti, vinerie e ostaie vanno e vengono con alterne fortune. Il Maxelà di Vico Fermo (ce ne sono altri a Roma, Milano, Torino, Londra) è invece un punto fermo che nel 2003 ha iniziato una sfida controtendenza: servire solo carne (di fassone, piemontese doc).

Una ostaia-macelleria dunque, con banco frigo e due sale con le maioliche turchesi alle pareti, le volte di mattoni a vista e i tavolini in marmo bianco. Alla lavagna le indicazioni dei pezzi pregiati tradotte in dialetto ligure.

Nel menu carne cruda battuta al coltello, tartare accostata alla salsa di acciughe e carpacci (7/10 €), tagliate e l’eccezionale carrè di manzo fassone frollato per 30 giorni (45 € al kg). Da bere la birra ambrata marchiata Maxelà del birrificio genovese Maltus Faber o i rossi “della casa”, vinificati da Antinori e Falesco.

PREZZO MEDIO: 30-35 €

Il balcone

4. IL BALCONE

salita Pollaiuoli 22/R

Una volta entrati in questo posto per romantici un po’ intellettuali guardatevi attorno, anzi leggetevi. La tapezzeria è fatta con le pagine di antichi volumi, enciclopedie, e ritagli di giornali d’epoca con l’idea che la cultura possa conquistare anche tra una zuppa e un baccalà.

A tavola i sapori liguri prevalgono sul resto: picagge matte, tagliatelle di farina di castagne al pesto e ravioli al tocco tra i primi (9 €), stoccafisso o seppioline in umido, trippe e coniglio alla ligure tra i secondi (14 €).

Del circolo Arci che fu non resta granché, oggi il Balcone è tutto atmosfera tra il legno sotto i piedi e il rosso dell’arredo

PREZZO MEDIO: 25-30 €

Ombre Rosse

3. OMBRE ROSSE

vico degli Indoratori 20-22/R

La più bella osteria di Genova dove accomodarsi tra librerie, quadri e credenze nei tavoli in legno ospitati da stanze minuscole di quella che, si dice, fu la più antica abitazione genovese con un dehors d’eccezione: tra i pochissimi spazi verdi dell’antica Genova.

Gli ideali della coppia di proprietari (più rivoluzionari che cinematografici benché si siano conosciuti a Cinecittà) sono racchiusi nel nome del locale, attivo in progetti come il baratto alimentare cui ognuno è invitato con i propri manicaretti.

Il menu gira intorno al pesce, quello meno noto e a chilometri zero, come le alacce servite insieme alle trofiette della tradizione ligure. Molti i prodotti dei presidi Slow Food e i piatti vegetariani, sfiziosi i secondi come la Genovese – piatto a dispetto del nome di estrazione napoletana  – ovvero stracotto con letto di cipolle. Una delle migliori pause culinarie del centro di Genova.

PREZZO MEDIO: 30 €

Trattoria Ugo, Genova

2. TRATTORIA UGO

via dei Giusiniani 86/R

Non è cambiato molto dal 1969, anno in cui ha aperto la Trattoria Ugo, modello di vecchia osteria con le travi a vista nel soffitto, i paioli appesi, i quadri marinari e il pavimento a scacchi. Nemmeno la ressa, segno distintivo del locale sempre pieno specie nel fine settimana. Ma visto che il locale è grande anche chi arriva all’improvviso lascia il nome, va a farsi un “Asinello” nell’enoteca di via del Canneto Il Lungo, e torna col tavolo pronto.

Senza far troppo caso alla tovaglietta in cartapaglia, al vino servito in una vecchia bottiglia del latte, ma apprezzando la cucina che più genovese non potrebbe essere. Pansoti e buridda, filetti di baccalà fritto prodigiosi e trofie, acciughe ripiene, trippe e minestrone alla genovese. Tutto verace, tutto goloso.

Il prezzo è la penultima sorpresa piacevole, quando arriva il conto difficilmente si superano i 25-30 €. L’ultima è la gentilezza dei titolari di terza generazione, merce rara in Liguria.

PREZZO MEDIO: 20-25 €

Ostaia da u santu

1. OSTAIA DA U SANTU

via al Santuario delle Grazie 33, Voltri

Vicina a una strada stretta e ripida che si prende da Voltri salendo al Santuario delle Grazie, c’è una vecchia casa contadina, uno spazio con i tavoloni in legno all’ombra di una pergola e il giardino con l’orto dove si viene accolti da un piattino di brandacujun e crescentine. All’orizzonte il mare, e Genova.

Si sta bene anche d’inverno, dentro, allietati dalla cucina verace della signora Silvana: pansoti, trofie, minestrone di verdure alla genovese con quel cucchiaio di pesto a fare la differenza (9 €), tra i secondi lo spettacolare agnelletto arrosto con patate e carciofi, il coniglio arrosto al rosmarino, la cima e le acciughe alla ligure.

Ma ricordatevi di queste parole: quando c’è prendete il cappon magro, e bagnatelo con il vino della casa, chardonnay o barbera di un produttore amico di Costigliole d’Asti. (Non c’è carta dei vini).

PREZZO MEDIO: 25-30 €

[Crediti | I Cento Genova. Link: Dissapore, I Cento. Immagini: armadillobar, riccardo baccega, pepperskitchen]

Andrea Soban Andrea Soban

25 febbraio 2015

commenti (98)

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  1. E la Maria? Non mi mettete la Maria e mi mettete un ristorante di Quarto?

