E così vuoi fare lo chef. 11 incidenti che capitano (sempre) in cucina

Sempre detto noi che la fare lo chef non è una passeggiata di salute. Vero, ci sono dei vantaggi, ma nemmeno la puntata più cruenta di Criminal Minds riesce a tenere testa alle torture che cuochi e brigate sanno infliggersi.

C’è di più: durante il servizio le ferite, a meno che non provochino svenimenti (o peggio), devono essere curate sul posto alla bell’e meglio, e via, si continua a lavorare. Immaginate dunque come sarebbe chiedere al sous chef, quando ha finito di legare l’arrosto, se può dare due punti anche al palmo della vostra mano.

Di seguito trovate tutto sulla parte peggiore del lavoro in cucina e, a volte, sull’autolesionismo degli chef.

Astenersi animi sensibili.

1. Taglio del dito.

coltello

Totale o parziale, è l’episodio più frequente in cucina. Le armi del delitto possono essere in egual modo forbici, trinciapolli o coltelli, specie se poco affilati. E’ uno degli episodi più cruenti, ed è impossibile fermare il rivolo di sangue.

Se poi si è nell’eventualità di aver reciso un piccolo pezzo di arto, meglio raccoglierlo subito, prima che, ehm, finisca nel fondo di cottura: al pronto soccorso sapranno cosa farsene.

Chef, infortunio al dito

2. Alluce infilzato
La forza di gravità attrae gli oggetti verso il basso, la legge di Murphy fa in modo che i coltelli cadano sempre di punta sull’alluce (sì ho appena visto Interstellar).

chef, dita, taglio

3. Alluce rotto.
Variante della situazione descritta sopra è la frantumazione dell’alluce a seguito di caduta oggetti pesanti (le forme di formaggio sono armi improprie). L’alternativa è il pestaggio (del piede) da parte di colleghi agitati nell’ora clou del servizio. In questo caso la percentuale di dita offese si alza da 1 a 5. Si consigliano scarpe da cantiere.

4. Mano frullata.

robot

Impossibile, per chiunque sia nato prima degli anni ’80, non pensare ai Goonies tutte le volte che si trita la carne col robot. La tentazione di spingere dentro la carne con le mani fino a condire il polpettone con qualche pezzo di polpastrello umano è inalienabile in tutti noi.

5. Infezione da spina di pesce.
Sfilettare il pesce è una delle operazioni più rischiose al mondo. Specie se lo si fa con quei pesci che si ostinano ad avere una lisca piena di spine, sotto e sopra la pelle. Una spina sotto un’unghia, se trascurata, può provocare un’infezione a tutto il braccio.

Chef e bruciature

6. Cottura di un arto.
Lavorare con i fornelli è semplice: che dal fuoco si debba stare alla larga lo si impara nei primi anni di vita. Ma cosa dire delle piastre a induzione su cui, sovrappensiero, si appoggia il palmo della mano, e cosa dire dei forni poco coibentati, o peggio, lasciati aperti, su cui si appoggia, senza volere la pancia o una coscia? In quei casi è una fortuna non lasciare almeno 3 strati di epidermide sulla superficie.

7. Lessatura del piede.

acqua bollente

Non esiste uno chef al mondo che non abbia mai colpito una pentola d’acqua bollente rovesciandosi parte del contenuto su un piede. L’ustione di terzo grado, con tanto di bolle purulente, è poco piacevole da tenere nelle scarpe.

Stigmate dello chef

8. Stigmate.
Fenomeno che si verifica senza condizioni di particolare santità, e soprattutto in seguito a lavori come l’apertura delle ostriche. Il coltellino, reso viscido dall’umidità, ha il brutto vizio di infilarsi nel palmo della mano invece che tra le valve.

9. Frittura di un arto.
La scottatura da piastra o da acqua bollente non sono nulla in confronto a lei: la scottatura da olio. Soprattutto se riguarda una superficie estesa, l’olio continua a friggere la pelle fino a che non lo si toglie. Vietato farlo con uno strofinaccio, altrimenti si rischia di togliere la pelle assieme all’olio.