    1. Infatti! non mettere Maria tra le prime 10 (e metterne altre un po’più discutibili) farebbe girare le scatole anche al più calmo dei genovesi.

    2. Con tutta la simpatia che posso provare per i ragazzi che tengono aperto il locale, la Maria non è una trattoria, dai. E’ una taverna smilmensa popolare

    3. Stai bravo a toccarmi la Maria o ti invito a pranzo da Mario in salita San Paolo…. 🙂

    4. Come diceva la Cinquetti? Non ho l’ etaaaa…ecco diciamo che non ho (più) l’ età per sedermi al desco della Maria

    5. non conosco la Maria ma non toccatemi Mario ,parto da Milano per tuffarmi nel suo mondo

    6. adoroilpesce anche se sono piemontese e da quando abito a SAMPIERDARENA LA LANTERNA di piazza barabino è la mia trattoria si mangia ottimamente anche la carne x noi è da suprr consigliare

    7. Credo che la Lanterna di Piazza Barabino a Sampierdarena sia chiusa da poco tempo…

    1. sì, la colonna infame….

  2. bello che la foto di apertura sia dell’ex maxela’ di livorno… 😀

  3. Mi piace come si glissi sull’identità dei misteriosi “proprietari” di Ombre Rosse… 😉

    1. mettersi contro i “servizi” non è salutare….

  4. Grazie per aver scritto correttamente “trofiette”…ma l’ invidia dei frisceu spero proprio che sia “indivia” ;).
    In una di quelle “trattorie” ho…rifiutato di mangiare una orribile bourguignonne servita con brodo anzichè olio.

    1. Ehm. Si chiama Fondue Chinoise, con brodo, alghe ed altro. Alla fine ci si cuoce un uovo e si beve. Buonissima.

    2. Macchè. Era spacciata per bourguignonne, con carne e salsine.

  5. Di tutte queste ne conoscevo solo un paio; grazie per tutti questi suggerimenti!
    Da genovese non zeneise (cioè abitante di Genova, ma non autoctono) a me piace molto anche Mangiabuono in centro storico, in cui mi sono sempre trovato bene e la cui cucina mi sembra molto fedele alla tradizione. Ma felice di essere smentito da veri zeneisi.

    1. Scusa, non è possibile modificare il messaggio.
      Qualche commento o consiglio aggiuntivo ai posti già segnalati nell’articolo?

    2. Consigli aggiuntivi: la Bottega del Gusto in vico superiore del Ferro (sotto Piazza Fontane Marose), fanno da asporto ma hanno anche 6 posti per mangiare lì, buono, simpatici e con 10 euro ti fai un signor pranzo. Se no vado spesso alle Prie Rosse in Via Ravecca, ottimi i primi, carne fra la migliore in città. Mi hanno parlato bene del Rosmarino ma non ci sono ancora stato.

    3. Mangiabuono in vico Vegetti ha tutta la mia approvazione di vero zeneize (anche se la cuoca viene da Ronco mi pare) 😉

  6. U santu è valido davvero, ma è molto meglio andarci quando si può mangiare fuori.

  7. Por…..a ho cercato per anni un simile elenco a genova, grazie. Mi ci fiondo appena possibile.

    1. Aggiungi l’ Osteria da Maria, Via Pietro Chiesa a San Pier D’ Arena

  8. Già che si parla di Maria, metto la “mia”, quella a cui sono più legata: Trattoria da Maria, Vico Testadoro, zona De Ferrari.
    Se vogliamo stare in zona San Pier D’Arena, per me si va da La Lanterna, Piazza Barabino, trattoria da camionisti e portuali con piatti giganti a base di pesce.

    @Nome: che propone l’omonima? Vista tante volte, ma non ci sono mai andata.

    1. Buon pesce (e buono tutto in generale) e buoni vini

    2. Ah, allora va provato. Mi è venuto un dubbio, però, guardando in rete, non è che ha chiuso?

    3. Oddio, spero proprio di no. Oggi ho occasione di passarci davanti e controllo

    4. Credo che la Lanterna di Piazza Barabino a Sampierdarena sia chiusa da poco tempo…

  9. Ho letto adesso. Motivo in più per controllare. D’ altra parte gli anni passano per tutti, anche per Franchino

    1. A questo punto si sente la mancanza di un commento di Laura.

    2. Scusa Nome, mi si è attaccato il commento sotto al tuo.
      L’invito per Laura era più generale. Senza di lei non sembra abbastanza Genova.

      (Franco comunque c’è ancora).

    3. Passato alle 13,30. La trattoria è aperta e, sbirciando da dietro le tendine, anche piena. Non sono entrato per verificare se ci fosse Franchino perchè ero in ritardo per un appuntamento, e se ci fosse stato lui, almeno un quarto d’ ora in chiacchiere l’ avrei perso. Mi dici che c’è sempre lui? Benissimo, ma allora perchè T.A. dice che la trattoria è chiusa?

    4. L’ho pensato anch’io ma non l’ho detto.Le integrazioni di Maddalena, Nome e Altri sono interessanti perché orientano meglio la scelta.
      Genova la conosco e la amo.
      Vabbè, alla friggitoria Carega ci sono stato.
      Aspettando Laura, ti saluto Susinadamaschina
      :.-)

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