10. Occhio piccante.

peperoncino

Che non è il titolo di un film erotico ma quella sensazione che si prova quando si pulisce un peperoncino piccantissimo senza guanti, e dopo 10 minuti ci si stropiccia un occhio per la stanchezza. Chiunque l’abbia provato sa che ciò comporta una lacrimazione che nessuna cipolla saprà mai provocare, oltre che a una contrazione del nervo ottico a un ritmo house progressive.

11. Sciatica e ernia.
Tra tutte sono le offese meno poetiche, ma assai di frequente il sollevamento di pesi incredibili è uno sport molto praticato tra i banchi di una cucina, con le immaginabili conseguenze sulle vertebre e la capacità deambulatoria.

[fotocrediti: bitchinthekitch, thrillist, 24hourcampfire, tworowtimes]

Rossella Neri Rossella Neri

19 novembre 2014

commenti (14)

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  1. Se si appoggia il palmo di una mano su una piastra ad induzione non accade un bel nulla, dato che la piastra non scalda.

    1. O se dalla piastra è appena stata tolta una pentola. Che la piastra ha fatto diventare molto calda, e quindi in grado di rendere a sua volta ustionante la piastra a induzione stessa.

  2. Manca il capitombolo su pavimento reso scivoloso da acqua e unto. Le conseguenze vanno dal grave, al gravissimo, al potenzialmente letale

    1. Senza dimenticare i rischi da assaggio del cibo in cottura: dalla banale scottatura di lingua e mucose al soffocamento … (sempre che il cibo sia di buona qualità: tossinfezioni e avvelenamenti vari dovrebbero essere – si spera – eventi rari) 🙂

  3. le cucine sono ambienti di lavoro come tanti, all’interno delle quali bisogna conoscere, applicare e fare applicare la norme di sicurezza sul lavoro, indossare calzature e capi di abbigliamento adeguati, avere impianti e pavimentazione a norma.

    che poi tali argomenti vengano affrontati con fatalismo o con la sicumera di chi “è una vita che lo faccio” è un altro paio di maniche, dovuto anche al fatto che mentre nei cantieri edili rischi di lasciarci le penne, in cucina gli esiti sono mediamente meno gravi.

    in genere manca una cultura della sicurezza, purtroppo. sembra una frase fatta ma quando assisti a comportamenti privi di qualunque criterio non puoi capacitarti della stupidità umana e di quanto poco sia necessario per evitare gran parte degli infortuni che accadono.

    1. Sugli indumenti adatti ricordo che ogni anno ci sono diversi casi di grave ustioni (fino al decesso) in “casalinghe” che vanno a fuoco indossando quelle vestaglie di acetato (o comunque materiale sintetico) le cui maniche entrano a contatto con la fiamma di un fornello (magari preparando il caffè di prima mattina) trasformandosi rapidamente in torcia …

  4. indi pop fai una constatazione verissima seguo un po’ queste cose per lavoro e il nostro paese è uno dei meno sensibili sulle tematiche della sicurezza. Tuttavia esistono le possibilità non di azzerare ma di ridurre il rischio.
    Diverso ancora in casa, dove i pericoli si tendono a sottovalutare e poi succede quello che dice Maurizio, con l’aggravante che spesso si ha fretta e sbadataggine e quindi si può incappare in infortuni, che si potrebbero evitare con un po’ di buon senso.
    L’altra mattina, prima di andare a lavorare, mi son messa a preparare la focaccia da portare in ufficio e ho avuto la brillante idea di spruzzare distrattamente l’emulsione olio e acqua anche sul pavimento.
    Poi non ci pensavo più e prima di sfornare ho fatto un volo sul pavimento che non so come ho fatto a rimanere intera.

    1. Se provo a fare una cosa simile, non scivolo di certo.
      Volo giù dal terzo piano
      Mi ci spedisce la titolare…

  5. Ciao Paolo io me la son presa con me per la mia estrema stoltezza e poi mi è toccato anche pulire altrimenti mio marito mi sfrattava. Però la focaccia è stata apprezzata dai colleghi.

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